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La tecnica è bella ma (per fortuna) se ne può fare a meno

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 01 agosto 2015 ore 10:04

La tecnica chitarristica ha fatto passi da gigante in questi anni. Dopo tanti anni di chitarra suonata più col cuore che con la testa, se riguardo i grandi del passato mi scopro a pensare che avessero suonato così oggi, forse non se li sarebbe filati nessuno. Oggi guardi suonare Paul Gilbert e Derek Trucks - come anche i nostri Rojatti o Castellano - e ti accorgi che la scienza è entrata a far parte del chitarrismo.

La prima reazione è un po' di frustrazione, mannaggia, già valevo poco vent'anni fa, oggi valgo zero, non ci arriverò mai. Poi comincio a cercare qualcosa da studiare, che sia alla mia altezza. E così mi imbatto in questo signore. Non fa nulla di straordinario, nulla di difficile. Ma è capace di mettere lì dei quadretti in cui c'è tanta qualità. La sua tecnica è basica, ma precisa. La sua voce non raggiunge registri estremi, ma è intonata e carica di feeling. 

A suonare si diverte facendo cose belle e possibili. Ecco. Mi spiace per Paul Gilbert e Derek Trucks, ma da oggi il mio nuovo guitar hero è LarryL.

E ha pure delle chitarre da urlo, che non guasta mai.  Ha anche una pagina su Facebook.


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di brucefan [user #12231]
commento del 01/08/2015 ore 10:48:57
Io mi ritengo facente parte dei non dotati tecnicamente, sia per una questione di doti regalatemi da Madre Natura, sia per una questione di mancanza di tempo da dedicare allo studio e ad esercitarmi. Quindi, forse, per simbiosi sono stato sempre attratto da ottimi chitarristi ma non dagli ipertecnici (che dopo tre minuti mi annoiano da morire) … e non a caso, forse, Keith Richards è uno dei miei guitar heroes preferiti … che non è un mostro di tecnica, ma ha (secondo me) un sound, un feeling ed una sensibilità musicale che pochi altri hanno nella musica moderna.
Sono sempre stato convinto che la musica debba “emozionare” chi la suona e chi l’ascolta … se si riesce a far questo si è arrivati allo scopo … indipendentemente dalla capacità di fare accordi nelle posizioni più difficili o suonare scale pazzesche a velocità incredibili … o essere in grado di elaborare composizioni musicali sofisticate. A volte ho incontrato chitarristi bravissimi tecnicamente, da ammirare sicuramente, che però musicalmente non lasciavano il segno, non mi davano alcuna emozione, di cui non avrei mai ascoltato un brano in auto mentre macino chilometri … dunque condivido in pieno il messaggio di questo articolo !! :)
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di Pearly Gates [user #12346]
commento del 01/08/2015 ore 17:01:36
Concordo con questo articolo anche se il signore che suona non mi fa impazzire.

Mi fa impazzire Tim Pearce che è un turnista un chitarrrista di studio e mi sono iscritto al suo canale perché ha un gusto e un tocco veramente eccezionali ma non appariscenti tutto è in funzione della canzone non per fare lo splendido.
vai al link

inoltre mi piace da matti il chitarrista che fa le demo per questo negozio on line di effetti.
Mike Hermans secondo me è bravissimo, ed anche lui non è appariscente ma ha un gusto e un tocco sopraffini.
vai al link

Cmq la tecnica è un mezzo, la chitarra è un mezzo, non il fine, la bella musica è il fine.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 01/08/2015 ore 19:57:15
Io credo che il bello, anzi, l'entusiasmante, della chitarra sia proprio il fatto che ti permette di divertirti in poco tempo, anche se non sei padrone di una tecnica superlativa. La chitarra è questo. Ti è amica da subito e lo sarà per sempre, in un crescendo di emozioni.
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di E! [user #6395]
commento del 02/08/2015 ore 19:18:37
Una dozzina di anni fa ero, come tanti, molto attento alla tecnica e suonavo cover di Vai, Satriani, Dream Theater... Adesso queste cose mi annoiano a morte, mi sono proprio stancato. Un chitarrista che ascolto ancora con piacere è Jeff Beck, che ha una tecnica particolarissima, ma adesso voglio soprattutto ascoltare belle canzoni in progetti interessanti. Ancora adesso mi capita a volte di suonare "troppo" e il risultato non mi convince come quando suono "giusto".
Rispondi
di PietroMust [user #3859]
commento del 04/08/2015 ore 21:50:55
va bene per quanto riguarda la tecnica, che se c'e' va bene basta che sia unita al gusto, quindi concordo col messaggio del post e di coloro che hanno commentato.
Ma un minimo di conoscenza di armonia serve eccome!!! Quindi serve lo studio. Serve soprattutto per educare l'orecchio e ampliare l'alfabeto, nonche' a migliorare il gusto.

Su questo non transigo! :)

Rispondi
di Poserfly [user #38228]
commento del 06/08/2015 ore 18:05:1
in una lezione marty friedman ha detto :"playing fast is really attractive when you can't do it ", penso che questo concetto sia enormemente vero e applicabile all'intera questione "tecnica/tecnicismi". La tecnica è uno strumento che ti permette di esprimerti in certo modo, e chiunque su queste pagine penso sia in grado di utilizzare le principali tecniche dei nostri idoli dalla plettrata alternata , al legato, al tapping, allo sweep per citare le più blasonate. Ma il fatto è che non ci basta usarle, vogliamo arrivare ai limiti meccanici di queste tecniche, e quindi velocità molto alte o diteggiature ostiche. Un po' per fare gli sboroni, un po' per sfida personale, e non c'è niente da fare. C'è a chi fin da subito non interessa e chi invece (ahimè, ci sono pure io dentro) ne è "ossessionato"; finchè non arriverò ai livelli "meccanici" dei miei idoli non sarò contento, forse dopo potrò pensare a come mettere al servizio della musica tutta questa tecnica :) Brutta droga questa, ma almeno mi fa studiare con molta determinazione.
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