
Premesso che gli unici strumenti da cui non sono mai riuscito a "cavarci un ragno dal buco", cioè non sono riescito a farci emettere alcun suono, sono quelli della famiglia delle trombe (comperai pure un bocchino di qualità media per veder di superare questo ostacolo, ma è rimasto nel cassetto come ricordo), vorrei evidenziare che il "pallino" della musica suonata mi fu attacato invece dal suono del sassofono contralto di Fausto Papetti, nel lontano 1961, cioè quando ebbi in regalo la mia prima fonovaligia Europhon, insieme ad un suo 45 giri in cui lui interpretava il "Tema Portante" del film cult "Summerpalace", titolo tradotto dalle nostre parti in "Scandalo al Sole", la chitarra fu un amore successivo. Però quando mi recai dal maestro con un sax contralto da me comperato di seconda mano, uno Yamaha YAS32 che ancora posseggo, lui mi disse che bisognava che iniziassi invece con il clarinetto soprano ed io fortunatamente proprio nel negozio in cui avevo comperato il sax, ne trovai uno in buono condizioni, in ebanite e sempre della Yamaha, anch'esso ancora in mio possesso. Con il tempo poi e in un periodo in cui già da un tre anni mi esibivo al basso elettrico, ascoltando, nelle prove a cui partecipavo come loro tecnico del suono, il grande musicista e mio amico Enzo Avitabile (aveva si e no 17 anni), cominciai ad amare la musica dei Jethro Tull e con essa il flauto traverso, di cui ne cercai uno di media qualità, magari un Artley, però fortuna volle che un collega anziano aveva proprio in quel periodo messo in vendita un flauto appartenuto alla buonanima del fratello, musicista in un'orchestra famosa, ed io appena seppi la cosa lo contattai e contrattai con lui sul prezzo. Era però uno strumento al TOP, un The Muramatsu in argento, ancora Made in Japan anche se sul trombino aveva solo tre chiavi, ma con lire 1 milione e 200 mila più un paio di effetti elettronici, un riverbero Alesis modello Nanoverb ed un Big Muff EHX Made in Russia (che a lui servivano per suonare la chitarra elettrica amatorialmente nei Dopo-Lavoro) fu mio, però preciso che sono passati oltre 20 anni da allora ma lo tratto come una "Reliquia". Ho anche vari flauti andini e due flauti dolci di cui un economico Yamaha in plastica trsparente ed un ben più costoso Hohner in legno di bosso; poi per quanto riguarda le armoniche a bocca posso assicurarvi che fu il primo strumento che suonai in pubblico quando entrai nel gruppo musicale all'Oratorio Salesiano, l'anno era il 1966, cioè quando mio padre mi regalò la Hohner "Bravi Alpini" a 40 fori, quella al centro dell'immagine d'aperura. Adesso ne posseggo 6 tra cui la Piccolo, la Blues Harp, la Puck, oltre alla succitata "Bravi Alpini" ma le più vecchie da me posseduto, che uso da quasi 45 anni, sono la doppia (sempre "Bravi Alpini" ma con 48+48 fori) ed una Cromette con 12 fori. |