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Cerchiamo collaudatori per il nuovo servizio valutazioni
Cerchiamo collaudatori per il nuovo servizio valutazioni

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 15 ottobre 2014 ore 16:00
ACCORDO.IT sta attivando un nuovo servizio, un database in costante aggiornamento delle compravendite avvenute di recente. Hai voglia di aiutarci a collaudarlo?
ACCORDO.IT sta attivando un nuovo servizio, un database in costante aggiornamento delle compravendite avvenute di recente. Hai voglia di aiutarci a collaudarlo?

"Quanto vale il mio strumento?" La domanda è frequentissima, ma non è facile definire il valore di una chitarra, un amplificatore, una batteria o una tastiera, soprattutto usati, perché è influenzato da variabili in costante cambiamento: rarità, reperibilità, notorietà, moda, situazione economica, scambi sui grandi mercati, eccetera. 

Il mercato è l'unico riferimento per farsi un'idea realistica su quanto chiedere o quanto offrire per uno strumento. Per questo ACCORDO.IT sta attivando un nuovo servizio, un database in costante aggiornamento delle compravendite avvenute di recente. Il database è alimentato dalla redazione di Accordo, ma anche dai musicisti, che possono aggiornarlo con le loro compravendite recenti. 


Vuoi partecipare al collaudo? Manda una mail a valutazioni@accordo.it con subject "collaudo valutazioni". Ci metteremo in contatto con le istruzioni.

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Molto interessante ottima idea ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 15/10/2014 ore 18:02:23
Molto interessante ottima idea
Rispondi
ottimo
di francesco72 [user #31226]
commento del 15/10/2014 ore 18:16:25
sono un sostenitore della teoria che sta alla base del progetto. E speriamo che in questo modo cessino le richieste di alcuni che pretendono di vendere il loro strumento usato allo stesso prezzo del nuovo o appena sotto quella soglia.
Rispondi
Re: ottimo
di slash.bonny [user #34391]
commento del 15/10/2014 ore 18:46:32
d'accordo con te! senza contare chi spaccia per vintage uno strumento che non lo è e lo vende a prezzo più alto del nuovo
Rispondi
Re: ottimo
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 16/10/2014 ore 10:54:1
Ma infatti il prezzo e' l' ultimo dei problemi ... Avendo disponibilita' in euro' chi e' in grado di capire realmente cosa stiamo acquistando ? Se guardiamo le repliche relic di gibson e fender ragazzi sono veramente fatte in un modo eccezzionale ! Quindi a meno che si acquisti da Gruhn o Guitar Center vintage o altri negozi altamente qualificati che ti rilasciano expertise io mai e poi mai mi fiderei a investire somme importanti e si parla di cifre dai ventimila in su ! Ciao
Rispondi
Re: ottimo
di Francescofalcone [user #16513]
commento del 16/10/2014 ore 08:01:0
La gente fa quello che gli pare, non sei costretto a comprare da pazzi esaltati e allo stesso tempo ti tocca sopportarne l'esistenza. È la normale legge della domanda e dell'offerta. Lasciali perdere punto e basta.
Rispondi
Basta guardare la vetrina di ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 15/10/2014 ore 19:26:04
Basta guardare la vetrina di Accordo per capire che è tutto "sballato"..ci sono richieste assurde,per certa roba.
Rispondi
ottima idea ragazzi, così nè ...
di dantrooper [user #24557]
commento del 15/10/2014 ore 19:28:38
ottima idea ragazzi, così nè chi vende propone prezzi spropositati nè chi compra pretende prezzi stracciati, e in generale si ha un riferimento equo su di una possibile valutazione di un oggetto da vendere.
Rispondi
Grande!
di lox [user #36753]
commento del 15/10/2014 ore 21:12:52
Mi sembra un'ottima idea: forse si smetteranno di vedere (almeno qui) chitarre vintage del '85 o fatte "non certo come le ciofeche di oggi"!
Fantastica idea!!
Rispondi
L'avevo proposto anni fa qui su Accordo
di TidalRace [user #16055]
commento del 16/10/2014 ore 00:14:21
Fa piacere che abbiate ripensato a una cosa da me proposta alcuni anni fa che io volevo fare sulla falsariga degli usati automobilistici.
Rispondi
Re: L'avevo proposto anni fa qui su Accordo
di superloco [user #24204]
commento del 16/10/2014 ore 11:29:40
vero...
Rispondi
quando metti in vendita uno ...
di thyeah [user #40067]
commento del 16/10/2014 ore 11:48:31
quando metti in vendita uno strumento puoi farlo con 2 approcci: devi realizzare a tutti i costi quindi ti serve un prezzo sensato (diciamo di mercato) oppure puoi voler vendere per sfizio (che ne so per reinvestire in altri strumenti) a quel punto il criterio cambia, entra in gioco anche quanto tu sei disposto ad avere per rinunciare a quell'oggetto.
non vale la pena prendersela con chi spara prezzi assurdi, basta ignorare l'offerta che non troviamo sensata, non tutti quelli che sparano un prezzo troppo alto lo fanno per truffare la gente, imho

sicuramente la cosa è utile
Rispondi
Re: quando metti in vendita uno ...
di prada [user #19807]
commento del 16/10/2014 ore 12:05:30
Sono totalmente d'accordo con te. Magari non sono intenzionato a vendere a tutti i costi e neppure sono alla canna del gas: se posso realizzare il massimo per reinvestirlo in un altro strumento che mi attrae di più rispetto a quello in mio possesso, lo offro alle mie condizioni; se poi sono giudicate troppo esose l'eventuale compratore si rivolgerà altrove. Non tutti infatti propongono vendite per truffare il prossimo.
Per il resto, ottima iniziativa.
Rispondi
Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 16/10/2014 ore 12:32:04
Un piccolo appunto giuridico: leggo spesso di "truffa" con riferimento ad acquisti a prezzi troppo alti rispetto a quelli di mercato, e vorrei precisare che, nella vendita tra privati, sono i privati a fare il prezzo, alto o basso che sia, e questo non integrerà mai la fattispecie della truffa. E questo in quanto la compravendita tra privati è espressione della loro autonomia, pertanto ciascuno potrà con la propria testa decidere se il prezzo è conveniente o meno per quel determinato strumento in quelle determinate condizioni.

Tra l'altro è molto difficile stabilire quali siano i reali prezzi di mercato, poichè sugli strumenti oltre alle condizioni valgono anche altre considerazioni (questo strumento suona meglio di altri che ho sentito, forse vale la pena spenderci X euro in più).
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 16/10/2014 ore 19:08:26
Il tuo commento è sensato, ma non tiene conto di alcuni aspetti legati alla compravendita.

Se io metto in vendita a 2000 euro una Fender del 1989 specificando trattarsi di chitarra "vintage", adotto un comportamento che integra il 640 c.p.

Se cambio l'involucro di un TS10 con uno artigianale e rivendo il pedale come "boutique", integro il reato di truffa.

Si tratta di truffa quando si è in presenza di "artifizi o raggiri".

Chiaramente, non c'è truffa in un normale scambio (io so cosa compro e tu non nascondi o ingigantisci nulla su quello che vendi), anche in presenza di un prezzo alto; ma il web è pieno di furbi che millantano.

Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 16/10/2014 ore 19:28:58
Dai miei remotissimi ricordi universitari: non credo che troveresti mai un giudice che condanna per truffa qualcuno per aver definito "vintage" una cosa che non lo è (anche perché il concetto è molto opinabile). Invece cambiare confezione è truffa a tutti gli effetti. Ma sono temi che non ci riguardano, noi raccogliamo vendite che si considerano reali. Infatti nella release pubblica avremo disclaimer chiari.
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 16/10/2014 ore 20:20:48
I giudici che condannano per truffa li vedo praticamente tutti i giorni (eccessivo: diciamo varie volte al mese).
Non si tratta di come uno definisce uno strumento: si tratta di far credere, magari ad uno sprovveduto, che la Gibson del 1989 valga i 4000 euro richiesti perché è vintage e ha un valore di mercato di 4200€.

Chiaramente il tema non riguarda la sezione che state facendo nascere.
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 17/10/2014 ore 00:02:26
Hem... Per me una Fender Stratocaster Eric Clapton prima serie o una Stratocaster HLE del 1989 "pre Custom Shop logo" sono a tutti gli effetti definibili "vintage", come anche le reissue pre-Corona 1982-1984, le prime PRS, le prime Les Paul Flametop reissue, eccetera.
Non a caso i prezzi odierni di mercato di queste chitarre sono ampiamente superiori a quelli di acquisto all'epoca, pur rivalutati.
Non lo dico per aprire fronti OT, ma solo sostenere la mia tesi che "vintage" nelle chitarre è un aggettivo indefinibile. Un conto è la definizione "Golden Era" (ormai ben collocata nel tempo), un conto è "vintage".
Il tutto - confermo - non c'entra nulla col nuovo servizio, ma discutere di "vintage" resta sempre molto piacevole :-)
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 17/10/2014 ore 01:55:45
Ma si, ci può stare, gli esempi sono infiniti.
Ma se anche tu, come me, sei laureato in giurisprudenza (non che sia necessario), leggere "nella vendita tra privati, sono i privati a fare il prezzo, alto o basso che sia, e questo non integrerà mai la fattispecie della truffa" dovrebbe accendere una lampadina; a casa mia, questa frase significa che tra privati non ci potrà essere mai truffa e mi pare... Un'inesattezza.


Possiamo discutere per anni sul significato di "vintage" e sui vari esempi a sostegno di questa o quella tesi, ma la truffa tra privati ESISTE, eccome.
Io sono intervenuto nel thread solo per sottolineare questo fatto, che pare lapalissiano.

Non sei d'accordo?
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 17/10/2014 ore 10:13:30
Non ho bisogno di dichiarare di essere d'accordo, non ho mai pensato né affermato che non esista la truffa tra privati. Comunque mi pare un avvitamento del tutto estraneo al thread.
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 16/10/2014 ore 20:11:35
Volontariamente non ho toccato altri argomenti al di fuori del prezzo concordato per lo strumento, che ovviamente dovrà essere originale e rispondente alla descrizione, per evitare un tedioso compendio di diritto.

Ad ogni modo, il problema del "vintage non vintage", come giustamente accennato da Alberto, non è semplice, ed in ogni caso non integra gli estremi della truffa, se l'anno dichiarato è corretto: stai acquistando uno strumento del 1989, che non sia vintage puoi stabilirlo tu stesso semplicemente facendo ricorso al buon senso.

Sugli strumenti alterati invece può esserci contraffazione, truffa, uso non autorizzato di marchi, forme e loghi depositati, a seconda del caso concreto (alterazione di uno strumento economico per farlo sembrare uno strumento di fascia alta, sostituzione del box per inscenare un falso boutique).

Ad ogni modo tutto questo esula dal problema delle valutazioni, oggetto dell'articolo, che evidentemente si intendono effettuate su strumenti originali e conformi al modello di riferimento. In questo caso è solo il libero scambio e l'autonomia privata a determinare il prezzo d'acquisto.

Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 16/10/2014 ore 20:42:5
Dichiarare l'anno può non bastare. Dire, ad esempio, che la mia chitarra vintage del 1989 vale i 4000€ richiesti perché in quell'anno sono stati usati legni diversi e migliori, ingenera nell'altro un errato convincimento.

Purtroppo non tutti gli acquirenti sono esperti, e il buon senso spesso manca. Viceversa, sparirebbero la maggior parte delle truffe.

Ovviamente questa è solo la mia opinione, ma se mio figlio dovesse essere turlupinato in questo modo, oltre a dare del pirla a lui andrei a querelare il venditore.
Tanto non mi costa nulla ;-)
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 16/10/2014 ore 21:05:18
-- Tanto non mi costa nulla ;-) --

Vallo a dire a quelli condannati per lite temeraria e/o condannati succesivamente per calunnia. Non si intentano processi senza solide basi, può comportare conseguenze molto serie!

Ad ogni modo, lo ripeto, non è truffa indicare l'anno di produzione dello strumento (se l'anno è quello giusto) e definirlo "vintage", anche in considerazione del fatto che la stessa categoria del vintage non ha leggi assolute, con paradigmi assolutamente diversi a seconda dell'ambito di riferimento (indumenti, strumenti, automobili, opere d'arte)

Tra l'altro hai ora addotto un esempio diverso dal primo, che contiene elementi ulteriori (la storia dei legni diversi) che rientrano in un discorso diverso, ma cambiando ogni volta esempio non se ne esce più!
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 16/10/2014 ore 21:32:4
Gli esempi sono molteplici, la casistica è infinitamente vasta, se frequenti i tribunali lo sai.

La compravendita (gli strumenti musicali non fanno alcuna eccezione) soffre certamente della possibilità di contenere una truffa. Secondo me, eh.

Sul "non mi costa nulla" stavo a scherza', non vorrei trasformare questo confronto in una delle solite discussioni, la giurisprudenza non è una scienza esatta, rispondevo solo al tuo appunto sull'impossibilità di truffa nella compravendita di strumenti musicali.. Secondo me non è così e bisognerebbe stare attenti, ma capisco che altri possano pensarla diversamente.

Ciao
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 16/10/2014 ore 22:39:2
--- al tuo appunto sull'impossibilità di truffa nella compravendita di strumenti musicali.. ---

E dove avrei mai scritto una cosa del genere? Ho parlato di truffa, contraffazione, alterazione di marchi etc etc, escludendo - perchè è così - da questi casi la pattuizione del prezzo, che è frutto dell'autonomia privata e che non c'entra NULLA con la truffa.

Credo che tu non abbia letto attentamente i miei commenti, ma ti sia limitato a rispondere senza soffermarti a leggere quello che avevo scritto.

Per quanto mi riguarda "de hoc satis", dato che stiamo riempiendo la pagina di OT a oltranza, oltre al fatto che a quanto pare non riesco proprio a spiegarmi!

Ciao!
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 17/10/2014 ore 02:01:11
Hai scritto "vorrei precisare che, nella vendita tra privati, sono i privati a fare il prezzo, alto o basso che sia, e questo non integrerà mai la fattispecie della truffa"

Questo pare significare che in una compravendita tra privati non ci potrà mai essere truffa. Per me è un'enormità, ma può darsi che io non abbia letto attentamente. C'è anche la possibilità che tu non abbia scritto correttamente.

Evidentemente, come dici, non riesci proprio a spiegarti; magari sono io a non capire, ma la frase che hai scritto (e che ha originato gli OT a oltranza) mi pare non corretta, le truffe tra privati ESISTONO.

De hoc satis, sono d'accordo. Come spesso accade, una divergenza d'opinione si è trasformata in una cosa fastidiosa, pazienza.
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 17/10/2014 ore 11:33:22
Leggi la parte sottolineata della frase che tu stesso hai riportato: "vorrei precisare che, nella vendita tra privati, SONO I PRIVATI A FARE IL PREZZO, ALTO O BASSO CHE SIA, e QUESTO non integrerà mai la fattispecie della truffa"

Per l'ultima volta, E' OVVIO che nella compravendita tra privati le truffe sono possibili e di fatto si verificano, ma ottenere il prezzo più alto possibile per quello che si sta vendendo non è e non sarà mai reato.

Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di mattconfusion [user #13306]
commento del 17/10/2014 ore 09:01:34
esatto, un conto è l'etica e un conto è il rispetto della legge. Se io ti vendo una Strato del 1994 spacciandotela per una del 1964 (sparo a caso eh) ti sto effettivamente truffando. Ma se ti dico che è del 94 ma che vale 2 mila euro in più perchè l'aria del 1994 era migliore di quella di oggi e tu accetti... non è etico, ma è lecito.
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 17/10/2014 ore 11:23:45
Tutto giusto. A quanto pare quel che ho scritto non è poi così incomprensibile!
Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di E! [user #6395]
commento del 17/10/2014 ore 22:53:57
Se vuoi, continuiamo in privato e parliamo del fatto che non è il prezzo IN SE' il problema, ma il prezzo in relazione alle qualità del prodotto e agli artifizi o raggiri che integrano il reato di truffa.

Rispondi
Re: Un piccolo appunto giuridico: leggo ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 17/10/2014 ore 23:17:48
Continui ancora a confondere la pattuizione del prezzo con altri elementi accidentali.
Rispondi
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Partecipo
di Hefexor [user #34231]
commento del 16/10/2014 ore 13:33:20
Mail inviata, ottima iniziativa, se posso dare una mano (visto che di roba ne ho vista passare...) lo faccio volentieri!
Rispondi
iniziativa molto interessante anche se ...
di TheLeggius [user #27570]
commento del 16/10/2014 ore 15:04:07
iniziativa molto interessante anche se secondo me va rivista nella forma, mi spiego meglio:
ovviamente due oggetti uguali ma usati da persone diverse e quindi in condizioni diverse verranno venduti ad un prezzo differente, perciò qualcun'altro potrebbe aver venduto uno stesso ampli o pedale che sia che ho venduto io (per esempio) ad un prezzo minore solo perchè era più usurato, ciò non significa che io abbia ingannato o derubato il compratore. Quindi come si fa a stabilire il prezzo giusto? io direi che bisognerebbe semplicemente informare meglio, cioè basta dire alla gente che anche se l'oggetto è stato acquistato il giorno prima già va tolta l'iva, e a questo prezzo poi va tolta una percentuale in base a tantissimi fattori quali: l'età, se è in garanzia o no, l'usura ed il funzionamento, se è nella confezione originale ecc..ecc... credo che queste percentuali possano variare tra il 10/15% fino anche al 50/60% se l'oggetto è veramente messo male ma funzionante. (le ultime percentuali le ho un po' sparate ma credo sia una visione efficace)
Rispondi
Re: iniziativa molto interessante anche se ...
di alberto biraghi [user #3]
commento del 16/10/2014 ore 18:20:38
Vero, ma non è questo l'intento. Il nostro intento non è indicare un "prezzo giusto" (che - come dice il sito - non esiste, le variabili sono troppe), ma costruire un DB a disposizione di tutti in cui si tenga traccia degli scambi avvenuti, con le cifre reali sulle quali fare media. A titolo puramente indicativo.
Ti faccio un esempio personale, da appassionato di chitarre Ovation. Sui siti americani che seguo, la "Patriot" (che ha i suoi estimatori) viene scambiata a circa 6-700 dollari, sopra non si vende. In Italia ne ho vista una in vendita a 3mila euro. Non parlo mai di "truffa" (siamo in libero mercato), ma che senso ha?
A questo punto, disporre di un servizio che suggerisce il valore **medio** degli strumenti, basandosi su trattative **portate a termine**, può aiutare i consumatori a decidere le proprie richieste se vendono, a fare offerte sensate se acquistano. E' chiaro che in Italia la Patriot potrà oscillare tra 600 e 900 in relazione al rapporto tra domanda e offerta, ma è anche chiaro che a nessuno verrebbe in mente di poterla vendere a 3mila, a tutto vantaggio della vitalità del mercato, quindi - molto-molto-molto indirettamente - anche nostra, che in questo mercato ci lavoriamo.
Spero che ora sia più chiaro l'intento del servizio.
Rispondi
Cosa ci guadagno a dire ...
di garbage [user #41176]
commento del 16/10/2014 ore 15:39:36
Cosa ci guadagno a dire a tutti se ho venduto, cosa e a quanto? Chi controlla che non abbia detto un sacco di balle?
Se questa cosa che fate e che chiamate DB non è una piattaforma commerciale dove si effettua in qualche modo lo scambio, non ci sarà alcun interesse a fornire le informazioni: se voglio vendere voglio sapere, se voglio comprare voglio sapere, ma se una transazione è già andata a buon fine che mi frega di comunicare al mondo com'è andata?
Secondo me non la raccontate tutta!))
Rispondi
Re: Cosa ci guadagno a dire ...
di mattconfusion [user #13306]
commento del 17/10/2014 ore 09:10:33
Scusa ma se tu vuoi comprare che ne so una Telecaster Deluxe del 1973, e non sei sicuro che il prezzo che il venditore ti chiede è più alto o nella norma, oltre a acercare su ebay e simili quali sono i prezzi di altri venditori, oltre a cercare sui forum e chiedere quant'è la valutazione, vai sul DB - cioè sul database - di accordo e puoi avere un riscontro.
-> "Cosa ci guadagno"
Cosa ci guadagnano tutti quellic he scrivono su questo sito o su altri? O sui forum? Niente. Condividono la loro esperienza perchè possa essere utile agli altri. E' tipo il concetto sul quale si fonda lo spirito del Web.....
-> "Come faccio a sapere se non accontano balle / Come fanno a sapere se io non racconto balle":
Innanzitutto perchè pensare subito male e perchè porsi il problema. In una comunità se si è onesti ci guadagni tu e ci guadagnano tutti gli altri.
In secondo luogo, essendo su accordo credo che ci sarà attenzione a chi fa il furbo, così come c'è su chi posta articoli recensioni su una chitarra e poi la vende sul mercatino lo stesso giorno.

Non ostiniamoci a vedere furberie da tutte le parti.
Rispondi
Re: Cosa ci guadagno a dire ...
di garbage [user #41176]
commento del 17/10/2014 ore 11:04:01
Non vedo e non denuncio furberie, almeno da parte di chi promuove questa interessante iniziativa, ma pare ci sia molta ingenuità o qualcosa che manca. Fare una quotazione del valore medio della strumentazione sulla base di quanto è stato riportato su un singolo sistema equivale al massimo della inaffidabilità. Accordo e la sua comunità potrebbero invece avere la credibilità e la competenza per discutere ogni singolo caso: ad esempio, voglio vendere il mio fender supersonic twin combo comprato nuovo tre mesi fa, quanto vale? Tutta la discussione corredata di una descrizione puntuale può essere linkata in qualuqnue market place si decida di far comparire l'annuncio. Può valere anche alla rovescia: vedo un annucio e mi rivolgo ad accordo per la consulenza della comunità...
Secondo me fare diversamente da così equivale a buoni propositi senza risolvere nessun problema. La quotazione delle auto usate, che in parte è simile alla strumentazione (condizioni, anno, vintage...) è sempre affidata alla competenza e all'affidabilità di chi la stima, non è ipotizzabile il prezzo medio di nulla perchè le variabili sono potenzialmente infinite.
In questo modo, totalmente trasparente, decadono anche le ipotesi di magheggio sui prezzi...
Rispondi
Prezzi italiani: tutto relativo
di zabu [user #2321]
commento del 16/10/2014 ore 18:23:23
In un mercato globalizzato i prezzi dell'usato andrebbero valutati anche rispetto al valore degli strumenti in altri paesi e negli USA in particolare. Con un 10 minuti di ricerche si puo' trovare lo strumento che cerchiamo su eBay da un venditore affidabile e che spedisce all'estero. Certamente dobbiamo ricordarci di aggiungere le spese di spedizione e iva+dazio (ca. 28/30). A quel punto secondo me si puo' valutare se i prezzi per il medesimo strumento in Italia sono avvicinabili. In caso i prezzi richiesti in Italia siano sensibilmente troppo elevati rispetto al possibile acquisto all'estero (includendo sempre spedizione e tasse) meglio lasciar perdere e pensare all'acquisto online.
Rispondi
Re: Prezzi italiani: tutto relativo
di alberto biraghi [user #3]
commento del 16/10/2014 ore 18:52:4
Ovviamente. Ma avere un servizio che tiene conto certamente di quelli, ma anche della realtà del mercato attivo (che è comunque diverso, per esempio in Italia una Wandrè a 3mila euro non la compra nessuno, a Tokyo fanno la fila) è utile. Vediamo. Noi l'abbiamo sviluppato, un investimento di servizio ai lettori che a noi sembra utile.
Rispondi
Fare una valutazione dell'originalità
di TidalRace [user #16055]
commento del 16/10/2014 ore 23:52:24
Io penserei anche alla possibilità di richiedere una valutazione da un esperto di Accordo e credo che ce ne siano molti, sull'originalità di uno strumento, tramite l'acquisizione di foto prima di una transazione. Questo logicamente dove c'è un valore storico/collezionistico dell'oggetto. Purtroppo oggi è molto facile falsificare uno strumento e spacciarlo per vintage.
Rispondi
Re: Fare una valutazione dell'originalità
di mattconfusion [user #13306]
commento del 17/10/2014 ore 09:39:35
Quello che dici è molto utile, e in effetti un servizio che si chiama Valutazioni può far pensare che sia anche questo lo scopo. Però di fatto cambia un po' la natura del sistema: qui tu inserisci una transazione già avvenuta, e chi consulta cerca fra transazioni già avvenute.

Per integrare una cosa come questa - e a livello di sviluppo direi che è un bel pezzo di lavoro in più - si potrebbe pensare all'inserimento di una transazione in stato di "in trattativa": io aqcuirente inserisco la transazione e dico mi ha chiesto tot, ecco le foto, che ne pensate? A quel punto però l'esigenza può essere coperta dal servizio tecnico già esistente su accordo...
Rispondi
Il Mercato dell'usato ha bisogno di una nuova "resistenza" :)
di saketman2 [user #18572]
commento del 18/10/2014 ore 00:08:55
sono ormai 45 anni che imbraccio, scambio e vendo chitarre...
Le vendo su MM le vendo su eBay, le compro da entrambi ma anche direttamente dai loro Paesi di provenienza.
La valutazione o la svalutazione del Mercato è un bel problema...
MM offre un'infinità di "furbacchioni" che rovinano il "Mercato" con prezzi "sparati" e disorientano gli acquirenti che appena aprono un annuncio, pensano debba essere calato, a prescindere del 50%.
Cosa penso lo si capisce... Il Mercato dell'usato ha bisogno di una nuova "resistenza" :)
C'è si un valore di Mercato, altro che la rincorsa al "solo" vendere.
Ma questo ormai, può capirlo, non un "ragazzino" di 25-30 anni ma forse solo un collezionista, categoria nella quale io reputo ormai di essere da qualche lustro....
Le chitarre con un certo valore, tutti le pagano non certo le regalano, quindi, negli scambi o nelle vendite tra privati e collezionisti, si spera che chi vende, non ci perda e chi compra, non pensi solo di fare "furbate" perchè il concetto è questo:
Le belle chitarre, opinabili o meno per gusto, qualsiasi sia la loro fattezza, non devono essere merce in mano a presunti "collezionisti" o chitarristi" persone che vivono alle spalle "vampiri" di chi nutre una vera passione per questi oggetti, e certo non ci specula, ma sa dare loro il loro giusto valore.
Silvio
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