Posto qui la mia recensione della pedaliera Korg AX3000G

Ciao a tutti ragazzi, oggi vi parlerò della Korg AX3000 G, pedaliera da me posseduta per una decina di mesi fino a che, in luglio, causa passaggio a setup analogico, ho deciso di vendere.
Partiamo con le Features.
Esteticamente presenta, partendo dall’alto a sinistra, un piccolo schermo a cristalli liquidi, che all’accensione si illumina di arancione, corredato da 8 bottoncini rettangolari.
Questi bottoncini sono:
CABINET: si occupa della selezione del cabinet ( Ne abbiamo 11 tipi disponibili, dalla 1x8 alla classica 4x12 ),
NR/PROG LVL: regola la riduzione del rumore, il master volume di ogni patch, i parametri da assegnare al pedale di esperienza (se deve fare da volume, da wha, controllare la profondità del chorus, l’escursione minima del wha).
RENAME: Si usa per rinominare le patch,
GLOBAL: Seleziona i canali MIDI
AMP LINE: Seleziona le modalità di utilizzo tra amplificatori combo, testa cassa, o in diretta nel mixer (e regola le frequenze a seconda della scelta)
WRITE: Salva le modifiche
EXIT/TUNE: Annulla il salvataggio di una patch o attiva l’accordatore.
Di fianco allo schermo, sempre in alto, troviamo 5 manopole “a becco d’anatra”, sotto ognuna delle quali è posto un bottoncino di attivazione.
Le manopole sono disposte nell’ordine in cui la pedaliera simula il posizionamento di preamplificatori ed effetti.
Abbiamo il PRE FX, che si occupa per l’appunto degli effetti da mettere PRIMA del preamplificatore.
Poi il DRIVE/AMP, che ci consente di scegliere tra 8 simulatori di amplificatori (se usiamo la pedaliera in diretta nel mixer, come ho sempre fatto io) e 8 tra overdrive, distorsori e fuzz, con paste timbriche totalmente diverse l’uno dall’altro.
A seguire la sezione MODULATION, che si occupa della sezione effetti posizionati DOPO il preamplificatore, poi DELAY e REVERB, che contengono i vari echi di cui la pedaliera dispone.
Sotto lo schermo, troviamo i controlli che regolano, a seconda di ciò che stiamo configurando, il volume del nostro amplificatore simulato, la sua equalizzazione, il depth di un chorus o il tempo di un delay (regolabile anche con il tasto TAP presente a fianco)
In basso abbiamo 4 switch per i canali, corrispondenti alle scritte PRE/FX, DRIVE/AMP, MOD, DELAY, due per cambiare banco, ovvero REVERB E HOLD INDIVIDUAL, e uno switch CONTROL di cui ora vi parlo.
Questo particolare switch può essere assegnato all’attivazione di un effetto, di un amplificatore o di un distorsore, di una simulazione di cassa, di QUALSIASI cosa.
Potete, invece che cambiare canale, aggiungere un delay al vostro suono crunch, in modo da avere un ottimo suono per assoli, e tante altre cose.
Altro aspetto particolare della pedaliera, dotata di processore REMS, lo stesso cuore della più nota Vox Tonelab, è il pedale di espressione che, come credo di avervi già accennato, può controllare, oltre a volume e wha, tutti i parametri degli effetti, come il tempo del delay o il rate del chorus.
Infine, il retro, da sinistra verso destra abbiamo plug a 9 volt per l’alimentatore (incluso), imput per la chitarra, per il lettore cd/mp3, 2 output se volete il suono stereo, un pomello che regola il volume d’uscita, ingresso per le cuffie, ingressi per i cavi MIDI, e un ingresso per un jack ottico (non chiedetemi cosa sia, non ne ho idea J )
Eccoci dunque alla parte migliore, dopo una lunga prolessi descrittiva, preciso lunga, ma necessaria, frutto di mesi di smanettamento atti a comprendere questo multieffetto, quella riguardante il suono.
Premetto che la pedaliera ha una risposta al tocco davvero unica, migliore di tutti i multieffetti da me provati, settando un pulito con un po’ di gain semplicemente col tocco si può far saturare. (avrete capito anche dall’altro mio articolo sull’Epiphone Valve Junior che sono fanatico della dinamica)
Dunque, ho usato la pedaliera prevalentemente in diretta nel mixer, quindi vi descriverò i miei settaggi con questa configurazione.
Setto l’AMP LINE su combo o testa+cassa, poiché la selezione LINE rende il suono più piccolo e più zanzaroso.
Per pezzi rock ho sempre usato 4 patch, clean, arpeggio clean, crunch, lead.
Clean: Simulazione del Vox AC30, con la sua cassa, gain del vox a 5, master idem o anche di più, a seconda del tocco. Aggiungo un filo di compressione, l’unico parametro estremamente poco versatile della pedaliera, ha un solo controllo, lo metto a 1-2 su 10. Poi uso un Classic Chorus con abbondante depth e basso rate, e un Tap delay, che con ripetizioni cortissime, assieme a un reverb cortissimo, poiché insieme ingrossano il suono. Ottengo un pulito abbastanza gonfio e caldo, sul filo del crunch ma mai distorto, equalizzato con le medie leggermente indietro, le alte in flat e le basse un po’ più avanti. Utilizzo questa patch per accompagnamenti, spesso con il pickup centrale + manico della mia Ibanez.
Arpeggio Clean: Stessa configurazione del precedente, ma stavolta metto le medie più avanti e un pizzico di volume in più dal master del canale, in modo da emergere sugli arpeggi e sui soli clean.
Crunch: Sembrerà strano, ma in diretta suonano meglio le simulazioni degli stompbox che quelle degli amplificatori. Questo mi ha spinto ad utilizzare un BOUTIQUE OVERDRIVE (un po’ più impastato del TUBE OVERDRIVE) con Gain quasi al massimo e volume idem, e ad usare il master del canale per portarlo al volume che mi serve. Aggiungo un tocco di riverbero corto, solo per dare l’ambiente, e basta così.
Lead: Utilizzo la simulazione della SHRED DISTORSION, non fatevi ingannare dal nome, è il distorsore con più frequenze medio-basse della pedaliera, ed è l’unico dotato di equalizzatore, perfetto per enfatizzare le medie dei miei assoli. Equalizzo con le basse a 4, le medie a 8 e le alte a 6, per uscire meglio dal mix, e utilizzo l’Humbucker al ponte.
Come effetti, aggiungo il solito delay corto, o utilizzo il tap per metterlo a tempo col pezzo, e assegno al tasto control un chorus, da aggiungere per dare un’atmosfera più Pink Floydiana.
Su tutte le patch utilizzo la riduzione del rumore settata a 2/10 al massimo, per evitare il ronzio dovuto al collegamento in diretta.
Tutto qui, il prezzo si aggira sui 290 euro per il nuovo, io l’ho presa usata a 200.
Credo, per vostra fortuna, di aver concluso, spero di non avervi tediato troppo e chiudo elencandovi pregi e difetti della pedaliera.
PREGI: Versatilità, possibilità di customizzazione delle patch (che consiglio vivamente, i preset sono pessimi), trasportabilità (sicuramente meglio di un amp se volete rinunciare al calore della valvola), discreti suoni (escono dal mix discretamente e per un ascoltatore inesperto sono più che orecchiabili), Prezzo (è identica alla Vox Tonelab, solo senza l’inutile valvola, e costa decisamente meno), Grande dinamica
DIFETTI: Pessimi suoni High Gain (per mia fortuna non ne uso), zanzarosità in diretta nel mixer (risolvibile con la riduzione del rumore), suoni un po’ freddi (alla fine è digitale, non può essere perfetta)
A presto!
Non so perchè, ma è stata cestinata in redazione.. vi sembra così brutta? :(