di alfio [user #7386] - pubblicato il 20 aprile 2006 ore 11:31
Quarta puntata di una delle rubriche più seguite del web!
L'assolo di oggi è:ASSOLO 4 Tom Scholz (BOSTON) - Foreplay/LongtimeAnche qui siamo molto sul soggettivo. Al primo ascolto dei Boston venni folgorato immediatamente dal sound della band: l'inconfondibile suono distorto delle chitarre, la perfetta convivenza con le chitarre acustiche, l'Hammond trascinante e una sezione ritmica bella corposa. Nello specifico l'assolo a cui mi riferisco è il secondo, quello che inizia con i 2 bending mentre il pezzo si ferma, per poi ripartire col (solito) fraseggio di tre note eseguito a velocità crescente per poi finire in un breve passaggio di tapping. E poi via molto melodico fino alla successiva pausa. Una volta lessi una frase, mi pare di Mark Knopfler, che diceva che un assolo non è uno spazio in cui sfoggiare tecnica ma è un qualcosa che deve prendere il brano in un punto e portarlo in un altro punto. CVD
Quarta puntata di una delle rubriche più seguite del web!
L'assolo di oggi è:
ASSOLO 4 Tom Scholz (BOSTON) - Foreplay/Longtime
Anche qui siamo molto sul soggettivo. Al primo ascolto dei Boston venni folgorato immediatamente dal sound della band: l'inconfondibile suono distorto delle chitarre, la perfetta convivenza con le chitarre acustiche, l'Hammond trascinante e una sezione ritmica bella corposa. Nello specifico l'assolo a cui mi riferisco è il secondo, quello che inizia con i 2 bending mentre il pezzo si ferma, per poi ripartire col (solito) fraseggio di tre note eseguito a velocità crescente per poi finire in un breve passaggio di tapping. E poi via molto melodico fino alla successiva pausa. Una volta lessi una frase, mi pare di Mark Knopfler, che diceva che un assolo non è uno spazio in cui sfoggiare tecnica ma è un qualcosa che deve prendere il brano in un punto e portarlo in un altro punto. CVD