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Chitarristi...Gente strana...

di tylerdurden385 [user #30720] - pubblicato il 22 gennaio 2015 ore 09:26:21.
Scusate ragazzi ma devo condividere per forza un pensiero con voi. Navigando un po' mi imbatto nel solito discorso sui PAF e leggo di un tizio che si lamenta del fatto di aver speso tanti soldi per un set replica di quelli boutique-iperfigherrissimi, che suonano da schifo sulla sua R9. Fin qui niente di eclatante, se non fosse che il tizio, alla spasmodica ricerca del PAF-tone, prima di queste repliche montasse un set originale, per di più, a detta sua, straordinario!?
Per la serie voglio una Mustang (Ford) del '67...Ah ma ce l'ho già in garage...Però forse se prendo una replica dei giorni nostri sarà più vicina a quella vera dell'altra che ho già...:(((((

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E' la cosiddetta auto gas, ...
di sdl [user #5004]
commento del 22/01/2015 ore 09:41:5
E' la cosiddetta auto gas, ovvero la gas per cose che già si posseggono. Una fase patologica e terminale della malattia...
Rispondi
Re: E' la cosiddetta auto gas, ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 09:59:03
Ma anch'io mi chiedo come sarebbe avere una R9, però credo che in questo caso sia sensato aspirare a qualcosa che è quasi certo sia meglio di quello che ho già, al di là del fatto che ci farei comunque la stessa identica cosa. Solo che immaginati un tizio che ha una Burst vera e per raggiungere il suono dei dischi si prende la replica fatta dal liutaio reincarnazione di Buddha...La cosa abbandona il capriccio e sconfina nella paranoia!?

P.s: cosiderazione obbligatoria: chiaramente ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede e bla bla bla...
Rispondi
Re: E' la cosiddetta auto gas, ...
di sdl [user #5004]
commento del 22/01/2015 ore 12:56:41
E' paranoia...
Rispondi
Re: E' la cosiddetta auto gas, ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 13:21:59
In tema di paranoie, che poi olto spesso riguardano gli appassionati di Les Paul, mi ricordo di un annuncio su MM di un tizio che voleva scambiare la sua R9 da 3,8Kg con una da 3,7Kg...Il motivo risiedeva nel fatto che il minor peso sulle spalle gli avrebbe dato meno noia durante i concerti...Peccato che nella descrizione della chitarra fosse indicato a chiare lettere la dicitura "mai uscita di casa perchè presa solo per collezione"...E posto che io non credo esista un essere umano in grado di accorgersi della differenza di 100g su 4 chili, sarei pronto a giocarmi tutta la strumentazione che il tizio fosse fedele al pensiero minor peso=miglior legno=miglior suono. Solo un altro aneddoto per farsi due risate.
Rispondi
Re: E' la cosiddetta auto gas, ...
di sdl [user #5004]
commento del 22/01/2015 ore 15:56:18
Credo che in parte pesi anche un po di "ignoranza" (intendiamoci, ignoranza dal punto di vista "tecnico") e l'ignoranza...crea superstizione! E sulla "superstizione" i vari brand ci marciano alla stra grande...non voglio rivangare altre vecchie discussioni, ma ci sono degli strumenti dove il l'alea del "soprannaturale" crea delle aspettative assurde e una totale mitizzazione di determinate caratteristiche.

Se uno strumento (specie elettrico) è fatto bene, è fatto bene e stop. Chiaro che non bisogna cadere (all'opposto) nell'assurdità di fare confronti fra chitarre cinesi (spesso, peraltro, sempre più rispettabili e a mio avviso con livelli qualitativi a volte volutamente e appositamente "ribassati" dai brand di origine per creare una differenziazione nei loro prodotti che altrimenti non ci sarebbe) e super custom shop...ma ciò detto non credo che nè 100 grammi in meno, nè l'intervento in fase di produzione di una mano "magica" possano incidere sensibilmente (direi anzi per nulla) sul risultato finale.

Una chitarra (elettrica) è fatta di due pezzi di legno attaccati insieme. Se il legno è buono, le fresature sono fatte con precisione (e vorrei vedere...con una macchina CNC), l'assemblaggio è eseguito rispettando con esattezze delle regole che di magico non hanno nulla e l'hardware è di qualità...beh la chitarra suonerà bene. Capisco se si parla di progetto, innovazione, ecc...ma qua parliamo di strumenti fatti allo stesso modo da 50 anni. Strumenti peraltro per lo più nati espressamente per essere "industrializzati" (fender su tutti).

Se invece ammettiamo che si tratta solo di collezionismo, esclusivismo o elitarietà, allora è tutta un'altra storia! L'importante è esserne consapevoli (come in tutte le cose) e non confondere elementi oggettivi con altri elementi che di oggettivo non hanno nulla.

Concludo con una considerazione: se veramente riconosciamo, anche economicamente, che per fare uno strumento (elettrico) di qualità servano chissà quali mistiche capacità, macchinari, sovraumana precisione, ecc...che portano il prezzo finale a svariate migliaia di euro, allora dovremmo fare un mutuo per comprare, che so, uno scaldabagno o un forno e un'autovettura costerebbe come un aereoplano...
Rispondi
In realtà la domanda potrebbe ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/01/2015 ore 11:00:52
In realtà la domanda potrebbe essere: quanti sanno veramente come suonavano i P.A.F.?
Secondo me davvero pochi, senza contare che non ce n'era uno uguale a un altro.
Però è deciso che sono i migliori, quindi bisogna averli. E anche quando li hai, puoi sempre cercare un originale con qualche particolarità in più (magari solo la data) o qualche costosa replica che ti promette un suono più fedele (ma a cosa?). Poi magari ci si accorge che non suonano come piace A NOI, e ci troviamo meglio con dei 490 presi per 50 euro sul mercatino.
Ho avuto una coppia di P.A.F. originali. Ottimi pickups, ma non avvertivo differenze così spiccate da renderli irrinunciabili. E non suonavano al posto mio :)
Rispondi
Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di Sparklelight [user #41788]
commento del 22/01/2015 ore 14:46:39
Che coincidenza, ho avuto il piacere di suonare una LP dei primi anni 60 interamente originale ed una Gold Top con i P90 del 67 (almeno così mi hanno detto) e pure queste non suonavano al posto mio :-)
Rispondi
Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/01/2015 ore 15:08:19
Forse siamo stati sfortunati :)
Rispondi
Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 15:14:12
Ora dimmi se con la rivendita dei due PAF non sei riuscito a prendere una di quelle belle signore G che esponesti con orgoglio in un diario autoclebrativo di qualche tempo fa!? :))))))))
Rispondi
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Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/01/2015 ore 15:33:35
Se li avessi venduti adesso, sicuramente sì.
Ma all'epoca erano solamente dei pickups un po' più speciali.
Non ricordo nemmeno a quanto li ho venduti, ma sicuramente chi li ha presi ha fatto un affare :)
Rispondi
Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di RandyR [user #26761]
commento del 22/01/2015 ore 14:55:06
A parte la discontinuità della produzione dell'epoca, oggi esistono svariate repliche P.A.F. per tutte le tasche. Senza andar lontano, riesco ad ottenere lo stesso identico suono di Dickey Betts al Fillmore East con un Seymour Duncan '59 al manico montato su una Epiphone Korina V collegata ad un Jet City 5212. Sembra paradossale ma è così (e ovviamente sono più che felice).
Rispondi
Re: In realtà la domanda potrebbe ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/01/2015 ore 15:20:04
Il fatto stesso che esistano innumerevoli repliche la dice lunga sulla definizione di "suono P.A.F." :)
A sentire i produttori, ognuno di loro (e solo lui) ha azzeccato l'alchimia giusta.
Dal Tonerider all'esoterico pickup avvolto a mano da una vergine in una notte di luna nuova (e quindi costosissimo), ce n'è per accontentare tutti.
Poi basta partire da una base "onesta" (i Gibson di serie sono ottimi pickups, secondo me, e sui Seymour Duncan si può sempre fare affidamento) e tutto il resto lo fanno le manine e un uso consapevole dell'equalizzazione.
Se dovessi per forza ricercare un suono maniacalmente preciso e definito, piuttosto che cercare un costosissimo Sacro Graal, probabilmente preferirei rivolgermi a specialisti stimati e capaci come I-SPIRA o BareKnuckle.

Appendice: quanti di quelli che cercano il paf-che-più-paf-non-si-può poi suonano per il 99% del tempo con gain a 10, fuzz, modulazioni, etc...? Sai come si sentono bene le finezze :)))
Rispondi
Livelli di follia ormai inarrestabili... ...
di SuperAdrian76 utente non più registrato
commento del 22/01/2015 ore 11:17:24
Livelli di follia ormai inarrestabili...
Rispondi
Purtroppo è uno degli effetti collaterali della rete...
di ParanoidAndrea utente non più registrato
commento del 22/01/2015 ore 11:23:36
l'anonimato (relativo) dei blog e dei siti tematici stimola la fantasia e l'immaginazione dei cazzari...
e neanche ACCORDO è completamente immune da questo fenomeno.
Potrebbe andare peggio...provare a frequentare un po' i siti sulla pesca sportiva...
;-)
A.
Rispondi
Re: Purtroppo è uno degli effetti collaterali della rete...
di sidale [user #29948]
commento del 22/01/2015 ore 11:33:26
HI HI H HI HI HI
Rispondi
Re: Purtroppo è uno degli effetti collaterali della rete...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 11:36:37
Non lo metto in dubbio, ma nel caso specifico, sembrava trattarsi di un dialogo tra persone che di tanto in tanto si riuniscono e provano le loro chitarre, per lo più Les Paul di gamma molto alta, scambiandosi le opinioni. Nel mezzo si tengono in contatto sul forum o sito per appassionati, meglio non fornirvi troppi dettagli...Quindi sembrerebbe non essere questo il caso di cazzari.
Rispondi
Re: Purtroppo è uno degli effetti collaterali della rete...
di Oliver [user #910]
commento del 22/01/2015 ore 15:21:13
Guarda che l'altro giorno ho pescato una LesPaul grande così.
Giuro.
Rispondi
Dai è tutto un gioco ...
di dale [user #2255]
commento del 22/01/2015 ore 11:43:31
Dai è tutto un gioco secondo me.
La cosa preoccupante, che mi ha fatto limitare molto le paranoie rivolgendomi ad acquisti "mirati" in questi anni, è che quando il tempo passato su internet è molto maggiore del tempo passato a suonare allora siamo al delirio, meglio lasciar perdere e ricominciare a suonare....

Cioè, secondo me, chi più suona.....meno scrive!!


Poi va tutto benissimo, ci sono anche semplici appassionati che non sanno mettere un accordo dietro l'altro ma sanno tutto di legni e di p.u. e ne parlano di continuo e va bene, penso che rispetto agli appassionati di hi-fi siamo ancora sopportabili!
Rispondi
Re: Dai è tutto un gioco ...
di Sparklelight [user #41788]
commento del 22/01/2015 ore 14:28:45
I maniaci hi-fi o hi-end (la nuova frontiera, oramai hi-fi era troppo inflazionato :-P) raggiungono livelli di paranoia/ricerca dell'assoluto inarrivabili dai musicisti (anche per questioni di prezzo, per loro una cavo da 500 euro è ritenuto economico :-|) ... alcuni di loro però hanno un orecchio decisamente "fine" e riescono pure a sentire le differenze tra una coppia di diffusori da 1.000 euro ed un'altra coppia da 60.000 euro :-D

Rispondi
Re: Dai è tutto un gioco ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 14:39:37
Beh dai, non ci possiamo lamentare neanche noi...Seymour propone dei pu in cui il filo per l'avvolgimento è in argento. Credo che più hi-end di così un pu non possa essere!
Rispondi
Re: Dai è tutto un gioco ...
di Sparklelight [user #41788]
commento del 22/01/2015 ore 14:51:01
In argento? tze' ... se non è oro 24k i veri audiofili nemmeno li guardano :-)
Senza tanto scherzarci un impianto considerato "top" costa come un appartamento in centro Londra!
Rispondi
Re: Dai è tutto un gioco ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 15:01:29
Ammetto di non avere esperienza in questo ambito, ma una volta da piccolo mio padre mi portò con lui a casa del suo dirigente del comune. Aveva un impianto da 40 milioni di lire ed all'epoca una BMW serie 3 costava molto molto meno...Ancora mi ricordo come con orgoglio mi spiegava quanto bello fosse percepire nitidamente tutti gli strumenti a qualsiasi volume. Poi naturalmente arrivò la moglie a intimargli di abbassare all'istante il volume! Ahahahah le donne come sempre ti stroncato l'entusiasmo. La mia ormai è irrimediabilmente compromessa, dato che ad una cena a casa di un collega nello stupore generale ha riconosciuto tutte le chitarre e gli amplificatori.
Rispondi
Re: Dai è tutto un gioco ...
di Sparklelight [user #41788]
commento del 22/01/2015 ore 16:28:27
Da appassionato (non possessore sigh!) posso confermare che l'ascolto di un'impianto hi-fi di valore è un'esperienza davvero straordinaria, la sensazione di trovarsi a teatro proprio davanti ad un'orchestra di musica classica c'è tutta.
Una donna che riconosce chitarre ed ampli? non te la far scappare :-)
Rispondi
certo che è un gioco...
di ParanoidAndrea utente non più registrato
commento del 22/01/2015 ore 12:08:4
ci mancherebbe anche...
citando il grande Frank Zappa: "....scrivere di musica è come ballare di architettura!".

Sottoscrivo comunque il pensiero di dale: "chi più suona...meno scrive"...
e aggiungo: "chi più suona....meglio suona".
Io amo molto parlare di strumenti/ampli/effetti etc etc, ma si tratta comunque di sfumature.
Studio ed esercizio migliorano il suono molto più di qualsiasi ampli, pedale o pickup....
ma non si possono comprare via internet, ne millantare a sproposito.
Se questo fosse un sito di cucina, potremmo sintetizzare con: "Bisogna assaggiare il piatto...non leggere la lista degli ingredienti!".

Ora scusatemi, ma devo montare una set di Bare Knuckle sulla mia Squier cinese,
perché i Tom Holmes che monto ora non mi soddisfano!
;-)
A.
Rispondi
Vado OT rispetto al mio ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 22/01/2015 ore 17:45:50
Vado OT rispetto al mio stesso diario per condividere una cosa che mi ha fatto sorridere. Su fb seguo Bonamassa ed ho appena visto un post in cui tutto fiero si è fatto fotografare davanti ad una casa d'aste...Fiero perchè, e questo lo spega nella descrizione della foto, quello è il locale che ha dato il nome alla sua '59...Una delle poco al mondo, immagino, che ha la fortuna di avere un proprietario che è si un collezionista gasato che di più non si può, ma che farebbe suonar bene anche un manico di scopa e che, soprattutto, non l'ha relegata ad oggetto di culto in una vetrinetta a temperatura controllata, in favore di posti più congeniali, quali i palchi!
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