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Chitarre Furch

di Tubes [user #15838] - pubblicato il 15 novembre 2018 ore 19:19
Giorni fa in un notissimo negozio di Roma mi sono imbattuto in un paio di chitarre classiche Furch che onestamente non avevo mai sentito nominare. Non ho potuto provarle, lo farò presto. Tuttavia mi hanno incuriosito molto perchè erano messe in mezzo modelli di Martin o Collings, insomma pezzi grossi, e il loro prezzo non era proprio economico, superano i 2000 euro. So che sono costruite nelle Repubblica Ceca e, almeno nell'aspetto sembrano molto ben fatte, bei legni, manico moderno forse un pelo più stretto parlando sempre di chitarre classiche. Qualcuno le conosce, le ha avute o le suona in questo momento ?
Grazie

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di Roadtothemoon [user #48717]
commento del 16/11/2018 ore 12:51:22
Ciao, ti racconto la mia scoperta delle sorprendenti chitarre Furch (commercializzate anche col marchio Stonebridge in UK, se non erro). Anni fa dovevo trascorrere per lavoro alcuni lunghi e bui mesi invernali in Norvegia. Non avevo potuto portare con me una chitarra, ma, non potendo neppure pensare di resistere senza suonare per dei mesi, decisi di comprarmi un’acustica economica ma decente. Così, con un mio amico e collega (e grande chitarrista), entrammo in un negozietto di chitarre in un paesino in mezzo alla neve. Il negozio era piccolo ma pieno di chitarre meravigliose, e con estrema gentilezza ci dissero di provare tutte quelle che volevamo. Sembrava un paradiso: J-45, Hummingbird, vari modelli di Martin, anche le leggendarie Cole Clark, tutte a disposizione per le nostre prove. Non avevo mai avuto l’occasione di suonare chitarre di quel livello, anche per quel timore reverenziale che ti entra quando ti trovi di fronte a queste chitarre, per cui non osi neanche chiedere di toccarle. Ma, fermi un attimo, non avevamo detto “chitarra economica”? Tanto era l’entusiasmo che avevo dimenticato le premesse (e le promesse) che avevo fatto a me stesso prima di varcare la soglia del negozio. Considerando anche i prezzi norvegesi, mi resi conto che le varie Gibson e compagnia bella erano belle ma inavvicinabili, quasi come le abitanti di quelle terre nordiche. Ma fra tutti questi nomi conosciuti, vidi una chitarra, semplice ma bellissima nella sua essenzialità. Sulla paletta c’era una F vagamente gotica. Chiesi che chitarra era. Mi dissero che veniva dalla Repubblica Ceca e me la fecero provare. Qualche accordo, qualche arpeggio, e io e il mio amico ci guardammo senza credere alle nostre orecchie. Il prezzo non era affatto economico, ma più basso delle compagne famose. Il modello era Furch D40-CM Durango: top solido in cedro, fasce e fondo in sapele. C’era anche un sistema piezoelettrico, discreto, col volume nascosto nella buca. Sono passati tanti anni, ma il ricordo della “botta” della Furch, di quel suono pieno e quel volume che riempiva il negozio, mi sono rimasti impressi. Incredulo, visto che mi lasciavano prendere con tutta libertà e riprovare anche le altre chitarre, mi misi a suonare come impazzito anche le Gibson, una dopo l’altra, quelle di cui avevo sempre solo sentito parlare, senza però averle mai potute provare davvero. E ritornavo sempre alla Furch. Io e il mio amico rimanemmo dentro al negozietto per più di un’ora, forse due. La Furch costava e non era di sicuro l’acustica economica che cercavo all’inizio per non rimanere senza suonare nelle sere norvegesi, ma al tempo stesso, alle orecchie mie, risultava un gioiellino scoperto per caso e non potevo lasciarla andare. E così uscii dal negozio, nella neve, felice come un bambino, con la mia nuova chitarra, passai una trasferta migliore, e tuttora lei mi accompagna con la sua voce importante. Ora, dopo anni, devo riconoscere che la Furch è un po’ come un bicchiere di Amarone, ti conquista al primo assaggio, ma è una chitarra un po’ “acchiappona”, subito presente, con un bel volume. Altre chitarre hanno bisogno di tempo, per essere capite, come le Martin, sono più complesse, non sono immediate. Questo per dire non che io mi sia pentito, ma che mi sono sicuramente lasciato colpire e affascinare da quell’impatto subito positivo, anche dalla bellezza della linea, dei materiali. E per dirti soprattutto di provarle. Non so come siano le classiche della Furch, ma immagino che siano quanto meno interessanti e sicuramente da provare. Buona giornata.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 16/11/2018 ore 15:35:26
Grazie della tua bella testimonianza; aldilà della chitarra mi è piaciuta molto l'ambientazione scandinava del tuo racconto, amo moltissimo quei posti e la civiltà delle popolazioni che li abitano, poi certo un conto è andarci in vacanza, altro viverci come hai fatto tu.. comunque proverò senz'altro la classica con molto interesse.
A presto!
Rispondi
di Roadtothemoon [user #48717]
commento del 16/11/2018 ore 20:15:59
Grazie a te. È vero, la civiltà di queste persone è quasi incredibile. Non mi era mai successo di trovare tanta cortesia e che mi permettero di provare con assoluta libertà e tranquillità strumenti di quel rango.
Rispondi
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di dale [user #2255]
commento del 17/11/2018 ore 12:46:04
Bastava andare da Tomassone.
😉😉😁😁😁
Rispondi
di Roadtothemoon [user #48717]
commento del 20/11/2018 ore 18:33:13
Naturalmente volevo scrivere “permettessero” ma mi sono mangiato un pezzo. Scusate.
Rispondi
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