Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Libera informazione

di Robyz [user #66] - pubblicato il 17 febbraio 2007 ore 12:04
qualche giorno fa, su il Sole 24ore e di riflesso su diversi altri posti si leggeva un articolo si Camilla Baresani che ho ripescato in uno dei tanti blog in giro per la rete, naturalmente la cosa fa immancabilmente scoppiare una bella polemica con a capo i due stilisti che in diverse trasmissioni televisive lanciano strali contro la giornalista supponendo che si tratti di una repressa, grassa e piena di brufoli (ecco una foto della orrenda balena brufolosa) o dandole della stronza che si accanisce ingiustamente contro di loro... beh, direte voi, tutto fa brodo pur di farsi pubblicità gratuita ma la storia proprio a questo proposito ha un risvolto abbastanza curioso in quanto la nota coppia pacs ha minacciato il Sole24Ore di ritirare tuti gli investimenti pubblicitari al gruppo per rappresaglia. Sinceramente il Sole era l'ultimo mezzo mediatico a cui davo una certa fiducia sulla serietà del loro operato, fiducia evidentemente mal riposta visto che la recensione non è più rintracciabile sul loro sito (Dio benedica i bloggers che fanno il cazzo che gli pare!) e di contro ne ha pubblicata una nuova formalmente accettando di pecorinarsi ai due stilisti/inserzionisti (ed in quel caso dire che sia una posizione scomoda è dir poco!) in cambio di vil denaro... considerazioni di contorno: sinceramente non credo che, a questo punto, sia importante stabilire quale dei due giornalisti abbia riportato meglio la verità, magari il giorno la Baresani aveva le sue cose ed ha trasformato una giornata storta in una colpa da scaricare sul prossimo oppure il cuoco non era in giornata, ma come ho detto non è questo l'importante, l'importante è vedere per l'ennesima volta quanto certa informazione sia solo una enorme bolla di sapone, una banalissima occasione di offrire prestazioni ai veri clienti che non sono i lettori ma gli inserzionisti. E mi fa anche incazzare leggere poi vaneggiamenti di chi afferma che avrebbe fatto lo stesso perchè di mezzo ci sono posti di lavoro oppure dei due culani che commentano la loro rappresaglia come "noi giustamente dobbiamo poterci difendere". Ma a questo punto mi chiedo, se per una minchiata del genere mettono su tutto sto casino, quando ci sono di mezzo cose serie, magari che rischiano di compromettere posti di lavoro o inserzioni e marchette, questi signori qua che verità scrivono? Quando si è parlato di aviaria, mucca pazza, sangue da trasfusione infetto, aiuti umanitari fatti con cibi o medicinali scaduti, cosa ci hanno raccontato? A cosa dovremmo credere?Brano del giorno: Toxicity - System of a Down

qualche giorno fa, su il Sole 24ore e di riflesso su diversi altri posti si leggeva un articolo si Camilla Baresani che ho ripescato in uno dei tanti blog in giro per la rete, naturalmente la cosa fa immancabilmente scoppiare una bella polemica con a capo i due stilisti che in diverse trasmissioni televisive lanciano strali contro la giornalista supponendo che si tratti di una repressa, grassa e piena di brufoli (ecco una foto della orrenda balena brufolosa) o dandole della stronza che si accanisce ingiustamente contro di loro... beh, direte voi, tutto fa brodo pur di farsi pubblicità gratuita ma la storia proprio a questo proposito ha un risvolto abbastanza curioso in quanto la nota coppia pacs ha minacciato il Sole24Ore di ritirare tuti gli investimenti pubblicitari al gruppo per rappresaglia. Sinceramente il Sole era l'ultimo mezzo mediatico a cui davo una certa fiducia sulla serietà del loro operato, fiducia evidentemente mal riposta visto che la recensione non è più rintracciabile sul loro sito (Dio benedica i bloggers che fanno il cazzo che gli pare!) e di contro ne ha pubblicata una nuova formalmente accettando di pecorinarsi ai due stilisti/inserzionisti (ed in quel caso dire che sia una posizione scomoda è dir poco!) in cambio di vil denaro... considerazioni di contorno: sinceramente non credo che, a questo punto, sia importante stabilire quale dei due giornalisti abbia riportato meglio la verità, magari il giorno la Baresani aveva le sue cose ed ha trasformato una giornata storta in una colpa da scaricare sul prossimo oppure il cuoco non era in giornata, ma come ho detto non è questo l'importante, l'importante è vedere per l'ennesima volta quanto certa informazione sia solo una enorme bolla di sapone, una banalissima occasione di offrire prestazioni ai veri clienti che non sono i lettori ma gli inserzionisti. E mi fa anche incazzare leggere poi vaneggiamenti di chi afferma che avrebbe fatto lo stesso perchè di mezzo ci sono posti di lavoro oppure dei due culani che commentano la loro rappresaglia come "noi giustamente dobbiamo poterci difendere". Ma a questo punto mi chiedo, se per una minchiata del genere mettono su tutto sto casino, quando ci sono di mezzo cose serie, magari che rischiano di compromettere posti di lavoro o inserzioni e marchette, questi signori qua che verità scrivono? Quando si è parlato di aviaria, mucca pazza, sangue da trasfusione infetto, aiuti umanitari fatti con cibi o medicinali scaduti, cosa ci hanno raccontato? A cosa dovremmo credere?

Brano del giorno: Toxicity - System of a Down


Dello stesso autore
La mia Paul Reed Smith Custom 24
Caldo due
Gmail
Informazione
Cold Fusion
Il leone
Ci sono, anche se poco
Travellin' Band
Loggati per commentare

Millenovecentottantaquattro
di Mancunion [user #3854]
commento del 17/02/2007 ore 17:0
>Quando si è parlato di aviaria, mucca pazza, sangue da trasfusione infetto, aiuti umanitari fatti con cibi o medicinali scaduti, cosa ci hanno raccontato? A cosa dovremmo credere? E ci aggiungerei la guerra in Iraq, l'ivasione dell'Afghanistan, il prezzo del petrolio al barile, il riciclaggio dei rifiuti, la redistibuzione dei beni sequestrati alla mafia, la depenalizzazione dei reati amministrativi...Noi siamo solo - di volta in volta - bacino elettorale, consumatori, share televisivo, risparmiatori, e quando non abbiamo piu' un cazzo di intelligente da dire...opinione pubblica. Che ormai significa opinione senza valore, da pilotare come un gregge di pecore. Non e' solo l'italia... tutto il mondo occidentale mostra gli stessi preoccupanti segnali.I giornali seguono una linea editoriale, che e' dettata appunto dall'editore, che e' colui che "caccia" i soldi. Fai un po' te... Eppoi, onestamente, ti fidavi di una testata che di volta in vota ha appoggiato apertamente fusioni, OPA e quant'altro, solo se vicine ad un certo ambiente (leggasi Bankitalia)?Ciao
Rispondi
Orwell?
di FerroFe [user #8337]
commento del 17/02/2007 ore 17:5
Se ti riferisci a quel romanzo, beh, e il migliore che abbia mai letto in tutta la vita... Mi ha fulminato.E la cosa estremamente triste è il vedere come tutto stia andando verso quella direzione, in maniera meno palese e "cinematografica", ma comunque verso il totale appiattimento umano.Ciao Ciao! Fulvio
Rispondi
Re:Millenovecentottantaquattro
di breathe [user #12069]
commento del 18/02/2007 ore 19:0
Ecco perché siamo qui! La musica cerca compromessi, nè intermediazioni: ti piace un disco? Te lo senti. Ti fa cagare? Al cesso! Non importa chi siano gli autori. Conta il gusto, l'orecchio. L'informazione (tutta) ormai ha solo referenti cui dare conto. Uno schifo. Scoraggiante.
Rispondi
La dura legge della pubblicità
di ultra-nick [user #5562]
commento del 17/02/2007 ore 19:5
Che poi si riassume in 2 parole così: io sono XY e ti compro tot spazi pubblicitari all'anno, (in questo caso a cifre paurose, giacchè trattasi di Dolce & Gabbana che acquistano spaginate sul Sole 24Ore). E' chiaro che i giornalisti, (tacito accordo), non perderanno occasione di scrivere a scadenza fissa articoli redazionali di elogio per l'inserzionista: cosa che avviene anche nel più modesto mondo della stampa sulla sei corde. Se la Fender mi compra un'ultima di copertina, la recensione della Straocaster nel numero successivo di certo non tenderà a metter in luce eventuali pecche della chitarra. Bene ha fatto la Baresani a scrivere quello che ha scritto: ma, come dire, è andata fuori dalle "seminato". E allora ci hanno messo una bella pezza. Triste quanto si vuole ma è così: sono le regole del capitalismo. Io ti pago perchè tu mi dia: se quello che voglio non riesci a darmelo vado da un altro e tanti saluti. Chiaro che la libera informazione ne risenta parecchio, ma funziona così per tutti e in tutto il mondo: i giornali di pubblicità ci vivono e quindi a certi compromessi devono scendere. Che poi vi dirò, meglio che vivano di pubblicità: non vorrei si mettessero anche loro a chiedere finanziamenti pubblici :))
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di VitoBA [user #6525]
commento del 17/02/2007 ore 21:1
Che poi vi dirò, meglio che vivano di pubblicità: non vorrei si mettessero anche loro a chiedere finanziamenti pubblici :))...ehm... lo fanno già:vai al link .asp?articolo=87 vai al link ,7246,243%5E90227,00.htmlI primi due che ho trovato (la puntata di Report l'avevo anche vista in tv all'epoca) ma sicuramente ci sono altre informazioni in giro....
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di ultra-nick [user #5562]
commento del 18/02/2007 ore 15:4
Orca non lo sapevo: inorridisco
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di Robyz [user #66]
commento del 18/02/2007 ore 01:5
Victor mi ha preceduto, esiste da molti molti anni una legge che garantisce un finanziamento ai giornali (tutti, compresi il bollettino dell'ippica o la gazzetta del pollice verde) con cifre proporzionali alla tiratura ed altri parametri che non conosco per i quali alcune testate arrivanao a prendere oltre un milione di euro di sovvenzione. è scandaloso ma in nome di una libertà di stampa potrebbe anche starci se nono fosse che il principio, secondo il quale pago un editore per renderlo meno incline ad essere "comprato", sia una minchiata solenne dato che il giornalista può benissimo intascarsi tutte le mazzette aggiuntive oltre al suo sovvenzionamento, cosa che peraltro succede pure in politica (gli stipendi mastodontici della politica italiana, caso anomalo in tutto il mondo, non hanno impedito a molti di loro di intascare tangenti a piene mani, fare clientelismi ed ogni sorta di corruzione)... tuttavia quello dal quale credo si debba sempre e comunque prendere le distanze sia il considerare questo sistema come un normale effetto del capitalismo, questo non è capitalismo ma una sua degenerazione, lo scambio dei beni dietro compenso prevede la condizione che entrambe le parti debbano avere un vantaggio, prendermi per il culo invece che darmi informazione non è un servizio che ho richiesto e non intendo pagare per questo, ma chiaramente, se per loro è tutto normale poter spacciare per informazione della becera pubblicità e contemporaneamente succhiare soldi dagli inserzionisti e dai lettori allora che ci vadano i due culani in edicola a comprarsi le copie del sole perchè io soldi a sta gente non ne do più (è il capitalosmo, sono libero di dare i soldi a chi mi pare!) e mi auguro che ci riflettano più persone possibile quando andranno a comprare un giornale o un abito o a mangiare una cotoletta alla milanese. Robyz
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di ultra-nick [user #5562]
commento del 18/02/2007 ore 15:4
Concordo, tanto è vero che spesso e volentieri le recenzioni di questo tipo non le leggo nemmeno più: in ogni caso credo che l'unica arma per difendersi da questo tipo di informazione "contraffatta" sia il massiccio utilizzo delle proprie capacità razionali.
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di Robyz [user #66]
commento del 18/02/2007 ore 16:4
quando tutti mentono le tue capacità razionali sono inutili, quando l'informazione è un continuo dire tutto ed il contrario di tutto non hai modo di farti un'idea di qualcosa e sta gente lo sa molto bene, prima ci tenevano nell'ignoranza per mantenere un vantaggio ed uno status di potere, adesso che l'informazione è capillare, non potendo bloccarla gli basta saturarla fino a renderla inutile. A parte questi episodi che fanno più folklore che altro, viviamo in una condizione pazzesca dove la percezione della realtà è talmente soggettiva e pilotata che mi meraviglia che ancora riusciamo a comunicare fra di noi e capirci :D Robyz
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di Mancunion [user #3854]
commento del 18/02/2007 ore 17:3
Cosa intendi? ;-DDD
Rispondi
Re:La dura legge della pubblicità
di ultra-nick [user #5562]
commento del 18/02/2007 ore 15:4
Recensioni con la s non con la z sorry ;))Ciao.
Rispondi
Loggati per commentare

Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964