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Guardare ed ascoltare

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 03 maggio 2009 ore 08:42

L'occhio e l'orecchio possono essere riduttivamente definiti delle sonde che inviano continuamente informazioni al cervello per una immediata elaborazione ma molto spesso l'occhio si limita a vedere e l'orecchio a sentire quando ad esempio si cammina distrattamente per strada non dando importanza a quello che avviene intorno a noi.

Se invece assistiamo alla proiezione di un film o ad una manifestazione teatrale il semplice vedere si trasforma in un guardare attentamente e così pure se ci troviamo in un auditorium o se la TV trasmette la nostra musica o una interessante intervista il sentire evolve nell'ascoltare per poter valutare l'evento a cui stiamo assistendo.

Sarà solo il diverso grado di preparazione e la diversa sensibilità di ogni individuo a determinare l'interesse per una manifestazione e non gli artifici allestiti per crearla.

Quindi il sistema sensoriale trasmette informazioni di carattere universale nel senso che sono a disposizione anche dei nostri simili ma la loro valutazione rimane sempre soggettiva ed unilaterale perchè non è mai libera ma sempre influenzata da diverse propensioni e stati d'animo.


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Lettura
di lorenzof [user #17952]
commento del 03/05/2009 ore 11:0
Ciao mitico Gwyn, magari lo sai già, ad ogni modo l'approccio cibernetico / sistemico-relazionale all'informazione fornisce spunti di grande utilità per inquadrare problemi come quelli che hai lambito con la tua breve riflessione. Esempi: G. Bateson, oppure anche P. Watzlawick
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Re: Lettura
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/05/2009 ore 11:5
Mah, diciamo che c'è dell'olismo nello scritto ma non inteso in senso filosofico ma solamente letterale come contrapposizione alle teorie riduzioniste che sembrano imperanti negli ultimi anni. Certamente l'ascolto e la visione mirata hanno proprietà terapeutiche come pure il conseguimento di risultati tecnici per realizzarle ed è il mio caso ma anche suonare o andare in bicicletta rappresentano mete positive. Il conseguimento di un risultato spesso è l'apoteosi di un atteggiamento edonistico e fortemente volitivo dettato da una decisa ambizione o da una naturale predisposizione ma non è frutto di un disturbo della mente come Bateson lasciava intravvedere. Anche il suo modo abbastanza inusuale di scrivere in un primo tempo non condiviso per una palese evanescenza concettuale fu poi ripreso ed apprezzato proprio da Watzlawick e più tardi da Jackson, quest'ultimo, a mio parere, più profondo dei suoi maestri per la chiarezza delle trattazioni e per una minore unilateralità delle affermazioni.
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Re: Lettura
di lorenzof [user #17952]
commento del 03/05/2009 ore 12:1
Oddi(n)o, Gwynnett, cosa hai letto di Bateson :-)? Per quanto ne so non ha mai scritto né pensato alcunché di simile... Sulla evanescenza concettuale posso darti ragione, ma solo in virtù del fatto che se non lo si legge in modo estremamente approfondito è facile considerarlo a quel modo. Ma ti garantisco che non gli si rende giustizia, e si perde una bella occasione di crescita. E' un autore dalla complessità non ben compresa, e parte delle difficoltà con cui dobbiamo farei conti, leggendolo, dipendono dal fatto che mette in evidenza alcune ingenuità di natura epistemologica che pure sorreggono la nostra azione quotidiana. Non è facile fare il primo salto per indossare la sua visione, ma per quanto mi riguarda, lo sforzo è stato oltremodo utile. Ovviamente è solo la mia opinione.
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Questo è il punto.
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/05/2009 ore 14:0
Questo è il punto. Da come ne parli e dall'enfasi che le tue parole tradiscono posso dedurre che hai letto e digerito a fondo questo autore e che la condivisione delle sue teorie è frutto di studi approfonditi ed attente riflessioni. La cosa è diversa per me che pur avendo una impostazione prevalentemente classica ho una visione molto più allargata e superficiale di questi concetti e sopratutto di questi autori. Ho letto "Verso un'ecologia della mente", ricordo che lo vinsi come terzo premio durante un torneo di scacchi ma è passato tanto tempo, forse è un libro dei primi anni 80 o anche antecedente e dovrei ancora averlo da qualche parte. Comunque complimenti per la tua preparazione.
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