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La musica non interessa più?

...

di Sykk [user #21196] - pubblicato il 15 marzo 2020 ore 13:15
La musica non interessa più?

Vedo che sempre meno locali fanno live, tanto la gente va per l'apericena.
I CD non si comprano più e ci sta.. ma pochi scelgono di ascoltare qualcosa in particolare e fanno partire playlist su Spotify.
Per non parlare dell'interesse nello scoprire nuove band, e questo con mio grande dispiacere lo riscontro anche in molti colleghi musicisti.
Ci si appassiona alle colonne sonore delle serie di Netflix o a qualche pezzo edulcorato al limite del pop, come ne usciamo?

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di coldshot [user #15902]
commento del 15/03/2020 ore 13:30:3
L'hai scoperto ora ? è un bel pò che è cosi.......
Rispondi
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di Sykk [user #21196]
commento del 15/03/2020 ore 13:4
Già ma quando penso che siamo arrivati al fondo mi sembra che peggiori ulteriormente.
Certe situazioni ti fanno proprio venir voglia di mettere tutto in uno sgabuzzino.
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 15/03/2020 ore 13:37:42
Beh....in effetti è così da tempo. Anche qui sembra che l'interesse sia scemato.
Forse è meglio così.... Uno segue quello che gli interessa fuori dalle mode e dagli schemi.
Rispondi
di therival utente non più registrato
commento del 15/03/2020 ore 13:46:05
Purtroppo o per fortuna sono i tempi di oggi. Non so se è vero se si ascolta meno musica rispetto al passato, non ho dati, ma la percezione che ho come la tua è quella che si ascolta ciò che passa il convento. Ci si è spostati dai negozi fisici e dalle radio al web e musica in streaming. Ma sinceramente non mi sembra un problema. Se prima venivi bombardato dalla hit del momento e che tirava con sé i suoi generi oggi questo non esiste più o almeno non più significante come in passato. Da una parte è anche un bene perché ora puoi scoprire nuove musiche e artisti senza dover spendere un capitale, ricordo ancora quando preso da un acquisto CD ci impiegavo almeno 2 settimane per capire se valeva o no acquistarlo perché non avevi la minima idea di cosa ti capitava in quell'album. È cambiato il business ma di ascoltatori passivi ce ne sono sempre stati. Ma ahimè hai perfettamente ragione sui locali che non fanno più musica e puntano sempre sulla cover band che porta gente, ma anche lì si parla di commercio, tra spese varie anche le loro attività commerciali devono farsi due conti in tasca.
Ho circa 1000 album originali tra CD, LP e cassette a casa ma da circa 4/5 anni non compro più nulla. Scelta dolorosa all'inizio ma che ha un senso, ora ho scoperto artisti sconosciuti ai più che mi piacciono tantissimo a prescindere dal genere che fanno. Alla fine la musica è arte, se a uno piace la crea o la ascolta senza farsi il problema di quanto venderà (puro business).
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 15/03/2020 ore 14:15:46
Sono anch'io della tua idea, sto ascoltando cose he mai avrei ascoltato 10 anni fa.
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 15/03/2020 ore 13:55:08
Fino a una ventina d’anni fa la musica era un linguaggio, una forma di comunicazione (e non erano infinite come ora) ed un intrattenimento alla portata di tutti.
I tempi sono cambiati, internet ha rivoluzionato il mondo. Ora ci sono i videogiochi, ci sono i social, ci sono gli influencer, ci sono personaggi “alla moda” che fanno musica con auto tune e pc senza un minimo di background musicale.
C’è anche UN SACCO di musica alla portata di tutti, forse troppa, e spesso tante cose buone si perdono in un mare di schifezze. Ci sono algoritmi che pilotano le visualizzazioni, ci sono le sponsorizzazioni a pagamento per portare in alto 10 secondi del tuo video.
E poi ci sono le tasse, la burocrazia, il fatto che i musicisti così come tutti gli artisti non vengono riconosciuti come professionisti, è in crisi il mercato del lavoro a tutti i livelli, si taglia sull’intrattenimento, considerato superfluo.
Serve un reset totale. Piccola freddura per concludere “alla fine ti accorgi che il corona non è il problema ma la soluzione...” (ovviamente scherzo, la situazione è seria).
Ma la musica, in particolare la musica dal vivo, è finita già da un bel po’ di anni.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 15/03/2020 ore 17:11:42
50 anni fa un ragazzo di 20 anni era già un uomo maturo e consapevole, non c'erano soldi, nessuno aveva la casa di proprietà, non c'era lavoro e l'Italia conobbe il default (lo stato non poteva nemmeno garantire il pagamento internazionale dei carburanti e si andava a piedi), le scelte (tutte, anche quelle musicali) erano assolutamente consapevoli. Oggi abbiamo generazioni di persone inconsapevoli ... anche di 50 anni, ipnotizzate dalla pubblicità e dai jingle, mi verrebbe da concordare con te sulla funzione del coronavirus se non fosse che (ipotesi terrificante) potremmo ritrovarci solo con gli inconsapevoli ... il coronavirus è opportunista, mica utile. Paul. P.S. ho 1300 CD e 280 L.P. e continuo a comprare cose che mi piacciono E NON SCARICO NIENTE.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 15/03/2020 ore 23:00:50
*50 anni fa un ragazzo di 20 anni era già un uomo maturo e consapevole
Concordo

*non c'erano soldi
Ma quando mai,c'erano meno esigenze semmai e sopratutto c'era meno roba da comprare (come varietà intendo data la scarsa globalizzazione)

*nessuno aveva la casa di proprietà
Altra bufala era esattamente come adesso, la più alta percentulae di case di proprietà in Italia rispetto alla media Europea.

*non c'era lavoro
Ce n'era più di adesso

*e l'Italia conobbe il default (lo stato non poteva nemmeno garantire il pagamento internazionale dei carburanti e si andava a piedi)
Questa è la più bella di tutte,la crisi del petrolio degli anni '70 aveva cause ben diverse

*Oggi abbiamo generazioni di persone inconsapevoli
Ecco direi che ti sei descritto bene 😉



Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 15/03/2020 ore 21:39:13
Da ventenne, sono d'accordo con ciò che hai scritto. Il problema non sono tanto i social media "di per loro", ma l'uso che se ne fa. Le persone purtroppo si fanno distrarre e pilotare, e non dovrebbe essere cosi, ma la realtà è questa.
In ogni caso oggi c'è molta buona musica, e c'è gente che la ascolta, poca forse, ma c'è. Tra l'altro sembra che l'arte in quanto passione-professione sia disprezzatissima (è una sensazione mia), perchè non è qualcosa di "veloce", di facilmente veicolabile nelle menti degli altri.
Quindi a mali estremi, estremi rimedi: personalmente, ho deciso che nei locali io non ci voglio suonare proprio, e ci sarebbe questa idea che io e amici condividiamo: suonare all'aperto, dove puoi tirare il volume al massimo (volendo). Su youtube ci sono altre testimonianze dei cosidetti "generator party" in Italia, mi ha fatto molto piacere venirne a conoscenza :)
Ovviamente è facile a dirsi, ma basta guardarsi in giro e i posti ci sono: masserie abbandonate o case di amici in campagna, o luoghi più isolati come la Murgia (sono pugliese).
Alla fine la Multipla in cui mettere gli strumenti ce l'ho, i luoghi ci sono, l'alimentazione ci sarebbe... perchè non farlo ogni tanto? Trovo triste che una passione come la musica debba essere confinata, relegata alla cameretta...
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/03/2020 ore 07:46:39
Forse sarebbe stato facile anche per me organizzare qualcosa del genere a 20 anni, con tanti amici che a loro volta hanno amici tutti con pochi impegni, a 40 è un po' più complicato, credo che si debbano trovare altre situazioni, però la tua idea è veramente buona.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 09:36:22
Occhio, che non è così semplice. In primo luogo devi contare i diritti d'autore, dovunque tu sia, se fai musica di altri devi dichiarare cosa suonerai e pagarne i relativi diritti. Inoltre i Comuni hanno regole molto chiare per gli eventi pubblici (e a meno che tu non sia in una proprietà privata NON aperta al pubblico, quindi tu ed i tuoi familiari e basta). Normalmente serve la certificazione dell'impianto, se supera i 50 cm del palco, se c'è distribuzione di bevande o vivande, le autorizzazioni sanitarie ed al commercio. Se poi ci sono più di tot persone ci vuole l'ambulanza, e questa è la base.
In realtà la soluzione migliore esiste già: le pubbliche amministrazioni approntano luoghi deputati alla musica (basta un chioschetto rialzato con un quadro per la corrente) da prenotare esattamente come un campetto di calcio o di basket. In Germania lo fanno nei parchi, ad esempio, e nei fine settimana di primavera/estate c'è sempre una bella attività.
Chiaramente la cosa funziona se i musicisti (in maggioranza) sono una categoria e non, come da noi, primedonne gelose.
Ciao
Ciao
Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 16/03/2020 ore 10:05:46
Sarò onesto, ci sono posti all'aperto che sono molto isolati (e anche semisconosciuti) qui nei dintorni, e non avendo un gran "seguito" abbiamo deciso di prendere il tutto, montarlo e suonare. Ora mi rendo conto che sto dicendo qualcosa di sbagliato e incredibilmente ingenuo, ma noi vogliamo solo suonare liberamente, non facciamo male a nessuno. Quindi se tutto questo si può aggirare... voglio dire, non siamo professionisti, abbiamo solo scelto accuratamente un altro luogo per suonare.
ovviamente ti ringrazio per le dritte, mi devo informare bene perché non vorrei avere guai, e preferirei in ogni caso fare tutto come si deve. Quindi mi stai dicendo che anche per una cosa del genere vai al link servono permessi e autorizzazioni?
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 10:32:33
Guarda, la regola base di ogni Amministrazione è che nei luoghi pubblici non si possono fare feste, mercati, intrattenimenti e simili senza autorizzazione, fondamentalmente per motivi igienico sanitari e di pubblica sicurezza. Lo scopo è evitare problemi a livello generale. Pensa se ad uno viene in mente di fare una session "abusiva" in una pineta e gli prende fuoco il generatore di corrente. Oppure se parte un'epidemia di cagotto perchè alcuni astanti hanno portato da casa loro prodotti avariati offerti a tutti.
Dopodichè se una sera ti ritrovi in spiaggia con 4 amici e strimpellate la chitarra acustica nessuno dice niente. Una soluzione che avevo sperimentato è stata suonare nel cortile di uno di noi col cancello che dava sulla strada aperto, sei al limite, ma se i vicini non si lamentano.
Ciao
Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 16/03/2020 ore 10:53:49
Sì ho ben presente quello che dici :)
Il primo passo è organizzarsi nel modo giusto: niente droghe, zero disturbo (quindi scelta intelligente del posto), insomma, il contrario di questo vai al link
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 16/03/2020 ore 10:52:40
"Quindi mi stai dicendo che anche per una cosa del genere vai al link servono permessi e autorizzazioni?"

Non so se servono permessi e autorizzazioni per una cosa del genere...
Ma ammetto che oggettivamente.. è fichissimo :D
Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 16/03/2020 ore 10:54:22
Ma molto, molto abusivo AHAHHHHAHA
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 09:39:31
Sostanzialmente concordo con te, unica eccezione il passaggio secondo cui i musicisti sarebbero dei profesisonisti ex se. In realtà io suono per passatempo e non mi posso certo paragonare ad uno che lo fa ed è qualificato per farlo come professione.
Ciao
Rispondi
di JMP-Jack [user #50869]
commento del 15/03/2020 ore 13:59:40
La musica richiede impegno. La gente diventa sempre più pigra.
Per quanto riguarda i live bisogna anche calcolare che i locali approfittano sempre più di noi musicisti. Ogni anno che passa veniamo pagati sempre meno. Bisogna chiedersi: vale davvero la pena farsi lo sbattimento per poi venire presi per il culo?
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 15/03/2020 ore 15:48:57
Da poco ho comprato il giradischi, un Technics SL 1200, ho sempre ascoltato il vinile ma non ne ascoltavo da oltre 20 anni.
Tralasciando la diatriba su quale sia il miglior supporto, col vinile eri quasi costretto ad ascoltare (e ad apprezzare) l'intero album; col supporto digitale cambiare traccia é un attimo. In più, comprare un disco aveva un certo peso economico e si era più inclini ad apprezzarlo per giustificare il nostro acquisto.
Vedo molta gente, anche giovanissimi, interessati al vinile, Panasonic ha ripreso a produrre l'SL, mi auguro che il ritorno del vinile possa consolidarsi e porti giovamento alla musica e ai musicisti professionisti.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 15/03/2020 ore 15:49:12
La musica live non va più perché pochissimi tra noi vanno a vedere i live dei colleghi, e questo succede per diverse ragioni: pigrizia, menefreghismo, invidia. Se ad ogni live ci fossero costantemente una ventina-trentina di musicisti (ovviamente in ogni città di grandezza media ce ne sono infinitamente di più) in aggiunta al pubblico "normale", ci sarebbe sempre un bel gruppo di persone davanti a chi suona e i gestori dei locali sarebbero sempre ben disposti a organizzare live (e a pagare i musicisti qualcosa in più).
Ma la maggior parte (no dai, diciamo quasi tutti) dei musicisti sta a casa a guardare Netflix.

Quindi la colpa è anche di quei musicisti che non portano contributi ai live di altri, ovviamente questo è un circolo vizioso. Se non vai mai a sentire suonare Tizio e Caio, anche Tizio e Caio non verranno mai ai tuoi live e ci perdono tutti.

Più o meno lo stesso ragionamento si può fare per i cd. Se non compri mai cd perché è più facile scaricare musica gratuitamente, perché la gente dovrebbe invece comprare il tuo disco?
Anche qui, neanche a dirlo, ci perdono tutti.

Da un annetto organizzo dei concerti in un pub della mia città: in ogni concerto credo ci siano uno o due musicisti in mezzo al pubblico, non di più. Però poi gli altri chiedono sempre di suonare, pur non avendo mai messo piede nel locale.
Il fatto è che la colpa è soprattutto nostra. E' che siamo stupidamente poco attenti a queste dinamiche. O più semplicemente siamo stronzi.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 15/03/2020 ore 16:26:54
Io ci provavo ad andare ai concerti degli altri.
Finiva che o ero da solo e quindi me ne stavo in piedi da solo a bere una birra, o che riuscivo a trascinarci qualcuno, spesso altri musicisti, che però non accennavano al minimo tipo di ascolto interessato.
Rispondi
di 77casual [user #25849]
commento del 15/03/2020 ore 17:18:59
Ben detto
Rispondi
di Dinamite bla [user #35249]
commento del 15/03/2020 ore 19:01:44
Si questo è vero, la comunità dei musicisti è stronzetta e un musicista della propria città non è un compagno ma un nemico. Aggiungi che a volte non è facile trovare molta qualità in giro.
E poi spesso questo tipo di disprezzo si genera anche a causa di cosa vuole il mercato... via con: "loro suonano, nonostante siano super scarsi, perchè fanno la cover band di Vasco e la gente vuol senitre quello. Io non mi svendo, e la cover band non la farò mai" ed ecco qua che scatta il malcontento e la "rivalità".
E' un cane che si morde la coda
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 16/03/2020 ore 09:06:54
Ma è giusto, ognuno ha i suoi gusti, se in un locale fanno l'ennesima cover band di Vasco io non mi fermo di sicuro.
A parte che fra lavoro e figli.... Chi è che esce ad ascoltare musica!?!

Mi tengo giusto 6/7 concerti seri all'anno.
Rispondi
di ares [user #1335]
commento del 15/03/2020 ore 21:55:00
Sono completamente d'accordo ...a metà :)
Posso condividere la tua delusione sul fatto che non c'è interesse a scoprire nuove band, ma per quanto mi riguarda, se si esclude rap, trap e similia, qualunque nuova band che sento non posso fare a meno di ricondurla a qualche gruppo degli anni tra i '60, e i '90, per cui manca il gusto di scoprire qualcosa di veramente nuovo. Oppure, al contrario, sono sicuro che se uscisse oggi Abbey Road, nessuno si accorgerebbe che è musica di 50 anni fa.

E qui il secondo punto, riguardo i CD. Ho circa 4.000 titoli tra CD, LP e vari formati su hard-disk e di tutti i generi (rock, blues, jazz, fusion, classica). Non sono d'accordo con la moda del vinile, anche se conservo gelosamente tutti quelli acquistati nel passato, ma sto approfittando delle offerte di CD per recuperare tutto un mondo che forse in passato ho trascurato.
Mi riferisco in particolare al jazz, dalle big band degli anni '40 alla fusion. Proprio oggi mi sono arrivati due cofanetti in cui, per poco più di 30 euro, sono presenti 10 dischi originali di Thelonious Monk incisi tra il '55 e il '67. Con questo tipo di offerte, con relativamente poca spesa, ho scoperto un mondo di artisti, da Count Basie a Wes Montgomery, da Benny Goodman a Keith Jarrett, da Django Reinhardt e Grant Green passando per tutti grandi dal bebop al free (che però, come diceva il buon Battiato, non sopporto!).
Per me è stato come tornare ai miei primi acquisti da adolescente, quando, partendo da un disco, andavo ad esplorare i precedenti gli eventuali successivi dello stesso gruppo o cantante, per poi scoprire i gruppi simili, i predecessori e gli eredi.
Con la differenza che all'epoca, potevo permettermi al massimo un paio di titoli al mese: ora grazie ad Amazon e alle offerte è tutto molto più semplice ed economico, tanto è vero che ho smesso pure di scaricare (anche perchè non sopporto più gli mp3 e trovo il CD superiore ad altri supporti, compreso il vinile).
Nel caso, converto i CD in mp3 per ascoltarli in macchina o sul telefonino, quando non posso fruire dell'impianto di casa.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 15/03/2020 ore 22:26:45
----Non sono d'accordo con la moda del vinile----

Cose da Hipsters, sono digitali i vinili di oggi, tanto vale prendere un cd......
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 15/03/2020 ore 22:54:11
"Cose da Hipsters, sono digitali i vinili di oggi, tanto vale prendere un cd"

Non si poteva dire meglio! Ti offro una birra quando finisce l'epidemia.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 15/03/2020 ore 22:56:26
Ahahah, guarda stasera sono in crisi, non so che darei per una Guinness giù al pub maremma t...a
Grazie è......
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 15/03/2020 ore 23:02:47
Tranquillo appena riapre la baracca vieni "verso il mare" e ci facciamo una bella zingarata (la mia Mail ce l'hai...indovina) 😉
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 16/03/2020 ore 10:36:35
Ahaha, non sarebbe male....
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 15/03/2020 ore 22:52:29
I gestori pensano solo a "fare cassa" ragion per cui o pagano con una polpetta (avvelenata) oppure usano altri metodi per attirare gente (Dj set e altre amenità varie) questo succede ormai da un bel pezzo,te ne accorgi ora? 😉
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/03/2020 ore 07:48:37
me ne sono accorto 20 anni fa, solo che ti assicuro, quando penso "ok peggio di così in basso non possiamo andare", le cose peggiorano sempre ancora un po', e ancora un po'...
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 16/03/2020 ore 14:43:1
Non c'è mai fine al peggio caro mio.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 09:49:39
In primo luogo "i gestori" hanno un'attività da mandare avanti, quindi fanno le scelte che ritengono migliori, esattamente come te, me e tutti quelli che lavorano. Dopodichè non è affatto vero che un dj set sia un risparmio: la Siae è uguale ed il cachet è paragonabile a quello di una band amatoriale. Ha invece due vantaggi reali: logistica e varietà. Una band ha bisogno di più spazio e più cose: pensa solo ad un trio con batteria basso e chitarra, mentre un dj (al netto del'impianto) ha una consolle che sta in un flight case ed abbisogna di un tavolino, se non ha il suo stand. Inoltre un dj ha uno sterminio di generi a disposizione, gli basta una chiavetta usb per andare da Claudio Villa ai Ramstein passando per House Music e R'n'B, senza tralasciare i classiconi riempipista. Una band ha un repertorio che, per vario che sia, non è un jukebox. Da qui una necessità basilare: se si vuole suonare un pochino ci si deve adattare, a meno di non essere una rockstar.
Ciao
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 16/03/2020 ore 14:38:56
" la Siae è uguale ed il cachet è paragonabile a quello di una band amatoriale."
Beh ti posso smentire tranquillamente su questo,che poi i gestori facciano i propri affari non è un "condanna" verso di loro ho semplicemente evidenziato quello che succede,questo è .
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 16/03/2020 ore 18:49:23
Infatti, la Siae paga autori e edizione musicale le rispettive royalties per dischi venduti e uso da parte di bands live - il famoso "bollettino" Siae! Per i gestori, spesso anche spese di Protezione.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 17/03/2020 ore 12:00:26
Non è così: ogni "trattenimento musicale" senza ballo impegna il gestore a pagare il 10% del profitto della serata alla Siae, sia che suoni una band sia che la musica sia registrata (i dj non fanno eccezione).
Non ho capito la smentita sul cachet: in giro ci sono band che chiedono dai 100 ai 3000 euro e dj che chiedono dai 100 ai 3000 euro. Ovviamente vanno paragonati quelli del medesimo livello.
Ciao
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 17/03/2020 ore 13:41:24
Non so in che mondo vivi tu,in quello in cui vivo io (e questa è "esperienza diretta" non chiacchiere sentite in giro") il 10% chi lo stabilisce secondo te 😂? Poi il tipo che conosco io pagava le band intorno ai 200/250 (i tuoi cachet magari si applicano in tre posti in tutta la nazione) adesso ha un tizio con un portatile che gli "fa la musica" e costa 50€ a serata TUTTO AL NERO,svegliati.Non è un caso isolato...ripeto non è un caso isolato,amen.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 18/03/2020 ore 12:50:0
Innanzitutto ti invito a modi più educati.
In secondo luogo sei tu che elevi a regola le chiacchiere del tuo bar mentre io ho riportato il regolamento Siae da applicare ad ogni evento pubblico in cui si faccia musica: suonata da una band o da un dj non cambia.
Trovo, infine, assurdo che citando "il tipo che conosco io" tu pretenda di avere una conoscenza più estesa del tuo quartiere e dica ad altri di svegliarsi. Un pochino più di umiltà non guasterebbe, ma capisco che in questi tempi in cui un posto da Ministro degli Esteri si trova nelle patatine, ognuno possa pensare di avere competenze e conoscenze assai maggiori di quelle effettive. Lasciamo poi stare la questione fiscale sulla quale è evidente che non sei preparato. Ti saluto e consiglio di studiare un pochino prima di inoltrarti in dissertazioni di cui non conosci le basi.
Ciao
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 18/03/2020 ore 12:55:09
Vuoi fare polemica? Ok ciao 😉
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 18/03/2020 ore 20:39:0
Però è vero, hai un modo di porti che risulta un po' antipatico.
Per dire eh.. pace e bene.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 18/03/2020 ore 21:24:10
Ho fatto un esempio "reale" nel senso che collaboravo con il proprietario del Pub per gli eventi musicali,il modo di porsi? E chi è che dovrebbe giudicare cosa? Dato che non mi pare di avere offeso nessuno ne sproloquiato oltremodo,c'è ben di peggio su People.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 19/03/2020 ore 08:18:15
Ah certo su people s leggono robe da denuncia a volte.
Dico solo che frasi come "In che mondo vivi" o "Svegliati" possono essere sia innocenti che messe li per far passare qualcuno come l'ultimo dei coglioni, quindi anche se le usi per motivi costruttivi spesso e volentieri sarai frainteso.
C'è un sacco di gente passivo-aggressiva che usa queste frasi per provocare senza che poi gli si possa rimproverare niente.
Rispondi
di Blue Oyster Cult utente non più registrato
commento del 19/03/2020 ore 08:35:33
Ripeto ho portato un esempio "reale" di cui sono testimone,tacciato come "chiacchiere del tuo bar" per cui il suo modo di porsi è anche peggio del mio direi ,secondo me gli dovresti fare gli stessi appunti 😉
Se poi leggi il resto direi che ce n'è abbastanza per concludere che il "suo" punto di vista è il solo ammissibile e tutto il resto merda,ma la rete è piena di gente così purtroppo quindi nulla di nuovo.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 17/03/2020 ore 14:25:58
Forse non mi sono espresso bene... Le royalties Siae vanno solo a pezzi composti e non vanno alla band del caso. Per cui, datevi da fare, scrivete pezzi! La mia base per questo è di avere lavorato per edizioni musicali dal 1975.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 18/03/2020 ore 12:51:38
Ciao, per quanto corretto, il tuo commento è fuori contesto: io indicavo che ogni qualvolta si faccia musica in pubblico si deve pagare alla Siae un diritto. Dopodichè la stessa Siae, come scrivi, distribuirà il ricavato a chi di competenza. Ma il mio riferimento era ai costi da sostenere per chi organizza l'evento.
Ciao
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 10:15:52
Parlando della musica in generale non mi pare sia scemato l'interesse. Forse ci sono forme diverse di fruizione, ma d'altra parte anche un "brano" di musica classica non è paragonabile ad uno di rock n roll per durata e modalità di fruizione. Dopodichè certamente l'offerta ha parcellizzato la domanda: oggi ci sono milioni di band e solisti più o meno abili, ognuno ha una sua piccola nicchia e qualcuno un grande pubblico, ma a quanto vedo i concerti si fanno ancora e la musica si vende: io ad esempio ho appena comprato l'ultimo di Nick Johnston, il mio vicino di casa una raccolta di brani di Lucio Dalla e mia figlia l'album di Ricky, due su tre non rientrano nei miei gusti, ma non per questo non esistono.
C'è anche da dire che, come ogni forma d'arte, anche la musica conosce corsi e ricorsi: l'altro giorno ho sentito il singolo di una band finlandese (mi pare) che veniva presentata come una novità, peccato che suoni come copia sputata dei Motorhead. Io che ho quasi 50 anni posso anche evitarla perchè è roba già sentita, magari un rocker di 20 anni la prende a riferimento per il solito gioco delle parti, secondo cui "l'originale è meglio", "no, questi sono più moderni".
Ciao
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/03/2020 ore 10:48:24
In particolare mi sembra sia scemato l'interesse nel sentire la musica live nei piccoli locali della propria zona.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 16/03/2020 ore 11:08:2
Beh quello si, come detto da molti, ognuno può fare qualcosa di meglio,noi musicisti ad esempio bisogna che capiamo che la gente viene nel locale per il locale, raramente proprio per sentire noi. Occorre che capiamo di essere un acompagnamento. Da cui: volumi umani e meno pretese per i cahet. Su questo punto faccio un riferimento molto chiaro: molti di noi (mi pare anche tu) si dedicano al DIY anche per gli amici, ma in questo caso, non facendolo di professione, facciamo pagare solo il costo del materiale e, casomai, una birra per il tempo impiegato. Secondo me lo stesso vale quando suoni: se non sei un professionista, ok farti indennizzare l'uso l'attrezzatura (service, luci ecc., non gli strumenti che tanto li avremmo comprati lo stesso), ok un rimborso se vai a suonare lontano, ma se ci si presenta in due con chitarra ed un microfono, per suonare al chiosco a 5 km da casa, la cena, per me è più che sufficiente. Senza contare che lo fai per divertirti.
Ciao
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di Sykk [user #21196]
commento del 16/03/2020 ore 15:09:17
mi sa che hai fatto centro su tutto, credo che cercherò di rivedere le mie aspettative tenendolo sempre a mente
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di Claes [user #29011]
commento del 16/03/2020 ore 18:39:5
A me sembra che la musica intesa nell'articolo sia sempre di più da trovare nelle grandi-grandissime città e sempre di meno per quelle piccole riguardo a diversità di genere possibile. La maggioranza dei musicisti è giovane e pochi avranno una carriera a lungo termine se forzati a rinunciare ad una carriera per questioni di logistica, conto in banca o simile. Pur avendo una carriera, non sai cosa accadrà domani. Per esempio il virus e locali desert di adesso. Questo tipo di vita non è quello che si aspettavano i genitori…
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di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 17/03/2020 ore 12:37:30
Io ho visto la musica dal vivo morire nella mia città, per poi rivivere sotto forma di festival jazz in difficoltà ed un festival bellissimo spostato però per ragioni vitivinicole di sette km a Barolo. D’estate fino a qualche anno fa si organizzavano i martedì sera con band dal vivo, ora sono tutti dj tranne forse un paio di locali che resistono stoicamente. Ora col virus sarà forse utopico pensare a qualcosa del genere per la prossima estate, vedremo.
A Menton, in Francia, hanno organizzato al porto una serie di locali che tutte le sere d’estate (ed alcuni pure in inverno) hanno una sorta di programmazione “a rotazione”, ovvero il lunedì ed il venerdì nel locale “A” suona la band 1, il martedì ed il giovedì la band 2, andando ad incastrare gli impegni delle varie band nei diversi locali. Ecco, se ci fosse questo tipo di organizzazione (fatta dall’amministrazione comunale, col piffero che i gestori sarebbero in grado di gestirsi così) credo che il pubblico occasionale aumenterebbe a dismisura anche in Italia e sarebbe più facile aumentare il livello culturale. In Francia vanno molto le rivisitazioni in chiave bossa/jazz di tutta la musica esistente, dal rock alla disco.
Detto ciò, quando invece in gioventù andavo nella mia cittadina a sentire i gruppi si andava per lo più al sabato sera in oratori o locali simili, nei quali si suonava di tutto, con diversi livelli di bravura (i più scarsi ad inizio serata, i più bravi verso la fine), senza farsi troppi problemi di livello legislativo, con la sola speranza di cuccare, il motore più potente che ci sia. Oggi per cuccare non si esce più, o ci sono meno sfigati (come ero io) disposti ad uscire ogni sabato ed ascoltare robe inascoltabili pur di fare colpo su chi era al concerto oppure gli sfigati ora fanno tutto online.
L’equazione universale “più amore o possibilità di amore = meglio” vale praticamente per tutto, facciamo in modo che le nostre amministrazioni comunali lo capiscano e organizzino di nuovo eventi all’aperto, competizioni tra band, insomma, qualcosa per toglierci da davanti ad uno schermo. Magari dopo la quarantena ci sarà più voglia di farlo, magari ci sono anche aspetti positivi in questa terribile esperienza.
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di MM [user #34535]
commento del 20/03/2020 ore 17:27:24
Esperienza personale, fresca fresca.
Nella mia città c'è qualche (sottolineo qualche) locale gestito da persone che amano la musica Live, quindi, specie in estate ma anche in inverno fanno suonare.
Sono andato da uno di questi, che conosco personalmente, per presentare il mio gruppo e il nostro genere... e mi ha risposto così:
"sai io sono sempre contento quando riesco a far suonare un gruppo nel mio locale, fosse per me si suonerebbe tutte le sere, però ultimamente i miei clienti (di ogni età, ma in particolare ragazzi dai 18 ai 30) appena entrano e vedono il palco allestito, si allontanano e chiedono un tavolo distante da chi suona. Capisci che diventa difficile, io non posso far scappare i clienti."
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