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di Magnetico [user #1483] - pubblicato il 08 aprile 2006 ore 12:55
Ieri sera sono andato in un locale e c'era un gruppo che suonava, composto da tastiere, chitarra e cantante (femmina).
Erano abominevoli! In pratica era un pianobar... "expanded"! Tutto si reggeva sulla bravura della cantante, ma il resto era pietoso: basi MIDI che non funzionavano, suoni di tastiera che non c'entravano (pad al posto di organi, brass al posto di rhodes: tutto un po' pacchiano), suoni di chitarra un po' a cacchio, con phaser, flanger, delay a gogo! Meddley azzardatissimi in cui tutta la formazione perdeva clamorosamente un groove già appeso ad un filo sottile, stonature nei cori, volume da fracassare i timpani, il suono generale era cupo (chissà se avevano fatto un soundcheck o se sanno almeno cosa significa il termine), continui fischi del larsen!Il fatto è che mi mangio il fegato perchè grazie a quei dormiglioni dei componenti del mio gruppo non riusciamo mai a contattare i locali e ci lamentiamo sempre che non suoniamo! Noi facciamo un lavoro non indifferente di arrangiamento, curiamo i passaggi tra un pezzo e l'altro dei meddley, curiamo i suoni strumento per strumento ed il mix generale: in confronto a 'sto gruppo di ieri sembriamo i "Dream Theatre" per il nostro bagaglio tecnico di gruppo, pur prescindendo dal singolo musicista!!! Sono tre settimane che cerco di coinvolgerli a parlare con i gestori dei locali ma, pur essendo io quello più impegnato e quello che proprio non si può permettere di perdere le serate in giro a parlare con i gestori, non trovo compagnia da questi inetti ed ignavi!
Mi rode lasciare la piazza libera a questi gruppi simil dilettantistici e scusate lo sfogo, con questo tocco di superbia, ma dopo l'ultima serata di sabato scorso sto male all'idea che dovrà trascorrere chissà quanto tempo prima di solcare di nuovo il palco!Stare sul palco è bellissimo, è l'aspirazione finale di noi musicisti, specie quando si riesce a coinvolgere il pubblico, a suonare instaurando quel rapporto di complicità con l'ascoltatore che si lascia guidare e ti segue in quello che fai, che risponde agli stimoli ed alle provocazioni che vuoi lanciargli!
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Ieri sera sono andato in un locale e c'era un gruppo che suonava, composto da tastiere, chitarra e cantante (femmina).
Erano abominevoli! In pratica era un pianobar... "expanded"! Tutto si reggeva sulla bravura della cantante, ma il resto era pietoso: basi MIDI che non funzionavano, suoni di tastiera che non c'entravano (pad al posto di organi, brass al posto di rhodes: tutto un po' pacchiano), suoni di chitarra un po' a cacchio, con phaser, flanger, delay a gogo! Meddley azzardatissimi in cui tutta la formazione perdeva clamorosamente un groove già appeso ad un filo sottile, stonature nei cori, volume da fracassare i timpani, il suono generale era cupo (chissà se avevano fatto un soundcheck o se sanno almeno cosa significa il termine), continui fischi del larsen! Il fatto è che mi mangio il fegato perchè grazie a quei dormiglioni dei componenti del mio gruppo non riusciamo mai a contattare i locali e ci lamentiamo sempre che non suoniamo! Noi facciamo un lavoro non indifferente di arrangiamento, curiamo i passaggi tra un pezzo e l'altro dei meddley, curiamo i suoni strumento per strumento ed il mix generale: in confronto a 'sto gruppo di ieri sembriamo i "Dream Theatre" per il nostro bagaglio tecnico di gruppo, pur prescindendo dal singolo musicista!!! Sono tre settimane che cerco di coinvolgerli a parlare con i gestori dei locali ma, pur essendo io quello più impegnato e quello che proprio non si può permettere di perdere le serate in giro a parlare con i gestori, non trovo compagnia da questi inetti ed ignavi!
Mi rode lasciare la piazza libera a questi gruppi simil dilettantistici e scusate lo sfogo, con questo tocco di superbia, ma dopo l'ultima serata di sabato scorso sto male all'idea che dovrà trascorrere chissà quanto tempo prima di solcare di nuovo il palco! Stare sul palco è bellissimo, è l'aspirazione finale di noi musicisti, specie quando si riesce a coinvolgere il pubblico, a suonare instaurando quel rapporto di complicità con l'ascoltatore che si lascia guidare e ti segue in quello che fai, che risponde agli stimoli ed alle provocazioni che vuoi lanciargli! |
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