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Come si capisce che un pickup è di qualità oppure è scarso?

di robingv2008 [user #45036] - pubblicato il 02 maggio 2016 ore 17:24

Salve, lo so che l'argomento pickus è stato trattato più volte, ma da profano vorrei sentire qualcuno esperto che mi possa dare dei punti fermi per capire la qualità di un pickup. Da chi ha esperienza mi piacerebbe sapere varie cose ad es.: su che amplificatore conviene sentire un pk, valvolare o transistor? A parte il timbro soggettivo, l'intensità dela plettrata è mportante? Ad es. ho provato chitarre che come dai una plettrata decisa vanno quasi in distorsione con il clean, altre che invece puoi SPLETTRARE ma sembrano meno potenti, il suono non distorce. Insomma qualche "trucchetto" per comprare dei pickup di qualità anzichè prendere delle fregature ci sarà? Se si sarei grato a leggere i vostri consigli. 


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di JFP73 utente non più registrato
commento del 02/05/2016 ore 17:39:19
La domanda è alquanto complessa perchè ha una serie di variabili assolutamente soggettive.
Non credo che esista un pick up oggettivamente di qualità; dipende dal genere che suoni, dalla chitarra sulla quale lo monti, dall'ampli nel quale suoni.
Il primo consiglio è, se possibile, suonarlo sulla tua chitarra o su una chitarra molto simile e sul tuo ampli o molto simile.
Sul mercato trovi di tutto e per tutte le tasche, difficilmente trovi roba scarsa magari trovi qualcosa che non ti piace.
Ad esempio i pick up attivi hanno un suono molto omogeneo che per qualcuno può agevolare l'esecuzione ma per altri è sintomo di freddezza e poca espressività.
La domanda che ti potresti porre è sul perchè di differenze di prezzo molto ampie e come queste siano giustificabili in termini di rapporto qualità / prezzo.
Per la mia esperienza le differenze non seguono una proporzionalità; un p.u. che costa tre volte di più non suona tre volte meglio ma magari un 20% meglio per cui la scelta è tua e devi capire se e quanto sei disposto a spendere per quel 20% in più.
Io mi manterrei proporzionalmente poco sopra il valore dello strumento, un p.u. della madonna su una chitarra "sorda" la migliorerà un po ma non la stravolgerà.
Se vuoi un parere decisamente fondamentale ti conviene parlare con Luca Villani di I- Spira (su accordo Luvi) che saprà illuminarti
Rispondi
di robingv2008 [user #45036]
commento del 02/05/2016 ore 17:52:0
Grazie intanto. Ma ad es. qualitativamente è meglio un pk che con la plettrata va quasi in distorsione, oppure uno debole? Il debole può significare una qualità dei magneti scarsa, oppure una bobina scarsa? Un pk troppo medioso è più scarso di uno squillante? Potrebbe darsi che cerco l'erba voglio.... ma a volte una frase, un piccolo consiglio ti fanno capire cos'è veramente la qualità. Ecco magari qualcuno potrebbe scrivere qualcosa di illuminante. :)
Rispondi
di JFP73 utente non più registrato
commento del 02/05/2016 ore 18:06:19
Non mi pare che quello sia il parametro decisivo. I p.u. costruttivamente si dividono in p.u. in alnico e ceramici. L'alnico è usualmente utilizzato nella sua versione 5 ma produttori mondiali tipo seymour duncan fanno un procedimento apposito per "depotenziarlo" a alnico 3 o 2 ritenendo che in tal modo si abbia un suono più esteso e dolce.
Caratteristiche del genere saranno fondamentali nel blues ma di nessuna importanza nel metal.
Anche la frequenza preponderante (medioso ecc.) non è indice di qwualità ma soltanto di gusti che hanno portato il produttore a costruire il p.u. in un determinato modo.
Prova a pensare a cosa suoni e alle caratteristiche sonore che ti servono
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 02/05/2016 ore 21:06:18
Non credo esista una risposta alla tua domanda perchè è tutto molto "soggettivo",intanto bisognerebbe capire cosa si intende per "qualità"...perchè se un pickup da 30€ che evidentemente dato il prezzo ha più qualità di uno simile da 150€,magari finisce che a te piace di più quello economico....poi fai dei raffronti abbastanza strani,se un pickup più potente manda in distorsione l'ampli anche con poca forza ..beh è normale,è appunto più potente in uscita,non mi sembra un parametro da considerare riguardo la "qualità".
Rispondi
di Deadwing utente non più registrato
commento del 02/05/2016 ore 23:25:16
prova una squier stratocaster bullet. ecco quelli son pickup scarsi in tutti i sensi, ora hai un metro di paragone:D
Rispondi
di robingv2008 [user #45036]
commento del 03/05/2016 ore 12:32:35
Ottima idea, se provi una schifezza puoi avere un metro di paragone. Ok ok.
Rispondi
di febiozelo [user #27524]
commento del 03/05/2016 ore 01:06:03
Diciamo che è un po come la bacchetta di Harry Potter, c'è n'e una che fa per te ... Quando capira i nel tuo modo di suonare cosa necessiti potrai pensare a un cambio .
Un esempio( da non prendere alla lettera) .. Se cerchi un suono funky preferirsi pickup con una timbrica sottile un po scavata sulle medie, piuttosto che un pickup molto "bassoso" che magari si sposa meglio con timbriche metal.
Da lì capisci qual'e la strada da prendere , per il resto sono sfumature , percezione di armoniche e definizione delle note ... Tutta utopia come no .. Una mattina suonano alla grande il giorno dopo li vuoi cambiare con non sai neanche cosa.
Benvenuto !!!
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 03/05/2016 ore 11:07:12
Purtroppo ci sono caratteristiche difficili da individuare con una semplice prova sotto le mani. In particolare con i pickup, i gusti personali giocano un ruolo primario: per esempio, l'istinto vorrebbe che un pickup che restituisce più armoniche superiori è migliore, ma un suono troppo brillante e dettagliato può risultare fastidioso, soprattutto se si abbina a un secondo pickup più scuro che ti porta ad aprire un po' i toni dell'ampli.
Allo stesso modo, si potrebbe valutare un pickup dalla sua capacità di rispettare le dinamiche, cioè suonare piano quando plettri piano e più forte quando pesti con la mano. Però anche qui ci sono pickup apprezzatissimi proprio per la loro dose di compressione che uniforma un po' tutta l'uscita, rendendo più presenti le note suonate piano e schiacciando un po' quelle più forti (DiMarzio Tone Zone, che adoro).
Ancora, alcuni apprezzano un pickup che distorce un po' già di suo (cosa che talvolta dipende più dal resto del rig che dal pickup in sé), altri invece lo vedono come un difetto.
Insomma, in teoria, un buon pickup è quello che restituisce uno spettro di frequenze completo, rispetta a pieno il tocco e permette di pestare senza distorcere. Oppure il contrario :D

In linea di massima potrei consigliarti di suonarlo e basta: se ti trasmette buone vibrazioni, è tuo. Piuttosto, assicurati che non abbia problemi di microfonicità (alza il volume e accertati che non fischi in maniera incontrollata anche se tieni ferme le corde) e, perché no, lasciati guidare un po' anche dall'estetica, che non trasmetta una sensazione di giocattolosità, con parti plastiche scadenti o poli poco rifiniti. Si dice di non giudicare un libro dalla copertina, ma in questo caso l'aspetto è uno dei pochi indizi sulla qualità dei componenti!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 03/05/2016 ore 12:36:04
Come tutte le cose la prima cosa da valutare sono costruzione ed i materiali, il grosso della differenza tra prezzo e qualità sta prorpio qui.
In secondo luogo devi contestualizzare il PU e rapportarlo al tipo di musica che vuoi fare o hai in mente.
In ogni caso un PU di qualità non dovrebbe far altro che amplificare le caratteristiche dello strumento, quindi un ottimo PU o uno scarso PU suoneranno diversamente se inseriti su strumenti di qualità scarsa o ottima, per questo su una Squier non andrei mai a mettere un Wizz o un SD perchè sarebbe "castrato" dalle caratteristiche dello strumento.
Una considerazione solitamente su strumenti economici vengono installati PU con output elevato per rendere più appetibile l'acquisto... se provi PU di qualità single coil stampo vintage ti accorgereai invece che l'output è molto basso.
La qualità di un PU è paragonabile a quella di un vino bisogna avere un pò di esperienza per apprezzare le varie nuance, c'è chi apprezza l'ottobrino o il tavernello, ma oggettivamente la qualità è un'altra cosa.
La ricchezza armonica su tutte, la riproduzione delle caratteristiche dello strumento, il suono dei vecchi PAF che creavano ad esempio un effetto di middle swirl quasi un effetto naturale di chorus misto phase dovuto ad extra armonici (spiegato un pò ad minchiam).
Tornando a quello che hai scritto un PU non distorce è l'ampli a farlo e quindi è un mix di caratteristiche di output elevato del PU e di tendenza dell'ampli a saturare, se lo provi su una DR103 o su un Twin dubito che saturi.
In ogni caso l'output è una caratteristica che dipende dalla costruzione ma è disgiunta dalla qualità.
In ogni caso un prodotto economico di scarsa qualità di materiali e di cura costruttiva non potrà mai suonare bene, potrà magari incontrare i gusti di qualcuno, ma è un discorso puramente soggettivo e non oggettivo.
C'è chi ti ha indicato i PU della Bullet come metro di misura in basso, ma potrei parlarti del confronto che ho fatto tra dei 57 Epiphone/57 Gibson/Seymour Duncan Seth Lover, ecco i primi ce li ho nel cassetto e penso che mi vergognerei a venderli.
Ma anche dei PU Fender sulle Standard di una 15ina di anni fa potrei dirti qualcosa...
In definitiva qualsiasi PU aftermarket delle più note case ti da comunque garanzia di qualità, che siano i nostrani I-spira o i commerciali Seymour Duncan passando per Lollar e Fralin solo per citarne alcuni tra i più noti.
Il resto lo fanno il gusto ed il contesto.
Rispondi
di Ivan56 [user #36558]
commento del 03/05/2016 ore 12:58:20
Non sapevo esistessero i "57 Epiphone" :-)
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 03/05/2016 ore 14:14:58
Sono la versione orientale (cinese) dei Gibson '57 Classic, sul retro i miei sono marchiati Epiphone usati stanno sui 30Euro la coppia, io li ho trovati molto sbilanciati sia di volume che di eq, il manico sembrava boostato rispetto al ponte, ingolfato e pieno di basse al manico, mentre al pontre acido e sottile.
Alla fine sostituiti con dei Seth Lover che tra l'altro trovo anche più bilanciati dei Burstbucker che ho sulla R8.
Rispondi
di Ivan56 [user #36558]
commento del 03/05/2016 ore 14:28:27
Ho chiesto perché nelle caratteristiche di chitarre Epi, non ne ho mai sentito parlare.
Grazie della delucidazione.
Ciao :-)
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 03/05/2016 ore 14:33:31
Di niente, se guardi sul sito di Epiphone comunque certi sono indicati come Epiphone tipo i probucker latri invece hanno nomi che in Gibson non usano tipo Open Coil Alnico Classic.
;)

Ciao
Ale
Rispondi
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di Cukoo [user #17731]
commento del 03/05/2016 ore 18:02:25
Eppure l'induttanza dei 57 Epiphone e Gibson è praticamente la stessa. Parecchio diverse invece le capacità parassite dei cablaggi interni (non dei PU): i cavi schermati Gibson, specialmente se lunghi come in una hollowbody, si fanno sentire mentre la Epiphone suona più 'aperta'. L'idea che mi sono fatto è che i 57 Epiphone e Gibson siano la stessa cosa.
Rispondi
di robingv2008 [user #45036]
commento del 03/05/2016 ore 13:07:21
Da dove nasce la mia domanda, mi spiego meglio. Ho varie chitarre di varie marche, alcune sconosciute ai più, ma comunque di una certa qualità. Capita spesso che amici le provino e così iniziano i commenti. Questa ottima, questa scarsa eccc. Ma arrivati alla valutazione dei pk, ne ho sentite di tutti i colori. Tipo questa non ha attacco, si sente bene ma non ha attacco, ossia una chitarra destinata a musica tipo jazz, molto mediosa non avrebbe attacco perché alla plettratta i pk non schizzano volume da rompere i timpani. Un'altra invece che ha questa caratteristica, appena la tocchi i pk ti stonano le orecchie tanto grossa è l'uscita. Questi ultimi pk sono "forti" però c'è qualche dubbio data la marca sconosciuta della chitarra. Altri hanno suono troppo sottile. Per concludere ringrazio chi ha risposto, ho qualche idea in più ma sostanzialmente da quanto avete scritto si desumerebbe che il pk ideale non esiste. Che, a parte qualche pk veramente INASCOLTABILE la qualità dipende soprattutto dal gusto di chi ascolta. Ma se fosse così come si spiega l'enorme differenza di prezzi che si leggono in giro? Ad es. Di Marzio, Seymour Duncan, ecc ditte blasonate, della cui qualità non credo si discute vendono pk a prezzi abbastanza accessibili, mentre per es. ho visto alcuni artigianali che hanno un costo nettamente superiore. Allora se la qualità dei primi non si discute, il prezzo è buono perché per esempio preferire i secondii a primi? Teoricamente non avrebbe senso. Ovvio che gli artigiani hanno costi maggiori e chiaramente i prezzi salgono, ma perché spendere di più se le qualità si potrebbero equivalere? Oppure devo pensare che gli artigianali suonino meglio e quindi da preferire? Ma allora se suonano meglio ci devono essere per forza dei parametri sonori che li contraddistinguono no? Questi parametri sono misurabili oppure dipendono dell'orecchio? Circolo vizioso. Se dipendono dell'orecchio sono soggettivi e quindi uno prova, e prende quello che lo soddisfa e che costa meno ovviamente, altrimenti ci deve essere un metro valutativo oggettivo che determina la qualità di un pk. Ecco io volevo scoprire se si riesce a comprendere, con i vari interventi, un linea generale per valutare quanto meno se un pk può essere definito buono oppure scadente. Insomma magari uno spende 100-200 € e alla fine compra magari il nome e non la qualità. Grazie e scusate l'arzogogolamento del ragionamento.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 03/05/2016 ore 14:04:38
Puoi tranquillamente fare Jazz con una Stratocaster,che di attacco ne ha da vendere....e ripeto,agganciandomi alle tue ultime frasi,no non c'è un metro per giudicare la qualità intrinseca,se ti piace va bene quello,punto!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 03/05/2016 ore 14:48:18
La qualità non può essere soggettiva anche se essa per essere valutata necessita dell'utilizzo dei sensi umani (soprattutto l'udito eheheh), la questione è che si vorrebbe aver la capacità di valutare correttamente senza magari prima sapere come dovrebbe suonare, quali sono le caratteristiche sonore attese ecc...
E' imprescindibile per me la conoscenza di uno strumento o in questo caso del PU per poterne discutere le caratteristiche, altrimenti ci possiamo fermare al suona bene/male come dire che un vino è rosso o bianco.
Per questo ci sono i produttori aftermarket che ti producono buoni/ottimi prodotti a prezzi accessibili a tutti, poi ci sono gli artigiani o gli artisti che si studiano le composizioni delle leghe dei poli, che si costruiscono i machinari e studiano anni per replicare alla perfezione un determinato PU, che se gli fai un ordine ti mandano loro una decina di mail per capire cosa vuoi veramente.
Solo sul PAF di Gibson sono stati scritti libri, limitare la sua descrizione a 4 caratteristiche sarebbe riduttivo e sbagliato.
E' come i vestiti c'è l'Oviesse, c'è la boutique e poi c'è il sarto personale, uno sceglie.
Leggi un pò qui lui è uno di quelli che ne sa:
vai al link


Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 03/05/2016 ore 19:39:58
Pur essendo promozione / pubblicità da parte della ditta, il link di KJ spiega bene com'è la menata. Il difficile (suppongo) è di prevedere quanto costa. Spiegare con esattezza il tono desirato è già difficilissimo... spiegare in Inglese USA e con una una lunga corrispondenza a base di termini tecnici è quasi impossibile! A quanto vedo da KJ, c'è I-spira e tutto ti sarà più facile. A questo punto devi:darci lumi: chitarra, tipo di musica e una descrizione dettagliata del sound desiderato. Ha cmq già dritte accordiane...
L'unica chitarra a cui ho cambiato i pick-up è una LP Standard - per evitare che avesse il tipico sound da Jimmy Page (un pò noiosetto alla lunga). Questo fatto subitissimo come prevenzione. Per le altre, mi adatto a quello che passa il convento.
Ho letto da qualche parte che Page aveva dei pulsantini camuffiati sotto il battipenna ma non ne so dettagli a parte split coil e inversione di fase.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 06/05/2016 ore 21:50:44
La qualita' di un suono e' soggettiva e relativa al contesto sonoro della band. Quindi la risposta e' che non esiste un "buon" pickup o un buon suono in assoluto, ma solo uno che piace a te. Il fatto che ci siano suoni generalmente accettati come buoni e' solo dovuto alla diffusione e popolarità, essendo questi suoni il riferimento in molte registrazioni di successo. Ma alla fine non cambia il discorso: buono e' quello che piace a te.
Personalmente, preferisco pickup con uscita abbastanza bassa (o come spesso si dice anche più vintage), perché tendono ad essere più definiti ad ogni livello di gain. Certo se suoni solo djeng magari non fa proprio per te, ma secondo me con un buon pickup con uscita non troppo alta, abbinandolo ad amplificatori diversi, ci fai di tutto. E ricorda che il suono che senti e' la combinazione di una chitarra con certe caratteristiche e pickup attraverso un ampli, uno speaker in un cabinet, e magari degli effetti, quindi parlare solo di pickup senza considerare l'intera catena e' senz'altro riduttivo e può essere fuorviante.
Impara a conoscere cosa ti piace e come ottenere quel risultato, e se per ottenerlo di bastano pickup non cari, ancora meglio ;) Ma se come la maggiorparte dei chitarristi hai l'orecchio condizionato da anni di ascolto e punti di riferimento assodati, preparati a spendere, perché la qualità' consolidata e popolare ha un prezzo.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 07/11/2023 ore 07:03:53
Non è assolutamente una questione di volume, ho pick-up scrausi che sviluppano gran volume.
Né è una questione puramente di timbro, in quanto in un certo range, tutti i pick-up raccolgono segnale a modo loro.
Personalmente trovo la qualità: suoni bilanciati come volume su qualsiasi area del manico, in qualsiasi zona di plettraggio, sulle corde. Già questa omogeneità di volume è importante.
Secondo. Una lieve compressione pure è sintomo di un pick-up di qualità, per lieve intendo che i volumi sono pareggiati ma restano nitide le note, come se lo strumento ti aiutasse a plettrare.
Terzo. La plettrata violenta, ecco, un buon pickup soprattutto un single coil reagisce bene alla plettrata violenta; un cattivo pick-up ti farà impazzire con una plettrata forte perché entrerà in saturazione e perdita di definizione. E cercherai istintivamente il cacciavite per abbassarlo, salvo scoprire che è inutile.
Quarto, il lead, in generale cattivi pick-up si comportano male sugli assoli a tutto manico distorti, e per aiutarli devi ricorrere a pedali come compressore e booster per ottenere un sound forte ma omogeneo.
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