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eko vintage style e reissue

di rundiBasci [user #40615] - pubblicato il 07 maggio 2015 ore 17:30

Ciao a tutti,

vorrei avere nella mia collezione di chitarre anche una eko vecchio stile tipo una manta o una Kadett, con tremolo Bigsby. Sull'usato qualcosa si trova ma vedo dei prezzi che non so se abbiano un fondamento. Si legge di una presunta differenza qualitativa fra l'ultima produzione e quella vecchia e anche nelle riedizioni sento sostenere che le riedizioni degli anni 90 sono migliori.

Tra l'altro non riesco a capire dal sito della EKO quali siano i modelli vintage style tuttora in produzione. La domanda è: quanto è lecito pagare per una chitarra eko reissue usata degli anni 90? Quanto lo stesso modello degli anni 70? Quanto una più recente? Mentre su fender o Gibson le idee in giro sembrano essere più chiare su questo tipo di chitarre non ho trovato molto in rete.

Aspetto i vostri pareri.

Grazie a tutti.


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In realtà non si può ...
di GuitarMan.Y [user #34936]
commento del 11/05/2015 ore 00:09:45
In realtà non si può stabilire un vero e proprio prezzo, poi come consiglia la sezione Valutazioni di Accordo, bisogna considerare un prezzo giusto quello a cui effettivamente un oggetto viene venduto, magari io in un annuncio chiedo 100 euro poi me ne becco 70 con spedizione inclusa. Ritornando al discorso, io non sono un appassionato di Eko, tanto che solo 3 modelli mi hanno interessato negli anni e 2 sono fuori dai canoni Eko (per dirla tutta), quindi non potrei aiutarti. Calcola sempre però che gli strumenti Eko d'epoca erano fatti a Recanati, quindi Made in Italy, quindi non confonderli con le produzioni attuali che se non sbaglio sono dislocate in Cina (tranne qualche esemplare italiano che costa quanto una PRS con i contro fanali)
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E' molto semplice: la chitarra ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 13/05/2015 ore 08:27:26
E' molto semplice: la chitarra SIMBOLO della Eko (come la Stratocaster per la Fender, la Les Paul per la Gibson e la Custom 24 per la PRS, tanto per farti qualche esempio) è la Ranger XII degli anni 70. La valutazione in buone condizioni (dove per buone condizioni si intende conservata come mammà l'ha fatta) è circa 350 euro. Molti hanno marciato su queste chitarre perchè erano fatte un po' alla carlona e le palette saltavano via come se non ci fosse un domani. Quindi chi è riuscito a tenersene una con la paletta al suo posto millanta, molto spesso, chitarre di qualità superiori e blah blah blah. In realtà erano strumenti liuteristicamente mediocri che però emozionano molti perchè sai... strumento Italiano, d'epoca... suonato da tanti big della musica italiana e non. Effettivamente ha e aveva un suono molto particolare che se ti piace ti può stregare. Accorgimenti tipo il tasto zero, il manico avvitato e il ponte regolabile rivettato ti fanno capire con che filosofia venivano costruite. Mettici anche che a quell'epoca in Italia si poteva trovare in giro praticamente solo chitarre Eko e corde Galli. Potrai immaginare che ogni chitarrista del nostro paese che è passato per quel periodo abbia avuto una Eko Ranger. Quindi... tanto fumo e poco arrosto. Personalmente adoro la Eko Ranger per quanto sia ignorante, aggressiva e spartana. Però la storia è pressapoco questa. Effettivamente vibra quanto il comò dell'Ikea con le corde tirate sopra.
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ci sono diversi tipi di ...
di nawa utente non più registrato
commento del 13/05/2015 ore 09:56:54
ci sono diversi tipi di vintage Eko. Le chitarre dal 1960 al 1967 sono secondo me le uniche con uno status da collezionista. sono solitamente chitarre molto scarse a parte qualche eccezione (i modelli con dearmond e le condor). ma autentiche reliquie del beat!

dal 67 fino al 77 non mancano strumenti collezionabili (le semiacustiche di fascia alta o quelle con elettronica) ma generalmente stiamo parlando di "strumenti della crisi". meglio allora investire sui corispondenti modelli marchiati Vox.

nel periodo 77/83 si dà vita ad alcuni strumenti che non mancano di estimatori (m24 su tutte) ma il loro valore collezionistico è controverso, quello musicale ferocemente dibattuto, troppo spesso sopravvalutato. dopo questa data più niente è stato prodotto in Italia.

quindi: se si intende iniziare un percorso collezionistico meglio risparmiare i soldi e prendere pochi strumenti ma buoni, eko 700, celluloide, rokes, etc etc. questi si, veri simboli della Eko.

se si compra una Eko per nostalgia ognuno avrà il periodo e la chitarra che richiama delle emozioni e il prezzo si fa soggettivo, spesso irragionevole se condizionato dalla fretta.

Se si cerca un buono strumento da suonare, meglio rivolgersi alla produzione contemporanea NON Eko.

La ranger è come la fiat 500. ne sono state fatte 100.000 e si trovano come i funghi nel bosco dopo la pioggia. un collezionista prediligerà i modelli che ancora non si chiamavano ranger (j-54/56 etc).

difficile pagarla più di 150/200 euro, secondo me ingiustificatamente. diciamo che i collezionisti disposti a pagare cara una ranger di solito ne hanno già una.

nello specifico delle reissue '90: gli originali (ma di fatto c'è solo la Manta) si trovano a meno e comunque ci si mette in casa una chitarra asiatica di fattura mediocre copia di un originale mediocre. non la chiamerei neanche reissue perché dell'originale ha solo la forma del body e il nome. Sulla produzione attuale non mi esprimo in quanto esula totalmente dai miei interessi.

qualche riflessione più pacata qui vai al link

per un approfondimento delle fasi di produzione qui vai al link

saluti, Stefano Aria
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