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Doverose precisazioni

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 22 gennaio 2009 ore 19:28

Mi scrive un accordiano dichiarandosi poco più che ventenne e quindi di modesta esperienza riguardo alle tecniche valvolari allegando uno schema alla mail e ponendomi una precisa domanda:

sono in possesso di un ottimo ampli in classe A che può montare indifferentemente come finale una valvola X, una Y ed una Z senza nulla modificare nel circuito anche considerando che non ne sarei capace. Potrei quindi montare anche la valvola T considerando che le istruzioni dicono che inserendo la valvola il circuito riesce ad individuarne il tipo e ad adeguarne il BIAS?

Dato che non è la prima volta che ricevo questo tipo di quesito ho detto all'amico che avrei risposto pubblicamente nel diario naturalmente non citando lui nè il marchio in questione.

La valvola T non può essere montata perchè richiederebbe uno zoccolo di tipo NOVAL ed invece sul telaio è presente un OCTAL ed oltre a questo sarebbe necessario adeguare altri elementi del circuito.

Quindi l'amico ha avuto la risposta al suo quesito ma rimane aperta un'altra questione. Non so cosa dicano di preciso le istruzioni ma il circuito non è assolutamente in grado di leggere il tipo di valvola trattandosi di elettronica analogica e non digitale e non è neanche pensabile che possa variare automaticamente il BIAS nè sono presenti degli switch che possano farlo manualmente.

Allora come è possibile questo adeguamento che non avverrebbe nè in automatico nè in manuale? Come può un apparecchio supportare vari tipi di tubi molto diversi tra loro senza nulla modificare?

La risposta è riassumibile nella parola COMPROMESSO, un termine molto in voga negli ultimi anni e che nessun danno arreca agli apparecchi ma che molto spesso offende l'intelligenza degli utenti tenendoli in una inconsapevole ignoranza ed attribuendo ad una circuitazione poteri che per quanto possa essere valida non potrà mai avere.

La vera risposta consiste nel fatto che all'apparecchio viene fornita una tensione abbastanza vicina a quella ideale per le singole valvole citate in opzione. Che il valore di tensione negativa che si innalza dalla massa soltanto disaccoppiata da una resistenza fornisce ai diversi tubi un BIAS abbastanza accettabile e comunque compatibile con le rispettive esigenze. Che i valori di catodo (resistenza e condensatore) e quello di griglia schermo vengono fissati con criteri medi di valutazione ed infine che il trasformatore di uscita è dotato di un avvolgimento primario con una impedenza non esatta ma neanche pregiudizievole per il tubo adottato e comunque in un range di compatibilità.

In definitiva si può affermare che il progettista è veramente un drago per riuscire a conciliare tre tubi diversi senza pregiudicare il funzionamento dell'ampli  che ho avuto modo di ascoltare e che giudico ottimo come suono e come costruzione.

Ma allora perchè mentire? Un musicista non si intende solo di pentagrammi e di accenti ed ha un'intelligenza che va ben oltre. Quindi cerchiamo di non umiliarlo con queste affermazioni che hanno tanto di medioevale attribuendo una normale funzione alle alchimie di un mago.


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E che sarà mai!
di strato78 [user #17091]
commento del 22/01/2009 ore 21:5
Personalmente ho realizzato un ampli che nel finale ospitava indifferentemente dalle EL84 alle 300B, passando per le varie 6V6, 6L6 e KT discorrendo, sia in Single Ended che in Push-Pull. Pulito Fender e distorto Marshall: praticamente una bomba. Grande suono sia sul palco che in cameretta. Stavo pensando di farlo stereo, ma mi hanno invitato al NAMM nel frattempo. Los Angeles mi ha aperto gli occhi: mancava anche il comando vocale per l'accensione, indispensabile quando si hanno le mani impegnate. Poi alla fine si sa come vanno certe cose: mi sono svegliato, ho infilato le pantofole e mi sono alzato dal letto come ogni mattina.
Rispondi
Quando un tempo anda
di gervasoni [user #11470]
commento del 22/01/2009 ore 22:4
Quando un tempo andava di moda modificare i valve junior della epiphone, la prima cosa che si faceva era trovare un trasformatore d'uscita con una impedenza nel primario adeguata (da 7.5k a 5k circa) per modifcarne la timbrica. Penso che la dica lunga su quanto il compromesso possa incidere Il bello è che poi si cercano di cambiare tre condensatori in un effetto a pedale per "migliorarne" il suono
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Scusa la domanda stu
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 23/01/2009 ore 09:0
Scusa la domanda stupida ma, basandosi su quanto dici, posso quindi affermare che un amplificatore progettato (e di conseguenza tarato) per ospitare un solo tipo di finale ha una "resa" migliore di uno progettato per ospitare più tipi di valvole?
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Re: Scusa la domanda stu
di smilzo [user #428]
commento del 23/01/2009 ore 10:0
Sì. Esiste anche la possibilità di rendere switchabili parti di circuito per predeterminati tipi di valvole. Ad esempio diversi VHT presentano uno switch interno per funzionare con 6L6 o EL34, modificando il numero di avvolgimenti del trasformatore. Ottimo articolo e esposizione. Non è notizia da diario, meriterebbe la prima pagina. :D
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 23/01/2009 ore 10:3
Quindi il THD univalve per esempio (mio sogno proibito) non sarebbe tutta questa gran scoperta ma piuttosto un grandissimo compromesso tra più valvole che se ho capito bene suoneranno più "fredde" nel caso la taratura del bias sia più bassa rispetto a quella ideale, oppure saranno troppo "tirate" se la taratura è più alta rispetto all'ideale?
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di gwynnett [user #9523]
commento del 23/01/2009 ore 11:0
Se l'ampli che citi non è dotato di switch che adeguano MANUALMENTE alcuni parametri è come come dici tu in quanto il tubo adottato in opzione farebbe uso di soluzioni elettroniche molto prossime ai valori richiesti ma non ideali e si potrebbe dire: 6l6=6550 6550=el34 6l6=el34 Con un'occhiata ai datasheets ci si accorge che non è così.
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 23/01/2009 ore 11:1
Beh THD si vanta di poter montare indistintamente (informazione presa dal sito ufficiale eh...) 6L6, EL34, 6550, KT90, KT88, KT77 e KT66. Adesso io non conosco le differenze tra tutte queste valvole ma se devo essere realista non credo possano suonare tutte in condizioni ottimali senza modificare niente nel circuito finale. O sbaglio?
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di smilzo [user #428]
commento del 23/01/2009 ore 11:3
Sono tutte tarate fredde. Suonano bene, ma non ottimali.
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di gwynnett [user #9523]
commento del 23/01/2009 ore 10:4
Nessuna domanda stupida ma al contrario un quesito acuto e pertinente al quale ha risposto ottimamente lo Smilzo centrando l'attenzione sugli avvolgimenti del primario del trasformatore di uscita. Ragionando tra tetrodi a fascio come la 6l6 e la 6550, anche se con capacità di dissipazione molto diverse, può esserci una similitudine nei parametri periferici come tensione negativa e resistenze di catodo o di griglia schermo nel senso che la scelta di valori intermedi non pregiudica il funzionamento pur dando vita ad un inequivocabile COMPROMESSO che praticamente mai sfocia in una cattiva impressione di suono. Ma se l'opzione si rivolge ad un pentodo puro come la el34 i parametri possono essere veramente molto diversi e, cosa molto importante, risulterebbe difficile usare uno stesso trasformatore di uscita e la situazione di COMPROMESSO potrebbe essere non più idonea e trascurabile come nell'altro caso. Vorrei ribadire per non dare adito a contraddizioni che la mia critica non era rivolta alla funzionalità di ampli di questo tipo ma solo al modo di pubblicizzare IN MANIERA GRATUITA E SCORRETTA una funzione che l'apparecchio non potrà mai avere tipo RICONOSCERE LE CARATTERISTICHE DI UN TUBO INSERITO PER VARIARE ALCUNI PARAMETRI DI FUNZIONALITA'.
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 23/01/2009 ore 11:0
Premettendo che pur essendo perito elettronico di valvole non so assolutamente niente, è così utopico pensare ad un circuito che, una volta applicata una tensione costante (chiamiamola "tensione campione") sia in grado di misurare la corrente di catodo e di variare di conseguenza il bias per adattarsi ad essa? PS: scusate i voli pindarici ma nonostante la passione e la volontà i circuiti valvori non li ho mai digeriti ed ho spesso bisogno di chiarimenti.
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di gwynnett [user #9523]
commento del 23/01/2009 ore 11:1
E' assolutamente utopico se l'apparecchio fa uso di circuiti unicamente analogici e l'ampli che tu citi, almeno dallo schema in mio possesso, non contiene elettroniche digitali. Capisco anche il perchè rappresenti un sogno proibito per molti riconoscendo dall'analisi una vera genialità progettuale specialmente per la sezione preamplificatrice.
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 23/01/2009 ore 11:2
Beh ti ringrazio davvero per i preziosi chiarimenti che mi hai dato. Alla luce di tutto ciò sono ancora più convinto che la scelta del mio ampli (Laney L5T) sia stata quella giusta sacrificando un po' di versatilità in cambio di una pasta sonora di mio gusto!
Rispondi
Re: Scusa la domanda stu
di smilzo [user #428]
commento del 23/01/2009 ore 11:4
Ma neanche sistemi digitali potrebbero individuare il bias corretto. 1) Perchè il bias "corretto" non esiste: esiste un valore limite per ogni modello, che varia per ogni singola valvola 2) perchè il bias è uno dei componenti del suono in uscita dall'ampli, ed'è una scelta del produttore/musicista settarne il livello. La cosa migliore da un punto di vista sonoro sarebbe dotare il THD o ampli analogo di un reostato (al posto della resistenza fissa) e ad ogni cambio valvolare cercare il valore ottimale. Il costo è di qualche euro, quindi difficilmente un produttore adotterà questo circuito su ampli che costano qualche centinaia di euro. ;)
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