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La filosofia della toilette (a grande richiesta di Lauro)

di giorgio montanari [user #6752] - pubblicato il 28 novembre 2006 ore 16:33
Nonostante i vani tentativi dei filosofi di nobilitare l'uomo, dobbiamo prendere atto del fatto di essere delle creature la cui vita è condizionata dalle proprie pudenda e dalle loro produzioni.Se la letteratura si è spesso avvicinata, con gran gusto dei più puritani, alle faccende sessuali; ha spesso e volentieri relegato alla sfera del grottesco o del verismo tutto quello che concerne feci, urina e vomito. Eppure non sono queste faccende della massima importanza nella vita di ognuno di noi? Qualcuno ha persino sostenuto che la storia non inizia con la scrittura o con il linguaggio o con qualche altra produzione del sapere, ma col controllo delle proprie deiezioni: con una bella immagine, Robertson Davies descrive l'uomo primitivo che esce dall'Eden guardando pensoso l'ultima cagata fatta quando gli scappava, in libertà.Del resto, la storia gira intorno a questi temi: Cambronne è celebre per aver risposto allo spudorato figlio di Albione che gli intimava la resa con un poeticissimo "Merdre!" Dante non sarebbe diventato un grande poeta e avrebbe passato i pomeriggi a pomiciare con Beatrice se non fosse stato per un increscioso incidente che vi andrò or ora a raccontare. Dante e Beatrice si frequentavano da qualche tempo, ma lui era un po' timido: tutte le volte che voleva saltarle addosso, si bloccava, farfugliava e sbavava pure un po'. Un giorno, prese il coraggio a quattro mani e si decise a chiedere alla sua amata un bacio. A quei tempi, come recita qualsiasi antologia di liceo, andava di moda un linguaggio forbito, ricco di metafore. Dante, che allora non se la cavava bene con le finezze del linguaggio cortese, azzardò un "baciami con l'estremità piacevole del tuo tubo digerente!" Beatrice, si suppone, non colse l'immagine oppure la fraintese (non essendo certa di quale estremità fosse più piacevole) e sferrò sul grugno del Sommo un sonoro sganassone, riducendogli il setto nasale al proverbiale nasone. Da quel giorno, Dante si esercitò con penna e carta. Ed è così che nacque la Commedia. Chissà quanti dittatori erano degli stitici collerici, magari se qualcuno avesse curato con cura il meteorismo di Hitler, la storia sarebbe stata assai diversa... Altri aneddoti tangenti al tema sono narrati dagli annali (vedere il poema "Rosa dei venti") e lascio a voi il piacere di scoprire altre amene storie sulle quali il sussidiario delle elementari preferiva glissare.Mi chiedo, allora, visto il peso rilevantissimo delle funzioni fisiologiche nella storia, nell'arte, nella cultura e nel piccolo della storia privata di ognuno, se le stanze da bagno potessero parlare, non avremo forse un'immagine del mondo e del posto dell'uomo nell'universo più completa? Se tutti fossimo dotati di buona immaginazione e sapessimo immaginare con la vividezza adeguata quel politico sulla tazza in preda ad un attacco di diarrea da ostriche e champagne, quella modella sulla tazza che prega perché un misero stronzo le esca finalmente dall'ano maledicendo a gran voce l'eroina che si inietta a vagoni... se sapessimo immaginare queste cose, non saremmo tutti più saggi?

Nonostante i vani tentativi dei filosofi di nobilitare l'uomo, dobbiamo prendere atto del fatto di essere delle creature la cui vita è condizionata dalle proprie pudenda e dalle loro produzioni.

Se la letteratura si è spesso avvicinata, con gran gusto dei più puritani, alle faccende sessuali; ha spesso e volentieri relegato alla sfera del grottesco o del verismo tutto quello che concerne feci, urina e vomito. Eppure non sono queste faccende della massima importanza nella vita di ognuno di noi? Qualcuno ha persino sostenuto che la storia non inizia con la scrittura o con il linguaggio o con qualche altra produzione del sapere, ma col controllo delle proprie deiezioni: con una bella immagine, Robertson Davies descrive l'uomo primitivo che esce dall'Eden guardando pensoso l'ultima cagata fatta quando gli scappava, in libertà.

Del resto, la storia gira intorno a questi temi: Cambronne è celebre per aver risposto allo spudorato figlio di Albione che gli intimava la resa con un poeticissimo "Merdre!" Dante non sarebbe diventato un grande poeta e avrebbe passato i pomeriggi a pomiciare con Beatrice se non fosse stato per un increscioso incidente che vi andrò or ora a raccontare. Dante e Beatrice si frequentavano da qualche tempo, ma lui era un po' timido: tutte le volte che voleva saltarle addosso, si bloccava, farfugliava e sbavava pure un po'. Un giorno, prese il coraggio a quattro mani e si decise a chiedere alla sua amata un bacio. A quei tempi, come recita qualsiasi antologia di liceo, andava di moda un linguaggio forbito, ricco di metafore. Dante, che allora non se la cavava bene con le finezze del linguaggio cortese, azzardò un "baciami con l'estremità piacevole del tuo tubo digerente!" Beatrice, si suppone, non colse l'immagine oppure la fraintese (non essendo certa di quale estremità fosse più piacevole) e sferrò sul grugno del Sommo un sonoro sganassone, riducendogli il setto nasale al proverbiale nasone. Da quel giorno, Dante si esercitò con penna e carta. Ed è così che nacque la Commedia. Chissà quanti dittatori erano degli stitici collerici, magari se qualcuno avesse curato con cura il meteorismo di Hitler, la storia sarebbe stata assai diversa... Altri aneddoti tangenti al tema sono narrati dagli annali (vedere il poema "Rosa dei venti") e lascio a voi il piacere di scoprire altre amene storie sulle quali il sussidiario delle elementari preferiva glissare.

Mi chiedo, allora, visto il peso rilevantissimo delle funzioni fisiologiche nella storia, nell'arte, nella cultura e nel piccolo della storia privata di ognuno, se le stanze da bagno potessero parlare, non avremo forse un'immagine del mondo e del posto dell'uomo nell'universo più completa? Se tutti fossimo dotati di buona immaginazione e sapessimo immaginare con la vividezza adeguata quel politico sulla tazza in preda ad un attacco di diarrea da ostriche e champagne, quella modella sulla tazza che prega perché un misero stronzo le esca finalmente dall'ano maledicendo a gran voce l'eroina che si inietta a vagoni... se sapessimo immaginare queste cose, non saremmo tutti più saggi?


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De gustibus
di Mancunion [user #3854]
commento del 28/11/2006 ore 20:1
-Se la letteratura si è spesso avvicinata, con gran gusto dei più puritani, alle faccende sessuali; ha spesso e volentieri relegato alla sfera del grottesco o del verismo tutto quello che concerne feci, urina e vomito.Be', forse non e' un caso che la cacca e' uno dei cardini del "ridere mediterraneo" da Aristofane a Plauto, a Moliere... Poi, forse per mia ristrettezza di vedute, a livello puramente estetico non e' che ci trovo gran che' negli escrementi...;-) Ci sara' un motivo? Che dio mi scampi dall'assistere nel mio ciclo di vita alla riabilitazione della cacca. M'e' bastata la riabilitazione dei fascisti...Cia'
Rispondi
Re:De gustibus
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 28/11/2006 ore 20:2
Mah, al giorno d'oggi sarebbe una riabilitazione tipo quella di Alvaro Vitali: cioè gustiamoci un po' di trash e facciamo finta di essere intelligenti e di trovarci un significato.E' la differenza tra letteratura erotica e i romanzi Harmony, tra Madame Bovary e le Veline. Ci sono argomenti che la letteratura non tratta perché non degni, ma la letteratura parla della vita e la vita è fatta di tante cose. Questi argomenti sono per la maggior parte affidati a libri che non valgono la carta su cui sono scritti o a film per decerebrati.Qualcuno notava come un buon 80% delle malattie nei libri colpisca la parte superiore del corpo, come se nessuno si sbucciasse mai un ginocchio... Poi ci sono tante eccezioni, da Bukowski al già citato Flaubert (la morte del bambino col piede incancrenito in M.me Bovary)...Io apprezzo quegli artisti che sanno descrivere qualcosa di tanto banale che non riusciamo ad identificare. Senza farne una caricatura o un tic da macchietta.L'arte non dovrebbe avere dei tabù, dovrebbe essere in grado di evidenziare quelli sui quali si basa la cultura dell'uomo. Nessuno chiede l'apoteosi della merda, ovvio. Ma non è strano che nella maggior parte dei libri la gente non vada mai in bagno? ;-)
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Re:De gustibus
di Mancunion [user #3854]
commento del 28/11/2006 ore 21:2
Secondo te c'e' in atto un complotto sionist-bolscevic-nazional-estetic-cultorale per attuare la damnatio memoriae del materiale di risulta umano? A me parrebbe semplicemente che l'ispirazione che uno stronzo possa fornire (anche negli esemplari di notevole fattezze come di tanto in tanto capita di osservare) sara' sempre piu' limitata di, che ne so..un organo genitale femminile, o un di lei retto (che si' tali escrementi produce!).Mi permetto un' ulteriore smentita: tra i primi feriti illustri della storia letteraria, spicca di certo il pelide Achille, colpito all'omonimo tallone. Il capitano Achab aveva una gambadilegno, come il personaggio di Topolino (in versione originaria)...Poi c'e' anche l'aspetto puramente visivo. Pestare un merda, a livello cromatico non rende! Il marrone e' il meno cinematografico dei colori. Per questo che tutti i vari comici da Ridolini in poi scivolano su una buccia di banana. Quella era una metafora per il meno appariscente escremento (siamo ancora nell'epoca del bianco e nero).In secundis c'e' l'elemento culturale. Cacca e pipi' sono associati a valori negativi. Se ti dico che tale amplificatore suona dimmerda, anche senza essere un esperto della critica wittgensteiniana, sai gia' che forse e' meglio orientarsi verso un altro modello.Per chiudere, dal momento che la maggior parte della gente legge in bagno (io di sicuro), leggere di cacche varie potrebbe ridursi a tautologia pura e semplice (!)... Noto un certo stimolo nelle parti finali dei miei intestini...ciaoooooo
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Re:De gustibus
di Robyz [user #66]
commento del 28/11/2006 ore 23:3
"Mah, al giorno d'oggi sarebbe una riabilitazione tipo quella di Alvaro Vitali: cioè gustiamoci un po' di trash e facciamo finta di essere intelligenti e di trovarci un significato. "altro spunto davvero interessante, premetto che riguardo sempre molto volentieri nei pomeriggi estivi tutti i film trash più belli, specie tutta la serie di Thomas Milliam che interpreta er monnezza (mentre mi sono rifiutato di vedere quell'abominio fuori tempo e fuori luogo interpretato da Amendola figlio), gli immancabili primi due Fantozzi, Vieni avanti Cretino (che offriva alcuni spaccati di vita ancora oggi attuali di cui non me ne fotte nulla, li guardo per ridere o almeno sorridere ricordando le risate fatte in passato), qualche Pierino e poco altro; ma siamo davvero caduti così in basso da dover cercare cultura nel bidone della spazzatura? Cultura che se ai loro tempo avessi cercato mi avrebbero deriso gli stessi autori?! Certo immagino che sia meno avvilente per qualcuno illudersi e giustificare il proprio interesse per certo genere adducendo motivazioni sociologiche o di ricerca di una cultura alternativa e minchiate del genere... certo che la retorica è proprio uno strumento potente! Ve li ricordate gli pseudointellettualoidi che dicevano di guardare il grande fratello per motivi sociologici? Per assistere ad un esperimento di socioculturalminchionaggine? Robyz
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cos'è la letteratura
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 29/11/2006 ore 09:1
Esatto! Non esistono, IMHO, temi che meritano di essere trattati e temi che sono indegni di finire sulla carta. Persino le giornate monotone di un coatto possono fare la loro bella figura sulla pagina stampata, ma non sono assolutamente paragonabili al Grande Fratello. La letteratura non è né sociologia né inchiesta (mentre è vero a volte il contrario). Al contrario di quanto accade per la letteratura di genere (romanzi rosa, gialli, ecc...), alla letteratura migliore non importano molto i fatti in quanto tali: è il significato dietro a quei fatti e il modo di descriverli che distingue la buona letteratura. Ovviamente, se si parla di amore o di omicidio nei modi giusti si può tranquillamente uscire dalla letteratura di genere.Concludendo, "non v'è nettacul migliore di un papero ben piumato". Chi lo diceva? Un grande scrittore o Maurizio Costanzo?
Rispondi
spero di aver colto il senso...
di Asbel77 utente non più registrato
commento del 29/11/2006 ore 10:1
Preghiera della seraIo, come un angelo seduto dal barbiere, vivo stringendo uno scanalato bicchiere, collo e ipogastrio curvi, una " Gambier" tra i denti, sotto i cieli gonfi di vele trasparenti. In me mille sogni, come caldi escrementi di vecchia colombaia, fan dolci bruciature; e il mio tenero cuore è un alburno, a momenti, che il giovane oro insanguina di linfe oscure. E, quando con cura ho ringoiato ogni sogno, mi volto, bevuti più di trenta bicchieri, e mi raccolgo a mollare l'acre bisogno: dolce come il Dio del cedro e degli issòpi, io piscio altissimo e lontano contro i neri cieli - approvato dai grandi eliotropi. [Arthur Rimbaud] PS ero indeciso tra Rimbaud o una delle memorabiliaccordo.it> poesieaccordo.it> di Njulettoaccordo.it> ... ;-)
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Rimbaud
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 29/11/2006 ore 10:3
Je vis assis, tel qu'un ange aux mains d'un barbier, Empoignant une chope à fortes cannelures, L'hypogastre et le col cambrés, une Gambier Aux dents, sous l'air gonflé d'impalpables voilures. Tels que les excréments chauds d'un vieux colombier, Mille rêves en moi font de douces brûlures : Puis par instants mon coeur triste est comme un aubier Qu'ensanglante l'or jeune et sombre des coulures. Puis, quand j'ai ravalé mes rêves avec soin, Je me détourne, ayant bu trente ou quarante chopes, Et me recueille pour lâcher l'âcre besoin : Doux comme le Seigneur du cèdre et des hysopes, Je pisse vers les cieux bruns très haut et très loin, Avec l'assentiment des grands héliotropes. ---Sono solo io che trovo questa poesia bellissima? Non so se AR ha scritto questi versi con uno spirito sarcastico, magari a sporcare la forma del sonetto con la menzione del suo piscio, ma trovo questa poesia tanto lontana dalla licenziosità di Baffo o dall'occasionalità di Marziale... Veramente molto bella e vicina alla mia sensibilità. Grazie per la citazione: spiega benissimo il concetto.
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