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Il destino delle idee

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 25 aprile 2009 ore 16:21

Un diyer è solo - due diyers comunicano - tre diyers insieme possono innovare molto e sarebbe davvero difficile contrastarne il pensiero.


Dico questo perchè un progetto presentato da un singolo si snobba facilmente, vuoi per interesse, vuoi per invidia o gelosia, ma quando si è suffragati da un'equipe è il singolo che rimane isolato e l'unione vince anche a prescindere dalla qualità del progetto.


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scusa per l'ignoranz
di danielesuperfuzz [user #18156]
commento del 25/04/2009 ore 16:2
scusa per l'ignoranza,ma che è un diyer?
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Re: scusa per l'ignoranz
di nick74 [user #15609]
commento del 25/04/2009 ore 16:4
E' l'acronimo di "do it yourself" ovvero fattelo da solo o meglio autocostruiscitelo. Sono daccordo gwin! Un progetto presentato da un team si giova di una presentazione e di un impatto più importanti. A prescindere anche dal fatto che più teste cogitanti possono dare contibuti diversi che ad una sola potrebbero sfuggire! Quando volete aprire una societa' di costruzione ampli boutique e volete un socio che incassa esclusivamente i dividenti fatemi un fischio! ;))))
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Re: scusa per l'ignoranz
di gwynnett [user #9523]
commento del 25/04/2009 ore 17:2
Quando volete aprire una societa' di costruzione ampli boutique e volete un socio che incassa esclusivamente i dividenti fatemi un fischio! Ma solo nel caso di ampli boutique o comunque per validi sistemi di amplificazione anche se un pò distanti dalla filosofia vigente? Cosa rishieresti ed in che misura per un progetto in controtendenza che privilegiasse i decibel piuttosto che i watt? Naturalmente ho preso il tuo commento solo a pretesto, in realtà non sei tu il destinatario degli interrogativi ma voglio continuare ad usare la tua intelligenza anche in virtù dell'amicizia che mi hai sempre dimostrato e ti chiedo: se tu volessi dar vita ad una produzione quale sarebbe la tua propensione, un allineamento con guadagni sicuri o una innovazione con un iter lungo e difficile?
Rispondi
Re: scusa per l'ignoranz
di nick74 [user #15609]
commento del 25/04/2009 ore 17:4
Guarda! La mia filosofia di vita ed il lavoro che faccio ne e' una dimostrazione, mi spinge a scegliere la linea dell'innovazione, ma voglio darti o meglio proporci un'argomentazione a supporto della scelta. Il mercato e' saturo di proposte similari, alcune anche "simili", e non c'e' davvero la volonta' di rischiare su strade non percorse dal gregge! Proporre ampli boutique in effetti era solo una provocazione, non un'idea brillante ne' nuova! Forza accordiani spremiamoci e poi "accordiamoci"
Rispondi
Re: scusa per l'ignoranz
di Cryst975 [user #11528]
commento del 25/04/2009 ore 20:4
scusa se mi intrometto...ma mi è sorta una domanda...:non srebbe possibile cercare un compromesso? Perchè non sfruttare le cose che esistono, inserendo anche delle innovazioni? Sarebbe come un'evoluzione della specie.... Ovviamente parlo da ignorante in materia di elettrotecnica ecc...però mi pare che sarebbe meglio innovare per gradi, piuttosto che presentarsi con un oggetto talmente innovativo da rischiare che la gente non riesca a digerirlo....
Rispondi
grazie della dritta,
di danielesuperfuzz [user #18156]
commento del 25/04/2009 ore 17:4
grazie della dritta,io sapevo che l'acronimodi do it yourself fosse DIY,ma nonsi smette mai di imparare!
Rispondi
Re: grazie della dritta,
di nick74 [user #15609]
commento del 25/04/2009 ore 20:2
Per essere più chiaro possibile. Fare autocostruzione e' fare DIY. Ok? Essere un autocostruttore e' essere un DIYER. It's ok! Let's play now. All together we are players!!! ;)))
Rispondi
Sì è vero !
di Kata_ts [user #2290]
commento del 25/04/2009 ore 21:0
Sì è vero !
Rispondi
Re: Sì è vero !
di danielesuperfuzz [user #18156]
commento del 26/04/2009 ore 11:2
ahhhhhhhh ok grazie!
Rispondi
Re: Sì è vero !
di Kata_ts [user #2290]
commento del 27/04/2009 ore 09:3
;) !
Rispondi
Il DIY fa diventare ciechi...attenti ragazzi...
di Audiofilox [user #11909]
commento del 26/04/2009 ore 22:2
Il faccio da solo - a lungo andare - fa diventare ciechi!!! Uscite, vedete gente, fate cose...
Rispondi
Re: Il DIY fa diventare ciechi...attenti ragazzi...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 27/04/2009 ore 09:3
Sì è vero ! .. anche questo è vero eh eh eh
Rispondi
Re: Il DIY fa diventare ciechi...attenti ragazzi...
di gwynnett [user #9523]
commento del 27/04/2009 ore 09:4
Anche studiare la chitarra con serietà e dedizione è una sorta di "faccio da solo" e può essere causa di seri atteggiamenti scoliotici - non a caso per i bambini si consiglia di compensare con la spalliera - ed il leggere continuamente la partitura causa non pochi problemi agli occhi affatto dissimili da altre applicazioni come per chi lavora nell'informatica per fare un esempio. Tu ti definisci "audiofilox", letteralmente "amico del suono", ebbene l'ascolto continuo è causa di una eccessiva concentrazione che sfocia in una sorta di isolamento che sottrae tempo all'uscire, al vedere gente, al fare cose. Ogni applicazione assidua e specifica crea problemi, ma se qualcuno non lo avesse fatto e non continuasse a farlo non avremmo le straordinarie innovazioni di cui possiamo usufruire nel quotidiano.
Rispondi
L'unione fa la forza
di smilzo [user #428]
commento del 27/04/2009 ore 10:4
Vero. Ma non è facile mettere insieme tante teste intelligenti, diversamente dai consumatori ignoranti. Chi fa DIY ha idee critiche e capacità di fare, e spesso il dover lavorare in gruppo viene visto come "limite alla creatività". E' veroche la sintesi del lavoro di gruppo necessariamente porta a privilegiare certe idee ed abbandonare altre, ma se la sintesi è buona nessuna idea "buona" viene lasciata. Quando si parte? ;D
Rispondi
Re: L'unione fa la forza
di gwynnett [user #9523]
commento del 28/04/2009 ore 18:0
Per quale destinazione compriamo il biglietto? Andiamo verso la luce innovando tecniche e materiali o rimaniamo in penombra su poltrone comode e fascianti dove possiamo appoggiare il capo e stendere i piedi? Il biglietto per la prima destinazione costa di più e se il treno non parte non te lo rimborsano, il secondo te lo lasciano per pochi soldi ed è strano perchè le carrozze sono più comode ed il viaggio è più breve.
Rispondi
Re: L'unione fa la forza
di smilzo [user #428]
commento del 29/04/2009 ore 09:5
Lo sai già... ;D Io sono il primo che vota innovazione. Voglio però farti notare come le valvole siano solo una parte del circuito. L'ampli di chitarra si è fossilizzato su un circuito. L'alimentazione... filtri a P. Bias tramite resistenza al catodo (per il pre) e fixed bias per il finale (tranne qualche caso). Condensatori di disaccoppiamento. Controllo toni. Tutto è standardizzato. Si può innovare o evolvere ogni singolo stadio. Ti piace?
Rispondi
Re: L'unione fa la forza
di gwynnett [user #9523]
commento del 30/04/2009 ore 09:5
Non si può innovare a livello circuitale lavorando con i tubi termoionici. E' solamente possibile modificare lievemente per caratterizzare la voce dell'ampli ed indirizzarlo a stili diversi quali il rock, il blues o il metal. Resistenze e condensatori assolvono alle funzioni di sempre, i tubi amplificano, raddrizzano e sfasano come cinquanta anni fa, quindi è solo il modo di far percepire il suono che può essere migliorato privilegiando i decibel piuttosto che i watt.
Rispondi
Re: L'unione fa la forza
di smilzo [user #428]
commento del 30/04/2009 ore 10:0
Secondo me si può evolvere il circuito. Idee bocciate 60 anni fa, perchè non hi-fi e troppo costose, oggi potrebbero trovare un fertile terreno negli ampli da chitarra. ***il suono che può essere migliorato privilegiando i decibel piuttosto che i watt.*** Cosa vuoi dire con questa frase? Mi sembra di averla già letta, ma non capita!!! :)
Rispondi
***Cosa vuoi dire co
di gwynnett [user #9523]
commento del 30/04/2009 ore 12:0
***Cosa vuoi dire con questa frase? Mi sembra di averla già letta, ma non capita!!! :) *** E' una soluzione limitata dai costi e dagli ingombri e si basa sul fatto che mentre il watt è una unità di misura che esprime il livello di pressione sonora rapportata alle caratteristiche dell'apparecchio che la genera , il decibel invece è soltanto l'espressione di quella misura, è la capacità di rendere piacevoli o spiacevoli gli effetti della pressione citata. Le qualità sonore di un qualsiasi amplificatore variano a seconda della distanza che lo separa dall'ascoltatore quindi le regolazioni eseguite dal musicista sul palco sono valide praticamente soltanto per il suo orecchio o, al massimo, per gli altri componenti se si tratta di una band tenendo anche conto della collocazione del diffusore. Superata la distanza di circa sei metri i decibel si dimezzano ed essendo espressi da un numero adimensionale, non reale come per i watt, viene modificata la risultante di un rapporto che può dare effetti anche migliorativi ma certamente diversi da quelli che il musicista voleva comunicare.
Rispondi
Re: ***Cosa vuoi dire co
di nick74 [user #15609]
commento del 07/05/2009 ore 08:1
Questo mi era chiaro, perche' ce lo hai spiegato egregiamente parlando di attenuatori, ti ricordi! ;)) Da questo discorso, che riprendo solo ora, deduco che hai una "notevolissima" idea per mettere l'ascoltarore nelle condizioni di percepire il suono nelle stesse condizioni di percezione che ottiene il musicista davanti all'ampli. O sbaglio? Un "Nirvana sonoro" al quale il musicista fa arrivare il pubblico!!! Magnifico Grazie Gwin
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