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di platoblues [user #3866] - pubblicato il 27 luglio 2006 ore 21:17
1) La verità è che siamo (sono!) troppo attaccati al quel poco che abbiamo. Malgrado ci stia stretto o sia spesso una merda, è una merda conosciuta e...nella sterile logica della pavidità umana, la merda che si conosce vale più dell'oro che non si conosce. 2) La nostra vita è troppo facile. O meglio: anche se la consideriamo difficile, ci siamo abituati; e in fondo che essa sia dura non ha più importanza poiché la conosciamo.Forse è giunta anche per me l'ora di un'altra svolta, come per Giorgio, come per Salvo. Lo devo a me stesso. Lo devo alla mia famiglia, a mio figlio.A 22 anni ho lasciato un lavoro sicuro, ben remunerato e 'prestigioso' per inseguire il mio sogno: studiare filosofia, mantenermi da solo agli studi, perché mio papà operaio non poteva permettersi di pagarmi l'università. Se non l'avessi fatto, ora sarei un dirigente ma...sinceramente non me n'è mai fregato niente del carrierismo. Per questa decisione mi hanno dato del pazzo ma... alla fine l'ho spuntata. Sapevo quel che volevo! Ora quello che era un buon compromesso per il fine prefissato e raggiunto rischia però di diventare una trappola. Ma che paura tentare di lasciare una strada vecchia per una nuova!Ho paura di perdere la mia 'pace condizionata', di perdere la mia routine, di non aver più la testa 'libera' per godermi appieno mio figlio, di leggermi un saggio, di inserirmi in nuove dinamiche umane, e mille altri scrupoli. Sarà forse la stanchezza, ma mi sento come un Parsifal che ha smarrito il senso della sua divisa da cavaliere. So che senza spinte eroiche non si è più uomini ma ultimamente provo angoscia solo all'idea di rimettermi in gioco.Per ora è meglio che spenga il cervello e aspetti l'arrivo del fresco. Certo è strano leggere i diari di altri amici e leggervi gli stessi crucci! Plato

1) La verità è che siamo (sono!) troppo attaccati al quel poco che abbiamo. Malgrado ci stia stretto o sia spesso una merda, è una merda conosciuta e...nella sterile logica della pavidità umana, la merda che si conosce vale più dell'oro che non si conosce. 2) La nostra vita è troppo facile. O meglio: anche se la consideriamo difficile, ci siamo abituati; e in fondo che essa sia dura non ha più importanza poiché la conosciamo.

Forse è giunta anche per me l'ora di un'altra svolta, come per Giorgio, come per Salvo. Lo devo a me stesso. Lo devo alla mia famiglia, a mio figlio.

A 22 anni ho lasciato un lavoro sicuro, ben remunerato e 'prestigioso' per inseguire il mio sogno: studiare filosofia, mantenermi da solo agli studi, perché mio papà operaio non poteva permettersi di pagarmi l'università. Se non l'avessi fatto, ora sarei un dirigente ma...sinceramente non me n'è mai fregato niente del carrierismo. Per questa decisione mi hanno dato del pazzo ma... alla fine l'ho spuntata. Sapevo quel che volevo! Ora quello che era un buon compromesso per il fine prefissato e raggiunto rischia però di diventare una trappola.

Ma che paura tentare di lasciare una strada vecchia per una nuova!

Ho paura di perdere la mia 'pace condizionata', di perdere la mia routine, di non aver più la testa 'libera' per godermi appieno mio figlio, di leggermi un saggio, di inserirmi in nuove dinamiche umane, e mille altri scrupoli. Sarà forse la stanchezza, ma mi sento come un Parsifal che ha smarrito il senso della sua divisa da cavaliere. So che senza spinte eroiche non si è più uomini ma ultimamente provo angoscia solo all'idea di rimettermi in gioco.

Per ora è meglio che spenga il cervello e aspetti l'arrivo del fresco. Certo è strano leggere i diari di altri amici e leggervi gli stessi crucci!

Plato


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Svolte
di ultra-nick [user #5562]
commento del 28/07/2006 ore 03:1
Ti capisco molto bene: girare pagina e gettarsi in "avventure" nuove quando oltretutto si ha una responsabilità verso una famiglia non è una decisione facile da prendersi. Nel mio piccolo, il passo verso l'ignoto l'ho fatto ormai già più di un anno e mezzo fà. E'stata una scelta che ha migliorato la mia vita sul lungo periodo anche se ho dovuto sacrificare molto di ciò che avevo fino a quel momento costruito, (sentimenti comprsi), solo per il fatto di "aver accettato la sfida". Tornassi indietro la rifarei, probabilmente provando il doppio della paura: ma rifarei tutto ugualmente. Ciao.Niccolò
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Ci vuole coraggio
di njuletto [user #7504]
commento del 28/07/2006 ore 08:4
Hai dimostrato in passato e sei cosciente di essere ancora in grado di dare una svolta alla tua vita ma hai paura: è normale che sia così. Se questo passo lo compirai per te e sai che ne trarranno beneficio altre persone, come soddisfazione o come miglioramento economico, cerca di gettarti a capofitto. L'unico freno che devi porti è di non perdere mai te stesso: se per arrivare a destinazione avrai calpestato quello che sei forse non ne varrà la pena.In ogni caso ti sono vicino, per quello che può contare, e sarò in ascolto per sapere come andrà a finire. Ciao,        AngeloP.S. se ti sono sembrato retorico o patetico scusami: sentivo di dirti questo.
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Siamo...
di Enzo85 utente non più registrato
commento del 28/07/2006 ore 13:1
...tutti con te.Non aggiungo altro e spero che le cose, per te, vadano per il verso giusto.Un abbraccio.
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Hello!
di Mancunion [user #3854]
commento del 28/07/2006 ore 14:2
Leggo quello che scrivi e rivivo tutte le esperienze che mi hanno portato fin qui... Plutarco sarebbe fiero di noi, penso che ci avrebbe dedicato un capitolo nelle sue Vite Parallele ;-DAnche io ero avviato ad una bella carriera legale, data alle ortiche per inseguire anch'io il mio personale pezzetto di iperuranio. Io pero' sono arrivato al capitolo successivo (e senza figli), con il culo su una sedia di una multinazionale: il piacere di leggermi un bel saggio con la mente sgombra e' una chimera...Pero' credo che questo sia in larga parte dovuto alla mia personalita': sul lavoro, come nello studio sono meticoloso, e non riesco a risparmiarmi. Magari con un atteggiamento diverso e' possibile bilanciare benissimo le due cose. Ma conoscendoti un po', so che metteresti tutto il tuo impegno in ogni tua attivita'.L'importante e' non avere paura, come tu stesso annoti. Non avere paura di perdere quelle liberta' che adesso hai, ne' di poter fare scelte di cui un futuro ti potresti pentire. Alla fine sara' la tua coscienza a decidere, e non il tuo egoismo.Ci vediamo presto.
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Thanks!
di platoblues [user #3866]
commento del 28/07/2006 ore 15:5
Grazie a tutti. Dire che ho paura è riduttivo. Direi angoscia, ma tent'è. La 'via' dei miei sogni -la ricerca- mi è ormai preclusa, almeno in ambito accademico. Non posso pensare d'inseguire un ennesimo precariato con dottorati senza borsa o con borse di 900 euro mensili fuori sede e di un massimo di 3 anni. Poi a spasso. E mio figlio come lo campo? Normale che la gente scappi all'estero!Ho già un progetto pronto per l'azienda e....aspetterò a settembre per presentarlo. Se non andrà, mi guarderò attorno. Non posso sotterrare tutta la vita i miei talenti, semmai ne avessi uno.A presto! ;-)Plato
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Scusa il ritardo!
di FerroFe [user #8337]
commento del 29/07/2006 ore 01:2
Ti capisco Plato! Anche io in questo periodo sono un po' inquieto, per motivi che poi spiegherò nel diario. Certamente motivi diversi dai tuoi, e quasi certamente "gravi", ma ti capisco. Aspetta il fresco, fai un bel respiro e pensa a mente più rilassata possibile! Forza Plato! Ci sono anche io se vuoi! Ciao Ciao! Fulvio! "
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Re:Scusa il ritardo!
di platoblues [user #3866]
commento del 30/07/2006 ore 07:4
Grazie Fulvio, sei sempre gentilissimo! ;-) E' bello sostenersi a vicenda! Aspetto di leggere il tuo diario..un abbraccioPlato
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