Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Modi dorico e eolio

di Elasée Auardàt [user #32737] - pubblicato il 22 maggio 2016 ore 17:25

Ciao,

stavo facendo una considerazione e vorrei il vostro parere al riguardo.

La prima scala minore che solitamente s'impara e s'insegna è la scala minore naturale che corrisponde al modo eolio. Quindi quando si inizia a improvvisare su brani in minore, ad un livello successivo la pentatonica minore, si tende a usare la scala minore naturale.

Però, muovendo i primi passi nell'improvvisazione jazz, quando si tratta di brani minori, la prima scala che viene suggerita da metodi e docenti è la dorica.

La differenza tra i due modi è solo la sesta, minore nell'eolio e maggiore nel dorico.

Secondo voi, come mai si hanno questi punti di partenza diversi? Come mai nel jazz si vuole sentire quella sesta maggiore? È forse perché ci si prepara a lavorare sui II-V? E come mai negli altri generi si parte dal modo eolio? Forse perché è il modo più minore di tutti ma senza forti dissonanze, come ad esempio il frigio, e quindi suona più naturale all'orecchio?

grazie

ciao


Dello stesso autore
Aiuto collegamenti POD>CASSE
Finale di potenza
L'italiano nel linguaggio musicale
Jam session a Milano
Slash chords
Vibrazione Blues Junior
Problema Blues junior
Luce Ibanez tube screamer TS-9
Loggati per commentare

di E! [user #6395]
commento del 23/05/2016 ore 18:59:38
Come sai il modo eolio corrisponde al sesto grado, mentre il dorico corrisponde al secondo.
Non mi è mai capitato di trovare metodi o altro che suggerissero di iniziare con la scala dorica invece dell'eolia. Sono due facce delle sette medaglie di una tonalità.

Probabilmente, quando accade, è per il motivo che indichi: nel rock la minore naturale basta per suonare su tutto il brano, è una scala che imposti all'inizio del pezzo e spesso va bene su tutto il giro. Nel jazz, invece, la dorica torna utile per inquadrare meglio la sequenza II-V-I, quindi potrebbe essere questo il motivo.

Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 23/05/2016 ore 23:03:48
ii grado seconda scala , è semplice logica matematica, tendenzialmente si va "per gradi" no? Quindi troverai quasi sicuramente com modo minore nel jazz il dorico per il semplice fatto che è tutto spiegato secondo una logica sequenziale e non di "comodità " perchè tantomfarai tutti i modi a differnza di altri generi.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 23/05/2016 ore 23:48:37
Sì, ma tu parti dal presupposto che siamo sul ii grado. Chi lo dice? Io ho parlato di accordo minore, non di secondo grado. Altrimenti la risposta è ovvia.
Rispondi
Loggati per commentare

di mz2250 utente non più registrato
commento del 23/05/2016 ore 23:55:00
Infatti nell'armonizzazione della scala maggiore , primo tema affrontato per poi snocciolare il sistema modale il primo accordo minore che incontri qual è? Non eiste nessuna motivazione segreta o strana , è solo che il dorico è il II molto semplicemente, è ovvio che prendi un punto sul quale cominciare nel jazz dovendo affrontare tutti i modi il modus operandi è quello che armonizzare la scala maggiore di Do per poi analizzare ogni grado , negli altri generi per ovviare alla mole di informazioni che si vomita adosso allo studente si va per utilizzo , e visto che il rock è indissolubilmente legato alle sue evoluzioni non si può che passare dal minore naturale , base fondante di centinaia di pezzi di quella cifra stilistica , lo studente studia quello che imita.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 00:01:02
Ah ok, capisco quello che intendi, ma la versione non mi convice, perché non credo i modi possano essere ordinati in base a su quale grado di costruiscono, al massimo in base al tipo di sonorità, ad esempio dalla più maggiore alla più minore.
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 00:06:33
" dalla più maggiore alla più minore " non ha alcun senso, i modi sono ordinati sul grado , se no per quale ragione parli del dorico in relazione al II grado? comunque è in relazione anche alle tematiche affrontate in seguito jazz ii-V-I , rock minore melodico e armonico ( =metal ecc ecc)
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 00:21:43
oltretutto identifichi due situazioni diverse, nel caso del dorico si ha una funzionalita modale in un armonia maggiore , mi spiego, la partenza in qualsiasi metodo tonale jazz è quella di iniziare con le progressioni maggiori, un D dorico può essere anche utilizzato su n Cmaj7 in un improvvisazione, in una metodologia rock o comunque popolare, si parte con le pentatoniche minori, e affronti da subito progressioni minori , non accordi minori su una progressione maggiore è una sottigliezza ma aiuta ad inquadrare prima il minore melodico e armonico con precedenza rispetto al dorico, è proprio la situazione differente, sostanzialmente è abitudine e percorso di studio.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 09:58:35
Secondo me classificare il "valore" di un modo in base a su quale grado della scala maggiore viene costruito, è sbagliato, con questo approccio tu non vedi i modi come scale indipendenti, ma sempre come dipendenti. Secondo me, un modo o una qualunque scala viene usato in base alla sonorità che ha, non in base a come e dove viene costrutio. Se ad esempio abbiamo tutto un pezzo in Rem, cosa si fa per improvvisare? Si scelgono delle note che diano una sonorità particolare al nostro assolo, e qui torno al discorso "dal più maggiore al più minore", o in questo caso, vice versa. Se voglio dare al mio assolo una sonorità molto minore, uso Re frigio (b9, b3, b6, b7), poi Re eolio (b3, b6, b7) ed infine, tra le sonorità minori, la meno minore di tutte, Re dorico (b3, b7).
Rispondendo a questo "oltretutto identifichi due situazioni diverse, nel caso del dorico si ha una funzionalita modale in un armonia maggiore , mi spiego, la partenza in qualsiasi metodo tonale jazz è quella di iniziare con le progressioni maggiori, un D dorico può essere anche utilizzato su n Cmaj7 in un improvvisazione", anche qui non sono d'accordo. In che senso il dorico ha una funzionalità modale in un armonia maggiore? Forse possiamo dirlo se parliamo di ii-v-i in Do, ma non di un dorico così da solo. Altrimenti con questo ragionamente, qualsiasi "cosa" chiamata col nome "cosa" va bene su Cmaj7, basta che contenga c,d,e,f,g,a,b, quindi potremmo dire anche La eolio. Ma il punto dei modi sono gli intervalli diversi che caratterizzano ciascun modo, non le note. Probabilmente la risposta più ovvia era quella che avevo già ipotizzato nel mio post iniziale, si inizia a studiare un modo in base all'utilizzo che se ne farà in futuro.
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 11:00:43
Partiamo da una premessa , i modi sono sicuramente entità a se stanti ma la classificazione si fa sia per motivi di memorizzazione sia per poter così rendere graduale l'apprendimento dei modi sia per poterli inquadrare in un sistema tonale , si parte da una scala maggiore su cui costruire il modo e li si va appunto per gradi , da una ii a una 9 si ha il dorico su una scala maggiore in qualasiasi tonalità. Il modo va si inteso come un entità a se stante con la propria sonorità ma esistono svariate ragioni per intenderli in relazione al grado, la più comune è nelle cadenze , elemento portante del sistema tonale. Il problema che hai sollevato con il pezzo con solo un Dm è questo , non pratichi la distinzione tra approccio tonale e modale (e qui mi riservo che tu sappia questa differenza o che tu vada a cercarla), il pezzo solo in Dm , e immagino che tu abbia in mente So what in questo caso, è sicuramente un approccio modale , che viene definito inizialmente, ovvero quando si dice che so what è un pezzo in Re dorico , si applica un approccio modale per cui non è una cadenza a definire il pezzo bensi il modo dorico utilizzato che semplicemente si alza di un semitono e si ha un Ebm Dorico per la variazione del tema.
Detto questo come vedi il principio è quello di utilizzo dei modi in due differenti approcci in quello modale è sicuramente un entità a se stante mentre nell'approccio tonale è relazionato al grado di una cadenza , questo principio fa si che siano veritiere entrambe le logiche dietro ai modi, la sonorità e la relazione di distanza da una scala di provenienza, tuttavia non si può parlare di più maggiore o più minore , sia perchè non è corretto dal punto di vista della lingua sia perchè non si può parlare in temrini qualitativi, ma di distanza dalla scala , e questo è veritiero esclusivamente in un approccio tonale, poichè si fa riferimento ai gradi che compongono la scala, mentre in un approccio modale si fa solo riferimento a nota caratterizzante o non caratterizzante in una relazione di intervallo,dalla tonica , qui per poter render l'idea modale tendenzialmente si va sui tempi forti con una nota caratterizzante poichè è la scala stessa a "ordinare" il pezzo.
Ora anche nelle cadenze è corretto usare variazioni modali differenti su un m7 anche inteso come ii grado , ma tendenzialmente porterà ad una distanza più marcata dalla sclaa di provenienza e questo caratterizzerà maggiormente quel passaggio rendendolo a livello sonoro più marcato , quindi convieni che si ha si una releazione in base alla sonorità ma come vedi ci si distanzia , in un approccio tonale , maggiormente dalla scala di provenienza e questo fa si che tu preferisca un dorico sia come modo di partenza nell'insegnamento sia come modod di partenza nella scelta della sclaa da utilizzare, questo perchè nello stilema jazzistico la maggioranza dei pezzi tonali ha cadenze di ii-V-I , ii-v e V-I , quidni c'è un alta probabilità che incontrando un m7 si stia analizzando un iim7 , è ovvio che da situaizone e pezzo differente le cose possono cambiare ma ora capisci perchè è conveniente pensare al dorico?
Per concluder con l'ultima parte, la funzionalità di un dorico su una progressione maggiore è quella di prossimità al I grado ,dato che nelle cadenze utiliziamo un approccio tonale , il dorico risulterà il modo più prossimo alla scala di riferimento del I grado ovvero la scala maggiore, è per questo che puòmessere utilizzato come imposizione anche sul primo grado.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 13:05:52
ok, hai chiarito il concetto ma ancora non sono convinto su alcuni punti.
Rimaniamo sulla questione modale, che è il nocciolo del problema, altrimenti se parliamo in tonale e di cadenze, allora la risposta è ovvia.
1. Se affrontiamo il brano con solo Rem con un approccio modale, come mai si usa il dorico? Come giustamente dici, qui non si ha nessuna candenza, è semplicemente un accordo minore su cui si potrebbe utilizzare qualsiasi modo minore, visto che
sono tutti a se stanti e hanno semplicemente sonorità diverse in base agli intervalli tra le note del modo e le note dell'accordo.
2. Sono ancora dell'idea che i modi possono suonare più minori o più maggiori. Partiamo dal presupposto che non conosciamo i modi, non conosciamo le note e non conosciamo gli intervalli, praticamente non sappiamo nulla, semplicemente mettiamo le dita sulla tastiera.
Se su un accordo minore suono una nota a caso che suona b6, sicuramente al mio orecchio suona più minore sipetto a una nota 6.
Per questo dice che l'eolio ha una sonorità più minore rispetto a un dorico.
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 13:33:44
Eccoci, ora forse l'errore ti sarà più chiaro , in approccio puramente modale è sbagliato parlare di un Re minore come tonalità, perchè stai ancora ragionando in tonale , un pezzo modale è indissolubilmente legato al modo , quindi in questo caso dovresti parlare di pezzo in Re dorico o Re eolio e via dicendo, e questo è per quanto riguarda il punto 1.
Per il punto 2 capisco cosa intendi ma è teoricamente e linguisticamente sbagliato, non ci sono mezzi termini per dirlo, puoi dire più cupo , con intervalli ampi, dissonanti ma non si può proprio dire ( ne sentire) più minore , è come dire più meglio o più peggio capisci?
È ovvio che parti dal presupposto che quello che senti ti da certe senzaioni ma Non per questo puoi quantificare quanto minore o quanto maggiore sia.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 13:41:24
ah ok, quindi se il pezzo è in Re dorico, è semplicemente una scelta del compositore/improvvisatore, e si ha anche un problema di nomenclatura, la sigla Dm andrebbe corretta e andrebbero inventate delle sigle per i modi.
Per quando riguarda "più minore o più maggiore", lingusticamente fa pena, era solo per esprimete il concetto.
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 13:45:40
Non è necessaria un altra notazione per l'accordo poichè viene già indicato quando è necessario sullo spartito vai al link , poichè tendenzialmente in un pezzo jazz è dal tema che si estrapola il modo insieme agli accordi , esempio se il pezzo indica un accordo di re minore e si ha una sesta maggiore nel tema e una terza minore sai già che dovrai concentrarti sul dorico.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 13:48:46
Effettivamente... :)
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/05/2016 ore 13:55:27
Si che poi è in realtà tutto molto logico e sequenziale , è che bisogna solo spostare l'attenzione da un altra parte e alterare la visione dell'insieme per trovare la riaposta certe volte, niente di esoterico o strano.
Rispondi
di Elasée Auardàt [user #32737]
commento del 24/05/2016 ore 13:57:34
Condivido, a volte può anche darsi che la risposta logica non ci sia, sempre cercata assiduamente dall'essere umano, potrebbe semplicemente trattarsi di sonorità e sensazioni, che alla fine sono la musica stessa.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964