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Devianza Gibson anno 1970!

di FBASS [user #22255] - pubblicato il 28 febbraio 2020 ore 17:00
Devianza Gibson anno 1970!
"Quando passammo alle chitarre e bassi Gibson": correva l'anno 1969, dopo gli inizi avvenuti circa tre anni prima con l'uso prevalente di chitarre e bassi di produzione nostrana, poi sostituiti l'anno successivo da strumenti di produzione germanica, vedi Framus ed Hofner, ma principalmente dopo aver visto alcuni filmati sul "Festival di Woodstock" che fu una manifestazione che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, Stati Uniti d'America, dal 15 al 18 agosto del 1969, evento musicale all'apice della diffusione della cultura hippie, anche se poi l'attenzione di molti di noi appassionati della chitarra elettrica fu l'esibizione di Jimi Hendrix, la chitarra che destò invece subito la voglia di possesso fu la Gibson SG Special imbracciata da Carlos Santana e subito dopo il basso utilizzato da Jack Bruce dei Cream, un Gibson EB3. Salvo un breve periodo ad inizio 1970 in cui entrai in possesso di un basso Fender Mustang Competition Blue usato, il mio desiderio fu quello di possedereil basso della Gibsondi forma simile alla SG, che noi chiamavamo "Diavoletto", anche perchè Romeo, il mio chitarrista solista, dopo aver suonato con EKO e Framus, si era deciso a comperare, a fine1969, una Gibson modello Melody Maker 2, color Pelham blue, però avente il manico un po' cicciotto a mio modesto parere. Riuscii a comperarmi a fine 1970 ed a lire 180 mila il modello più economico Gibson EB0 che ho tenuto ed usato per 13 anni, dato poi in permuta parziale per il mio G&L2000E, ma lo sto ancora rimpiangendo. Anche se durante il breve periodo di permanenza in servizio FS a Torino, avevo comperato nel 1976 una chitarra Gibson S1, ma in zona Portici, poi ad Alessandria nel 1979 da un mio collega una Gibson SG Standard with Bigsby Vibrola, quando fui trasferito a Napoli Centrale, cioè molto dopo, comperai un basso Gibson G3, sempre in zona Portici-Ercolano, basso che posseggo ancora e che mi fece ricredere sulle potenzialità sonore dei bassi della Gibson con il suo suono molto meno cupo degli EB. Ma la nostalgia del passato si impossessò di me e non appena vidi esposto nella vetrina del negozio di Luca, a Battipaglia, un Epiphone EB3 a diapason lungo come quelli della Gibson dal 1966 in poi (la Epiphone io personalmente sono convinto che i bassi li ha sempre saputi fare), non ci ho pensato sopra due volte e l'ho comperato. Di chitarre Gibson, dopo aver dato via la Gibson S1 e per motivi scaramantici dovuti ad una mia personale fissazione la SG Standard, oltre al succitato basso EB0, ho adesso una ES335 Studio del 1989 ed una Les Paul Special TV del 1996, che insieme ad una Epiphone SG 400 WC ed una Epiphone Dreaudnougth acustica modello Texan 12 del periodo Norlin 1972, più i succitati bassi, portano a 3 Gibson e 3 Epiphone le mie chitarre e bassi della Brand, anche se sono invece da sempre un "fenderista" convinto:
Devianza Gibson anno 1970!
 

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Ridete pure, tanto dopo il cenone a voi uomini di casa vi spetta quest'incombenza ... Happy New Year!
Merry Xmas and Happy New Year, by Francesco!
Io che ero un purista del Made in USA, ne ho comperato invece 3 in un anno spendendo pure poco!
Ho fatto la mia scelta per entrambi i Brand più famosi ... anche se anche le Made in Japan mi piacciono!
Scambi e baratti ... poi ti ritrovi con una chitarra che mai ti saresti sognato di comperare!
C'è Epiphone ed Epiphone, delusioni e buone riuscite...
Fino a poco tempo fa comperavo solo Fender Made in USA salvo un paio giapponesi e koreane.
Le due chitarre Fender più costose ma che rischiarono di essere tolte dalla produzione agli inizi degli anni 70's.
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di BizBaz [user #48536]
commento del 29/02/2020 ore 11:15:16
Dovresti aprire un museo, ci hai mai pensato?
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 29/02/2020 ore 15:21:21
...a quando pure la biblioteca "la mia prima chitarra"?
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 29/02/2020 ore 17:18:25
L'ho già detto nel mio diario "Come passa il tempo", cioè per quanto riguarda la prima elettrica è stata la Hollywood Meazzi modello "Sonic" nel 1967, invece per la prima chitarra in assoluto fu una EKO modello "Fiesta" nel 1966, ciao.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 29/02/2020 ore 17:37:29
L'invito è per chi ha una propria storia da scrivere in una biblioteca. Dal canto mio, curioso, adesso devo andare di brutto a vedere cataloghi Eko (!) - la chitarra non ha nome però la riconoscerò quando la vedo!
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 29/02/2020 ore 17:43:31
L'EKO Fiesta c'è nell'immagine d'apertura dell'altro mio diario "Un amore senza tempo", è la prima a sinistra nella foto, ma mentre le prime di quel periodo da me menzionato non avevano decorazioni alla "Rosa", le altre successive l'avevano!
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di Claes [user #29011]
commento del 29/02/2020 ore 19:24:15
Documentazione della produzione, tipo fogli di vendita della Eko con le foto e la designazione di modelli e sub-varianti sono impossibili da trovare per esteso in rete. Mi viene da pensare che in una fabbrica tipo Eko con tutti gli strumenti alla Yamaha, ci sarà chi ha voluto "jammare" con pickup and switch - il tutto con un design futuristico per le solid-body - prezzo a seconda decorazione. È hip e Kitchsh specialmente oggi se nel contesto di costumi per il live.

Per descriverla, è una semicassa orrida con singola curva maldestra. Aveva un minimo di sunburst nel "color della pelle", 1 p/u al manico, elettronica sotto il battipenna. il resto era il set-up di paletta versione umile (senza il superlogo) e ponte tipico del 65-66. I corpi erano più piccoli e più abbordabili qualità/prezzo.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 29/02/2020 ore 19:53:27
Vai a questo indirizzo : vai al link potrebbe essere una EKO modello 100 ( vai al link )
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 03/03/2020 ore 18:16:32
Grazie per il link :) e sono andato a guardare anche altri link ed il modello S-100 è molto simile a quella mia - che mi era data in prestito dai preti della basilica SS Giovanni e Paolo a Venezia in cambio di cantare nel coro di ragazzi alla messa e di suonare al patronato pezzi hits inglesi Beatles-Stones-Kinks-The Who. In palco amplificatori Eko e batteria a disposizione di chi suonava. Non è durata a lungo per cui ci siamo dovuti acquistare chitarra e ampli per andare avanti… Per me, Hofner, poi Framus e ampli FBT a transistors. In marzo poi si festeggia i 50 anni della pubblicazione dell'album "Our Bluesbag" con The Blues Right Off nel 1970 a Venezia e che è stato il trampolino di lancio per il resto della mia carriera.
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