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Musica dal vivo in Italia

di Elasée Auardàt [user #32737] - pubblicato il 11 aprile 2017 ore 22:20
ciao,
​sono da diversi anni all'estero e mi chiedevo come fosse la situazione della musica dal vivo in Italia.
​Cercando su internet, pare ci siano diversi eventi. Ci sono molti locali che fanno suonare? Ci sono jam session?
​grazie

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di fabrimix1 utente non più registrato
commento del 11/04/2017 ore 23:12:21
Guarda, io abito in Calabria, che notoriamente è una regione molto "movimentata" a livello musicale. I locali che fanno live sono sempre meno. La proporzione tra 10 anni fa e adesso è questa: se prima ti facevano suonare in 40 locali diversi, adesso suoni in 8-10 locali se ti va bene. Il grosso dei locali che facevano live si sono convertiti ai balli latino-americani: zero spese e massimo profitto. E noi musicisti la pigliamo in quel posto!
Rispondi
di integraldream [user #39799]
commento del 12/04/2017 ore 08:10:10
....e chi suona sono sempre quelli o addirittura cambiano le band con gli stessi componenti ma si mescolano tra loro
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 12/04/2017 ore 08:39:34
A Milano e dintorni un po' di locali ci sono, ma sempre meno. Il problema sono il cachet e il repertorio. Il cachet nella maggior parte dei locali dipende da quanta gente porti, il repertorio deve essere tendenzialmente molto commerciale o tribute band. Se vai tramite agenzia sei praticamente un operaio della musica, in catena di montaggio. In generale si suona sempre meno e viste anche le condizioni, i gruppi che sono disposti ad accettare di suonare sono sempre più spesso quelli meno esperti e meno validi. Butta male, amico. Ciao Fab
Rispondi
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di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 12/04/2017 ore 09:14:34
Ciao, capisco, quindi non va mica tanto bene.
Rispondi
di chikensteven utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 15:21:52
Ciao, io parto dal presupposto che non è importante dove, come, cosa e con chi suoni, ma l’importante è suonare. Se facciamo musica dobbiamo pensare prima che la si fa per noi stessi, non solo per gli altri, anche perche se devo pensare di suonare dal vivo per fare piacere a qualcuno, ogni qualvolta che suono live significa pretendere dagli altri qualcosa, e se l’interesse non viene condiviso dai passanti o ascoltatori o chi li chiama i ragazzini, la frustrazione aumenterebbe e non possiamo certo prendercela con chi non condivide il nostro amore o passione. Io ho 42 anni, dal 2013 che non faccio live di gruppo e dal 2014 che non mi esibisco da solo live, anche per scelta, inoltre vengo da un paese grande in mezzo a 2 provincie importanti, dal punto di vista musicale, modena e reggio emilia, qui i locali sono calati è vero, ma chi vuole suonare trova ancora quei locali dedicati per farlo. Io comunque sono il primo ad essere annoiato anche dai 40enni e non solo , che continuano a suonare roba degli anni 70 , rock, che è da 25 anni che la sento suonare in giro sempre quei soliti brani, ed appena li sento mi dileguo in fretta, al contrario quando sento ragazzi + giovani fare cose + fresche, mi fermo + volentieri ad ascoltarli.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 12/04/2017 ore 15:28:15
ciao, sì certo, l'importante è suonare ma ci vuole anche la mentalità e la cultura della gente per poterlo fare. Credo che in generale, sia che si tratti di ascoltatori, musicisti, gestori di locali, ecc... dipenda soprattutto da una questione culturale.
Rispondi
di chikensteven utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 15:56:12
+ che cultura, io direi l'educazione musicale, percche + che altro c'è della gran diseducazione dal punto di vista della musica, anni fa sentivo dire da studiosi e insegnanti di musica, che dal punto di vista dell'educazione musicale, avere messo mozart, vivaldi, bach ecc nelle segreterie telefoniche, nelle suonerie, nelle scale mobili e quant'altro è stato un grave errore, tu che ne pensi dal tuo punto di vista?
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 12/04/2017 ore 16:32:16
Per quale motivo dicevano che fosse un errore? Secondo me ben venga qualsiasi mezzo per diffondere della musica valida. In Inghilterra ad esempio la BBC propone programmi musicali, oppure documentari su gruppi e cantanti.
Secondo me è un po' tutto l'insieme dato dalla cultura di un popolo che porta al risultato finale. Se manca l'educazione musicale è anche perché non c'è una mentalità adatta sia da parte degli utenti che da parte delle istituzioni.
Certo le istituzioni dovrebbero educare la gente a mangiare pasta al pomodoro, ma se l'1% apprezza la pasta al pomodoro e il 99% la vuole col ketchup, le istituzioni sono costrette a cambiare ricetta se vogliono sopravvivere.
Con questo intendo dire che se alla tele trasmettono un concerto dei Jethro Tull e il 99% delle persone cambia canale, poi è normale che al canale venga la tentazione di trasmettere x-factor. Poi certo, se il 99% che cambia canale, si trovasse un concerto di Guccini, poi cambia ancora canale, un concerto dei Pink Floyd, ecc... prima o poi troverà qualcosa che gli piace che non sia spazzatura.
La colpa è un po' di tutti, secondo me.
Rispondi
di chikensteven utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 17:16:58
se non ricordo male dicevano così certi professori, in quanto ascoltare ad esempio le 4 stagioni di vivaldi, in una segreteria telefonica non era il contesto adatto, un po come far suonare i metallica ad una cena di gala, o del jazz ad un motoraduno, ma tu ti trovi a dublino? ma all'estero dove vivi tu com'è la situazione musicale?
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 13/04/2017 ore 08:03:36
io sono in Inghilterra. Qui c'è molta musica dal vivo e la gente tende ad essere interessata. Le situazioni e i contesti sono variegati; in provincia i pub hanno gruppi una o due volte alla settimana e non ti chiedono quanta gente porti, però se il pubblico non è interessato, poi non ti chiamano più. Il pubblico che ascolta musica dal vivo tende ad essere su d'età e questo fa sì che i gruppi tendono a suonare più o meno sempre gli stessi stili, blues, blues rock, classic rock, ecc. In città la situazione è diversa, ci sono moltissimi locali che propongono generi diversi per un pubblico di tutte l'età ma spesso richiedono ai gruppi di portare un minimo di gente. C'è molta competizione e molti gruppi e spesso è difficile trovare serate visto che i pub tendono a chiamare gli stessi gruppi ogni tre o quattro mesi. Di jam session e open mic ce ne sono una marea e di tutti i gusti.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 09:31:52
La situazione? Un orrore,ha riassunto perfettamente fa.
Rispondi
di xstrings utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 09:40:28
No è abbastanza disastrosa la situazione, il commento di fa poco sopra è abbastanza esaustivo sulla condizione che c'è in gran parte dell'Italia.
Io vivo in Piemonte e le cose vanno pressapoco cosi ... ci sono poche eccezioni.
Ora oltre a suonare il nuovo mestiere delle band è quello di fare le pubbliche relazioni per i locali, la gente dobbiamo portarla noi se no non ti pagano ;(
Secondo me è anche colpa delle nuove generazioni che cercano sempre meno locali che propongono musica live, è un problema sopratutto culturale.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 12/04/2017 ore 10:50:58
La musica dal vivo è in caduta libera.
Ai giovani non interessa più.
I locali se ne sono accorti e un dopo l'altro iniziano a indirizzarsi su altre cose... dj set, etc...
I pochi che (spesso solo per pigrizia mentale) continuano a farci suonare, hanno richieste sempre più assurde... cache ridicoli, zero impianto, richieste di portare gente, etc...
Questo è il quadro... almeno a Genova dove sto io.
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 12/04/2017 ore 12:57:00
Anche in Alto Adige (e il vicino Trentino) non va meglio: da una parte ci sono ordinanze comunali assurde che limitano la musica live ad orari ridicoli rispetto al normale flusso della clientela (coprifuoco massimo ore 23) e dall'altra i gestori dei locali, oggigiorno sempre più improvvisati, molto attenti al guadagno "facile" e per niente cultori di musica, la qual cosa incide parecchio sull'offerta musicale di un locale, portando ad una deriva verso il basso ovvero pochissima musica live, sempre più dj set reggaeton, afro '80 e latino o tunz-tunz pecoreccio. In ultimo, ma non meno importante, la clientela stessa....finchè il panorama musicale italiano sarà infarcito alla nausea da inutili soggetti come Fedez, J-Ax e piccole meteore rigurgitate dai vari trash-talent show non possiamo aspettarci un livello di cultura musicale elevato nel pubblico, che nella maggior parte va in visibilio per la Amoroso o Rocco Hunt, è la domanda del pubblico che è di basso livello, per cui suonare ad alto livello davanti ad un pubblico incompetente risulta solo frustrante. Rimani a suonare all'estero, ti conviente ;-)
Rispondi
di CarloRock1993 utente non più registrato
commento del 12/04/2017 ore 22:48:50
Qui a Napoli la cultura musicale fa piangere, ovviamente non parlo di tutti. Per quanto riguarda i locali non so rispondere dato che ho iniziato a suonare da poco ma comunque conosco moltissime persone ed è incredibile che tra queste persone soltanto il mio insegnante e un ragazzo che conosco siano appassionati di musica, ovviamente non di quelle schifezze commerciali.
Rispondi
di Gabryga76 [user #44944]
commento del 13/04/2017 ore 14:33:11
Finché' ci saranno gruppi che suonano gratis,pur di suonare dal vivo o farsi 2 foto/ 2 video su un palco,andra' sempre peggio....sono questi personaggi che hanno rovinato la musica in Italia.

Il livello si è' abbassato tantissimo,almeno qui in Lombardia
Rispondi
di Faus74 utente non più registrato
commento del 14/04/2017 ore 04:28:39
Abruzzo, stesso calo o quasi.
Meno locali interessati a musica dal vivo, preferiscono karaoke, balli latino americani e DJ set.
La cosa buffa é che il cachet di questi ultimi é salatissimo se rapportato a quello di una band di 4/5 elementi. Jam session rarissime, che si trasformano regolarmente in esibizioni festival (più gruppi fanno 4/5 brani nelle loro formazioni originali, quindi niente esibizioni improvvisate o mix di vari musicisti).
Anche qui i locali vogliono band PR, se porti gente hai altre serate, altrimenti nisba (cosa che odio ma tant'è).
Noi siamo in giro da due anni, finora è andata bene, nel senso che nessuno si è mai lamentato e abbiamo sempre riempito i locali e fatto divertire.
Una cosa che spesso sorprende positivamente chi viene ad ascoltarci e i proprietari dei locali è la durata dell'esibizione, arriviamo anche a 4 ore se suoniamo tutto il repertorio ed un paio di bis.
Vedremo in futuro come andrà, quest'estate ci sposteremo anche nella vicina regione Marche, dove il movimento musicale è più vivo e attivo.
Concordo con chi scrive che prima di tutto dobbiamo divertirci noi, ma al proprietario di un locale non interessa molto questa cosa.
Non capendo che se ti diverti tu conseguentemente fai divertire il pubblico.
Girano quasi esclusivamente cover band, i pochi gruppi che propongono materiale originale faticano moltissimo a piazzare serate, al massimo due o tre l'anno, quando va bene.
Di conseguenza le cover/tribute band la fanno da padrona, ma va bene così, altrimenti resti in garage a suonare i tuoi brani, purtroppo.
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