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come suscitare emozioni in musica

di Sykk [user #21196] - pubblicato il 04 maggio 2020 ore 17:04
Vi chiedo un aiuto, in particolare a chi ha studiato la musica un po' meglio di me (e ci vuole davvero poco).
Ci sono delle regole che possono aiutare a scrivere musiche che portino le emozioni dell'ascoltatore in una certa direzione?

Io sono limitato a "accordi maggiori felicità", "accordi minori tristezza", "accordi di settima stranezza/attitudine" che poi non è neanche sempre vero visto che dipende più dalla progressione.
Chiaramente non limitandosi al giro di accordi ma anche ad altri accorgimenti.
Grazie.

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di coldshot [user #15902]
commento del 04/05/2020 ore 19:04:52
Mah... la cosa è soggettiva direi, anzi molto soggettiva, a me per esempio piacciono molto (tra le altre cose ma solo per uscire dal solito Blues pentatonico), gli accordi di dominante con la b9 e melodie fatte su una scala frigia maggiore o frigia dominante, ( si chiama un pò in tutti e due i modi ) o su una scala alterata sopra quell'accordo, a qualcuno può far venire le bolle come a me fa venire le bolle sentire un solo alla maniera di una canzone di Nek, cioè scala maggiore pura e pedalare......
No saprei.....per me è una questione di gusti e di educazione negli ascolti...
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 04/05/2020 ore 22:49:45
Quindi tutto il rock 😁
Ovviamente sto scherzando
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 05/05/2020 ore 00:54:00
Ahah no figurati mi piace il Rock, non tutto però, per esempio con gli AC / DC dopo 15 minuti mi viene l'orchite con i Kiss dopo 4. 😁😁😁😁
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 05/05/2020 ore 08:20:3
Su questo concordo in pieno, però ormai non spreco più nemmeno 15 o 4 minuti😁
Rispondi
di acif utente non più registrato
commento del 04/05/2020 ore 19:10:10
a volte credo che anche l'intenzione la dinamica e il tipo di andamento, come nella musica classica, siano fondamentali per dare sensazioni, come esempio Vivaldi e le sue 4 stagioni, si dice che fosse musica figurativa, perchè ti dava l'idea rappresentativa delle stagioni con i suoni, esempio l'estate, con quelle velocissime scale discendenti, volevano raffigurare l'arrivo improvviso dei temporali estivi.
poi è bello sentire anche un po' la musica modale e le scale modali, anche li ci sono sfumature diverse per ogni modo, e possono, nell'ascoltatore, generare sensazioni diverse.. esempio, tu conoscerai bene Riders On the Storm dei Doors, beh all'inizio c'è quell'intro di piano che suona una scala modale, il modo dorico, che a me da una sensazione, anche se è una scala minore, di mistero + che di tristezza, perchè quella sesta maggiore la rende + brillante di una scala con la sesta minore, per cui suscita in me qualcosa di + misterioso e non triste..
Rispondi
di James007 [user #50761]
commento del 04/05/2020 ore 19:14:54
a me molti che sento piu che le emozioni fanno venire le emorroidi :/

A me piace tutto cio che nasconde dietro di se altro, e quell'altro tante volte non ha confini, QUELLA E' MUSICA PER ME
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 04/05/2020 ore 23:46:31
Senti da che pulpito viene la predica..ahaah sei unico.😂
Rispondi
di James007 [user #50761]
commento del 05/05/2020 ore 06:39:12
cosa vorresti insinuare?😂
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 05/05/2020 ore 11:02:31
Che con 4 nickname diversi hai fatto venire le emorroidi a tutta l'utenza di accordo negli anni,postando la tua "melma sonora".
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 04/05/2020 ore 19:48:21
Buonasera Sykk,
mi permetto di consigliarti il canale youtube di Rick Beato.
Ha creato una serie di video intitolata "What Makes This Song Great" in cui passa ai raggi x molti brani famosi.
Molto interessanti i video in cui analizza il rapporto fra melodie (anche modali) e armonia.
Non è una risposta "diretta" alla tua domanda...ma da questi video ho capito, ad esempio, il perché certi brani suonano malinconici, altri gioiosi, altri ancora sinistri...
Lascio volentieri la parola ad un producer con i cosiddetti...e che sta portando avanti e diffondendo un'interessantissimo lavoro di analisi...e dal quale ho imparato e continuo ad imparare moltissimo.
Rispondi
di acif utente non più registrato
commento del 04/05/2020 ore 21:25:57
a proposito di malinconici, altri gioiosi, altri ancora sinistri.. mi hai fatto venire in mente anche la differenza di registri impiegati per risaltare di + le sensazioni o emozioni.. cioè una determinata melodia, suonata da uno strumento diverso, può essere + o meno efficace e determinante per una situazione di suspance o terrore, o anche per dare + dolcezza ad un motivo un sax è sicuramente adatto a risaltare una melodia dolce, come gli archi possono essere determinanti per creare atmosfere sinistre
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 04/05/2020 ore 23:55:54
Rick Beato è un "pozzo di conoscenza" su quello non ci piove,ma come didatta o divulgatore lascia molto a desiderare,si incarta da solo non ha un metodo molto logico o pratico,è abbastanza confusionario nell'esposizione,lo seguo da tanto ma molto spesso mi lascia l'amaro in bocca,sapere è importante ma per trasmettere il sapere ci vogliono anche la qualità giuste e a mio avviso lui non le ha.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 08:34:25
Buongiorno!
Il buon Rick Beato può fare senz'altro di meglio da un punto di vista divulgativo.
Ciò nonostante gli riconosco i meriti per il lavoro che sta svolgendo.
La mia esperienza è positiva: non ho studiato moltissima armonia...ma non faccio alcuna fatica a comprenderlo.
Ne deduco che non sia così male. ;)
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 05/05/2020 ore 09:11:40
Sono d'accordo. Io a dir la verità preferisco la serie dedicata alle canzoni e le interviste. La parte più teorica la seguo molto meno ma quando mi capita non ho grandi difficoltà a seguirlo. E le mie conoscenze di armonia sono molto superficiali purtroppo.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 05/05/2020 ore 11:10:1
Forse mi sono spiegato male,non ho detto che non lo comprendo,ho detto che il modo in cui spiega non è molto "coerente" se vuoi divulgare bene lo devi far in modo più lineare,lui salta di palo in frasca ogni 3x2,guarda ad esempio questi canali: MusicTheoryForGuitar,Fretjam,Late Night Lessons,Jazz Duets,QJamtracks
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 11:43:05
Forse mi sono spiegato male io.
Non credo che qualcuno abbia affermato che TU non lo comprendi.
Ho solo detto che IO lo comprendo, nonostante i limiti della mia preparazione. ;)
Ma non sono un didatta né un divulgatore. Quindi le mie valutazioni a riguardo valgono meno di zero.
Quanto a capacità didattiche e/o divulgative c'è di meglio? Non stento a crederci. ;)

Ti ringrazio per avermi indicato questi canali. Non li conoscevo.
Darò una approfondita visione e sono certo che che troverò tante nozioni di mio interesse.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 05/05/2020 ore 19:19:4
👍
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 04/05/2020 ore 20:01:2
Direi senza dubbio la dinamica. Ci sono pezzi costruiti sul nulla armonico, ma funzionano perché la dinamica funziona. Allo stesso modo, un pezzo con una dinamica piatta non funziona anche se metti i coltrane changes.

E' questione di provare e riprovare, finché non si trova la quadra. Ultimamente ho finito un disco (se tutto va come promesso verrà prodotto da un'etichetta interessante) con 9 pezzi, ma avevo nel cassetto qualcosa come 90 spunti/idee/tracce. E' un lavoraccio (che economicamente porta a nulla, ma va beh).
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 13:09:52
Buongiorno E!
condivido quanto affermi...ma ti ho risposto in un commento poco sotto. ;)

Già ero curioso di ascoltare questi 9 brani...
Da 90 spunti a "sole" 9 tracce: denota un enorme lavoro di sintesi. Dopo questa affermazione la curiosità non può che crescere esponenzialmente. ;)
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 05/05/2020 ore 13:33:0
"Da 90 spunti a "sole" 9 tracce: denota un enorme lavoro di sintesi"

O forse è questione di pigrizia :-DDD
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 14:54:51
LOL!
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 05/05/2020 ore 15:41:46
Il tuo modo di vedere le cose mi trova daccordissimo, facci sentire qualcosa del nuovo disco a tempo debito!
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 05/05/2020 ore 15:41:
Il tuo modo di vedere le cose mi trova daccordissimo, facci sentire qualcosa del nuovo disco a tempo debito!
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 06/05/2020 ore 12:18:57
Con molto piacere, ma dato questo simpaticissimo virus mi hanno dato tempi molto lunghi :-(
Speriamo entro ottobre
Rispondi
di asidisi [user #16165]
commento del 04/05/2020 ore 20:35:29
vai al link qui parla della tipica
canzone di Sanremo, il maestro Sandro Di Pisa
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 04/05/2020 ore 21:58:39
Anche io ti consiglio il canale di Rick Beato. Con le sue analisi cerca di razionalizzare quello che forse è impossibile da fare, cioè proprio quello che dici te, cosa rende una canzone grande ed emozionante per alcuni...
È molto parziale ma lui è molto bravo.
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 04/05/2020 ore 22:59:28
Amo la semplicità melodica di Gilmour come il fraseggio outside di Scofield, adoro Vai e non reggo Malmsteen, amo Prince e non riesco ad apprezzare Angus Young.... Stili diversi emozioni forti come stili simili e coinvolgimento emotivo diverso.
Per quanto riguarda un btano nella sua totalità mi stimolano le soluzioni armoniche fuori dagli schemi.... Linciatemi ma Morgan mi piace parecchio😁
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 12:12:58
Prima di aver ascoltato (e apprezzato) alcuni lavori di Morgan solista...ho amato alla follia i Bluvertigo.
Secondo me "Canzoni dell'appartamento" è un disco della madonna.

Gilmour mi fa venire la pelle d'oca. Gli AC/DC assolutamente no.
Eppure mi trasmettono energia (elettrica, ovviamente). ;)
Gilmour trasmette un sentimento, gli AC/DC ne trasmettono un altro.
Dovrei apprezzare più Gilmour che gli AC/DC? Un sentimento "vale" di più di un altro?
Non so...mi sembra come paragonare la pizza alla nutella.
Buone entrambe...ma hanno "ruoli" diversi. ;)

Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 05/05/2020 ore 12:25:15
Bluvertigo superlativi.... Top e come sempre in Italia incompresi👍
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 04/05/2020 ore 23:53:0
Qualsiasi tipo di musica suscita emozioni,qualsiasi progressione armonica,ed anche lo "stato" dell'ascoltatore ci mette del suo,limitarsi a liquidare "Maggiore=gioia" "Minore=melanconia" è talmente scontato e riduttivo che puzza di retorica stantia;ci sono tantissimi fattori che influiscono sul risultato,puoi avere cose struggenti e tristi anche con accordi maggiori e basta e viceversa,non c'è una ricetta,quando tu componi qualcosa lo fai traducendo in musica le tue emozioni del momento ma gli altri possono anche percepire cose diverse da quelle che intendevi è tutto relativo.
Aggiungo una cosa che mi era rimasta nella penna,l'uso delle tensioni "fa molto" in questo caso,quindi uscire dagli stereotipi soliti e armonizzare con accordi più complessi dona molto pathos e sicuramente "emoziona" di più,invece dei soliti min/min7 /Magg/7° di dominante usa min 9/11,add9,accordi di dominante alterati nella 5° (# o b),in questo caso l'armonia Jazz e la Bossa ti danno spunti interessanti.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 05/05/2020 ore 07:22:27
Ciao come ti hanno scritto sopra, il fatto di suscitare emozioni è una cosa molto soggettiva. L’esempio che hai fatto, maggiore gioia, minore tristezza, è una cosa tipica della musica occidentale ed è influenzata da fattori culturali. Ad esempio un bambino piccolo che ascolta la musica non assocerà necessariamente il minore alla tristezza e il maggiore alla gioia. Conta molto a mio parere la dinamica e l'interpretazione, dove c’è l’uomo che esegue un pezzo e trasmette tramite lo strumento le proprie emozioni. La musica in quanto arte è espressione dell’uomo ed in quanto arte è creata per suscitare emozioni. Ciao Fab
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 13:03:00
Buongiorno fa,
condivido quanto affermi.
Mi sono permesso di risponderti in un commento poco più sotto. ;)
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 05/05/2020 ore 17:12:44
Verissimo e concordo! Il suono è in grado di creare atmosfere magiche e belle emozioni come può “disturbare” l’ascoltatore e suscitare altre emozioni.
Ottimo spunto e grazie per la risposta! 😊Ciao Fab
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 06/05/2020 ore 10:39:26
grazie a te! buona giornata!
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 06/05/2020 ore 09:37:04
"un bambino piccolo che ascolta la musica non assocerà necessariamente il minore alla tristezza e il maggiore....."

Ho insegnato a bambini di 6-8 anni, lo associano eccome.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 06/05/2020 ore 11:00:13
Non ho mai insegnato quindi non posso parlare per esperienza personale ne sulla base di nozioni di didattica acquisite leggendo libri sull'argomento.
Ma ho studiato un po' di fisica e acustica...e quindi mi permetto, nel mio piccolo, di fare delle supposizioni.
Un bambino (come un adulto, lo sottolineo) è perfettamente in grado di riconoscere la consonanza (ad esempio un intervallo di quinta giusta) o la dissonana (tritono) di due suoni.
Ci sono delle ragioni fisiche: la somma delle onde dei due suoni...e come queste vengono "decodificate" dall'orecchio e poi "trasmesse" al cervello umano. Tali ragioni fisiche (e anatomiche) sono oggettive.
Il mood "innescato" da una consonanza o da una dissonanza è altrettanto oggettivo?
Non lo so, non mi pronuncio.
Però mi perfetto di fare un'altra supposizione: è assodato che chi ascolti jazz percepisca meno sgradevoli le dissonanze...rispetto chi ascolta reggaeton.
A cosa è dovuto? Il cervello del jazz-lover è semplicemente più abituato a decodificare quei suoni... e non li percepisce come sgradevoli.
Ma ho la netta impressione che qui usciamo dal campo dell'oggettività...ed entriamo in quello della soggettività...e degli "imprinting" sonori diversi in ognuno di noi.
Grazie per lo spunto! ;)
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 06/05/2020 ore 13:24:51
"assodato che chi ascolti jazz percepisca meno sgradevoli le dissonanze..."

Certamente. Però per i bambini è come ti ho detto, magari sarà anche il contesto, essendo circondati di musica fin da appena nati.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 07/05/2020 ore 14:16:22
Esatto. Quando parlo di imprinting...mi riferisco proprio al contesto! ;)
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 06/05/2020 ore 18:39:37
Ciao, 6 o 8 anni non sono i bambini piccoli ai quali ho fatto riferimento nel commento sopra. Bambini piccoli ai quali mi riferivo sono 1-2 anni, magari tre. Ho letto delle cose in merito al rapporto dei bambini piccoli e la musica quando è nata mia figlia. Naturalmente e senza condizionamenti i bimbi non associano il minore a triste, il maggiore a felice, il tempo dispari a strano e così via. La musica per loro è bella o brutta, la vogliono ascoltare o meno, li fa ballare o no. Questo è quello che intendevo con il mio commento.
Grazie per la risposta. ciao Fab
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 06/05/2020 ore 19:48:12
Va bene, ma sotto i 3 anni non fanno testo, dai...
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 06/05/2020 ore 20:15:06
Ho l’esempio a casa!😬 Abbiamo un cd di musica fatta apposta per i bimbi piccoli e neonati.
C’è dentro di tutto, non ci sono testi ma frasi, nenie e ritmi cantati. Ci sono tempi dispari, tonalità maggiori, minori, ritmi sincopati, musica etnica, country, swing.ecc... A due anni mia figlia mi dice i pezzi che vuole ascoltare, quelli che vuole ballare e quelli che vuole saltare. Le piacciono molto i pezzi ritmati, non veloci, sia maggiori che minori e balla contenta. Abbiamo un’altra vecchia cassetta con musica per bambini e il suo pezzo preferito è una canzone in 3/4 nella strofa che raddoppia nel ritornello e diventa 6/8. La prima volta che l’ho ascoltata a me è sembrata strana per essere una canzone per bambini ma a lei piace tantissimo! Ciao Fab
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 05/05/2020 ore 08:23:03
Sulla chitarra, a mio modestissimo parere, le "emozioni" sono stranamente molto veicolate dai cosiddetti "accordi aperti" (da prendere in prima posizione; oppure a tutto manico, attraverso un capotasto mobile): in questo modo dai una forte spinta sugli armonici puri.
Un altro accorgimento è (ovviamente) il "rivolto", cioè mantenendo l'accordo, muti il basso di accompagnamento: devi fare delle prove al pianoforte. Gli accordi di "sesta" (prova una progressione: do maggiore con la, re minore con si, mi minore con do, ecc. ecc.) pure sono molto "emozionali" secondo me. E poi devi copiare come un matto dalla musica classica, da Mozart a Bach a Scarlatti, cerca di trasformare piccoli passaggi di partiture (complesse!) in (semplici?) giri armonici (cosa che il jazz ha stra-fatto). Già in passato il problema emotivo è stato sentito come "altra" anima rispetto al ritmo e alla melodia. Cmq in bocca al pupo 😊
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 05/05/2020 ore 09:30:45
Io sono talmente ignorante che mi limito a sentire quello che mi piace e non c'è molto che mi piace.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 05/05/2020 ore 11:19:52
Siamo in due allora.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 05/05/2020 ore 12:24:51
Io sono molto ignorante, noto però che a seconda dell'interpretazione, velocità di esecuzione, sottolineatura del testo, un brano può trasformarsi da epico a malinconico, da teoricamente positivo a sconfortante.
Ad esempio: la sigla di Goldrake cantata da Alessio Caraturo vai al link), oppure dei grandissimi Amici di Roland (vai al link, dal minuto 1:43), paragonate con la versione "originale" vai al link
Si tratta sempre della stessa melodia e suppergiù dei medesimi accordi, le stesse parole... ma le emozioni che suscitano sono tutte diverse!
E comunque grandissimi gli Amici di Roland, andavo a vederli tutte le volte che potevo e non mi stancavo mai, ho ancora il primo cd che custodisco gelosamente!
Rispondi
di TV_Eye [user #8844]
commento del 05/05/2020 ore 13:24:17
Vero anche per me.
Io adoro il disco di cover dei Misfits, gruppo punk dal suono estremamente scarno e aggressivo, fatto da David Pajo (ex Slint, Tortoise, For carnation ecc.): voce più che crepuscolare, chitarra acustica appena arpeggiata e un sacco di rumore di fondo rendono degli inni da pogo una petfetta rappresentazione di vuoto esistenziale.
Purtroppo il browser del mio cellulare su cui sto scrivendo non mi consente di copiare qui il link, ma se qualcuno fosse incuriosito su youtube c'è il disco intero: Pajo - Scream with me
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 14:53:1
Devo ascoltare questo disco! mi hai incuriosito tanto. Grazie per la dritta!
Apprezzo molto Pajo...ma ho solo ascoltato i suoi dischi con Slint, Tortoise (mio cognato li ha visti in concerto, invidia) e For Carnation.
Ah, complimenti per il nickname...l'anno scorso a Madrid ero sotto il palco di Iggy a pogare come un dannato!
Rispondi
di TV_Eye [user #8844]
commento del 05/05/2020 ore 15:15:01
Io ho avuto la fortuna di vederlo nel 2004 a Torino con la formazione (quasi) originale degli Stooges... pazzesco...
Comunque nel frattempo mi sono messo al computer, ed ecco qui il link vai al link
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 18:55:3
Beh, ti invidio! gran formazione quella del 2004. C'era Mike Watt! ;))))
Io nel 2004 avevo solo 18 anni e vivevo in Sicilia...una regione tagliata fuori da ogni circuito rock.
Da "grande" sto cercando pian piano di recuperare.
A giugno di quest'anno dovevo andare a Barcellona al Primavera Sound...ma, causa Covid, è stato rimandato a fine Agosto. Fra qualche settimana gli organizzatori si renderanno conto che sarà impossibile non cancellarlo.
Peccato, quest'anno c'era una discreta lineup...

Grazie del link. Ascolto subito!
Rispondi
di TV_Eye [user #8844]
commento del 05/05/2020 ore 20:32:56
Ma no dai, ci sono dei festival bellissimi come Ypsigrock... Ci avevo visto i dEUS quasi per caso...
Io sto a Genova e la situazione non è che sia poi tanto florida, al di là della relativa facilità con cui si possono raggiungere Milano o Torino
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 06/05/2020 ore 10:33:20
Ypsigrock unico festival "rock" in grado di portare sull'isola grandi band, sebbene mai nulla di eccessivamente mainstream. Ricordo un'anno in cui arrivarono i Mogwai.
Purtroppo sono nato sull'estremo east-side dell'isola...e per arrivare lì ci volevano ben 4 ore d'auto in mancanza di autostrade. E questo ha sempre scoraggiato me e i miei amici ad andare...eravamo giovani, poveri e poco disposti a pagare per pernottare! ;)))
Grandi dEUS!
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 12:59:4
E! afferma:
==Ci sono pezzi costruiti sul nulla armonico, ma funzionano==

Sono d'accordo.
Tutti qui a parlare di accordi, di armonie...aspetti che contribuiscono al mood del brano, ma non nella misura determinante che crediamo.

fa afferma:
== L’esempio che hai fatto, maggiore gioia, minore tristezza, è una cosa tipica della musica occidentale ed è influenzata da fattori culturali. Ad esempio un bambino piccolo che ascolta la musica non assocerà necessariamente il minore alla tristezza e il maggiore alla gioia.==

Condivido anche questa affermazione.

Sia E! che fa giungono alla medesima conclusione: la dinamica ha la sua grossa fetta di importanza.
Probabilmente sul piatto della bilancia pesa più dell'armonia.

Mi permetto però di aggiungere un'aspetto non ancora tirato in ballo da nessuno: il SOUND!
È il SOUND a creare l'atmosfera nel quale il brano è immerso...a suggerire il mood all'interprete (quando ce n'è uno).
È il sound ad avere su di noi un forte potere evocativo capace di farci ritornare alla memoria ricordi sepolti...da quelli tristi a quelli radiosi, da quelli della nostra infanzia fino a quelli relativamente recenti.

Pensate all'uso dei riverberi...o alle voci in background filtrate e "lontane"...pensate ad un rullante distorto con tante armoniche...o uno "dampened"...

Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 05/05/2020 ore 13:30:13
In effetti il sound è l'aspetto che arriva prima all'orecchio, in assoluto.
lI sound ci condiziona già dai primissimi secondi.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 14:27:42
esatto...il sound è la cosa che arriva prima: prima della melodia, prima di una sequenza di accordi...prima di qualunque tensione e risoluzione...prima del testo!
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 05/05/2020 ore 20:02:11
Se ti arriva un demo e se lavori per una casa discografica, si dice "45 secondi sono il massimo" che si ascolta se non convince subito… È un caso di love at first song senza esaminarne dettagli più di tanto. Per me, scrivere un pezzo parte tipicamente da un testo e un qualcosa da dire, che sta a cuore. Ho registrato solo 2-3 pezzi strumentali nel corso dei tempi usando però una qualche melodia di base per le svisate. Avere in testa un tema derivato da esperienze e vita vissuta, magari solo un titolo, aiuta di molto per immettersi nel sound giusto.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 05/05/2020 ore 14:23:51
----------Pensate all'uso dei riverberi...o alle voci in background filtrate e "lontane"...pensate ad un rullante distorto con tante armoniche...o uno "dampened"...-------------

Si è giusto ma non vale per tutti quindi si torna li, è una cosa troppo soggettiva per far si che ci siano delle regole, a me piacciono le descrizioni sonore che hai fatto ma per esempio ad una mia amica che ascolta musica italiana di quella più banale che ti possa immaginare queste finezze darebbero solo fastidio.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 05/05/2020 ore 14:50:0
Interessante osservazione.
Fastidio? magari fastidio no.
Forse semplicemente non è in grado di cogliere, di "decodificare" tali finezze...del resto come la quasi totalità dei "non addetti ai lavori". E poiché non è in grado ci coglierle...le sono del tutto indifferenti.
Un "non addetto ai lavori" ascolta una canzone: gli piace o non gli piace.
Ma non sa spiegarti il perché, sia nel primo che nel secondo caso.
Sta a noi musicisti/autori/arrangiatori cercare di comprendere, con i nostri "mezzi", perchè alcuni brani hanno "hook" ("fanno presa", come dicono gli anglosassoni) e altri no.
E quando dico "far presa" intendo nella più vasta accezione del termine: dalla canzone che ti fa venir voglia di ballare...a quella che ti suggerisce di siederti sul divano a riflettere. ;)
Questo è esattamente il motivo per cui ritengo che scrivere una hit sia un processo tutt'altro che immediato e banale. Parlare "alla pancia" delle persone...magari saperlo fare!
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di coldshot [user #15902]
commento del 05/05/2020 ore 17:06:05
---Un "non addetto ai lavori" ascolta una canzone: gli piace o non gli piace.
Ma non sa spiegarti il perché, sia nel primo che nel secondo caso.-----

Il perchè gli piace non sa spiegarlo ma è facile da intuire, armonie tonali a palla, melodie incisive, voce sparata a 1000 sopra ogni altra cosa, testi rassicuranti, suoni bilanciatissimi, poche sbavature.

Il perchè non gli piace è quando questi fattori vengono stravolti troppo, in pratica quello che per noi o almeno per me è una cosa positiva per lei e per milionate di persone è da evitare.

Poi ora non voglio estremizzare, può anche capitare che gli possa piacere un pezzo dove ci sono delle oscillazioni estreme di un delay ;););)
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di simonec78 utente non più registrato
commento del 06/05/2020 ore 12:29:21
Condivido. Moltissimo del risultato finale è affidato al mastering. Non per niente sono di solito i tecnici più preparati e pagati.
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di simonec78 utente non più registrato
commento del 05/05/2020 ore 20:23:34
In realtà tutte le risposte le avremmo sotto gli occhi, o meglio le orecchie. Sarebbe da prendere un pezzo che suscita una determinata emozione e vedere anzitutto quali rapporti tra accordi ci sono , le distanze e le tensioni tra loro. O capire che sensazioni ci danno i vari modi delle scale e raffrontarle a melodie che si suscitano determinate cose. Detto così sembrerebbe molto facile, però credo che moltissimo dell' "emozione" che un brano ci suscita sia dato dall'arrangiamento, o dal come viene suonato e con quali strumenti.
Esempio, "Twist and shout" arrangiata da un quartetto d'archi a metà dei BPM non so se ci suscita la stessa sensazione. Esistono canzoni che hanno gli stessi identici giri che suscitano emozioni piuttosto diverse credo. Poi "emozione" è un concetto abbastanza intricato quando si parla di arte.
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di Sykk [user #21196]
commento del 06/05/2020 ore 08:51:52
"Twist and shout" arrangiata da un quartetto d'archi... esempio calzante, probabilmente suscita la stessa sensazione di un bambino di 14 anni che vuol fare il ganzo con le ventenni
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di simonec78 utente non più registrato
commento del 06/05/2020 ore 12:27:02
Esempio altrettanto calzante.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 06/05/2020 ore 11:03:43
==Sarebbe da prendere un pezzo che suscita una determinata emozione e vedere anzitutto quali rapporti tra accordi ci sono , le distanze e le tensioni tra loro. O capire che sensazioni ci danno i vari modi delle scale e raffrontarle a melodie che si suscitano determinate cose. ==

È esattamente il tipo di analisi che fa il buon Rick Beato sul suo canale youtube. ;)
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di simonec78 utente non più registrato
commento del 06/05/2020 ore 12:26:37
Lo guarderò.
Grazie della segnalazione.
Rispondi
di Toti [user #51256]
commento del 05/05/2020 ore 21:10:19
Dovresti studiare i concetti base e magari approfondire lo studio dell'armonia.
E' spiegato al piano , ma vale in generale.
vai al link
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di Guycho [user #2802]
commento del 06/05/2020 ore 09:54:34
A mio parere non è possibile mettersi a tavolino per scrivere BELLA musica solo usando le regole teoriche della musica, o perlomeno, non è garantito. Altrimenti sarebbe scienza, ma parliamo di arte.

Non si spiegherebbe perchè canzoni di 3 accordi in croce sono diventate dei classici, così come anche composizioni complesse. Ci sono talmente tante varianti da tenere in considerazione, oltre a melodia-armonia-ritmo: stile, contesto, testo (per la canzone ovviamente), timbro, personalità dell'interprete etc. E seppure si riuscisse a gestire tutte le varianti, potrebbe mancare il gusto, e quello non si studia.

Certamente, conoscere le regole può aiutare a far funzionare meglio una idea, ma anche in quel caso il gusto la fa da padrone. E' capitato che maestri di musica si siano cimentati in arrangiamenti sofisticati, togliendo spessore a melodie che funzionavano meglio da sole, senza troppi orpelli. A volte il troppo sapere condiziona la creatività. Ripeto: a volte.

Ci sono anche altri tipi di regole, quelle del mestierante, dell'artigiano che sa dove andare a colpire, ma anche questa è una capacità che non si studia sui libri.
Ricordo la chiaccherata tra Ron Wood e McCartney, raccontando di vecchie canzoni che ascoltavano da ragazzi, e la furbizia del "bridge" al juke-box: spesso il bridge era bellissimo, anche meglio del ritornello, e veniva messo nella canzone una sola volta, in maniera che se volevi riascoltarlo ...dovevi inserire altra moneta!
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