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La Epiphone al tempo dei Beatles.

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 23 marzo 2020 ore 09:22
La Epiphone al tempo dei Beatles.
In molti ci siamo chiesti come mai John Lennon abbia scelto come sua chitarra preferita dal 1966 la Epiphone Casino, una chitarra semi-acustica derivata dalla Gibson ES-330 e prodotta dalla Epiphone fin dal 1961, modello che oggi è prodotto in Cina, con il corpo laminato in 5 strati di acero, color sunburst, mentre il manico è di mogano, con tastiera in palissandro, ha un battipenna white e monta 2 pickup single coil Gibson P-90 (è una versione più economica rispetto alla collezione USA, ormai fuori produzione, che veniva costruita in Giappone ed assemblata in America, basato sul modello originale del 1965, ma vi sono anche altre versioni compreso la "Elitist" prodotta in Giappone da Fuji Gen Gakki ed assemblata in America fino al 2009 e la "Revolution" di color legno naturale e modifiche del 1968 da parte di John Lennon). La Epiphone, ditta fondata nel 1923 dal liutaio Epaminondas "Epi" Stathopoulos, figlio di Anastasios (anch'egli liutaio), era stata sull'orlo del fallimento nel 1957 ma il lungimirante e grande manager della Gibson, Ted McCarty, l'aveva comperata rimanendone la produzione negli USA, ma andato lui via nel 1966, il 22 dicembre del 1969 la società madre "Gibson Chicago Musical Instruments" fu rilevata dalla società ECL, importatrice di birra dall'Ecuador, rimanendo però sotto il controllo di CMI fino al 1974, anno in cui divenne una consociata di Norlin Musical Instruments. La prima cosa che fece la Norlin fu quella di spostare la produzione della Epiphone in Giappone, poi in altre nazioni del "Sol Levante" quali la Korea ed oggi anche in China. Storicamente il primo Beatles ad acquistare una Epiphone fu invece Paul McCartney nel 1964, una chitarra del modello ES-230TD costruita nel 1962 con la quale registrò le tracce soliste di Ticket to Ride (1965), Drive My Car (1965), Taxman (1966), Another Girl (1965) e che la usò frequentemente durante le sessioni di registrazione dell'album "Revolver" del 1966; poi anche George Harrison e John Lennon ne acquistarono due di Epiphone Casino (prodotte entrambi nel 1965) di cui il primo quella con la Bigsby Vibrola ed il secondo quella con come attaccacorde il "Trapezio" ma a cui lui effettuò molte modifiche nel tempo, vedi rimozione del battipenna, sostituzione della meccaniche con quelle della Grover dorate, sverniciatura mediante sabbiatura al color legno naturale e perdita di una manopola sostituita con una nera ( essa compare per la prima volta nel video "Revolution", poi è protagonista del film "Let It Be"). Anche George nel 1968 sverniciò la sua affermando che così erano diventate "delle chitarre migliori". Comunque il primo chitarrista molto conosciuto che usò una chitarra Epiphone a lui dedicata, la "Signature Al Caiola", fu proprio questo allora molto gettonato chitarrista che si chiamava Alexander Emil Caiola (Jersey City, 7 settembre del 1920 – Allendale, 9 novembre del 2016), esecutore di alcune colonne sonore famosissime tra cui la canzone-tema del telefilm Bonanza (numero 19 nella classifica Billboard Hot 100) e quella forse più conosciuta del film "I Magnifici Sette". Nell'immagine d'apertura ho inserito 4 pagine del catalogo Epiphone del 1966 in cui venivano illustrate molte delle più famose chitarre e bassi prodotti dalla Epiphone, ancora Made in USA: Sheraton, Emperor, Brodway, Casino, Granada, Crestwood, Wilshire, Al Caiola, Newport, Rivoli, ecc. tutti magnifici strumenti, io mi sono potuto permettere per adesso solo due di chiara provenienza Gibson, una SG G400Wc ed un basso EB3, ma posseggo da tempo una delle prime Epiphone Texan 12 di produzione Made in Japan by Norlin di inizio anni 70.

La Epiphone al tempo dei Beatles.


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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di Sykk [user #21196]
commento del 23/03/2020 ore 10:58:15
che belle... rifacessero la Crestwood/Coronet/Wilshire, tra l'altro archetipo della SG.
Linko un mio vecchio post:
vai al link
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di zabu [user #2321]
commento del 23/03/2020 ore 14:38:04
Sono un grande appassinato dei Beatles, per cui non potevano mancare due modelli Epiphone nella mia piccola collezione: la Casino e la Texan. La mia Casino è una Elitist giapponese di serie, non la versione Limited Edition assemblata negli USA. Fuori di dubbio è uno dei miei strumenti favoriti: ha un timbro inconfondibile e quel suono brillante e "scampanato" perfetto per suonarci i brani dei Beatles e di altri gruppi anni '60. Senza problemi ci si tirano fuori anche dei bei suoni per il blues o jazz volendo.

La mia Texan è invece una Paul McCartney Limited Edition, sempre giapponese. L'ho comprata per una frazione del prezzo perché aveva la paletta spezzata e l'ho fatta rimettere a posto. La mia non è un esemplare da collezione, ma suona benissimo. Nel futuro spero potrò acquistare la nuova Texan che la Gibson/Epiphone a rimesso recentemente in produzione negli USA.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 23/03/2020 ore 15:17:16
intendevo "ha rimesso" 🙄
Rispondi
di simonec78 utente non più registrato
commento del 23/03/2020 ore 15:11:30
Grande versione.
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di Claes [user #29011]
commento del 25/03/2020 ore 17:50:58
Sono d'accordo con Sykk, rifacessero la serie Crestwood/Coronet/Wilshire! La mia chitarra preferita come look è la Coronet 1961 www.epiphonewiki.org/index/File_Coronet1961.php con paletta 3+3 stile Gibson e con 1 P90 in nero e wraparound. Il battipenna è del tutto unico - chiamato "batwing" in slang ma ancora meglio "Maltese Cross"! Nella foto il battipenna è però bianco. Il resto è da Junior a parte la sagoma.
Ho avuto ed ho parecchie Epi e la più strana è una Explorer da metallaro - Il body è però con sagoma più piccola e con corpo (leggero) però molto più spesso della Gibson - con Floyd Rose modello Wilkinson. C'è anche una Epi semiacustica stile 335 ma a 12 corde. La reissue del Casino è però per me una delusione dato che ho avuto una ES-330 (rubata dalle parti di Marghera, Natural). Al top della mia classifica Epiphone c'è una SG Junior usatissima per open tunings strane e utile per ritmica Rock o slide.
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di postpol [user #20674]
commento del 15/10/2020 ore 16:31:3
Ciao, provo ad inseririmi..la Olympic qualcuno ha avuto modo di provarla? ne ho trovata una del 68, modello ad un solo pickup, direi ad un prezzo onesto ma non ho modo di provarla. Mi è capitato di suonare per qualche minuto Coronot e Crestwood e sono davvero dei gran strumenti, per suono ed estetica. Tra l'altro sarei indeciso con una Kalamazoo (chiedo info se qualcuno ha mai provato questo strumento), sempre di casa gibson con medesimo pickup Melody Maker, corpo stile Mustang..e non so decidermi su quale prendere!
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