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Sono le archtop le vere chitarre da jazz?

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 06 giugno 2020 ore 11:41
Sono le archtop le vere chitarre da jazz?
Volutamente in questo mio modesto scritto ho saltato le Gibson L5 e la meno costosa ES175 perchè già universalmente riconosciute (ed usate) dai musicisti jazz che le hanno classificate quindi le "Chitarre da Jazz", ed anche perchè ne ho parlato ampiamente in un altro mio post sull'argomento; ho inserito invece nell'immagine d'apertura la  Gibson S3 che è un modello simile però a tre pickup più la Super 400 CES che è la più costosa tra le Gibson. Poi ci fu il caso della Fender Jazzmaster nel 1958, nata per "affezionare" quella categoria di musicisti ma che non ebbe il successo voluto (di solid body invece ho visto usare da loro molto le Gibson SG Standard), quindi sono saltato direttamente a quella che io reputo la migliore tra le altre (premettendo però che è solo un mio parere personale e basta), cioè la Guild modello Johnny Smith, ma anch'essa fuori della portata del mio portafoglio purtroppo. Ci sono anche altre Guild più economiche e qualche modello di altre Brand, vedi Gretsch e Ibanez, ma lo stesso George Benson ha usato moltissimo le Guild (ho un suo album intitolato "Encore" sulla cui copertina è ritratta proprio una Guild). Passando velocemente ai grandi chitarristi del jazz, come non ricordare il nostro Italo-Americano Joe Pass ( al secolo Joseph Anthony Passalacqua), il grande Django Reinhardt, il famoso (anche se di più per la chitarra che Paul Bigsby realizzò per lui) Merle Travis, i due chitarristi Billy Bird ed Hank Garland per i quali la Gibson realizzò il modello "Birdland" a scala corta da 23 ed 1/2 pollici, poi lo stesso Johnny Smith che aveva usato molto la Gretsch, Tall Farlow, Jim Hall, Pat Martino, Pat Metheny ed ultimo che mi sovviene, Bernie Kessel, per cui fu realizzata una signature a suo nome dalla Gibson, con doppia spalla mancante ed entrambi terminanti a punta. Del grande Wess Montgomery ne ho parlato per il passato e ne parlerò ancora, ma a parte poichè lui, che era riconosciuto universalmente come uno dei maggiori chitarristi nella storia del jazz, all'altezza cioè di Django Reinhardt e Charlie Christian (ne ho parlato tempo fa di entrambi), aveva un modo tutto suo di pizzicare le corde con il pollice della mano destra, ottenendo così un suono caldo e morbido, forse d'origine bassistica. FBASS.
Sono le archtop le vere chitarre da jazz?

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di pelgas [user #50313]
commento del 06/06/2020 ore 19:26:53
Beh Pat Metheny mi piace molto per l'eleganza, Al di Meola fa certe cose pregevoli. Joe Pass assurdamente padrone dello strumento. Berney Kessel austero, melodico. Mostri
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di accademico [user #19611]
commento del 07/06/2020 ore 00:02:33
Per me si, le archtop sono le chitarre del jazz, almeno statisticamente, ma pensarci bene il jazz non è un suono, ma un modo di suonare, un atteggiamento, e quindi lo strumento in fondo conta relativamente...
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di Skywalker8 [user #40706]
commento del 07/06/2020 ore 00:40:31
Da possessore di chitarra "jazz" (ibanez pat metheny signature) non posso che essere d'accordo. Per il jazz ci vuole la testa
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di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 07/06/2020 ore 08:02:32
Le Archtop sono identificate come l'archetipo di chitarra Jazz solo perchè era praticamente l'unico modello di chitarra disponibile al tempo,il Jazz lo fai con qualsiasi chitarra senza distinzione.
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di FBASS [user #22255]
commento del 07/06/2020 ore 08:32:53
Si in effetti è così poichè la prima elettrica riconosciuta come chitarra da jazz fu la Gibson ES150, usata per la prima volta da Eddie Durham nel 1938 circa (anche se già dal 1935 aveva usato una chitarra amplificata elettricamente nelle registrazioni) e che fu di esempio poi a Charlie Christian che adottò lo stesso modello di chitarra. Io ho attualmente una Ibanez AF185VLS come archtop però, le rare volte che debbo improvvisare assoli jazzistici, preferisco usare la mia Gibson ES335 Studio del1989, una semisolid priva delle buche ad "EFFE" che ha sostituito l'altra mia Gibson, una SG Standard del 1973. Restano come mie aspirazioni future sia la Gibson L5 che la Gretsch G6120, ma quest'ultima per altri usi; FBASS.
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di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 07/06/2020 ore 08:40:59
Io uso stabilmente una Ibanez PM 100,oltre alla 335,Di Gibson di "alta gamma" hollow body ne ho provate alcune e non mi hanno entusiasmato sia per il manico che per il timbro,ma queste sono sensazioni molto soggettive ovviamente,se dovessi impegnare cifre così grosse per una hollow body andrei sicuramente dal liutaio piuttosto che su un prodotto commerciale.
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di fa [user #4259]
commento del 07/06/2020 ore 08:34:00
Ricordo di aver letto che Wes lavorava in fabbrica di giorno e poteva suonare solo la sera e la notte. Quindi per non svegliare la famiglia ha cominciato a suonare col pollice che era più silenzioso del plettro. E si è tirato giù a orecchio tutti i soli di Charlie Christian e gli accordi che faceva il pianoforte... da lì il suo modo unico di suonare per l’epoca. Ciao Fab
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di FBASS [user #22255]
commento del 07/06/2020 ore 08:54:1
Preso da Wikipedia: "Cresciuto con i due fratelli Buddy e Monk che inizieranno presto a suonare uno il piano e l'altro il contrabbasso, all'età di 19 anni ha la "folgorazione" ascoltando un brano del chitarrista Charlie Christian... lavora come saldatore in una piccola officina di Indianapolis, ma tornato a casa dal lavoro passa intere notti con la chitarra in mano". Potrebbe essere il fatto di non voler dare fastidio al vicinato però molti affermano che lui abbia seguito un po' il fratello, contrabbassista ed all'epoca anche il basso elettrico si suonava con il pollice, vedi la posizione dell'appoggiadita dei primi Fender Precision, FBASS.
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di Rinaldo [user #50282]
commento del 07/06/2020 ore 10:39:33
Ho letto diversi tuoi articoli relativi alle archtop da jazz, ed ho notato che quando ti riferisci a Gibson, menzioni la ES400, la L5 e la ES175. Non nomini mai la L4, che, pur avendo dimensioni e forma della ES175, è molto piu simile costruttivamente alla L5, avendo top e cassa in massello scavato. Ne possiedo una del 2011, top in abete "natural" cassa e manico in mogano, e la trovo fantastica. Anni fa ebbi l'opprtunità di farla provare a Franco Cerri, e la trovò decisamente superiore alla sua ES175, e confrontabile con la L5.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 07/06/2020 ore 11:42:42
Hai ragione, ma non avendone mai provata una, non saprei come esprimere un mio giudizio, però mi fido di quello che dici; attualmente di Gibson ho una ES335 Studio, una Les Paul special TV ed una SG Standard, più un basso Grabber 3 (non menziono le tre Epiphone perchè le reputo chitarre "entry level"), ma sono bassista e fenderista dal lontano 1970, ho 8 chitarre e 4 bassi Fender più due bassi Leo Fender derivati, un G&L ed un Music Man, di chitarre Gibson diverse ho posseduto un basso EB0, una S 1 (non piaciuta) e per un po' di tempo in prova una L 6, una solid body che era completamente diversa dalle L 5 ed L 4, più vicina alle Les Paul ed alle SG, ma il mio sogno rimane la L 5, ciao da FBASS.
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di Rinaldo [user #50282]
commento del 07/06/2020 ore 15:17:17
Quando acquistai la L4 provai sia questa che la L5. Tre furono i motivi per scegliere la prima: 1500€ di differenza, il magnifico "natural" del top (la L5 era sunburst), e quel pollice in meno della cassa (16" la L7, 17" la L5) che me la rendevano più confortevole. Come suono, da acustica la L4 è leggermente meno brillante, mentre amplificate non ho colto sostanziali differenze. Pure io ho una ES335, per l'esattezza una ES345 Lucille, che considero un'ottima chitarra anche se troppo pesante per essere suonata a lungo in piedi (soprattutto alla mia età... ma ormai suono sempre seduto)
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di FBASS [user #22255]
commento del 07/06/2020 ore 18:09:33
Per uno come me che è solo un musicista amatoriale, avendo dovuto sceglere tra il continuare ed evolversi nel campo musicale e la laurea in Ingegneria Elettrica, possedere 35 tra bassi e chitarre e per la maggior parte delle Brand più prestigiose, è stato già un risultato notevole. Mia aspirazione è ora possedre sia una Gibson L5 che una Gretsch G6120, di quest'ultima marca ho invece una G5220 Junior Jet II, mentre come archtop ho una Ibanez AF85VLS, però per il momento mi sono dovuto un po' fermare e sto solo recuperando gli strumenti poveri di quando ero studente ma pieno d'entusiasmo, FBASS
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di pelgas [user #50313]
commento del 07/06/2020 ore 21:34:20
Ma tu sei ingegnere?
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di FBASS [user #22255]
commento del 08/06/2020 ore 07:05:56
Si, anche se mi sono laureato tardi in ingegneria elettrica alla Federico II di Napoli, dopo un abbandono di circa 30 anni, cioè da quando, dopo aver superato il biennio, tranne un esame, proprio su questo m'impuntai e deicisi d'abbandonare nel 1972 cercandomi però un posto di lavoro ed entrando nel 1973 nelle Ferrove dello Stato come Capo Tenico MT a Torino. Mi sono riscritto nel 2002 e in cinque anni mi sono laureato con 92/110, FBASS.
Rispondi
di doctorjazz [user #26422]
commento del 08/06/2020 ore 00:57:39
Con questo titolo sulle chitarre archtop, mi avete tirato dentro la discussione, anche se ammetto di cercare ogni sera il commento di FBASS che trovo ricco di spunti e di ricordi,ma stasera Rinaldo parla della L4, quella natural, con le fasce in mogano massello e allora non posso esimermi dal commentare. Per me è stato amore a prima vista, anche se gli occhi li avevo messi anche su una Wes Mo natural ,provata in quel di Bologna , della quale ricordo ancora l’enorme filing e le vibrazioni , pari al prezzo ( ahimè).Anch’io trovo la L4 un po’ più scura della L5 e per questo preferisco suonarla sul valvolare, Peavey Classic 30 , con cono Jensen ,in perfetto stile Wes ( pollice e ottave) Per ritornare al quesito originario, se siano le archtop le sole chitarre da jazz, devo ammettere che un timbro più moderno sia appannaggio di chitarre come Les Paul , 335 , ma anche di SG e Telecaster.Queste da suonare possibilmente con un buon transistor ( DV micro jazz, Polytone ) e con buona dose di pedali.Altro capitolo sarebbero le corde, flat o round, acciaio o puro nichel, ma questo è un capitolo enorme e lo spazio è limitato . Tuttavia spero di incontravi ancora, in sintonia con il jazz e le sue chitarre . Un saluto.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 08/06/2020 ore 07:15:14
Io uso una mia Gibson ES335 Studio del 1989 con un mio amplificatore Fender Supertwin 180 black label del 1979, ma anche e con lo stesso amplificatore, una mia Gibson SG Standard with Bigsby Vibrola del 1973, ma ho anche una testata Fender Bassman 100 valvolare silver label del 1969, mentre tra amici e nelle piccole jam invece uso una Ibanez AF85VLS ed una Fender Telecaster Pasley Sunburst con un ampli VOX Pathfinder 15 Made in England, con solo vibrato, per altri usi, ma sempre con il VOX, uso una Gretsch G5220 Junioe Jet II, FBASS.
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