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Argomento leggero

di alfio [user #7386] - pubblicato il 03 ottobre 2007 ore 13:51
Ieri mentre ascoltavo quella scatola vuota che emette suoni e immagini, una notizia (l'arresto dell'ex-br) ha riportato la mia mente sul mio pensiero in merito alla pena di morte.La mia idea è che buona parte di chi desidera la pena di morte lo fa più per frustrazione che non perchè creda fermamente che "quella" sia la soluzione giusta. Se a me chiedessero "Vorresti la pena di morte in Italia?" risponderei "No, mi accontenterei dell'ergastolo". Il punto che voglio affrontare (senza nemmeno entrare nel merito delle questioni morali legate all'uccisione di una persona, per quanto colpevole) è proprio questo: molti sono frustrati, comprensibilmente, dal vedere autori di crimini ritrovarsi a piede libero. E ruggiscono la loro rabbia chiedendo la forca per loro. Ma se esistesse l'ergastolo, se esistesse per davvero, sarebbero lo stesso? Io credo di no, del resto rinchiudere una persona estraniandola dalla vita sociale ha, dal punto di vista di una società non assetata di sangue, gli stessi effetti che eliminarlo fisicamente. E credo pure che la galera a vita sia un deterrente sufficiente per scoraggiare i crimini, fermo restando che poi ve ne sarebbero ugualmente.Domanda: secondo voi ci vorrebbe tanta fatica a stabilire che per i reati di: - omicidio doloso, volontario, premeditato; - omicidi aggravati da futili motivi - pedofilia e violenza sui minori; - violenza sessuale; - mafia; - sequestro di persona; - terrorismo;[...se ho dimenticato qualcosa aggiungete pure]venga disposta irrevocabilmente la pena di ergastolo senza nessuna cazzo di attenuante generica, sconti di pena, buona condotta, arresti domiciliari, pentimenti, patteggiamenti e minchiatine varie che lo riducano? (pleonastico osservare che sicuramente si farebbe molta fatica a spiegarlo a certi personaggi che hanno preferito invece fare l'indulto)Mi piacerebbe sapere che ne pensate e mi piacerebbe ancora di più il parere illuminato di qualche addetto ai lavori che mi spieghi se e quali controindicazioni ci potrebbero essere.

Ieri mentre ascoltavo quella scatola vuota che emette suoni e immagini, una notizia (l'arresto dell'ex-br) ha riportato la mia mente sul mio pensiero in merito alla pena di morte.

La mia idea è che buona parte di chi desidera la pena di morte lo fa più per frustrazione che non perchè creda fermamente che "quella" sia la soluzione giusta. Se a me chiedessero "Vorresti la pena di morte in Italia?" risponderei "No, mi accontenterei dell'ergastolo". Il punto che voglio affrontare (senza nemmeno entrare nel merito delle questioni morali legate all'uccisione di una persona, per quanto colpevole) è proprio questo: molti sono frustrati, comprensibilmente, dal vedere autori di crimini ritrovarsi a piede libero. E ruggiscono la loro rabbia chiedendo la forca per loro. Ma se esistesse l'ergastolo, se esistesse per davvero, sarebbero lo stesso? Io credo di no, del resto rinchiudere una persona estraniandola dalla vita sociale ha, dal punto di vista di una società non assetata di sangue, gli stessi effetti che eliminarlo fisicamente. E credo pure che la galera a vita sia un deterrente sufficiente per scoraggiare i crimini, fermo restando che poi ve ne sarebbero ugualmente.

Domanda: secondo voi ci vorrebbe tanta fatica a stabilire che per i reati di: - omicidio doloso, volontario, premeditato; - omicidi aggravati da futili motivi - pedofilia e violenza sui minori; - violenza sessuale; - mafia; - sequestro di persona; - terrorismo;

[...se ho dimenticato qualcosa aggiungete pure]

venga disposta irrevocabilmente la pena di ergastolo senza nessuna cazzo di attenuante generica, sconti di pena, buona condotta, arresti domiciliari, pentimenti, patteggiamenti e minchiatine varie che lo riducano? (pleonastico osservare che sicuramente si farebbe molta fatica a spiegarlo a certi personaggi che hanno preferito invece fare l'indulto)

Mi piacerebbe sapere che ne pensate e mi piacerebbe ancora di più il parere illuminato di qualche addetto ai lavori che mi spieghi se e quali controindicazioni ci potrebbero essere.


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Giudicare
di danielsyte utente non più registrato
commento del 03/10/2007 ore 14:5
In realtà non ti dò una risposta, ma le mie riflessioni.Nessuno nasce criminale, criminale lo si diventa, almeno credo. Il carcere dovrebbe servire a far capire gli sbagli fatti, e a riabilitare alla vita sociale. Il carcere a vita come lo intendi tu (e come viene da intendere anche a me quando sento certe notizie) non dà la possibilità al colpevole di "redimersi". Equivale ad un'esecuzione capitale, con la differenza che allo Stato costa maggiormente ma permette di vivere in pace con le proprie coscienze. La domanda è: perché non posso dare una seconda possibilità a chi ha sbagliato? In fondo se una persona sbaglia e si fa un tot di anni di carcere, di solito prima di fare uno sgarro ci pensa un po'. Questo, ovviamente, su un piano puramente teorico. Il sistema della giustizia attuale fa acqua da tutte le parti. Fa acqua in Italia, fa acqua negli USA, fa acqua ovunque. Non è facile trovare il giusto equilibrio tra tanti pensieri su cosa sia giusto e su cosa non lo sia. Perché non è facile giudicare. Anzi, direi che è impossibile giudicare. Le regole sociali sono decise da uomini, ma cambiano da società a società. La pedofilia, ad esempio, era praticata nella Grecia classica senza troppo scandalo. Ora è una pratica che va in profondo contrasto con i valori della società. Chi, durante il regno delle Due Sicilie, uccideva la moglie o l'amante (se non ricordo male) aveva un'attenuante, perché aveva subito a sua volta un danno nell'onore. Oggi non è nemmeno lontanamente pensabile. Magari tra cento anni ci sarà la pena capitale per chi scarica film da internet, oppure per chi fuma in strada. La giustizia ha innumerevoli sfumature, dettate dai valori della società in cui viene applicata. Per rispondere al tuo quesito, in base a queste considerazioni, non trovo giusto il carcere a vita, come non trovo giusto fornire troppi sconti di pena. Mi piacerebbe una via di mezzo, ma è pura utopia.
Rispondi
Re:Giudicare
di alfio [user #7386]
commento del 03/10/2007 ore 15:5
Il tuo intervento è molto interessante ed è esattamente ciò che speravo di avere cioè un'opinione diversa dalla mia e ben argomentata. E' vero che giudicare è difficile, ed è giusto dare la possibilità di redimersi. Credo però che si debba anzitutto distinguere tra reati che provocano danni reversibili (non c'è pirateria che non possa essere risarcita) e irreversibili (una ragazza stuprata è chocata a vita) e poi che si debba prendere in considerazione il tipo di comportamento del colpevole. Un omicidio preterintenzionale può essere frutto di uno scatto d'ira di cui ci si può effettivamente pentire, specie dopo una pena detentiva. Il compimento di una strage premeditata e con fini terroristici presume una mente criminale (non un momento criminale) ed anche una abilità che va arginata. Sono comunque d'accordo sulla difficoltà di stabilire i parametri "oltre cui" in un contesto così delicato.Quanto alla pedofilia in particolare ritengo che sia un reato, a prescindere da usi e costumi, che un individuo proceda contro la volontà di un altro. A maggior ragione se si tratta di un individuo più debole, sia fisicamente e sia psicologicamente, ovvero incapace di elaborare correttamente un certo tipo di esperienza. In questo caso ben vengano le evoluzioni della società che permettono di classificare meglio certi comportamenti e riconoscere come dolose certe azioni.Ciao e grazie
Rispondi
Re:Giudicare
di danielsyte utente non più registrato
commento del 03/10/2007 ore 16:2
Ciao Alfio, grazie per la risposta.Giusto due precisazioni. La mia opinione nasce da quello che sento in giro, telegiornali (che non esistono più), giornali (ha ha ha), internet (buhahhhahaha)... Purtroppo ho avuto solo un'infarinatura lontana di filosofia e diritto, per cui mi rendo conto di parlare di un argomento più con il cuore che con solide basi di diritto. Per ritornare sui miei concetti sopra espressi, anche la strage terroristica è un delitto che è difficile punire. Perché alla fine si tratta sempre di uomini come noi che hanno commesso degli sbagli. A me suscita rabbia qualsiasi delitto, ma non mi sentirei mai di guardare in faccia un altro uomo e dirgli "per quello che hai fatto, dovrai marcire in carcere". Probabilmente lo direi nei casi in cui fossi colpito direttamente, ma conoscendomi me ne pentirei dopo un po' di tempo. Secondo punto, sono ben contento che la società della Grecia classica si sia estinta, sia chiaro! Tuttavia esistono ancora oggi civiltà evolute (metti ad esempio quella giapponese) che hanno ben poco rispetto della persona. Prova ad essere una donna (anche sposata) in Giappone, poi vedi quanto è bello vivere in Italia con tutti i problemi che ci sono...Detto questo, hai comunque aperto un dibattito su un tema che è più grosso di me e che non saprei trattare più in profondità. Beh, complimenti!
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Re:Giudicare
di alfio [user #7386]
commento del 03/10/2007 ore 16:4
Beh nessuno, me per primo, può "esaurire" un argomento del genere. L'idea era proprio quella di mettere sul piatto più opinioni possibili e rifletterci tutti. Ciao
Rispondi
Re:Giudicare
di breathe [user #12069]
commento del 03/10/2007 ore 21:4
Scusate se mi intrometto. Solo per puntualizzare che, di fatto, il carcere a vita non esiste. L'ergastolo è automaticamente commutato nella reclusione a 30 anni. Il problema qual è? Che poi anche quei 30 anni sono emendabili. E possono diventare prima 26, poi 22, poi 20 ecc. Oppure arriva la semilibertà e altre misure di questo genere. Io sono d'accordo in linea di principio con danielsyte, la pensa non è solo afflittiva, ma anche rieducativa (art. 27 comma 3 Cost.), ma allora che fare? Nessuno dice che uno deve marcire in carcere, ma se l'ergastolo è commutato in 30 anni, allora 30 anni devono essere. Per me è quella la certezza della pena. Il resto sono chiacchiere. E anche per cosidetti reati minori, ma pur sempre gravi, la pena dev'essere certa, rigorosa. 6 anni? 6 anni! Punto. Non c'è scampo. La vita te la ricostruisci quando esci.
Rispondi
Concordo
di breathe [user #12069]
commento del 03/10/2007 ore 15:1
Il problema - o meglio: uno dei problemi - è che una delle lobby più potenti del paese è quella degli avvocati. E che sono egregiamente rappresentati proprio in Parlamento. La maggior parte dei parlamentari sono avvocati. I quali durante il mandato non cessano affatto la loro attività di avvocati, ma concorrono a legiferare cercando ogni cavillo, comma, leggina o leggiona per sostenere la propria professione. E come pui pretendere che siano queste stesse persone a darsi la zappa sui piedi? naturalmente, chi poi ci rimette è il resto della comunità, ma questo a lorsignori non interessa una mazza!
Rispondi
E' vero!
di locke [user #10208]
commento del 03/10/2007 ore 19:0
Penso che tu intendessi dire non che ci vorrebbe l'ergastolo per ogni crimine di quel tipo (es. non per la moglie del mafioso che sa ma non dice) ma che le condanne di ergastolo siano effettivamente rispettate. Che senso ha dire, come spesso si sente dire,: mah, ormai il terrorismo è successo tanti anni fa, facciamo una grazia a tutti! Come dire: se uccidi ti dò l'ergastolo, ma tra un po' mi passa stai tranquillo!Ciò che dici è vero, ma non dev'essere per forza limitato all'ergastolo. Esempio: una condanna a tre anni dovrebbe essere di tre anni una di dieci di dieci magari limitatamente ai crimini da te indicati (es. se la moglie del mafioso di prima è stata condannata a dieci anni siano dieci).Saluti. -
Rispondi
Re:E' vero!
di alfio [user #7386]
commento del 04/10/2007 ore 10:0
"Ciò che dici è vero, ma non dev'essere per forza limitato all'ergastolo. "Esatto! Che poi in pratica è quello che dice pure Enzo sopra.
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