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Chi sono io?

di theoneknownasdaniel [user #39186] - pubblicato il 29 novembre 2019 ore 09:07
Non so se vi sia mai balenata la domanda fatidica del titolo.
A me è capitata tra le meningi ieri, in seguito ad una riunione di lavoro dove non c'era solo l'aspetto freddamente professionale in ballo (nulla di strettamente personale ma sono sensibile e sono rimaso colpito), e da ieri continuo a chiedermelo.
Chi sono io?
Ho creduto per anni di aver avuto un'evoluzione, ho creduto per anni che la mia fase progressivo-metallara fosse legata alla naturale ribellione adolescenziale, che il rock classico ed il jazz fossero la giusta destinazione del mio viaggio musicale.
E quindi vai di suoni classici, ricerca del suono valvolare puro, croccante, sulla batteria un set tradizionale volto al classico abbastanza minimale. Poi ogni tanto mi faccio rapire dal funk, dal pop, dalle nuove uscite, ma sempre lì ritorno, fedele...
Poi faccio ascoltare bene i Dream Theater a mio figlio, mi prende qualcosa dentro, forse nostalgia, ri-monto il doppio pedale, inizio a togliere la ruggine.
Riprendo la discografia del teatro dei sogni fino al '99... e mi ritornano in mente i Marillion, i Fates Warning, e pure i Dali's Dilemma, che col loro Manifesto for Futurism mi aprirono un mondo di prospettive e novità.
Ma allora chi sono, io? Sono un batterista, sono un chitarrista? Ascolto generi diversi, suono generi diversi... E' necessario stare in un genere, in un'etichetta, prendere lezioni di chitarra ma non di batteria, registrare da soli o suonare dal vivo con una band, e poi ancora generi, generi, con la Tele non si fa metal, con la Yamaha non si suona altro che jazz e pop... ma perché? Senza il TS9 non fai blues, senza humbucker non ottieni un bel distorto, il floyd rose è impossibile da settare, lo shredding è noioso, Youtube ed i social sono i nuovi locali in cui suonare...
E poi ci sono i tempi che cambiano, perfino i giapponesi iniziano a cedere ed a perdere la loro onorabilità e la loro etica lavorativa, segnale di un mondo che forse è già cambiato e difficilmente tornerà indietro a breve. 
D'improvviso, scatenati dai sentimenti di ieri, i tempi dispari sono scoppiati dentro me, dopo tutti questi anni di assopimento, ma perché? Ma non era meglio suonare meno note ma più intellegibili, più ascoltabili per tutti, anziché mille note per pochi che poi oltretutto criticano pure?
E' auspicabile una prosa per tutti, messaggi universali, i Beatles che uniscono le generazioni da mio padre a mio figlio, o una poesia difficile da scovare, per pochi, ma che ti dà uno schiaffo così forte che dopo resti con la faccia girata da un lato per un po'?
Sto ritornando ragazzino, sto fuggendo da qualcosa o combattendo contro qualcosa, oppure da ragazzino avevo tra le mani qualcosa con un valore così grande, tanto da non rendermene conto se non ora? E di tutto quello che c'è stato in mezzo, mica lo vorremo buttare via? 
Appena sveglio ho messo su il vinile coi successi dei Creedence stamattina, mentre aspetto l'arrivo (o il ritorno?) per posta di Fugazi, A pleasant shade of Grey e Manifesto for Futurism. Portando a scuola mio figlio ho messo su Falling into infinity, e più tardi in pausa pranzo proseguirò con i Beatles probabilmente.
Forse cercare e cercare è il vero scopo dell'uomo, essere sempre curioso e non accontentarsi mai, anche se è una strada che porta a continui cambiamenti e non sempre le esperienze sono piacevoli. Come con le persone, anche con certa musica ti prendi delle delusioni. 
Ma siamo uomini, imperfetti esseri che cercano la perfezione lungo il proprio cammino, oppure si accontentano e smettono di camminare. Io continuo a camminare, con tutte le mie incertezze e la mia continua ricerca, che non so dove mi porterà, so solo che sicurezze ce ne saranno ben poche, negli uomini che incrocerò e nella Musica che ascolterò. Se dagli uomini però mi aspetto speranze, delusioni ed incomprensioni, dalla Musica mi aspetto riflessioni e spunti di crescita, le delusioni sono più facili da scovare, forse. 
A tutti, buona Musica.

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di E! [user #6395]
commento del 29/11/2019 ore 09:18:39
Bellissimo post.

"Forse cercare e cercare è il vero scopo dell'uomo, essere sempre curioso e non accontentarsi mai, anche se è una strada che porta a continui cambiamenti e non sempre le esperienze sono piacevoli"

Credo anch'io sia così, specie nell'arte.
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 29/11/2019 ore 12:45:40
«Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza»

...e se lo diceva (scriveva) il Sommo...

[Bel diario, davvero!]
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 30/11/2019 ore 00:04:00
Già, anche se nella versione non censurata della Divina Commedia la frase originale era "Fatti non foste a viver come bruti, ma comunque ci siete portati".
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 02/12/2019 ore 15:18:49
ahahah!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/11/2019 ore 09:18:49
Chi sei tu? ..... un essere unico e irripetibile.
A me è sempre bastato questo.
Rispondi
di tramboost utente non più registrato
commento del 29/11/2019 ore 13:36:32
Guardandomi alle spalle più che altro mi sono chiesto:
“chi ero io?”

Tante volte ho pensato, perche come tutti i bambini e ragazzini ho fatto lo stesso percorso, sono passato dalla bici, al motorino, poi alla moto, poi invece di passare a all’automobile, sono tornato alla bici, poi a piedi, ora giro con un bastone bianco spesso accompagnato da qualcuno.
I cambiamenti nella vita sono una cosa normale, è più difficile accettare la normalità dei cambiamenti.
Pure con la musica mi chiedo perche, avevo diverse band, perché poi ho deciso di allontanarmi e suonare da solo?
Strana la vita, talvolta i cambiamenti avvengono per le nostre decisioni, certe volte no.
Cambiare genere e cambiare strumento musicale, è uno stimolo che molti musicisti avvertono.
Quando non si fa del male a nessuno ed a se stessi, seguire il proprio istinto credo sia un bene.
Credo anche che per molta gente, sia uno stimolo importante quello di scoprire ed esplorare nuovi generi e nuove cose, siamo tutti diversi, c’è chi si sente appagato a suonare metal tutta la vita, invece c’è chi deve assolutamente spaziare tra più generi, assolutamente normale, non c’è nulla di sbagliato in questo.
Saluti carissimo, e grazie del bellissimo post!
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 29/11/2019 ore 16:26:04
Ti consiglio la lettura di 'Uno, nessuno e centomila' : non ci troverai risposte, ma perlomeno scoprirai di non essere il solo a porsi questa domanda!
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 30/11/2019 ore 10:14:27
E io che l'altro ieri mi son ascoltato per intero una collezione del best of dei prodigy, dovrei pormi altrettanti dubbi? In realtà credo di no. Come disse un altro grande....chi vuol esser lieto sia, del doman non v'é certezza.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 02/12/2019 ore 04:40:44
Qui tutti suoniamo con uno, due, trecento pedali, il single cut o la strato, davanti a nostro figlio, nella speranza che da grande sappia a memoria più lick blues di noi. Io, nell'incertezza, gli ho preso pure una tastiera Yamaha. Non si sa mai
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 02/12/2019 ore 17:26:54
Vi ringrazio tutti per i commenti, non so come menzionarvi per farvi arrivare la notifica...
Grazie davvero, non è stato facile esternare le mie emozioni (di solito sono molto timido e poco confidente nelle mie capacità).
La prossima volta sarò più tranquillo e scriverò un post su quale sia l'ampli migliore per lo studio in camera, promesso!
(tanto so che è lo Spark che ho ordinato...)
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