Ok, scrivo qualcosina di più anch'io su questo Coatto Guitar Camp.
Lo faccio per vari motivi. Uno su tutti. Dopo pranzo mi è arrivata una cicagna (trad.: sonnolenza) che non mi permetterebbe di fare nulla che non evochi emozioni. Il capo è lontano, al piano di sopra, ho delle cose da leggere ma non riesco nemmeno a capire di che si parla. Continuo a tormentare il mio collega-compagno di stanza. Lo prendo per il culo, lo provoco, tutto per vincere la forza di gravità che agisce sulle mie palpebre manco fossero due Les Paul. Parliamo quindi d'altro.
Certo però pure scrivere richiede concentrazione. L'idea di raggranellare episodi, battute, pezzi suonati in un discorso fluido è alquanto difficoltoso con le risorse mentali al momento a disposizione.
Gli spunti non mancano affatto, anzi, quello che manca è la colla. Userò allora questo espediente. Commenterò una foto-gallery immaginaria basata su ciò che mi è rimasto impresso più o meno contemporaneamente alla preparazione di una photogallery html su cui sta lavorando il buon Alex.
Saranno foto alla rinfusa, nessuna inquadratura ufficiale, nessuna pretesa di completezza nè rispetto di cronologia.
Un cassetto di foto disordinate e personali.
Foto 1
Ci sono io e il mio amico Daniele che ci facciamo il "giro degli impianti voce" rimediati a titolo di favore o in cambio di pubblicità (Event Project, facciamola questa pubblicità) e li carichiamo in macchina con la perizia maturata in anni di Tetris
Foto 2
Allestiamo le sale. Ci siamo io, Alex, Piera, Maurizio, Banny, Daniele. E scatta la prima jam, mentre Alex ancora sta cablando il suo rack dal momento che io, PU al manico e canale pulito, abbozzo un giro blues e Banny non si fa pregare per mettersi a soffiare la sua anima attraverso un armonica.
Foto 3
Pierina la peste. La dolce metà di Alex. Se la merita proprio una foto visto che vigila dietro me e il suo ragazzo, curando aspetti, particolari, dettagli che non avremmo saputo, potuto o pensato di gestire.
Foto 4
"Zio Death" un batterista monomarcia e monovolume (indovinate quale) che ha permesso a tutti di jammare il venerdì.
Foto 5
L'imbarazzo. Che ho avuto nel mettermi a raccontare minchiate per colmare un vuoto nel programma. Parlare in pubblico non mi intimidisce anzi mi piace pure. Ma quando si tratta di argomenti in cui sono preparato. Credo che con la mia pochezza ho contribuito a convincere Alessandro Benvenuti a regalarci un seminario notevolissimo nonostante la sua condizione fisica precaria. In bocca al lupo a lui, di cuore.
Foto 6
Frank e Minguccio. Ovvero il gemellaggio con i Grapperos. Ovvero la voglia di stare insieme anche a costo di fare tanti chilometri. Ovvero due personaggi con cui divertirsi e stare bene è inevitabile. Oltre a suonare bene.
Foto 7
La sorpresa.
Non posso venire, ho un matrimonio. Addirittura una telefonata per sviare i sospetti. Assomiglia tanto a Njuletto. No, non è lui. Forse ci vedo sfocato. Sei un grande!
Foto 8.
Il pensiero che va a chi non c'è. Mi avrebbe fatto davvero piacere, siete tanti. Non faccio nomi perchè anche per un tiratina d'orecchie mancarne qualcuno assumerebbe un significato. Tanto se stai leggendo lo capisci che sei tra questi.
Si dico a te! E ai tuoi amichetti che hanno già letto e leggeranno. Vi abbraccio lo stesso e vi aspetto alla prossima.
Foto 9.
I bisbetici. Ogni pasto un occasione per prenderci in giro. Quasi come due checche isteriche! Caro Ming, è stato un piacere.
Foto 10.
Il juke-box. Ma come caçço fai Frank a sapere tutte le canzoni che sono state incise e a saperle suonare così bene?
E soprattutto a ficcarti in queste jam con quella verve e con quell'umiltà che per quanto tu possa essere bravo tecnicamente sarà sempre la prima cosa da imparare da te.
Foto 11.
Il martello. AlextheHamer che si è presentato, si è montato la batteria preparando tutto con gran professionalità e suonando tutto quello che c'era da suonare. Talmente professionale che credevo quasi che non si fosse divertito. Almeno finquando mi ha salutato dicendo: "Non è stato un piacere. E' stato di più".
Foto 12.
La Jam. Ero preoccupato che finisse in "caciara". Ero preoccupato che qualcuno pur volendo partecipare finisse vittima del rapido susseguirsi degli eventi. Ero anzi eravamo preoccupati di un pastone sonoro. E' invece è stato bellissimo e i volumi erano praticamente perfetti.
Foto 13
L'arco di Ulisse. Solo lui poteva caricarlo. Solo lui poteva suonarla (magari male, ma questo è un altro discorso), dominare il diavolo con una cinghia così lunga. Evidentemente egli era il più coatto.
Foto 14
Alberto e Chiara. Due persone splendide. Due bravi musicisti. Due... di noi.
Foto 15
Il look. L'abito che non fa il monaco. Perchè tanto originale e quasi sconcertante nell'abbigliamento, tanto un cuore d'oro e una persona tremendamente alla mano. Grazie Sandro.
Foto 16
Lorenzo. Sei andato a dormire presto ma grazie a un po' di riposo in più ci hai regalato un gran seminario.
Foto 17 e 18
Le burle. Le prese per il culo, gli scherzi. Si vociferà di strane foto. Boh.
Foto 19
Prendere un oggetto e usarlo al 10%. Poi qualcuno ti mostra come usarlo al 100 %. Tradotto: Spreghini
Foto 20
Antonio Masiello e Guido. Belle chitarre, bei chitarristi grandi persone. Il fatto che si siano fatti tutta la jam divertendosi con noi fino alle 2.00 è stata una delle cose che mi ha riempito di gioia.
Foto 21
Alex.
Foto 22
Peppe, Roberto, Claudio. Sullo sfondo altri forse non conosciuti nemmeno ma che fanno parte dello scatto.
Amici.
Foto 23
La strato di Masiello. Ho veramente suonato Sweet Home Alabama.
Foto 24
Jumping GG Flash
Foto 25
Prendere in giro Frank dicendogli "che palle con questo talk box!". E invece l'hai usata con gusto e misura e non è che mi aspettassi altro.
Foto 26
Torno a casa e non mi sento nemmeno troppo stanco. Il fisico dice altro ma io non mi ci sento.
Non rileggo. Premo preview e poi save. Errori? Sfocature? Dimenticanze?
Ho buttato i negativi.