Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

A rite of passage

di ADayDrive [user #12502] - pubblicato il 26 giugno 2009 ore 10:22

Ho letto l'articolo sui Dream Theater e le nuvole, peraltro scritto con passione, ma la successiva discussione mi ha veramente lussato i testicoli: sembrava una discussione di calcio in bar tra ultrà: "I Dream Theater sono delle merde", "Se questo disco non vi piace non capite un cazzo"... Quindi mi sono ascoltato più volte "A rite of passage" mentre cazzeggiavo sul PC (il link del video l'ha postato lo stesso Pioneer), e sono arrivato ala conclusione che questa è una brutta canzone (oltre al fatto che il video fa ridere), per i seguenti motivi:

- Il pezzo sa di già sentito. I particolare, la linea melodica del cantato sa di trito e ritrito heavy metal nordeuropeo, ed il ritornello ha una seconda voce alla Megadeth veramente fastidiosa. Non valeva la pena lavorare un meno sull'arrangiamento e scrivere delle linee melodiche meno banali?

- La produzione è pessima. Non la pre-produzione, fase in cui si studiano gli arrangiamenti e le parti, che sono gli aspetti che i Dream Theater curano maggiormente, ma proprio "i suoni" sono bruttissimi. L'entrata, all'inizio, di quella chitarra distorta è comica: il suono è brutto, sgranato, per nulla amalgamato con basso e tastiera. Gli archi seminati qua e là, poi, sono quasi comici. Il fatto che i Dream Theater incidano per la Roadrunner tradisce il fatto che oramai non affascinano più le grandi platee. Difatti questo singolo (e quindi penso anche il resto del disco) tradisce una certa "economicità" del progetto. Non c'è un cazzo da dire, per fare grandi dischi ci servono grandi budget ed un grande produttore, oltre che grandi artisti. Si ascolti l'ultimo degli AC-DC: a me rompono dopo due minuti, ma i suoni conferiscono al disco un tiro incredibile.

Loro saranno bravi finchè si vuole, ma, a giudicare da questo pezzo (e dalle immediatamente precedenti prove discografiche), mi sembrano oramai più degli ottimi mestieranti, che degli artisti ispirati. Ed oramai anche la loro bravura incredibile è un mito logoro: non c'è niente di quello che fa il batterista che il batterista dei Tool non riuscirebbe a fare con una mano legata dietro la schiena, e su Youtube si possono trovare decine di ragazzotti di 16 anni più veloci di Petrucci. In sompenso, hanno perso la loro attitudine nella scrittura dei pezzi, che caratterizzava il loro capolavoro (Images e words), un disco veramente solido e fatto di grandi canzoni, che ascolto sempre molto volentieri.


Dello stesso autore
Becoming Led Zeppelin
La Jazzmaster dei poveri e il genio di Leo
Harley Benton: e se una chitarra costa come un paio di scarpe?
Måneskin: ci hanno scippato il rock'n'roll?
Il Fai-da-te che non fa-più-per-me
Harley Benton DC Junior: la mostarda in salsa asiatico-tedesca
Amp modding in quarantena e l'importanza del tone stack
Ci mancava solo l'obbligo (di fatto) di restare in casa...
Loggati per commentare

anche se concordo co
di darkburst utente non più registrato
commento del 26/06/2009 ore 11:2
anche se concordo con molto di ciò che scrivi (soprattutto sul calo di creatività), anche questo tuo tentativo di recensione ha poco di oggettivo, e può dare adito, nella sintesi del commento, ad una discussione "da bar". intanto per spargere un po' di benzina, penso che i musicisti dediti ai generi ultratecnici sono inevitabilmente destinati a repentini cali di creatività. molto semplicisticamente si può dire che nell'entusiasmo del primo disco vengono espresse TUTTE le potenzialità, derivate da anni di studio (tecnico e creativo), poi i tempi imposti dai contratti (se vogliamo dare la colpa a qualcuno) non permettono più di applicare la creatività alla tecnica.. e così diventano ripetitivi. mi viene in mente un nome molto discusso: yngwie malmsteen. quanto entusiasmo mi suscitò l'uscita di "rising force"! al successivo "marching out" ne avevo già le scatole piene!!!! e così anche per i dream theatre... per me esiste solo "image and words" ciaoooooooooooooooooo
Rispondi
Loggati per commentare

Re: anche se concordo co
di ADayDrive [user #12502]
commento del 26/06/2009 ore 12:0
Ma, non credo di essere stato poco oggettvo: a me non me ne viene in tasca nulla a criticare i Dream Theater... Senza contare che alcune cose "ultra-tecniche" mi piacciono molto, non sono un anti-virtuoso a priori. Su Malmsteem concordo appieno: gran chitarrista, ma non si può campare di revival dopo due dischi... Credo che, comunque, più che un problema di "ultra-tecnica", sia un problema di pigrizia legata al ruolo che un musicista si costruisce. Sono convintissimo che Petrucci potrebbe fare cose egregie anche fuori dai soliti schemi (che so, in veste acustica, per esempio), ma evidentemente non gli interessa abbandonare, anche solo temporaneamente, il suo ruolo di guitar-hero (anche se un po' demodè). Per me la musica deve sempre essere una ricerca, anche se non bisogna necessariamente inventare cose nuove, o diventare sempre più "fenomeni". Ad esempio, Satriani si è costantemente evoluto verso una maggiore espressività ed una ricerca della melodia, mi pare un esempio molto costruttivo.
Rispondi
Re: anche se concordo co
di darkburst utente non più registrato
commento del 26/06/2009 ore 12:2
*** Il pezzo sa di già sentito [...] *** *** La produzione è pessima [...] *** sono tuoi giudizi personali. *** Il fatto che i Dream Theater incidano per la Roadrunner [...] *** questo è un fatto, anche se l'ipotesi successiva è di nuovo tutta tua ;-) non prenderla come una critica negativa, anche perchè concordo con te, sia sui giudizi, che su quello che dici ora su petrucci, su satriani e sulla musica. ciaooooooooooooo
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964