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la metà di un AC30 non è un AC15

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 03 dicembre 2022 ore 13:14


un altro amplificatore, non un mio progetto ma semplicemente ill rifacimento del mitico AC30 della VOX con la variante che non ha in uscita la potenz<a di 32 watt ma solamente 16, quindi una potenza letteralmente dimezzata per l'uso di due sole finali contro le quattro presenti nell'originale

quello che vi mostro è un secondo stampato perchè ne ho già realizzato uno che naturalmente non ho più ma vi assicuro che è molto simile all'originale, uguale mai, non può esserlo, anche a parità di circuitazione

ho realizzato un minuscolo video con una spiegazione abbastanza semplice e concisa delle funzioni di questo amplificatore ormai passato nel mito per la sua irresistibile cattiveria, per il suo modo urlante di esprimersi, per quelle uniche sensazioni che riesce ad innescare nel chiutarristo ed in coloro che ascoltano

scusate l'incertezza nel parlare durante le sparute spiegazioni ma devo dirvi che per me rimane un piacere assurdo commentare anche se con facili e veloci parole una macchina da suono che forse non avrà mai rivali, anche negli anni a venire

il link per il video è questo

https://youtu.be/WlWcKo0XBMc

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di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 13:37:43
se il video non si vede il link è questo
vai al link
Rispondi
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di maccarons [user #20216]
commento del 03/12/2022 ore 14:21:40
Paolo devi perdonare la mia ignoranza in materia ma ti ho ascoltato in religioso silenzio, se potessi ti assegnerei una laurea 🎓 ad honorem.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 14:27:55
non c'è bisogno che me la assegni perché la ho già ma ti ringrazio comunque
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 14:38:18
vorrei aggiungere una nota: la replica del vero AC30 si può fare solamente in un caso: entrare in possesso di un vecchio originale magari distrutto e prendere, se ancora idonei, i trasformatori ed i coni e poi procurarsi le valvole dell'epoca che dovrebbero ancora essere reperibili in new old stock
quando la VOX costruiva in serie questo mitico ampli non ve ne erano mai due che suonassero allo stesso modo, potevano essere simili, ma il concetto di eguaglianza e diverso da quello di similitudine
basta una spira più lenta nel trasformatore di uscita per cambiare il timbro, una tolleranza resisteva forse troppo accentuata per virare dal suono originale
inoltre se i coni vivono in un ambiente caldo o secco o umido il suono cambierà, è inesorabile che ciò accada e non vi è rimedio
sono riuscito a reperire un vecchio cono Fane, quello originale, ma uno solo, una volta montato era praticamente un altro ampli, ed è stato fatto proprio con un circuito uguale a quello che vi ho mostrato oggi
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 03/12/2022 ore 17:30:25
Paolo dovresti regalarci queste perle più spesso.... è sempre un piacere leggerti ma sentirti è ancora meglio
PS: sono un fortunato possessore di una delle tue ranocchie rosse... che da quando mi hai cambiato le valvole è ancora più piacevolmente scorbutico
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 14:22:21
ho capito benissimo chi sei, ben ritrovato
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 03/12/2022 ore 20:30:27
se oggi sentite un ac15 la linea commerciale credo fatta in asia vi mettete a piangere tanto è inespressivo
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 23:30:24
il discorso di questa tipologia di ampli è abbastanza delicato perché solitamente non hanno controazione e non hanno il bias regolabile - solitamente le finali dovrebbero assorbire da 10.8 a 11,6, ciascuna naturalmente, con una polarizzazione in griglia di circa 100 ohm e 305 v di anodica, ma si rispettano questi parametri? la corrente nella prima valvola fa banco, di solito con una resistenza anodica di 220 ohm sarebbe necessario un carico di circa 1000 ohm al catodo per avere la parvenza di quel suono - se le componenti non sono all'altezza, e parlo di valvole trasformatori condensatori ed affini si tendono su valori più bassi di corrente temendo guasti e rotture e per questo motivo di ascoltano esili, inespressivi come dici tu
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 23:33:47
rimane come quando alcuni costruttori di mezzi a motore devono elevare la categoria euro, si può passare da euro 3 ad euro 4 facendo i giusti adeguamenti del motore, sostituendolo addirittura, oppure lo si può fare abbassando la mandata di carburante che condiziona l'emissione e lo rende fruibile per la nuova categoria, ma il motore non rende però e soffre diversi mancamenti in alcune condizioni, specialmente le moto
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/12/2022 ore 23:48:56
l'AC30 originale funzionava con una forte spinta sullle finali, in corrente naturalmente, perché le quattro el84 esaurivano a massa con una resistenza da 47 ohm/11watt, 11 watt è una resistenza a parallelepipedo ceramica lunga 7 cm e spessa 1 cm, ed in parallelo aveva un elettrolitico da 220uf/25volts, a mio parere il massimo della spinta che si poteva dare a questo sistemo, ed è questo il motivo per il quale urlava a quel modo magari in modo arrogante ed indisciplinato ma bellissimo nel suo genere - questo si può fare ma le componenti devono essere all'altezza per qualità e robustezza, le resistenze di polarizzazione delle griglie erano 100 ohm/3 watt, oggi se ce ne trovi 1, 1 solo watt è un lusso
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 04/12/2022 ore 00:21:11
Ciao di tutti questi discorsi, poiché sono un ignorante, una sola cosa posso dire e condividere: i vecchi ac30 , o perlomeno quei tre o quattro che ho ascoltato, credo al massimo degli anni ottanta o poco prima, facevano terrore. Avevano una voce che non era possibile starci accanto, incentrata sulle medie frequenze. Poi difettavano magari in surriscaldamento, difettavano sulla limpidezza del suono, certamente, ma che belve !
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 00:36:41
dici bene, dovevano difettare sulla limpidezza, era quello il suono che si voleva, magari non avrebbero dovuto in surriscaldamento ma la scelta costruttiva era quella, si era optato per una macchina chiusa che avrebbe dovuto prendere aria solo dalla griglia superiore, un po' poco, eppure duravano e qualcuno dura ancora, per la portata di suono sono d'accordo con te, erano belve di una cattiveria unica
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 00:38:32
ne ho aperti diversi o per la rivalvolazione o per qualche guasto ed erano letteralmente cotti, quello che soffriva di più erano i condensatori elettrolitici, già piccoli, ed i cavi, che per il calore perdevano elasticità e solo toccandoli si spezzavano
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 04/12/2022 ore 11:09:5
🤟
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 04/12/2022 ore 11:26:48
Bellissimo video, grazie di cuore.
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 04/12/2022 ore 11:56:10
Grazie del bel video, molto interessante la spiegazione delle diverse scelte progettuali. Per quanto riguarda lo stampato, volevo chiedere se il lato superiore è tutto 'piano di massa', e se ci sono vias fronte/retro per collegare alcune 'isole' che si vedono sul piano inferiore. Avrebbe inoltre senso fare delle incisioni attorno agli zoccoli delle finali per permettere uno 'sfogo' dell'aria riscaldata che altrimenti accumula tra chassis e scheda? Confesso di aver provato pochi AC 30, specie di annata, però sembra opinione comune che il modelli variano molto da esemplare ad esemplare, così come la resa sonora. Da un punto di vista 'tecnico' lo riterrei comunque di un difetto. Con uno stampato così ordinato il risultato sarà certamente più uniforme, resta la questione 'ferri', però davvero nella produzione odierna non c'è nulla di valido allo scopo? Senza controreazione il trasformatore d'uscita diventa sicuramente più caratterizzante.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 12:16:5
grazie per il commento, come hai potuto notare gli ingressi sono a destra ma finiranno a sinistra perché lo stampato sarà montato a rovescio permettendo alle calorose el 84 di guardare verso l'alto e dissipare quindi meglio - come ho già scritto la determinazione della timbrica finale dipende dai carichi resistivi e capacitivi applicabili sui catodi, sia delle preamplificatrici che delle finali - per due finali, come in questo caso, la resistenza di catodo comune alle valvole di potenza potrebbe essere 120 ohm/100uf per avere una risposta abbastanza cattiva ed urlante ma naturalmente sottoporrebbe il tutto a grosso calore e rapida usura dei tubi - con 150 ohm/47uf ci si calma un po' ma il suono non è quello, perde forse più di un briciolo in aggressività e si discosta dall'intento originario dell'ampli disegnato al tempo dalla VOX - l'AC30 è così, si può agire su molti valori per accomodarlo all'uso che si vuole ma il progetto primario rimane il migliore, deve rimanere un ampli aggressivo ed arrogante, solo questa condizione può strappare al chitarrista quel ghigno caratteristico che rivela una libidine senza pari visibile in un sorriso a 32 denti - o si accetta questo o si acquista un altro ampli
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 12:28:08
penso che nominando i ferri alludevi ai trasformatori ma su questo posso rassicurarti abbastanza - con una raddrizzatrice tutto si facilita ma a patto che si interponga una impedenza di almeno 20 HENRY altrimenti si avrebbe un sensibile rumore - il trafo di uscita non ha molti problemi, basta un quattro strati con una sola uscita, per due finali va bene 8000 ohm nel primario , per 4 finali 4000, non c'è controazione, quindi bisogna dare alle due valvole almeno 25 watt ed alle quattro almeno 40, in questo modo si vive tranquilli - è chiaro che la qualità dei trafo magari non è proprio determinante in questa tipologia ma importante almeno si
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 12:58:09
voglio concludere con un'altra puntualizzazione che reputo non importante ma vitale - se l'utente è un semplice chitarrista, anche bravo, bravissimo, ma che svolge un altro lavoro, che non ha l'impegno di suonare in date prefissate va bene tutto, ma se c'è un intento professionistico nell'uso di questo ampli le cose cambiano radicalmente - anzitutto la valutazione dello strumento usato, il suo set up e l'eventuale adeguamento e poi le valvole, componente critica per tutte le macchine da suono - due o quattro finali nuove suonano in un modo, quasi mai bello, le stesse se usurate per un 30% avrebbero un'altra voce, senz'altro migliore ed includo anche la raddrizzatrice perché è quella più propensa ad accumulare resistenza interna negando gradualmente la quantità di corrente in erogazione ai vari stadi - è questo il fulcro della questione dando per scontato un ottimo prodotto di base, il chitarrista tendenze al blues ad esempio ha bisogno di una rocità più accentuata per accrescere quello strascicamento proprio di questo stile, mentre per il rock si imporrebbe una velocità maggiore quindi, considerando la giusta corrente come riferimento coerente per un ottimo funzionamento, tutto dovrebbe essere più efficiente - ragazzi è così, ed io negli ultimi tempi facevo fortemente questo ed ho realizzato all'uopo un apparecchio per portare le valvole alle esigenze che mi si richiedevano operando controlli abbastanza minuziosi e riscontrando poi esiti senz'altro ottimali
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 14:34:09
il piano superiore non è di massa, le piste demandate sono in zona periferica per essere comodamente collegate a chassis, la massa non deve mai essere chiusa altrimenti aumenta quell'emblematico parassitismo che rimane del componente e non del circuito - ci sono pochi vias, è bene evitare specialmente nei percorsi di segnale, si preferisce unire con cavetti sottili e dedicati, ci sono in commercio, specialmente quelli che vanno al circuito dei toni e specialmente se è di tipo anodico - quelli del VOX sono del tipo a "kathode follower", nella seconda valvola e provengono direttamente da catodo, sollevati da massa con una resistenza di valore adatto
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 04/12/2022 ore 17:03:2
Grazie per tutte queste dettagliate precisazioni. Sulle valvole nuove vs valvole 'usurate' anche io ho avuto questa sensazione di maggior 'frizzante' però c'è anche da dire che esistono tutti i controlli di tono (anche quelli della chitarra spesso ignorati) per correggere le cose. Discorso diverso invece per la fragilità di certe valvole nuove che purtroppo sembra confermata da alcuni interventi che ho fatto recentemente. Come giustamente sottolineato sopra, il 'cenerentolo' di tutto resta sempre lo speaker. Trovare quello che si abbina meglio allo specifico amplificatore (e alle specifiche esigenze sonore del chitarrista) vale più che acquistare valvole NOS, cavi esoterici o altri upgrade. Se ci fosse la possibilità di provarne diversi in negozio sarebbe la fortuna dei produttori.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/12/2022 ore 21:00:54
ma, guarda, sugli speaker è possibile fare azione preventiva oggi che c'è la rete perché di solito ogni produttore riporta le curve dello speaker che commercializza e le curve parlano chiaro - poi può verificarsi che alcune caratteristiche possano essere un tantino mendaci ma di solito non lo sono - esistono addirittura software che indicano la soluzione migliore, magari non perfettamente calzante ma molto vicina, in questo caso si deve provvedere agendo circuitalmente ma rimane comunque un discorso di tecnici, mai di semplici utenti - ad ogni modo le placche nuove e rigide di un tubo si ammorbidiscono con l'uso, non ci sono altri metodi, agire con il circuito dei toni può migliorare ma non risolvere e bisogna comprendere che come una chitarra ha bisogno del liutaio così un ampli ha bisogno di un manipolatore, di una persona che strumentalmente e non a orecchio proceda a tarature varie atte a migliorare la situazione
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