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Pickup Epiphone acustica

di aleck [user #22654] - pubblicato il 29 settembre 2016 ore 18:02
Ho riparato e settato una Epiphone modello PR-200E VS. Tutto laminato, manico comodo, la classica Epiphone economica anni '90.

Qualcuno sa che tipo di pickup monta questa chitarra? E' passivo e suona piuttosto bene con un normale amplificatore per elettrica.

PS. Si, lo dico, siamo MOLTO, ma MOLTO fortunati ad avere chitarre come le Harley Benton ai nostri giorni. Credetemi, la differenza tra un'economica di 15 anni fa e una economicissima di oggi: tutta a favore della seconda...

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di bluesfever [user #461]
commento del 30/09/2016 ore 10:08:48
Ovviamente è un piezo, lo standard minimo su tantissime acustiche elettrificate, anche se di solito il pre è on board.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 30/09/2016 ore 11:12:46
È strano ma non suona da piezo "undser saddle", lo trovo piuttosto naturale, e non c'è amplificazione on-board.
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 30/09/2016 ore 13:02:30
Togli il ponte e verifica.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 30/09/2016 ore 13:25:00
se è come questa vai al link dovrebbe avere un piezo, come descritto nelle caratteristiche
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 30/09/2016 ore 14:48:18
grazie
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 01/10/2016 ore 08:39:51
Se é come il mio, l'ho tolto dalla mia pr5 dello stesso periodo ed é uno shadow pezzo unico in plasticaccia.
Se ti puó interessare mandami la tua mail con mp e ti giro una foto.
Siamo fortunatissimi oggi, visto che la mia non era proprio una entry level :D
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 01/10/2016 ore 09:59:22
Questo commento è illuminante... Conosco quel pickup!

Comunque si, abbiamo fatto passi da gigante in fatto di produzioni industriali e a basso costo, per questo mi verrebbe da andar giù di legnate quando oggi sento dire "eh, ma le chitarre degli anni '90 erano un altro pianeta, nulla a che vedere con le cinesi di oggi!"... Anche perchè a dirlo sono o persone che gli strumenti di 20 anni fa li han visti solo su internet, oppure... Persone che cercano di venderli!

Personalmente ho una Epiphone J200 del '92, coreana, di quelle oggi tanto osannate, costata quasi un milione di lire, che è un esempio perfetto. Già il settaggio con cui arrivò in negozio era qualcosa di così disastroso da costringermi a mandarla dal liutaio prima di portarla a casa, cosa impensabile oggigiorno, e non ho problemi a dire che, almeno livello sonoro, si colloca più nella fascia dei 3-400 euro che nella fascia degli 800, in cui si collocava all'epoca.
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 01/10/2016 ore 15:42:05
:D:D:D
Anche tu hai preso lo stesso calcio... nell'orgoglio che ho preso io quando ho scoperto che il valore attuale della mia é di circa 300/350 € pur avendola pagata 800.000 lire nel 1998 :)
Il piezo dalle sellette gommose che c'era sulla mia l'ho tolto in favore di un tusq (non la uso amplificata) ma ho dovuto smanettare parecchio per costruire una cornice con le giuste misure per adattare lo scasso al tusq e rispettare il diapason.
Sono perfettamente d'accordo con quanto dici sulle chitarre di 20 anni fa, quelle di oggi sono immediatamente meglio suonabili in tutti i sensi, anche quelle da 100 €. 20 anni fa ci dovevi lavorare e se non eri un minimo curioso, smaliziato o se nessuno ti diceva di andare da un liutaio, ti tenevi una chitarra con l'action a 1 cm... Però erano koreane :)))
Unica cosa, forse prima, anche sulle entry level, erano più attenti ad alcuni dettagli, tipo la rifinitura sulla buca, qualità della catenatura, consistenza strutturale e finiture interne ma ovviamente non ho prove scientifiche :)
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di aleck [user #22654]
commento del 01/10/2016 ore 15:57:54
Si, è vero, c'era più attenzione ai dettagli, più che altro c'era rispetto de "l'identità" dello strumento. Oggi il tutto è molto banalizzato. Se vogliamo è uno dei frutti (nel bene e nel male) della globalizzazione: da un lato suonabilità e qualità costruttive/dei materiali superiori, dall'altro un certo svilimento della personalità dello strumento e del marchio.

Onestamente, a pensare alla EKO Fiesta con cui iniziò mio padre, posso dire che un po' di personalità a basso costo la svendo volentieri in favore di strumenti che saranno anche un pelo anonimi, un attimo grossolani nei dettagli, ma non fanno venire voglia di mollare tutto e limitarsi a suonare... I campanelli. Oggi, per fortuna, ci si può azzardare a ordinare una chitarrina per corrispondenza, con la tranquillità di ritrovarsi per le mani uno strumento in ogni caso sopra la soglia della decenza.

La realtà è che se metti un operaio a lavorare per costruire chitarre da 100 euro, considerato che lo stipendio dell'operaio è grossomodo commisurato al valore degli strumenti che produce, probabilmente avremo chitarre con belle particolarità, che solo la mano umana può produrre, ma anche un risultato finale e complessivo disastroso. Sotto una certa soglia di prezzo, le macchine a controllo numerico sono state la svolta.
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 01/10/2016 ore 20:18:28
Già, decisamente meglio ora, considerando che, se vuoi uno strumento meglio rifinito, spendi qualcosina in più e hai risolto.

In passato ne ho accompagnati di amici (o figli di amici) a scegliere uno strumento, ora gli indichi il negozio e gli dici di andare tranquillo: mai mi sarei aspettato che l'attuale Eko Ranger da 70 € fosse uno strumento suonabile!
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