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| La filosofia della toilette (a grande richiesta di Lauro)
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Nonostante i vani tentativi dei filosofi di nobilitare l'uomo, dobbiamo prendere atto del fatto di essere delle creature la cui vita è condizionata dalle proprie pudenda e dalle loro produzioni.Se la letteratura si è spesso avvicinata, con gran gusto dei più puritani, alle faccende sessuali; ha spesso e volentieri relegato alla sfera del grottesco o del verismo tutto quello che concerne feci, urina e vomito.
Eppure non sono queste faccende della massima importanza nella vita di ognuno di noi?
Qualcuno ha persino sostenuto che la storia non inizia con la scrittura o con il linguaggio o con qualche altra produzione del sapere, ma col controllo delle proprie deiezioni: con una bella immagine, Robertson Davies descrive l'uomo primitivo che esce dall'Eden guardando pensoso l'ultima cagata fatta quando gli scappava, in libertà.Del resto, la storia gira intorno a questi temi: Cambronne è celebre per aver risposto allo spudorato figlio di Albione che gli intimava la resa con un poeticissimo "Merdre!"
Dante non sarebbe diventato un grande poeta e avrebbe passato i pomeriggi a pomiciare con Beatrice se non fosse stato per un increscioso incidente che vi andrò or ora a raccontare. Dante e Beatrice si frequentavano da qualche tempo, ma lui era un po' timido: tutte le volte che voleva saltarle addosso, si bloccava, farfugliava e sbavava pure un po'. Un giorno, prese il coraggio a quattro mani e si decise a chiedere alla sua amata un bacio. A quei tempi, come recita qualsiasi antologia di liceo, andava di moda un linguaggio forbito, ricco di metafore. Dante, che allora non se la cavava bene con le finezze del linguaggio cortese, azzardò un "baciami con l'estremità piacevole del tuo tubo digerente!" Beatrice, si suppone, non colse l'immagine oppure la fraintese (non essendo certa di quale estremità fosse più piacevole) e sferrò sul grugno del Sommo un sonoro sganassone, riducendogli il setto nasale al proverbiale nasone. Da quel giorno, Dante si esercitò con penna e carta. Ed è così che nacque la Commedia.
Chissà quanti dittatori erano degli stitici collerici, magari se qualcuno avesse curato con cura il meteorismo di Hitler, la storia sarebbe stata assai diversa...
Altri aneddoti tangenti al tema sono narrati dagli annali (vedere il poema "Rosa dei venti") e lascio a voi il piacere di scoprire altre amene storie sulle quali il sussidiario delle elementari preferiva glissare.Mi chiedo, allora, visto il peso rilevantissimo delle funzioni fisiologiche nella storia, nell'arte, nella cultura e nel piccolo della storia privata di ognuno, se le stanze da bagno potessero parlare, non avremo forse un'immagine del mondo e del posto dell'uomo nell'universo più completa?
Se tutti fossimo dotati di buona immaginazione e sapessimo immaginare con la vividezza adeguata quel politico sulla tazza in preda ad un attacco di diarrea da ostriche e champagne, quella modella sulla tazza che prega perché un misero stronzo le esca finalmente dall'ano maledicendo a gran voce l'eroina che si inietta a vagoni... se sapessimo immaginare queste cose, non saremmo tutti più saggi?
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Nonostante i vani tentativi dei filosofi di nobilitare l'uomo, dobbiamo prendere atto del fatto di essere delle creature la cui vita è condizionata dalle proprie pudenda e dalle loro produzioni. Se la letteratura si è spesso avvicinata, con gran gusto dei più puritani, alle faccende sessuali; ha spesso e volentieri relegato alla sfera del grottesco o del verismo tutto quello che concerne feci, urina e vomito.
Eppure non sono queste faccende della massima importanza nella vita di ognuno di noi?
Qualcuno ha persino sostenuto che la storia non inizia con la scrittura o con il linguaggio o con qualche altra produzione del sapere, ma col controllo delle proprie deiezioni: con una bella immagine, Robertson Davies descrive l'uomo primitivo che esce dall'Eden guardando pensoso l'ultima cagata fatta quando gli scappava, in libertà. Del resto, la storia gira intorno a questi temi: Cambronne è celebre per aver risposto allo spudorato figlio di Albione che gli intimava la resa con un poeticissimo "Merdre!"
Dante non sarebbe diventato un grande poeta e avrebbe passato i pomeriggi a pomiciare con Beatrice se non fosse stato per un increscioso incidente che vi andrò or ora a raccontare. Dante e Beatrice si frequentavano da qualche tempo, ma lui era un po' timido: tutte le volte che voleva saltarle addosso, si bloccava, farfugliava e sbavava pure un po'. Un giorno, prese il coraggio a quattro mani e si decise a chiedere alla sua amata un bacio. A quei tempi, come recita qualsiasi antologia di liceo, andava di moda un linguaggio forbito, ricco di metafore. Dante, che allora non se la cavava bene con le finezze del linguaggio cortese, azzardò un "baciami con l'estremità piacevole del tuo tubo digerente!" Beatrice, si suppone, non colse l'immagine oppure la fraintese (non essendo certa di quale estremità fosse più piacevole) e sferrò sul grugno del Sommo un sonoro sganassone, riducendogli il setto nasale al proverbiale nasone. Da quel giorno, Dante si esercitò con penna e carta. Ed è così che nacque la Commedia.
Chissà quanti dittatori erano degli stitici collerici, magari se qualcuno avesse curato con cura il meteorismo di Hitler, la storia sarebbe stata assai diversa...
Altri aneddoti tangenti al tema sono narrati dagli annali (vedere il poema "Rosa dei venti") e lascio a voi il piacere di scoprire altre amene storie sulle quali il sussidiario delle elementari preferiva glissare. Mi chiedo, allora, visto il peso rilevantissimo delle funzioni fisiologiche nella storia, nell'arte, nella cultura e nel piccolo della storia privata di ognuno, se le stanze da bagno potessero parlare, non avremo forse un'immagine del mondo e del posto dell'uomo nell'universo più completa?
Se tutti fossimo dotati di buona immaginazione e sapessimo immaginare con la vividezza adeguata quel politico sulla tazza in preda ad un attacco di diarrea da ostriche e champagne, quella modella sulla tazza che prega perché un misero stronzo le esca finalmente dall'ano maledicendo a gran voce l'eroina che si inietta a vagoni... se sapessimo immaginare queste cose, non saremmo tutti più saggi? |
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