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Hanno inventato l'acqua calda!

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 24 marzo 2020 ore 09:02
Hanno inventato l'acqua calda!
Con questo mio modesto post non voglio fare nessuna polemica e specialmente con qualche amico accordiano che stimo e seguo da tempo, però quando leggo che adesso una Brand straniera ha realizzato una chitarra con incorporato amplificatore e speaker, per una questione di rispetto verso un nostro grande innovatore nel campo degli strumenti musicali, operante già tra la fine degli anni 50 ed inizio anni 60, Antonio Pioli detto "Wandrè", nato a Cavriago il 6 giugno del 1926 e deceduto nell’agosto del 2004, che ha collaborato alle realizzazione di strumenti sia per la Meazzi che per la Davoli, ed a cui debbo essere grato perchè il mio primo strumento a 4 corde e su cui mi sono fatto le ossa fu un suo contrabbasso modello Naika, color celeste e avorio, a fine 1967, non posso non esprimermi con il vecchio detto: "Hanno inventato l'acqua calda". Cioè si è realizzato qualcosa di simile a quello che lui realizzò quasi 60 anni fa, una chitarra realizzata per la Davoli, la Bikini, con un box ellittico aggiunto contenente sia l'amplificatore che lo speaker a cono rovesciato, asportabile e collegato tramite spinotti al corpo della chitarra, vedi immagine d'apertura. C'era stata in verità anche la Hofner Feldermaus del 1961, quindi contemporanea sia alla Bikini che alla Meazzi Transonic, strumento con cassa armonica in materiale definito "Lignoplast", con forma molto simile ad una strana chitarra prodotta dalla Abramusic di Francesco Abramo, un liutaio catanese quasi sicuramente tra i fornitori di Meazzi, Hollywood Meazzi che forse nel 1963 realizzò il modello Supersonic, ben più tradizionale come concetto e semplice nella realizzazione, presente ancora nel catologo del 1965. Poi e sempre riferendomi alle chitarre dotate di amplificatore, io ho trovato oltre 20 anni fa, ma ridotta male e con il pickup lipstick che ho dovuto riavvolgere, una Silvertone Amplicase modello 1448 che aveva un amplificatore da 3 W valvolare montato su un pannello asportabile inserito nel fodero in compensato, alimentabile a 117 Vca, (però chi sa come avevo ancora un adattatore Remington per rasoi con attacco a 117 Vca e fori d'uscita a due piattine tipo prese USA) a cui mancava però lo speaker e relativo trasformatore d'uscita, fortunatamente con uno schema elettronico molto simile a quello di una mia vecchia fonovaligia Europhon che usava anch'essa una valvola finale 50C5, una raddrizzatrice 35W4, però dotato in più anche di una preamplificatrice usata anche come separazione elettrica da rete, la 12AU6, ma ne ho avuto poi la conferma riparando ad un amico un piccolo amplificatore combo della Harmony, il modello H400, e guarda caso aveva quasi tutti gli stessi componenti elettronici. Ma la Silvertone non è lo stesso caso delle altre chitarre citate sopra essendo la stessa ed il suo amplificatore separati, infatti veniva chiamata "Amplicase", era poi venduta nei supermercati a $ 69,95 ed era dedicata ai principianti per far loro rompere il ghiaccio con la musica suonata. Comunque è uno strumento a cui mi sono ora affezionato ma vado sempre in cerca di una Hollywood Sonic o Supersonic, ne avevo vista una recentemente esposta nella vetrina di uno dei negozi storici di Via San Sebastiano in Napoli ma non era in vendita, ma io sono testardo e non desisto, poi fu sponsorizzata anche dal grande Franco Cerri:

Hanno inventato l'acqua calda!

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di NorwegianWood [user #18676]
commento del 24/03/2020 ore 09:18:24
Wow!
Non ne avevo la più pallida idea che anche in Italia ci fossero stata sperimentazioni in tal senso.
Ti ringrazio per il tuo contributo, che contribusce a riportare alla memoria importanti pagine di storia degli strumenti.
Grazie!
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 24/03/2020 ore 16:32:15
La rivista americana GuitarPlayer parlando della ElectroPhonic cita la Silvertone come modello di ispirazione.
E a vedere queste foto come dargli torto?
vai al link
Rispondi
di Italsound utente non più registrato
commento del 24/03/2020 ore 22:59:22
Non ho mai avuto occasione di ascoltare una chitarra del genere, ma credo che certamente non poteva avere un gran pregio sonoro.
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 25/03/2020 ore 09:26:53
in effetti è come dici tu.
mi è capitato di metterci le mani a qualcuna di queste chitarre (per sistemargli l'elettronica). E i difetti sono tutti dovuti all'elettronica di quei tempi. E' quello che c'era ai tempi, effettivamente di più non si poteva fare:
- il finalino di potenza era niente po po di meno derivato da quello delle radioline portatili, 9V di alimentazione (a volte anche 4,5), transistor al germanio, scarsa potenza, scarso rendimento (e conseguente prosciugamento delle batterie in tempi tutto sommato brevi). P.s. con 9V al massimo si poteva ottenere 1W di potenza al 10% di distorsione......
- le batterie erano quelle che erano: per un finale del genere i 9V si ottenevano con due batterie quadrate da 4,5 in serie, la capacità in A/h era pero ridotta e pertanto l'autonomia sara stata al massimo di una ventina di ore.
Per i 4,5V o si usavano sempre le batterie da 4,5, due in parallelo; oppure le torcia o mezza torcia, tre in serie, qui la tenuta delle batterie era maggiore. Solo che a 4,5V la potenza del finalino era proprio scarsa, buona giusto per sentire i risultati della serie A direttamente dalla voce di Nano Martellini.....
Batterie ricaricabili? Improponibili, erano gigantesche e pesantissime. E gli unici caricabatterie che si poteva trovare in giro erano quelli per le automobili....
- gli altoparlanti. Beh il 10" proprio non ci poteva stare, ma nemmeno il 6"..... per cui si optava per gli altoparlanti da radio, 10 ÷ 12cm. Non erano buoni nemmeno per riprodurre fedelmente la voce di Sandro Ciotti (notoriamente ricca di bassi)......

Oggi?
Secondo me oggi la tecnologia ci viene un po' più incontro, un po' tanto. E una chitarra del genere può avere un po più di senso rispetto a quelle anni '60
Per le batterie abbiamo i power bank che rispetto alle vecchie 4,5V e torcia come tensione e capacità di corrente siamo anni luce avanti .
Per i finalini abbiamo quelli in classe D. Un TDA7491 della ST ad esempio a 9V eroga su 4 ohm ben 7W all' 1% di distorsione, 9W al 10% THD. Ed è uno dei tanti tra cui possiamo scegliere. Alcuni arrivano a pilotare anche 2 o 3 ohm di carico.
Gli altoparlanti di piccole dimensioni sono molto migliorati rispetto a quelli di 30 e più anni fa. Sia in risposta in frequenza e potenza sopportata. E li fanno anche con impedenze inferiori a 4 ohm.
Mettiamo anche che con la tecnologia SMD l'elettronica che ne risulta è di dimensioni contenute e può avere non solo il solo controllo di volume ma anche un cicin di equalizzazione (LO, MID,HI)....
Metti anche che basta una presa USB per ricaricare le batterie........
Metti che è un attimo metterci anche un presa cuffia....
Qualche effettino on board.......
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di FBASS [user #22255]
commento del 25/03/2020 ore 09:46:13
Hai ragione, l'ho usata così solo in spiaggia davanti ai falò serali; la mia Hollywood Meazzi Sonic prevedeva due batterie piatte da 4,5 Vcc in serie per alimentarne il circuito, l'altoparlante era un 5 pollici a cono rovesciato e su di esso erano montati sia il trasformatorino di pilotaggio che i due transistors AC128 con relativa doppia aletta di raffreddamento, ma io in casa l'ho sempre usata collegandone l'uscita alla presa fono di una mia vechia radio Philips, modello l'Alfiere, che aveva come valvola finale audio una 6BQ5/EL84 ( apparecchio radio di cui poi ne ho trovato uno gettato tra i rifiuti, molti anni dopo, raccolto e restaurato ed a cui ho montato un altoparlante Philips da 8 pollici poichè il suo era mancante), ora come cimelio nel mio piccolo studio da ingegnere ho una radio della Radiomarelli similiare come schema, entrambi sono anche a modulazione di frequenza, però la seconda per me è preziosa perchè regalo di un amico che non c'è più; la chitarra la sto cercando, ho solo trovato la mia seconda elettrica, una Framus 5/130 modello Hollywood con un solo pickup ma spostabile dal manico al ponte, FBASS.
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 25/03/2020 ore 09:57:56
l'idea che ebbero Wandrè, Meazzi ecc. a quei tempi era geniale, peccato fosse troppo avanti rispetto alla tecnologia disponibile.....
Rispondi
di Italsound utente non più registrato
commento del 25/03/2020 ore 10:55:27
Però bisogna ammettere che come pezzo vintage da collezionista è un cimelio impareggiabile, forse più di tante altre blasonate.
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