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Amplificatore a pochi spiccioli

di Baden [user #39846] - pubblicato il 31 maggio 2016 ore 16:05

Dopo mesi e mesi spesi a restaurare minuziosamente il mio amplificatore valvolare Geloso degli anni 50, mi è presa l’irrefrenabile curiosità di vedere cosa offriva il mercato di completamente opposto alla tecnologia valvolare.

Ho pertanto cominciato a cercare, così per gioco, un amplificatore con le seguenti caratteristiche: basso prezzo, basso ingombro, peso contenuto, insomma tutte caratteristiche che non hanno i nostri amati amplificatori valvolari.

Dopo qualche ricerca mi sono avvicinato al target che cercavo e ho trovato, proprio qui su Accordo.it, un articolo sull’Electro-Harmonix 44 Magnum. Molto interessante, un amplificatore finale da 44 watt racchiuso in uno stomp box, ottimo anche il prezzo intorno ai 140 Euro, specialmente se confrontato con il valore di una testata valvolare.

Oramai immerso nelle letture di schemi e circuiti ho voluto dare un’occhiata un po’ più a fondo e ho cercato lo schema del 44 Magum. Sorpresa, sembrerebbe che tutta la tecnologia sia racchiusa in un microchip della Texas Instruments, il TPA3106d1, un amplificatore mono in classe D. Ho usato il condizionale perché lo schema del 44 Magnum non l’ho trovato, ma vari forum associano l’ampli a questo microchip. Sorpresa ancora maggiore, i microchip degli amplificatori in classe D costano poco, si potrebbe dire che te li tirano dietro.

A questo punto ho voluto fare un esperimento, mi sono dato un budget di 20 Euro e ho cominciato a cercare un finale in classe D da acquistare in rete.

Ho trovato per pochi spiccioli, circa 5-6 Euro, il TPA3106, ma solo in chip da montare e pertanto l’ho scartato. Poi mi sono imbattuto in un sito italiano molto interessante dove vengono mostrati schemi e progetti di vari pedali. Il sito si chiama aresaudio.com e consiglio ai chitarristi di dargli un’occhiata, potete trovare pedalanza di interesse. Comunque, su questo sito ho trovato lo schema di un micro amplificatore da 80 Watt che utilizza un chip più potente rispetto a quello del 44 Magum, il TPA3116D2, molto bello ma l’acquisto già montato era fuori budget, non di molto ma sopra i 20 Euro.

La ricerca è approdata ad un forum dove un chitarrista si vantava di aver acquistato un amplificatore con il TPA3116D2 a 10 Dollari.

In effetti era vero, una ditta di Hong Kong, la Yuan-Jing audio, vende l’amplificatore stereo 50+50 watt montato su una basetta, senza scatola esterna, a soli 11,99 Dollari. Ho proceduto subito all’acquisto e con spese di spedizione incluse sono arrivato alla cifra di 18,20 Euro. Solo successivamente mi sono accorto che un amplificatore simile veniva venduto a molto meno su Aliexpress, addirittura a 6,28 Dollari spese di spedizione incluse. Sempre su Aliexpress si possono trovare numerosi amplificatori in classe D anche con potenze elevate, 200 watt e oltre, a prezzi sotto i 20 Euro.

Amplificatore a pochi spiccioli

Dopo qualche tempo l’amplificatore è arrivato, si tratta di una basetta molto piccola con sopra saldati i componenti elettronici, il tutto è compreso in circa 7x8 cm.

L’amplificatore non può essere usato subito ma bisogna fare qualche lavoretto prima dell’utilizzo con chitarra: innanzitutto bisogna saldare sull’entrata un jack femmina e poi bisogna sommare i canali di uscita perché l’ampli è stereo. Ci sono vari metodi per sommare i canali in uscita, con resistenze, condensartori etc., io ho usato il metodo più intuitivo, anche se qualche tecnico si può scandalizzare ho semplicemente unito i + ed i – e da qui sono andato al cono.

Per l’alimentazione ho usato il trasformatore da 20 v di un vecchio computer portatile, non sono proprio i 24 v richiesti dall’ampli ma può andare lo stesso.

Amplificatore a pochi spiccioli

Veniamo alle prove: se si collega la chitarra direttamente all’ampli il volume è molto basso, non si sente quasi niente, credo sia una questione di impedenze, sono dovuto quindi passare da un preamplificatore a pedale della T-Rex e da qui all’ampli tramite l’uscita mixer.

Ho cominciato a suonare pensando al peggio, ma incredibile, il suono era forte e decente, il mio preamplificatore, per l’esattezza un T-Rex SpinDoctor, non veniva sminuito ed anzi usciva un suono più che accettabile. E’ chiaro che il confronto con gli amplificatori di alto e medio rango è improponibile, ma per pochi spiccioli ci si inserisce nella fascia di amplificatori stompbox, e se si possiede un buon preamplificatore il risultato può essere interessante. Alcuni difetti ci sono, ad es. l’ampli risulta un po’ rumoroso, il suono è un po’ inscatolato, ed inoltre la potenza è buona ma non altissima. A quest’ultimo riguardo non credo di essere riuscito ad ottenere 100 watt sommando i due canali da 50 watt, se qualcuno sa come fare si faccia vivo.

Dopo la prima esperienza continuo a suonare con il mio economicissimo micro-amplificatore che, viste le dimensioni, è stato posizionato in una scatola ed ha trovato posto in pedaliera; lo considero come amplificatore di riserva nelle occasioni importanti e lo uso principalmente per suonare in casa.

Questo esperimento può portare ad una serie di riflessioni sulla tecnologia, i prezzi, i sovraprezzi, il mercato globale etc., etc., Voi come la pensate!


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di aleck [user #22654]
commento del 31/05/2016 ore 16:22:03
Penso che mi hai fatto venire un'idea... Prendo uno Joyo American Sound, prendo uno di questi piccoli finali, schiaffo tutto in una scatoletta di alluminio, due buchi due jack e ho il mini amp portatile che mi serviva da tempo immemore!
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 31/05/2016 ore 17:08:39
Sì ma dove lo attacchi? Intendo le casse alla fine. Stereo di casa? Io mi farei volentieri un ampli stereo lasciando al joyo (tech21 blonde ormai) la parte di preamp.
Così non devo nemmeno unire i segnali.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 31/05/2016 ore 19:23:46
È all'incirca quello che avevo in mente... ma è da studiare per bene, gli speaker generici non mi piacciono sulla chitarra, bisognerebbe studiare una cassa apposita, se possibile con coni per chitarra
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 31/05/2016 ore 16:38:50
Attenzione a ponticellare le uscite di un amplificatore stereo. Per sicurezza controlla il manuale del circuito, se c'è, ma potrebbe essere pericoloso!
Rispondi
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di Baden [user #39846]
commento del 31/05/2016 ore 18:20:17
Purtroppo nessun manuale, comunque per ora funziona, mi posso anche sbagliare ma ad intuito credo che sia meglio unire i canali piuttosto che far lavorare l'ampli su un solo canale lasciando l'altro senza nessun carico.
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 31/05/2016 ore 23:06:27
ciao

qui puoi trovare il datasheet del chip vai al link
A pag 24 vengono illustrati i collegamenti per la configurazione in mono. Purtroppo tali collegamenti consistono nel collegare tra di loro le uscite del canale dx (+ e -), idem per il canale sinistro. Il tutto prima del filtro LC. per fare ciò significa che il pcb deve essere predisposto di fabbrica ma vedo dalla foto che hai postato che non ci sono predisposizioni. per cui la vedo dura tirare fuori 100W in mono.
Attenzione anche ad un'altra cosa: i 50W x canale si ottengono solo a determinate condizioni di alimentazione. Figure 13 e 14 a pag.10: si hanno max 50W su 8 ohm al 10% di THD con 26V (40W circa all'1% di THD).
Tu l'hai alimentato a 20V, quindi dal grafico di fig 13 hai circa 23W su 8 ohm. Questo può spiegare il fatto che ti sembri spompo....
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 31/05/2016 ore 23:18:59
Ok grazie mille per la risposta molto competente. In effetti sospettavo che con l'alimentazione a 20 v avrei perso della potenza, ma non così tanta. Alimentando l'ampli con 26 v dovrei avere il doppio di potenza e l'ampli diventerebbe veramente spettacolare.
Dimenticavo di dirvi che quando lo tiro a palla ha anche una leggera saturazione molto interessante.
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 31/05/2016 ore 23:27:14
dimenticavo. la potenza dell'alimentatore.
L'efficienza del finale dovrebbe essere del 90%, per cui a fronte di 50w in uscita occorrono circa 55W di alimentazione; a 26V l'alimentatore deve erogare 55:26 = 2,11A. Se ad es. hai un alimentatore da 26V e 1A di corrente erogabile, pari a 26W, la max potenza di uscita ottenibile è di 26W x 0,9 =23,5W circa. Quindi occhio si alla tensione di alimentazione ma anche a quanti ampere l'alimentatore è in grado di erogare
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 01/06/2016 ore 16:55:17
Quindi per avere il massimo di potenza il trasformatore deve essere da 26V e fornire 2,5 A.
Grazie
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 08:26:47
oooooh... finalmente qualcuno se n'è accorto. Bravo Baden. Questo è quello che ti vendono tutti quelli che vendono pseudominimicroamplificatori in classe D e questo è quello che valgono. Se ne accorgessero tutti... capissero tutti...
Rispondi
di euke [user #1325]
commento del 01/06/2016 ore 09:44:00
Attenzione a generalizzare: molti ti danno un case curato, la dissipazione giusta (perchè quel dissipatorino montato sul componente fa ridere e fa presupporre segnali di fumo se il componente fosse sfruttato a dovere), un alimentatore integrato §(ci arrivi direttamente con la 230V), ecc...
Altrimenti è come dire che Fender ti vende 2 pezzi di legno avvitati con 6 corde sopra...
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 10:48:38
mah... il case normalmente è un case di alluminio comunissimo, serigrafato dal costo contenuto. Montare un'aletta di raffreddamento maggiorata con un ventolone non è che costi tutta sta cosa e un alimentatore stabilizzato 12 volts 5a costa meno di 10 euro. Il costo dici che lo fanno manopoline, connettori e cose varie? Mi sembra però una cosa un po' strana comprare un'amplificatore e pagarne le manopoline e i jack, sinceramente. Inoltre vedo molto disonesto il modo di presentare questi prodotti di molte aziende delle quali non farò il nome che non fanno assolutamente cenno alla classe di amplificazione e al tipo di amplificatore. Anche perchè si mette in difficoltà poi gli artigiani che lavorano con le amplificazioni valvolari in tutt'altre classi di amplificazione. Rendessero le cose più chiare e trasparenti forse sarebbe meglio e staremmo più quieti. Credimi... sarebbe molto comodo se si potesse avere il suono di un classe A valvolare con un modulino cinese da 6 euro, un preamp e un tonestack qualunque. Ah, come mi sarebbe comodo... :)
Rispondi
di euke [user #1325]
commento del 01/06/2016 ore 11:37:10
Ok, ma io storco il naso anche di fronte al costo di tanti amplificatori valvolari classe A, per i quali potrei fare lo stesso ragionamento che fai tu per questi "pedalini".

P.S.: connettori, potenziometri e manopoline sono i componenti più costosi che puoi trovare in quelle "scatolette".
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 11:46:48
eh lo so... per questo ti dicevo! :) Però ecco... quelle scatolette costano "poco" perchè praticamente stai pagando solo quelle! L'amp in se costa MOLTO meno. Questo ritenevo fosse un po' strana come cosa. Sul fatto deigli amp valvolare è tutto un altro infinito discorso. Là si tratta di parlare di qualità. Questo periodo storico che stiamo vivendo ora è particolarmente assurdo a livello di prezzi nonostante la qualità sia scesa vorticosamente. Però preferisco sempre pagare dei trasformatori, delle valvole E delle manopoline piuttosto che solo le manopoline. Ha più senso secondo me. Anche se si tratta di un'affermazione del tutto empirica. Comunque resta il fatto che il suono di un VERO valvolare in classe A, perchè poi bisogna fare pure le distinzioni tra quello che è VERO valvolare e un valvolare farlocco, non ce l'hai assolutamente con un classe D o un classe T e non ce l'avrai mai. Però voglio sapere cosa sto comprando. Me lo devi dire per onestà. Molte aziende, come ti accennavo poco prima, non lo fanno. Anzi: mascherano in maniera piuttosto goffa la cosa.
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 11:37:50
La classe D è ormai una realtà consolidata a livello assoluto. Nella denominazione rientrano varie tipologie di amplificatori, più o meno ben suonanti, più o meno costosi, più o meno adatti ai chitarristi. A parità di prezzo credo che gli amplificatori in classe D siano ormai molto migliori sia delle valvole che dei transistor in classe A. Indagarne le potenzialità ponendosi un limite di 20 euro mi sembra senza senso.
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 01/06/2016 ore 17:05:52
Nel post ho cercato di chiarire che non si potevano fare confronti con amplificatori di una certa fascia, ma che il confronto era possibile con i microamplificatori a pedale e non che si vedono sul mercato.
Non era mia intenzione indagare le potenzialità degli amplificatori in classe D, ma solo di alcuni tipi di microprocessore, quelli più economici, che comunque vengono utilizzati nella costruzione di alcuni amplificatori.
La domanda che mi pongo anche dopo una riflessione sui commenti precedenti è la seguente: come è possibile che il microchip, il cuore dell'amplificatore, a tecnologia molto avanzata e frutto di ricerca e progettazione costi così poco rispetto al prodotto finito ?
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 17:09:28
economia di scala
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 01/06/2016 ore 20:12:58
Solo questo?
Rispondi
di Capra_Poliuretanica utente non più registrato
commento del 01/06/2016 ore 21:55:53
Può andare bene anche per la chitarra acustica?
Già ha un suo pre (la chitarra intendo), basterebbe attaccargli delle casse da stereo.
Rispondi
di Baden [user #39846]
commento del 02/06/2016 ore 11:55:35
Non sono espertissimo ma credo dipenda dall'impedenza con cui esce il pre. Nel mio caso uscendo dal preamplificatore con l'uscita che va al mixer funzionava perfettamente, quindi se puoi attaccare la chitarra direttamente al mixer non dovresti avere nessun problema con l'ampli.
Per le casse puoi fare come meglio ti torna, io ad esempio l'ho collegato ad un solo cono (mono), se lo colleghi a due casse (o due coni) puoi usare un canale per cassa.
Rispondi
di Capra_Poliuretanica utente non più registrato
commento del 02/06/2016 ore 16:16:21
Posso entrare in un mixer direttamente con l'acustica, ma perdo un po' di acuti.
Di solito passo per una D.I. passiva.
Potrei utilizzarla anche in questo caso.
grazie mille
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