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di aleck [user #22654] - pubblicato il 24 ottobre 2016 ore 13:12
La top 10 postata da un altro utente mi ha ispirato, ecco la mia opinabilissima top 5 di chitarristi rock, blues e affini.

Più che un vero podio si tratta di un'enumerazione di alcuni dei miei chitarristi preferiti così come mi sovvengono: se facessi la stessa lista domani probabilmente ci metterei altri nomi, per me a pari merito :)

5) Roberto Luti - Giovane chitarrista blues italiano. Nelle sue vene scorre sangue livornese ma nel suo cuore c'è l'aria di New Orleans. Promettente chitarrista, a poco più di vent'anni decide di mollare tutto e partire per un viaggio di alcuni mesi in america armato della sua fedele Stratocaster Fiesta Red del 1963. Dai pochi mesi preventivati la sua permanenza negli States si trasforma in una lunga latitanza nei bassifondi di New Orleans. Anni passati vivendo del blues più genuino e allo stesso tempo più vario che si possa ascoltare. Rimpatriato e impossibilitato a tornare negli USA in quanto clandestino, ha intrapreso la carriera musicale a livello italiano e mondiale. Chitarre-simbolo: Stratocaster Fiesta Red '63, dobro anni '30. Band: Playing for Change, Tres, Luke Winslow-King band.




4) Alberto Camerini - Era solo un giovane emigrato italo-brasiliano in fuga dal regime fascista quando incontrò l'altrettanto giovane italo-americano Eugenio Finardi. Insieme hanno scritto alcune delle pagine più importanti del rock italiano. Non gettate alcun oggetto dai finestrini, Sugo e Diesel: tre pietre miliari. Persona di spiccatissima intelligenza, è stato purtroppo limitato dalla sua schizofrenia gli ha impedito di riscuotere il successo che avrebbe certo meritato. Non cito strumentazione e band perchè ci sarebbe troppa roba da inserire senza essere completo :)




3) Enrico Ciacci - Più noto come "il fratello di Little Tony, è la mente che sta dietro tutti i successi del fratello. La sua carriera è segnata da esordi brillanti nell'inghilterra pre-beatles con il fratello: furono tra i maggiori esponenti del rock&roll fino a quando l'epopea della band di Liverpool li spazzò via, rispedendoli in italia. A lui il merito di aver introdotto in italia la prima Stratocaster, probabilmente seconda in tutta europa, solo pochi mesi dopo l'immento Hank Marvin. E' il padre del rock&roll italiano, una persona lungimirante oltre che un ottimo musicista. Chitarre: cito la Stratocaster Fiesta Red di inizio anni '50 e la splendida Telecaster Fiesta Red che lo accompagna negli ultimi anni, un insieme degli ultimi ritrovati tecnici per telecaster :) Band: Little Tony and his brothers, la grande orchestra diretta da Ennio Morricone, per intenderci, quella che c'è dietro le colonne sonore dei film di Sergio Leone (e non solo).



2) Roberto Ciotti - Romano dal cuore blues. Chitarrista, cantautore, produttore: ha fatto tante cose, tutte in maniera eccellente, ma la vita con lui non è stata clemente. Per quanto mi riguarda lo ritengo uno dei più grandi interpreti del blues in italia. Il suo è un blues verace, allo stesso tempo americano e mediterraneo. Che abbracciasse una delle sue amate strato, una acustica o una semi-hollow, il suo suono era sempre incisivo e perfetto. Aveva un modo di pensare la musica unico, una vena melodica che lo proiettava su un livello superiore rispetto agli altri emuli italiani del grande blues. Ha sfornato ottime cose ed è rimasto nei cuori di chi lo ha conosciuto, umanamente e artisticamente. Purtroppo un male lo ha portato via troppo presto. Per le sue chitarre e le info, vi rimando ai video.



1) Franco Cerri - Milanese DOC, chitarrista jazz sopraffino, persona intelligente e ironica. Merita il primo posto in quanto padre di almeno tre generazioni di chitarristi italiani, nonchè di mio padre! Anche noto come "l'uomo in ammollo" del Carosello. Una carriera lunga e gloriosa che ha visto collaborazioni da Renato Carosone a Piero Angela ai grandi nomi del Jazz europeo. Alla veneranda età di 90 anni ancora è capace di lasciare un'impronta nella storia della nostra musica. In uscita il suo ultimo disco. Inutile per un personaggio del genere parlare di gruppi e chitarre :)





PS. Sisi, lo so che tra di noi c'è uno che fa le scarpe a questi ciucciarelli con una sola mano, uno che ha studiato tutte le scale e può dire che questi qui fanno cagare e un altro che non ha mai aperto un libro di teoria eppure suona meglio del migliore di questi e, soprattutto, so che ce ne sono un paio che se solo non ci fosse raccomandazione nel mondo della musica non sarebbero a suonare nella sua cameretta, ma non fa niente, a me non interessa, perchè c'è una differenza di fondo: questi qui, a differenza vostra, son concentrati a fare la storia e a divertirsi invece che a sputar veleno.

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di Zoso1974 [user #42646]
commento del 24/10/2016 ore 13:59:09
...personalmente trovo questa classifica 1000 volte più interessante della precedente... ;)
Thanks!
Rispondi
di JFP73 utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 14:13:37
Bellaaaaaaa
Rispondi
di maccarons [user #20216]
commento del 24/10/2016 ore 14:35:00
Non commento spesso ma questo post nel primo video del povero Ciotti mi ha portato indietro
nel tempo quando andavo ai concerti di John Mayall ,Alvin Lee con i Ten Years After etc...,
mi dispiace non aver mai avuto l'occasione di sentire una band fare una cover di Roberto Ciotti,
ma anni fa con la mia vecchia band inserimmo "Reason for the blues" e sono contento di avergli
dedicato il brano.
www.youtube.com/watch?v=6ob7NI_EDTI
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 23:07:2
Manca molto anche a me. La vita con lui è stata ingiusta. Un così grande artista e una così bella persona. Sarei contento anche io di suonare un blues per lui.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 24/10/2016 ore 14:35:43
Ciotti,Cerri,Onorato...non hai messo Tolo Marton...vuoi vincere facile eh? ;-)
Cercati anche Marco Poggiolesi e Max Amazio,sono amici miei te li raccomando!!!!
vai al link
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Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 24/10/2016 ore 15:35:15
Concondo con il nome di Tolo Marton, che ho sentito una volta dal vivo e ha un feeling davvero pazzesco.
Di Roberto Ciotti conosco solo (purtroppo) la sua collaborazione con Edoardo Bennato nel bellissimo "Edo rinnegato", lo riascolto sempre volentieri.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:57:00
Eheheh, non è che voglio vincere facile, è proprio che non si può fare a meno di citarli in una classifica simile :)

Ottimi consigli, colmerò un paio di lacune :D
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 24/10/2016 ore 16:40:27
Bella selezione. Io aggiungerei anche Ivan Graziani, che secondo me e' stato uno dei chitarristi (oltre che autore) più' interessanti che abbiamo avuto in Italia. Purtroppo viene ricordato e citato poco.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:55:25
E io devo andare a ricoprirlo... Lo conosco poco! :)
Rispondi
di MojoKingBee [user #39456]
commento del 24/10/2016 ore 16:52:09
uno dei miei prefe italiani è Massimo Martellotta, chitarrista dei Calibro 35
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:54:30
Grazie per la segnalazione, approfondirò volentieri :D
Rispondi
di jakeelee [user #34260]
commento del 24/10/2016 ore 21:19:49
Che bella classifica!!! Grazie mille
La prossima volta mettine 10!!
Questi sono gli articoli di "Accordo " che mi fanno stare bene.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:53:36
Mi piacerebbe ascoltare "consigli di ascolto" anche da altri accordiani... Ci si arricchisce sempre :)
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 26/10/2016 ore 19:50:47
Eccoti un "bel consiglio d'ascolto",Sylvain ha anche un progetto che si chiama Trio Sud,formidabili! ;-)
vai al link
Rispondi
di strimp [user #13472]
commento del 25/10/2016 ore 08:33:10
La tua classifica più che voler assegnare medaglie ha il pregio di segnalare artisti quasi dimenticati.
Questi stupendi musicisti (invero più blues e jazz che rock) hanno tutti una caratteristica comune : un sentimento innato, forse un po' primitivo, che esce dalle corde della loro chitarra e arriva dritto all'ascoltatore.
grazie Aleck
p.s. bellissimo il tuo post scriptum

Gabriele
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:52:31
Anche perché questa mania di assegnare medaglie dá sempre l'aria di volersi dare un tono... Ma chi siamo noi per dar medaglie? Io ascolto e apprezzo tutti, poi posso dire chi mi piace e chi no, ma non son proprio nessuno per dar voti... E son felice che la pensi come me :) Molto meglio segnalare e consigliare ascolti interessanti, abbiamo tutti da imparare :)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 25/10/2016 ore 18:44:13
Cerri: elegante e chitarrista #1 dei miei di quelli che si vedevano alla RAI. Anzi, era lui solo che aveva un ruolo da solista in primo piano. Ben venga questo primo posto! Camerini: deve essere per forza IL chitarrista più poliedrico e mai fermo. Lo conosciuto ai tempi dei demo per il primo album di Il Pacco - già allora, un direttore d'orchestra di quelli severi. Luti: "grazie mille"! Ciacci: non basta suonare - c'è pure da considerare il dovere per forza suonare il playback come esemplificato in TV con Little Tony. Ciotti: meno male che non è diventato calciatore...
Grazie a voi accordiani mi faccio un pò di cultura!
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/10/2016 ore 20:48:57
Wow, tu hai "vissuto" il Pacco? :D I padri della musica "tosta" italiana! Peccato non si trovi quasi niente a riguardo. Mio padre ricorda ci gravitassero attorno Camerini (alla chitarra), Finardi (anche al basso) e addirittura Enrico Ruggeri! Eppure non son mai riuscito a sapere la vera storia di quel gruppo! Sarebbe bello se ci scrivessi un articolo a riguardo, il mondo deve sapere :)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 26/10/2016 ore 13:58:10
Erano gli anni del rinnovamento in quanto a case discografiche e sono sorte la Numero Uno e la CRAMPS (purtroppo non mi ricordo il significato dell'acronimo) che era capitanata da Gianni Sassi e Sergio Albergoni. Molto si deve a Massimo Villa (ex Stormy Six, basso) che è diventato il perno e guru di un giro di musicisti e nuovi talenti a Milano e mi ha invitato a farne parte. C'erano Camerini e Finardi (per poco tempo) quando è il partito Il Pacco. A quei tempi, Alberto e suo fratello gemello Mario (grafiche, logo e copertine per dischi) avevano capelli ultra-lunghi ed erano identici in tutto e per tutto come look! A Villa è stato affidato il compito di reclutare un coro da playback per Fausto Leali e "La bandiera di Sole" a Sanremo. Non eravamo da musica leggera ma ci siamo andati per divertirci.
Sono poi all'improvviso stato invitato a fondare uno studio (Suono Recording Studio) dalle parti di Venezia, sulla terraferma e il primo residential studio in Italia. Era in località Tre Garofoli di fianco a Villa Condulmer. Lo studio era nella vecchia stalla di una fattoria. Abbiamo comprato un mixer Neumann usato, dei microfoni e altra roba ed è dove sono arrivati quelli de Il Pacco per registrare pezzi da presentare a case discografiche e stipulare un contratto per un loro primo album. A questo punto si era nel '74 o giù di lì (non ricordo date esatte). E pure non ricordo il cognome del fortissimo batterista Ezio. Alla tastiera c'era Pepè Gagliardi su Wurlitzer e Paolo Donnarumma al basso (Danelectro?), veramente geniale e che mi ricorda John Entwistle (The Who). Con Alberto su SG sbregata erano davvero "tosti"! Come definire la musica? È in una zona vuota. Stava partendo il Prog Rock (la Premiata in primis), Battisti, Alan Sorenti, Battiato, L'Equipe emuli Beatles a quel punto, e partiva Il Pacco - Camerini voleva evitare di essere piazzato e percepito un seguace di un determinato genere di musica, men che meno rock tradizionale (!) e Il Pacco era da colmare il "vuoto" tra generi musicali con un specie di miscuglio basato su chitarra rock con groove ritmico e giri di accordi strani. A norma di logica Alberto ha le riprese del caso.
Abbraccioni a tuo padre! Fagli ricordare Re Nudo, Erba, Zerbo... il flower power made in Italy e come radicalmente stava cambiando la musica (c'entra pure il lato politico) e fatti dare rapporti :) Poi farai un rapporto di cose interessanti a noialtri.
Camerini era in realtà partito come session-man per la Ariston - era il "Jimmy Page" della situazione a Milano! Di come ci sia arrivato non so, dato che sono arrivato più tardi.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 26/10/2016 ore 15:34:54
Mio padre ha vissuto più da vicino, da spettatore, l'ambiente romano di fine anni '70. Faceva servizio di leva al ministero della difesa e intanto, da buon heavy metal kid (ma amante della musica in generale) seguiva attentamente quel che succedeva in America e Inghilterra, e fiutò l'importanza di quel che si muoveva attorno a milano, ma di persona godeva del gran fervore musicale della Roma di quegli anni... In cui magari beccavi uno dei grandi cantautori che inaspettatamente suonava il rock'n'roll americano in una situazione informale o l'immenso cantautorato romano di Edoardo De Angelis e dei vari figli dei folk studios.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 26/10/2016 ore 16:02:28
Roma è la capitale e c'è la sede storica della RAI. Milano è la capitale della musica inteso business discografico. Farsi una carriera a Milano da session-man significava migrarci... Meglio essere cantautore o perlomeno cantante - da dove arrivavi non aveva importanza.
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