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Ma voi sapete quello che fate?Mi spiego,autodidatt...

di werther [user #42297] - pubblicato il 16 gennaio 2018 ore 22:25
Ma voi sapete quello che fate?Mi spiego,autodidatta,con conoscenze teoriche minime,suono la chitarra da 5-6 anni mediamente 3 ore ogni giorno mi piace l'improvvisazione che mi riesce credo discretamente,ma non so mai esattamente che scala o note della tastiera sto suonando, vengono cosi',dall' orecchio, da una a memoria acustica dei suoni, chiaro, conosco le scale penta, blues ma invidio e stimo i teorici che sanno di armonia,di superlocrie, misolidie etc Quanti di voi sono suonatori ignoranti?

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di coldshot [user #15902]
commento del 16/01/2018 ore 23:08:31
Basta studiarle le scale, prendi un metodo oppure meglio ancora vai da un maestro e fai lezioni di teoria, non sono cose impossibili.
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 16/01/2018 ore 23:32:19
Ciao metodi ne ho ,e' un mio limite ma dopo un po' a seguirli mi rompo, e preferisco suonare e suonare, invece c' e' un mio amico maniaco dei metodi che se suoniamo assieme non riesce a tirare fuori mezzo assolo di blues un po' in sistema e paradossalmente c'e ' un altro mio amico,intrippatissimo col jazz e, bossanova che improvvisa modalmente con scale che manco lui sa cosa siano, ed e' sempre in linea con gli accordi.
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 17/01/2018 ore 01:18:52
Se ti rompi è un casino, lo so che può essere palloso però se vuoi usare le scale modali specialmente quelle derivate dalla minore melodica ci devi spendere un pò di tempo, solo per il fatto di capire come relazionarle agli accordi, la pentatonica la sentiamo ovunque ed è anche più semplice come scala quindi uno è avvantaggiato ma una scala come la superlocria è più difficile assimilarla anche perchè è bella specialmente se suonata sopra accordi alterati ecc....
Il tuo amico non so, sarà un fenomeno o magari ascoltando tanto jazz ha assimilato delle frasi che poi risuona, però sarebbe sempre bene sapere cosa stiamo suonando
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 06:47:51
Io amo il blues,certo,quando suono Clapton,Moore,Mayal,più' o meno ad orecchio ci arrivo,quando invece ascolto Robben Ford ,Larry Carlton, li' allora capisco che per avvicinarsi ce ne vuole,e tanto ,credo,di studio
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 17/01/2018 ore 11:05:12
Dipende da cosa uno vuol suonare, se suoni punk o hard core piuttosto che blues classico ecc... puoi vivere tranquillamente senza sapere una mazza di scale e teoria avanzata, se devi improvvisare su una struttura di Kurt Rosenwinkel o di Holdsworth ma anche di Shorter per esempio hai voglia ad avere istinto, se non hai un pò di conoscenza armonica diventi scemo nel cercare di capire come scorre il brano.
Spesso dire seguo solo l'istinto e la passione, è una gran paraculata, o almeno puoi dirlo fino ad un certo punto, poi servono le nozioni armoniche, e anche la passione e l'istinto
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 06:47:52
Io amo il blues,certo,quando suono Clapton,Moore,Mayal,più' o meno ad orecchio ci arrivo,quando invece ascolto Robben Ford ,Larry Carlton, li' allora capisco che per avvicinarsi ce ne vuole,e tanto ,credo,di studio
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di alexus77 [user #3871]
commento del 17/01/2018 ore 04:04:5
Per anni non ho saputo bene che stavo facendo... suonare era divertente, ma scalettare era limitante. Poi ho finalmente studiato, e ho cominciato a capire... e a divertirmi molto di piu'. Studia teoria, impara i principi dell'armonia, e prova ad applicarli quando suoni. Inizia a comporre, che improvvisare non e' altro che una composizione rapida sul posto.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 17/01/2018 ore 08:12:41
io sono ignorante, e devo dire che se scatta la jam session sono molto penalizzato, ma per tutto il resto riesco a cavarmela egregiamente
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 08:25:33
Cosa intendi per tutto il resto?
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 17/01/2018 ore 08:54:06
Suonare una cover, o anche un pezzo originale che però ho potuto preparare con calma.
Che sia dal vivo o in studio.
Anche se non so su che scala sto suonando.
La mia fortuna è quella di avere orecchio, la mia nemesi è un tipo che conosco che ha fatto il triennio jazz, sa tutta la teoria ma è capitato un paio di volte che avesse studiato una tabulatura sbagliata e poi non si fosse accorto che suonando "non ci stava" con gli altri strumenti.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 17/01/2018 ore 08:22:18
Mah, guarda... sicuramente la teoria è importante, ma quando si suona suoniamo una frase, non una scala. E per usare determinate scale in modo musicale e creare frasi devi ascoltare musica e musicisti che utilizzano quelle scale nel loro contesto naturale. Visto che ti piacciono Carlton e Ford, comincia magari a tirare giù qualche loro assolo o pezzo o frase e vedi su quali accordi quelle frasi vengono utilizzate. Creati così un vocabolario per “parlare” il linguaggio musicale. Studiando i grandi musicisti poi ti accorgerai che molte frasi che utilizzano e ti piacciono sono probabilmente un mix di diverse scale, cromatismi, sostituzioni che talvolta teoricamente sono di difficile interpretazione. Questo perché i grandi musicisti hanno sviluppato una sensibilità musicale tale anche in contesti complessi che non pensano alla scala... ma suonano e basta! Ciao Fab
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 08:34:01
Infatti,quando ho provato a studiare,da solo,con tutti i limiti che comporta, non riuscivo comunque a mettere in pratica le nozioni,perché quando suono, il ragionamento non e' veloce come l' "orecchio"concetto forse mal esposto,ma dovrebbe rendere l'idea .Chiaramente con anni e anni di studio su questi concetti la differenza si sente.Comunque grazie a tutti quelli che mi hanno risposto
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 17/01/2018 ore 11:12:3
Come diceva sempre l'insuperrabile Fancesco Maria Rocco Gambale (detto Frank) se vuoi suonare veloce devi saper pensare veloce.
Quando suono uso probabilmente il 10% di quello che studio proprio perché nei frangenti di improvvisazione non riesci a pensare velocemente, mentre cerchi di tenere tutto sotto controllo.
Ogni giorno però con lo studio e la pratica quel 10% diventa sempre più grande e così non mi trovo piú a suonare sempre le 5 note della pentatonica..
Inoltre la teoria apre la mente alla composizione...
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 17/01/2018 ore 11:26:32
Ciao, il concetto è chiaro e hai perfettamente ragione: l’orecchio è più veloce del ragionamento. Ed è appunto lì che devi secondo me lavorare. Carlton e Ford sta sicuro che non pensano alla teoria mentre suonano, ma il loro livello di “orecchio” è diverso dal nostro. Per quello ti dicevo di ascoltare musica e musicisti che ti facciano abituare a sonorità diverse in modo che tali sonorità ti risultino familiari e tu sappia poi come usarle. Faccio un esempio un po’ estremo: se vuoi capire come e quando usare una superlocria e ascolti solo punk rock (che va bene eh!) avrai non poche difficoltà. Se vuoi fare qualcosa di diverso devi ascoltare anche musica diversa, se ti piace, e far evolvere l’orecchio. Ma non è mica obbligatorio! Deve piacerti se no è un sacrificio. Ciao Fab
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 14:15:43
Credo che tu abbia assolutamente ragione
Rispondi
di nanniatzeni [user #24809]
commento del 17/01/2018 ore 08:35:42
Dici che suoni da 5-6 anni,tre ore al giorno.
Significa circa 6000 ore.

Se in 6000 ore non hai ancora imparato neppure le note della tastiera in ogni posizione del manico sei tu che non hai voglia di applicarti sullo strumento o sbagli metodo.
Fai così,un'ora dedicala allo studio e due al divertimento cazzeggiante.
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 08:44:33
Su,suono circa tre ore Al giorno e le note sulla tastiera le so,e anche le scale,parlavo di limiti quando sento gente come Robben Ford e Carlton,e non penso siano tanti che suonano come loro
Rispondi
di aghiasophia utente non più registrato
commento del 17/01/2018 ore 08:46:12
Tutto ciò che faccio è puro istinto. L'orecchio mi ha sempre favorito in tal senso, ma anche chiaramente limitato perché strumento guida eletto per comodità. Suono post-rock sostanzialmente e con la band in cui sono tornato a far casino dal 2014 praticamente jammiamo solo e anche nella riproposizione live di momenti strutturati tendiamo a improvvisare parecchio. Fortunatamente, tutti e 4 siamo dotati di un buon orecchio che unito a un'ottima intesa non ci fa risultare né approssimativi, né noiosi.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 17/01/2018 ore 09:45:3
Comunque dipende tutto da cosa vuoi suonare...
Io suono da 25 anni, ma conosco solo penta, blues, maggiore e minore... e ragiono solo su quelle.
Non mi sento particolarmente limitato... ma faccio praticamente solo blues e rock-blues... (e robben ford manco mi piace).
Ovviamente più basi si hanno, meglio è.
Ma c'è tantissima gente che s'è fatta una carriera conoscendo solo quella roba lì... :)
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 17/01/2018 ore 11:21:47
Guarda, io sono più o meno come te, con la differenza che suono 3 ore ogni 15 giorni, per cui non riesco a fare tutto quel lavoro di assimilazione sulle scale modali che mi permetta di usarle con disinvoltura e consapevolezza, per cui per me il primo approccio è sempre e comunque armonico: visualizzo bene le note degli accordi e le note che permettono il passaggio da un accordo all'altro (mi riferisco a pezzi abbastanza complessi armonicamente) e su questo cerco di costruire delle frasi che mi "canto" . Ovviamente se sto suonando un pezzo dichiaratamente modale o su un pedale e voglio dare un certo "colore" devo per forza appoggiarmi alle scale.
Rispondi
di Quick utente non più registrato
commento del 17/01/2018 ore 11:40:01
Porto la mia esperienza: ho comiciato a suonare quasi per scherzo da bambino. Poi ho preso lezioni e fino a quattordici/quindici anni andavo quasi solo di pentatonica. Poi ascoltavo quelli più bravi e la voglia di capire mi ha stimolato a studiare seriamente e intraprendere un percorso di studi serio. Sono diventato professionista a 22 anni e ora che sono oltre gli "anta", per me ogni giorno è una occasione per studiare e imparare qualcosa di nuovo. Credo che sia più questione di curiosità e voglia di imparare e i meccanismi che stanno "dietro" la musica: il fatto di non accontentarsi mai, che ti spinge a studiare. Poi ognuno di noi è diverso e suona per motivi e aspettative diverse.
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 17/01/2018 ore 12:09:15
Aneddoto: "Django Reinhardt resta ancora oggi un enigma da risolvere, perché conoscendo la sua storia e il suo profilo umano non si può rimanere indifferenti. Un chitarrista che, oltre ad essere completamente analfabeta, non conosceva nulla di teoria musicale, né sapeva leggere alcuno spartito. Famoso il racconto del suo amico Grappelli: durante una giocata a carte tra i membri del quintetto (di cui faceva parte anche il fratello di Reinhardt), in cui era presente anche Django, si parlava tanto di scale musicali, com’è ovvio che fosse in quel contesto. “Cos’è una scala?”, si sentì chiedere Stephane da questo singolare chitarrista belga di etnia sinti, capace di smontare e rimontare qualsiasi pezzo musicale improvvisando con il suo tipico stile Manuche."
Arrivando a chitarristi più contemporanei (less or more)..leggendario l'incontro fra Jimi Hendrix e Miles Davis, durante il quale Miles capì che Jimi non sapeva leggere la musica e non aveva conoscenze di teoria/armonia...collaborarono "a orecchio" con Miles che accennava i passaggi a tromba e Jimi che lo seguiva "a orecchio", creando comunque una magica alchimia che Davis ricordò per anni dopo la morte di Jimi. Ora, tutti sappiamo che Django e Jimi erano dei geni puri e difficilmente replicabili, tuttavia sono l'esempio che la musica è un linguaggio universale accessibile a chiunque. Certo chi conosce molto bene il "lessico" ha maggiori possibilità di trovarsi a suo agio in tutti i contesti musicali, anche se questo non è una regola aurea. Episodio autobiografico autentico: in passato per uno spettacolo musicale ingaggiammo una prof di pianoforte del conservatorio amica di un attore e le chiedemmo durante prove di riprodurre alcuni jingle pubblicitari (credo Mulino Bianco e Canale 5) per alcuni passaggi recitati...ebbene, la prof con anni e anni di studio e conoscenza alle spalle si trovò non poco in difficoltà a riprodurre così su due piedi queste poche note. Il sottoscritto, che per la cronaca suona ad orecchio da 20 e passa anni sebbene qualche sporadico studio di chitarra, molto umilmente fece come Miles Davis, con la sua chitarra abbozzò in poco i semplici fraseggi e disse le note alla prof.
Mi pento da sempre di non aver studiato e di non studiare tuttora, ma credo che oltre alla prigrizia che indubbiamente ho, ci sia qualcosa anche a livello di "pensiero musicale" che il mio cervello non recepisce nello studio teorico, mentre sul piano pratico riesce a compensare in tempi rapidissimi. Questa facilità se da una parte aiuta, dall'altra limita...ma che ve devo dì...se proprio non devo suonare nell'orchestra RAI a me va anche bene così ;D
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 13:10:31
Il post sarebbe anche potuto essere:facciamo outing,chi e' soddisfatto del proprio modo di suonare?Suonare,non strimpellare quattro accordi chiaramente;e' che la chitarra diventa come una droga,ti manca sempre quel quid .Del resto penso che nemmeno l'inarrivabile Franco Cerri,(che può' piacere o annoiare a morte)creda o credesse di non potere migliorare ancora nel suo playing(ho scritto giusto?)
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 17/01/2018 ore 15:24:50
ma sì, in fondo siamo un po' tutti così...
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 17/01/2018 ore 14:24:55
Comunque,sono d' accordo con tutti,a seconda delle scelte musicali serve l'esercizio e se c' è la teoria ben venga,non può che aiutare,poi se suoni blues magari te ne basta moltameno,se preferisci musica più' colta,jazz ad esempio,l'esercizio serve indiscutibilmente,ma devi farti il mazzo triplo
Rispondi
di Claudio80 [user #27043]
commento del 18/01/2018 ore 20:17:52
Io ho studiato qualcosina, sia di teoria che di armonia ma poi, sopratutto in ambito chitarra elettrica, finisco sempre per suonare con la pentatonica perchè è la scala più usata da tutti, e con la quale si ha comunque più familiarità e forse più espressività. Oggi sono un po' meno "pentatonico" perchè sto suonando/studiando molto con la chitarra acustica e in open tuning, e quindi l'approccio cambia non poco. Comunque più si studia, più si accresce il proprio bagaglio tecnico/musicale, e questo è certamente un bene; ma alla fine credo che, studio a parte, quando si cerca di comporre un proprio brano, quello che emergerà sarà sempre quello che il nostro istinto/feeling musicale ci suggerirà sul momento. In fondo siamo quello che suoniamo no?
Un saluto!
Rispondi
di werther [user #42297]
commento del 19/01/2018 ore 06:30:45
Ciao,magari ti chiederò' consigli sull' open tuning,a proposito,bello il tuo post passato sul miracolo della musica,la penso esattamente come te,e un mio rammarico e' di avere iniziato a suonare tardi
Rispondi
di Claudio80 [user #27043]
commento del 19/01/2018 ore 12:48:32
Ciao.
Per le open-tunings volentieri quando vuoi chiedi pure. Grazie per aver letto quell'articolo, mi fa piacere che ti sia piaciuto. Non rammaricarti di aver iniziato a suonare tardi, non c'è età per la musica! Sii invece felice di aver iniziato a suonare!
Un saluto.
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