Buongiorno a tutti! Questo è il mio primo articolo qui su Accordo ma vi seguo da innumerevole tempo. Io sono principalmente un cantante, ma suono la chitarra ritmica ( e a volte solista ) nel mio gruppo, dove facciamo canzoni inedite in italiano principalmente di genere Pop/Punk. Come avrete capito non sono un virtuoso, adoro suonare parti ritmiche con ritmi particolari e ci tengo particolarmente alla cura del mio suono, che deve essere sempre definito mai confuso e possibilmente stereo, per lasciare la chitarra solista al centro e non lasciare buchi durante il pezzo.
Ma lasciando perdere questa breve presentazioni passiamo al dunque! Ho provato vari amplificatori, sono partito con un Marshall Valvestate 8080 per passare ad uno Hughes & Kettern 60r blue usato con pedalame vario ( DS1, SD1, DD3) per poi vendere tutto quanto e passare ad una splendida ( spero! dato che mi arriva tra poco ) Digitech RP360, pedaliera che sulla carta contiene lo stesso processore della RP1000 e le medesime simulazioni ( sia come algoritmi che come quantità! ). Ho effettuato questa scelta dopo aver provato una Digitech RP90 ( che possiedo ancora ), pedaliera misera ma con 1-2 suoni davvero belli, definiti, chiari e con la botta che cerco. Attualmente collego la mia RP90 ad una cassa spia t.bone con cono da 8” e con 70Watt di potenza. Con tale configurazione sfrutto il finale incluso nella cassa ed il suo speaker.
Ma il manuale della RP90 dice che in caso di collegamento diretto a PA ( la spia è una singola cassa è vero ma il funzionamento, il finale etc è lo stesso che un PA composto da mixer passivo e casse amplificate!) è necessario attivare la simulazione di cassa ( fissa per ogni amp in questa pedaliera) con l’apposito pulstante. Bene se seguo il manuale il suono che esce è orribile! Lontano confuso e brutto! Se la spengo diventa definito, secco e con una botta molto bella.
Ma allora come mai Digitech dice di attivare la simulazione in caso di collegamento a PA?
Da quello che ho potuto studiare esistono molti metodi di collegamento di un multieffetto. Escludiamo l’utilizzo di qualsiasi ampli per chitarra con entrata return e rimangono i seguenti metodi:
MultiFX finale x voce cassa x chitarra MultiFX finale x chitarra cassa x chitarra MultiFX finale x voce cassa x voce/FLAT MultiFX finale x chitarra cassa x chitarra linear ( stile S112 ) MultiFX cassa amplificata/spia con finale incluso cassa normale Flat & Full range 8/10/12’’ MultiFX finale x voce casse stereo da PA passive MultiFX mixer passivo cassa amplificate PA
Stando alle “mie teorie” in NESSUNO di questi utilizzi avrebbe senso utilizzare le simulazioni di cassa, poiché in tutti i casi si passa SEMPRE per un finale ( lineare se è incluso nelle casse, mixer oppure quelli per PA passivi) o eventualmente colorato se per un finale da chitarra, e SEMPRE per una o più casse! Più lineari se spia o PA ( passivi o attivi che si voglia) più colorati se apposta per chitarra ( meno nel caso di casse lineari come le S112 ).
L’unico utilizzo sensato che trovo per usare anche la simulazione della cassa è se si suona in molti locali che possiedono PA diversi ( per dimensione, modello marca etc) e non si vuole portare la propria cassa con finale o cassa attiva spia che sia. In questo caso può avere un senso prepararsi i propri suoni a casa e portarsi in giro sempre quelli, sapendo che al 90% delle volte non cambiano tantissimo e potendo stare tranquilli in tutte le situazioni.
Inoltre posso avere un senso nel caso ( il mio ) di utilizzo di Ear Monitor, anche se il segnale ( sarò io mah) continua a piacermi di più senza le simulazioni, anche se uso la pedal in cuffia o live con le Ear Monitor.
Attenderò la RP360 per ulteriori test, ma nel frattempo mi piacerebbe sapere i vostri pensieri a riguardo e sapere quale delle tante possibilità di collegamento è la migliore per avere un suono lineare, che non colori quello simulato e che sfrutti al massimo le possibilità dei multiFx.
Un saluto a tutti quanti! |