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| Coerenza e made in italy
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di Glen [user #183] - pubblicato il 10 novembre 2005 ore 02:22
Oggi stavo riguardando i miei annunci nella Gas Station, e guardando le foti delle mie Manne, mi sono detto "Uè ma te sei proprio un pirla!", sono due chitarre spettacolari, uniche, che non potrei vendere a cifre inferiori per rispetto verso me stesso e verso chi le ha costruite, ma però in questo periodo ho bisogno di realizzare qualche soldo liquido. Quindi la decisione soffertissima, ho tolto le Manne e ho inserito la Piera e la Tommie. Ho provato un dolore immenso, ma d'altra parte è stato anche un gesto coerente riguardo la mia passione verso il made in italì. Vendute quelle, avrò solo chitarre italiane (tranne la Yamaha SG che è un'altra storia, non è solo una chitarra ma una compagna che è stata con me per 20 anni).Stavo anche pensando di vendere la ENGL, ma non me la sono ancora goduta eccheccazzo, e poi a corto di grana come sono adesso se prendessi una Masotti, una Brunetti o una Cicognani, dovrei tirare fuori una bella differenza. Però se mi facessero condizioni particolarillime ci potrei anche fare un bel pensierino ;-)Le hasse italiane ce le ho (Giniski), trampo' sarà pronta pure la .G-Spot con ponte Lauretto, i picappi italiani ce li ho (i-spira), potrei anche vincere il campionato del mondo di coerenza ;-)))Ho postato da poco un articolo che riguarda proprio in made in italì, è un progetto di cui avevo già parlato a qualche amico. Forse è una pazzia, ma finchè qualcuno non ci prova come si fa a sapere? Eppoi come ho detto in altra sede, se non ci provassi poi potrei vivere nel dubbio, e non mi va.
E' un progetto mooooooolto ambizioso, ma che potrei portare avanti solo con l'appoggio e con il noau dei grandi artigiani italiani. E' anche ovvio che se la cosa dovesse iniziare mi ci dovrei buttare anima e corpo, e lo farei con il più grande entusiasmo del mondo mondiale a tempo pieno (lasciando però il giusto angolino di spazio al mio amore per i Zizze).Vedrèm....G
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Oggi stavo riguardando i miei annunci nella Gas Station, e guardando le foti delle mie Manne, mi sono detto "Uè ma te sei proprio un pirla!", sono due chitarre spettacolari, uniche, che non potrei vendere a cifre inferiori per rispetto verso me stesso e verso chi le ha costruite, ma però in questo periodo ho bisogno di realizzare qualche soldo liquido. Quindi la decisione soffertissima, ho tolto le Manne e ho inserito la Piera e la Tommie. Ho provato un dolore immenso, ma d'altra parte è stato anche un gesto coerente riguardo la mia passione verso il made in italì. Vendute quelle, avrò solo chitarre italiane (tranne la Yamaha SG che è un'altra storia, non è solo una chitarra ma una compagna che è stata con me per 20 anni). Stavo anche pensando di vendere la ENGL, ma non me la sono ancora goduta eccheccazzo, e poi a corto di grana come sono adesso se prendessi una Masotti, una Brunetti o una Cicognani, dovrei tirare fuori una bella differenza. Però se mi facessero condizioni particolarillime ci potrei anche fare un bel pensierino ;-) Le hasse italiane ce le ho (Giniski), trampo' sarà pronta pure la .G-Spot con ponte Lauretto, i picappi italiani ce li ho (i-spira), potrei anche vincere il campionato del mondo di coerenza ;-))) Ho postato da poco un articolo che riguarda proprio in made in italì, è un progetto di cui avevo già parlato a qualche amico. Forse è una pazzia, ma finchè qualcuno non ci prova come si fa a sapere? Eppoi come ho detto in altra sede, se non ci provassi poi potrei vivere nel dubbio, e non mi va.
E' un progetto mooooooolto ambizioso, ma che potrei portare avanti solo con l'appoggio e con il noau dei grandi artigiani italiani. E' anche ovvio che se la cosa dovesse iniziare mi ci dovrei buttare anima e corpo, e lo farei con il più grande entusiasmo del mondo mondiale a tempo pieno (lasciando però il giusto angolino di spazio al mio amore per i Zizze). Vedrèm... .G |
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