Negli ultimi tempi si nota una qualità sempre inferiore nella componentistica.
In fase di autocostruzione non si riesce più ad avere le giuste tensioni se non si ricorre a componenti idonei e di provata funzionalità. Risulta difficile comprendere perchè con una adeguata rettificatrice e con condensatori di valore idoneo la tensione risulti sempre inferiore a quelli che dovrebbero essere i giusti valori per un corretto funzionamento e quindi si innescano distorsioni innaturali anche a bassi vattaggi.
Adesso comincio a spiegare i misteriosi rumori riscontrati in amplificatori elettricamente perfetti dal punto di vista circuitale. Una valvola su cinque è difettosa anche se acquistata nuova e non si riscontra mai parità di emissione tra i due triodi di una preamplificatrice con le immaginabili conseguenze a livello di funzionalità.
Ma il discorso coinvolge essenzialmente le capacità che decadono in maniera stranamente rapida quando sottoposti a tensione. Sarebbe necessario un test prima di montarli definitivamente ed usando un capacimetro si nota che condensatori dichiarati per 22 mf presentano da nuovi un valore di 20 o addirittura 19, quindi se si attua un parallelo ad esempio di 22 + 10 avremo una risultante di 28 e non di 32. Quindi raccomando una grande attenzione anche per le sostituzioni consigliando di ricorrere a componenti abbastanza costosi sui quali effettuare una verifica preventiva. Circa 7 euro per un 100 mf, 5 per un 47 e quattro per un 22, scegliendoli tra marchi di provata serietà che assicurino la stabilità per un discreto periodo.
Resistenze e potenziometri affollano il mercato ed anche rispetto a queste componenti si denota spesso una scarsa affidabilità. Molto spesso con il volume a zero è possibile udire un suono nell'ampli, anche se di bassa intensità, e questo fatto dipende da una costruzione poco accurata e dalla scarsa qualità della slitta e del contatto strisciante. La slittà deve essere di grafite che rappresenta il momento più stabile della trasformazione del carbonio (il momento successivo è la cristallizazione) ed il contatto strisciante dovrebbe essere minerale di berillio, elemento di giusta durezza che unito alle capacità lubrificanti della slitta genera uno scorrimento idoneo e senza intoppi. Guardando i bellissimi e costosissimi potenziometri Marshall ci si rende conto della differenza e considerando la natura non certo prodiga degli inglesi è facile notare quale importanza attribuiscano a queste componenti.
Per finire consiglio molta attenzione alle sostituzioni ed una scelta oculata dei marchi adottando quelli di provata serietà obbligando il tecnico ad usare quelli e non altri che magari ha in magazzino e che abbiano anche le idonee tolleranze di tensione curando che non siano troppo al limite dei 450 volts che normalmente confluiscono nel circuito.