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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Dobbiamo essere sempre grati alla EKO.

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 11 maggio 2020 ore 15:19
Dobbiamo essere sempre grati alla EKO.
Doveroso mio riconoscimento alla EKO, una casa produttrice di chitarre italiana fondata nel lontano 1959 da Oliviero Pigini a Castelfidardo nelle Marche, poichè ci ha permesso di suonare quando le nostre finanze da studenti delle scuole medie superiori erano oltremodo "scarse". In primis il mio approccio con la chitarra fu con una EKO Fiesta nel 1966, avuta in cambio di una armonica a bocca Hohner con annesso un sistema amplificatore costituito da un tubo metallico chiuso con asola porta strumento, dotato di microfono piezoelettrico sul fondo dotato di volume con manopola esterna (ma ero a conoscenza che il precedente propretario della chitarra l'aveva pagata lire 7000 ). Poi, quando fui costretto a passare al basso elettrico, la mi prima chitarra basso fu una della EKO, modello 1100/MB/2, color madreperlato bianca davanti e nero sul retro, comperata dal fratello di un mio compagno di classe a lire 11000 ad inizio 1968 (ora ne sto cercando un basso EKO uguale anche se anni fa da un negozionate di Angri, a cui facevo assistenza tecnica in negozio, me ne fu offerto uno dello stesso modello ma color azzurro brillantinato, cioè come quello che ho inserito nell'immagine d'apertura, non accettai stupidamente perchè mi sembrava d'approfittare), seguito dopo anni da un modello simile ma col body di forma diversa, color rosso brillantinato, il Violin Bass Sold Body EKO 1150/TO/2 anch'esso inserito nella succitata immagine. Tengo a precisare inoltre che delle chitarre elettriche serie 500 e 700 non ne ho mai posseduta nessuna, avevo invece comperato, nella seconda metà degli anni 80, una semiacustica modello 296 S color black, dotata di un solo pickup Di Marzio al manico, non malvagia però, chi sa perchèpoi mi fissai per la presenza della doppia spalla mancante (che a mio parere nelle chitarre da jazz doveva essere singola e solo quella inferiore) e per il fatto che l'attaccarde ricordava quello che avevo sulla mia Gibson SG Standard, uno Stop Barr e non quello a "trapezio" come volevo. Di amplificatori della EKO ho posseduto sia il modello Super Duke per basso che il Viscount con riverbero a molla per chitarra, entrambi con 4 X EL84 in finale ma su due trasformatori d'uscita con secondario in parallelo, più il piccolo Polyphemus da un paio di Watt regalato a mio nipote. Però dei bassi della EKO ho avuto sempre un'ottima opione tanto è vero che ad inizio anni 2000 ho comperato un modello MM 300 color natural, consigliandolo pure ai miei allievi giovani (con mio insegnamento del basso a gratis, tengo a precisare) e un paio d'anni fa, cercando sempre il mio vecchio primo basso della EKO, nel negozio di Luca in Battipaglia ho trovato invece un EKO Camaro Bass Sunburst a cui ho montato le corde Fender flatwound e posso dire che, possedendo un ottimo Fender Jazz Bass del 1974, non sfigura affatto nel confronto (è nell'immagine d'apertura anch'esso). Come chitarra acustica, non trovando una Fiesta, sono entrato in possesso, sempre comperandola da Luca, del modello similare "Junior", però con la paletta senza asole.
Dobbiamo essere sempre grati alla EKO.

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 11/05/2020 ore 17:20:02
Ma anche no,era robaccia allora e rimane robaccia adesso.
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di FBASS [user #22255]
commento del 11/05/2020 ore 17:29:41
In quel periodo, metà anni 60 circa, quello ci potevamo permettere e non è che in giro ci fosse molto da scegliere, noi che le Rickenbacker ce le sognavamo mentre di Fender e Gibson se ne vedevano pochissime in giro; solo un paio d'anni dopo ci siamo rivolti alle "Tedesche", Framus prima ed Hofner poi, ma il salto di qualità l'abbiamo fatto ad inizio anni 70, principalmente con qualche Fender Mustang usata, io comperai un basso Mustang Competition Blue a metà del 1970 e dopo un Gibson EB0 ... Ci siamo arrangiati e alcuni dei ragazzi di allora da me citati, pochi in verità, sono ancora quì tra noi a strimpellare, FBASS.
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di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 11/05/2020 ore 21:19:29
Io ho parecchie primavere sul groppone,quando abbiamo iniziato a suonare in gruppo,primissimi '70 eravamo squattrinati giovanissimi studentelli (uno solo lavorava già con gli stipendi da fame di allora) ci siamo comprati la strumentazione nel solito modo "pagherò" un tanto al mese,tutta roba usata ma...batteria Rogers,Gibson SG testata marshall Super Lead e cassa "slanted" 4x12",organo davoli "imitazione" Hammond,tutto usatissimo ovviamente ma si poteva fare,di cataloghi Eko in bianco e nero ne abbiamo macinati a iosa,ed era sempre e comunque robaccia.
Rispondi
di Cukoo [user #17731]
commento del 11/05/2020 ore 21:29:15
Sei un po' troppo tranchant. La storia della Eko è bellissima, il sito fetishguitar è una miniera di informazioni.
La Ranger è/era robaccia? E la mia El Gaucho? Vandelli e Shapiro suonavano robaccia? Eccetera.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 12/05/2020 ore 01:28:30
Tu pensala come vuoi,per me era robaccia.Vandelli e Shapiro poi,mamma mia.Io c'ero e mi ricordo bene "cosa" erano le Eko,non so tu.
Rispondi
di Cukoo [user #17731]
commento del 12/05/2020 ore 11:11:09
Purtroppo c'ero (e non è un merito) e ricordo sufficientemente bene (ed è una fortuna).
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 12/05/2020 ore 11:20:45
Il merito non c'entra nulla con l'età,anzi...io sono contento di avere vissuto quegli anni lì,per il resto ognuno ha la sua opinione e va bene così.
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di FBASS [user #22255]
commento del 12/05/2020 ore 13:46:09
Con questo mio modesto diario ho solo voluto rammentare il periodo e come ci siamo arrangiati per poter iniziare, senza nemmeno sfiorare l'idea di una valutazione degli strumenti .. Io adesso che me lo sono potuto permettere, ho comperato tutti gli strumenti che all'epoca erano soltanto presenti nei miei sogni, ne ho 32 tra bassi e chitarre, tutti di marca con Fender in testa, seguita da Gibson, me ne mancano giusto un paio, però l'entusiasmo non c'è più e anche se sono in pensione, la voglia di suonare mi è passata, infatti i miei strumenti stanno solo accumulando polvere. Ma adesso mi sta capitando che si è destato in me il desiderio di comperare gli strumenti poveri di quegli anni lontani, ho trovato due Framus, due Hofner, due EKO ed una Silvertone, stessa cosa sto facendo con i pedali, da un lato sto comperando i più conosciuti tra i moderni, dall'altro quelli storici, però se ho citato la EKO è solo per un debito di riconoscenza, legato agli anni di gioventù, FBASS.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 12/05/2020 ore 15:08:3
Hai fatto benissimo ci mancherebbe altro,io ho solo espresso la mia opinione dato che quelle robe lì le ho viste e toccate con mano al tempo.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 11/05/2020 ore 21:38:57
E però in quel periodo erano già quasi 20 anni che c'erano Gibson Fender . Va ben, non si trovavano e costavano troppo pero io mi domando: quelli che costruivano strumenti non potevano perlomeno sforzarsi di non costruire schifezze almeno esteticamente?
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 12/05/2020 ore 01:29:40
Esatto.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 11/05/2020 ore 21:48:16
Io ebbi una classica eko (ma niente di che) e una acustica (addirittura firmata dal"liutaio") credo fatta a Castelfidardo. Ma niente di che anche l'acustica.
Un mio amico aveva una acustica ranger 12 corde. Un altro un buon basso eko. La eko ha sempre fatto cose dignitose ma mai (o almeno io non ne so) cose da salto di qualità. Attualmente c'è massimo Varini che è veramente in gamba e onesto che direttore tecnico e spesso va in Cina. Ho avuto per le mani qualcosa, ormai i robot fanno tutte uguali nel mondo le chitarre, la differenza è diventata quasi impercettibile fra uno strumento da duecento euro e uno da duemila.
Io penso che la scritta sulla paletta abbia un senso. E anche gli endorser sono importantissimi oggigiorno. Ma la Eko rimane molto attaccata alla sua immagine. All'estero solo il vintage di alto livello raggiunge una certa quotazione su Eko... Meditate gente
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 12/05/2020 ore 04:16:02
...1967, da qualche parte nella palude padana. Tutti prima o poi ottengono quello che vogliono.Io volevo una chitarra elettrica. E per i miei peccati me ne arrivò una acustica...la EKO Fiesta...ma dopo averla suonata non ne avrei mai più voluta una uguale...comunque...GRAZIE EKO , ti vogliamo bene lo stesso, sei parte della nostra gioventù
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di paserot [user #21075]
commento del 12/05/2020 ore 17:03:12
grazie Franco riesci sempre a strapparmi un sorriso coi tuoi salti spazio-temporali
eko fiesta x27 ranger12 kadett erano quello che le mie tasche si potevano permettere
e credo che per le mie capacità fossero più che sufficenti
lo sarebbero anche tuttora
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 13/05/2020 ore 09:38:05
Eko è stata al tempo la più grande industria di strumenti musicali in Europa, quindi o la maggior parte di chi acquistava non capiva nulla o qualcosa di buono costruiva. Da tenere presente che all'epoca non esistevano macchine a controllo numerico, quindi a differenza di oggi la qualità dipendeva molto dalle capacità di chi lavorava e dal prezzo a cui si acquistava. Credo che oggi potrebbe essere paragonata alla Behringer, ho sentito certi mixer vergognosi, o agli strumenti HB. Ho suonato con un basso Eko degli anni '80 bellissimo, anche se molto pesante e dal suono importante. Ho provato anche le chitarre Eko dello stesso periodo, con i pickup Di Marzio, secondo me validissime, quindi posso assicurare che qualcosa di buono lo hanno fatto anche loro. Poi l'Italia è il mercato più difficile per i nostri prodotti, perchè si vorrebbe il prezzo di HB con la qualità PRS.
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di FBASS [user #22255]
commento del 13/05/2020 ore 10:54:21
Oltre ai due vecchi bassi da me citati nell'articolo, ho posseduto per poco tempo un EKO Rokes a freccia del 1969, aveva un solo pickup inclinato che a me sembrava un Toaster DeArmond, poi ho comperato un 18 anni fa il modello MM 300 non malvagio (gli cambiai il pickup con un Bartolini ma ritornai a montargli il suo perchè non notavo alcuna differenza), infine circa due anni fa, o poco più, ho comperato usato, ma in ottime condizioni, un Camaro Bass a cui ho montato le corde Fender Flatwound e suona benissimo,FBASS
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