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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

La colpa è nostra.

di NorwegianWood [user #18676] - pubblicato il 26 agosto 2014 ore 21:20
Su faccialibro sono iscritto ad al gruppo: "compravendita di strumenti musicali della provincia di Ragusa".
In effetti potrei anche disiscrivermi visto che non sono più ivi residente da un po'.
Ad ogni modo, il regolamento del suddetto gruppo consente anche la pubblicazioni di annunci in cui si cercano musicisti.
Uno colpisce, ovviamente, la mia attenzione.

"CERCO SUBITO CANTANTE ZONA RAGUSA PER GRUPPO
CARTOON 70-80-90
CON 7 COMPONENTI !
PROGETTO PER SUONARE FUORI E NON MORIRE IN SALA PROVE.
MASSIMA SERIETA' E DISPONIBILITA',
cantante femmina
basso
chitarra 1
chitarra 2
tastiera
batteria
saxofonista"

Al tizio mi sono permesso di commentare così:

"Bravi, assecondate quest'andazzo. Scrivere musica vostra no, eh? Siccome non sono un rompicoglioni e basta, voglio dire una cosa costruttiva. Faccio un invito tutti i musicisti "in ascolto": Scrivete musica vostra. Abbiamo (sì, abbiamo...mi ci metto pure io in mezzo!) per troppo tempo inseguito la serata facile con il progetto ruffiano. Meglio l'uovo oggi che la gallina domani. Ma è solo colpa nostra se abbiamo "abituato" i locali così...Siamo noi ad aver svalutato un'occasione di fare qualcosa di artistico quale può essere un concerto in un locale. E ora i locali, non ci chiedono altro che puro intrattenimento. La colpa è solo nostra se oggi si riesce ad fissare una serata solo ed esclusivamente con "progetti per suonare fuori", come sono stati definiti. A***, non me ne volere. Ho solo colto il tuo post quale occasione per dire la mia su questo tema. E, pur sapendo che sono ampiamente off-topic...me ne frego. Perché c'è un problema. Ed è giusto affrontarlo. Non mi giro dall'altra parte e far finta di non esista. Anzi. Faccio un'altra metafora. Vorrei, nel mio piccolo, contribuire a risolvere una situazione di merda anziché imparare a nuotarci, nella merda. Invito chiunque voglia discutere la cosa a farlo. Iniziare anche qui, se va bene agli amministratori. Del resto non facciamo niente di male."

Ecco. Mi sembrava giusto riportare anche qui questa riflessione.
Questo è sicuramente è un posto giusto per discuterne.

La colpa è solo nostra se oggi si riesce a suonare in giro solo se il tuo repertorio è Vasco e Ligabue.
Con tutto il rispetto per Vasco e Ligabue, artisti che non gradisco ma che rispetto tanto.

Se almeno la metà delle band in circolazione facesse musica propria...oggi la situazione sarebbe ben diversa...avete provato ad immaginare lo scenario? 

Prima che qualcuno protesti faccio una precisazione.
Per carità, non me la prendo con chi fa musica da amatore. Non c'è nulla di male.
Però questo ha creato e continua a creare seri problemi a chi vuole fare qualcosa di diverso in modo diverso. Non sto dicendo niente di assurdo. 

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Sono parzialmente d'accordo con ciò ...
di elrockero [user #20440]
commento del 26/08/2014 ore 23:19:30
Sono parzialmente d'accordo con ciò che scrivi: sicuramente aver abituato in un certo modo i locali è stata anche responsabilità di chi suona.
Allo stesso tempo credo che buona parte di corresponsabilità sia da attribuire anche a chi ascolta e a chi frequenta i locali (alla fine i gestori danno ai clienti quello che vogliono...), solitamente un pubblico che per mia esperienza è poco incline a voler sentire qualcosa di nuovo e preferisce rifugiarsi nel conosciuto e nel revival come se questo suscitasse in lui un senso di sicurezza da "i bei tempi andati" o come se il passato fosse per forza garanzia di bellezza e qualità (vedi ad esempio l'ossessione per la presunta superiorità intrinseca dell'intero repertorio classico soltanto per essere tale). Altra ragione potrebbe essere che il "conosciuto" e "famoso" di matrice nostrana può essere facilmente cantato e per questo permette agli spettatori di sentirsi partecipi, dentro la serata... un po' come quelle belle notti passate in spiaggia con una chitarra e un falò il cui mito pervade l'immaginario italiano. Non c'è nulla da fare: ascoltare è difficile, e ciò credo valga sia quando hai davanti una persona che parla, sia quando hai davanti una persona (o un gruppo) che suona... più facile allora partecipare e sfogarsi, più facile cercare di essere sempre e comunque coinvolti e protagonisti: pazienza se davanti si hanno copie, l'importante è che mi diano in pasto emozioni commestibilie e immediatamente digeribili (perchè già masticate...).

Preciso: con ciò non credo ci sia nulla di male! La musica non è solo di chi la suona ma anche (e soprattutto credo) di chi l'ascolta, che ha tutto il diritto di ascoltarla per i motivi che meglio crede; con questa riflessione desidero solo tentare di razionalizzare dal mio opinabile punto di vista le motivazioni che potrebbero stare dietro una tendenza, sarei curioso di sapere se anche voi le riscontrate oppure ne riscontrate altre.

Altra bella questione da aprire, a questo punto, sarebbe poi se chi esegue un repertorio proprio riesca comunque ad aver qualcosa di interessante da dire per meritare di essere ascoltato e preso in considerazione... ma questa è un'altra storia :-)
Rispondi
Mah...io ho fatto per tanti ...
di sdl [user #5004]
commento del 27/08/2014 ore 01:27:55
Mah...io ho fatto per tanti anni musica "inedita" e abbiamo anche avuto un piccolo seguito a livello locale. Adesso faccio solo cover...ti dirò, non sono molto d'accordo con quanto scrivi. Se un gruppo si sente pronto per fare musica propria, fa bene a seguire le sue aspirazioni, questo e' fuori discussione. Ma non e' una cosa necessaria o obbligatoria. Dico di più: se vogliamo suonare in pubblico e' necessario avere un prodotto "professionale" da vendere, per rispetto sia nei confronti del locale (da cui, giustamente, vogliamo essere pagati) che del pubblico. Con le cover il metro di giudizio nella selezione di un gruppo e' più semplice ed oggettivo. Con pezzi inediti e' tutto più difficile: d'altra parte il gestore di un locale vende birra per vivere, non fa il talent scout! E il pubblico che va nel locale vuole divertirsi, non vestire i panni di "critici musicali" nell'attesa di gioire per quel gruppo su 20 che, facendo musica propria, ha davvero qualcosa da dire (e non parlo solo di bravura). Viceversa, i pochissimi che "hanno qualcosa da dire" i loro spazi li trovano lo stesso, magari inizialmente in ambienti più indipendenti e alla fine, se davvero valgono, riescono anche ad emergere. Concludo dicendo, sia da musicista che da avventore, meglio cento volte un tributo a Vasco fatto bene che un gruppo banale e "scopiazzatore" che propina musica propria (magari meravigliandosi anche di avere poca considerazione nella birreria sotto casa dove, giustamente, il cliente medio cerca solo un po di svago).
Rispondi
mah... io non sono in ...
di Sykk [user #21196]
commento del 27/08/2014 ore 07:33:20
mah... io non sono in grado di produrre qualcosa di decente (e ci ho provato), che dovrei fare smettere di suonare?
posso essere d'accordo in parte: vasco, ligabue, nomadi, cartoons.... basta! almeno se proprio vogliamo fare cover cerchiamo di fare qualcosa i diverso.
però il problema è il pubblico, quante persone sono interessate a qualcosa di diverso? nessuno, in molti casi neanche chi suona.
Rispondi
Hai ragione. ...però!
di invioinvio [user #30752]
commento del 27/08/2014 ore 07:34:55
Io sono d'accordo con te ma "la colpa è anche nostra" se la gente si annoia se non ascolta qualcosa di conosciuto ecc....per fare musica propria ci vogliono attributi capacità e tutte quelle sfaccettature che distinguono l'artista da chi crede di esserlo....per non parlare di mettere su una band che segua le tue richieste e idee! Bello spunto!
Rispondi
@NorwegianWood: Mi aspetto che tu ...
di Foglio [user #19480]
commento del 27/08/2014 ore 07:40:52
@NorwegianWood: Mi aspetto che tu spedisca la stessa missiva all'orchestra filarmonica della Scala (segreteria@filarmonica.it) e all'orchestra sinfonica Giuseppe Verdi (ruben.jais@laverdi.org)

Almeno per par condicio...
Rispondi
Re: @NorwegianWood: Mi aspetto che tu ...
di jdessi [user #27382]
commento del 27/08/2014 ore 13:14:05
straquoto
Rispondi
alle band di cover o ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 27/08/2014 ore 08:10:03
alle band di cover o tribute .. preferisco i dischi ..
Rispondi
D'altra parte c'è troppa gente ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 27/08/2014 ore 09:30:2
D'altra parte c'è troppa gente che fa musica propria senza sapere nulla di musica.
Purtroppo dietro la musica pop "commerciale" ci stanno delle teste che studiano le canzoni per farle piacere alla gente e si sa che la massa sceglie sempre il pacchetto precompilato.

Io -come tanti miei amici impegnati in cover/tributi- abbiamo comunque altri gruppi/progetti di musica personale, enormemente diversa rispetto quello che suoniamo fuori.
La differenza? che con le prime band ci paghiamo il lusso delle seconde, investiamo per registrare, comprare strumentazione e perdere tempo per la famosa "musica propria" che piace solo a noi.

La musica propria c'è ancora (vedo contest pieni zeppi di gruppetti più o meno bravi) ma manca un filino di autocritica che fa capire che non è una cosa per tutti.
Rispondi
Re: D'altra parte c'è troppa gente ...
di plastic [user #5227]
commento del 27/08/2014 ore 10:06:5
Condivido tutto... bravo!!!
inoltre aggiungerei, nel caso si abbia il talento (tipo "X" factor) e si ha la capacità di riconoscerlo e di crederci , se tutto è ricoperto di merda e sporcandosi e nuotandoci dentro che si possono cambiare le cose non standone puliti fuori...


ciao ciao

Plastic
Rispondi
Re: D'altra parte c'è troppa gente ...
di invioinvio [user #30752]
commento del 27/08/2014 ore 12:22:43
Mi accodo! Bravi!
Rispondi
Io sono d'accordo con te ...
di Farloppo [user #27319]
commento del 27/08/2014 ore 10:38:00
Io sono d'accordo con te ma fino a un certo punto. Ritengo che la responsabilità maggiore sia da attribuire al pubblico che è figlio della cultura musicale italiana. In più c'é la crisi per cui i locali faticano a sopravvivere e chiudono a ritmi inquietanti.
In pratica la faccenda è: se suoni cover o tributi allora la gente viene e riesco a fare qualche soldo, quindi suoni; se fai inediti "quanta gente mi porti? Meno di 50 persone? Mi spiace, ti farò sapere..."
E alla fine le band inediti possono suonare solo PAGANDO di tasca propria nei contest (di cui molti sono anche poco seri)... Band incapaci come quelle superbrave, non illudiamoci che esista meritocrazia musicale in Italia...

Il proliferare di tributi a V&L è un sintomo non la causa del problema...
Rispondi
"pubblico che è figlio della ...
di Guycho [user #2802]
commento del 27/08/2014 ore 11:20:02
"pubblico che è figlio della cultura musicale italiana"

Anche negli USA vanno forte le tribute band.
Rispondi
Re: "pubblico che è figlio della ...
di Farloppo [user #27319]
commento del 27/08/2014 ore 11:50:52
Sì ma mica ci sono solo quelle che monopolizzano quasi tutte le serate. Se vai in giro in USA per strada ci fanno le jam session blues e jazz, i locali dove suonano solo band emergenti esistono, non c'é la SIAE, se ascolti la radio non senti sempre le solite 5 canzoni ripetute a macchinetta... Non si può paragonare la scena live USA con quella italiana...
Rispondi
Re: "pubblico che è figlio della ...
di Guycho [user #2802]
commento del 29/08/2014 ore 13:43:32
non ci son o le jam session blues e jazz, ma c'è un vasto tessuto musicale italiano. Il blues e il jazz non hanno radici qui, abbiamo i nostri generi. C'e molta attività nel genere classico e popolare ad esermpio (il nostro popolare corrisponde al country e blues americani)
Rispondi
Re: "pubblico che è figlio della ...
di Farloppo [user #27319]
commento del 03/09/2014 ore 18:56:50
Questo è sicuro, ma le tribute band non rubano certo il posto alle orchestre classiche o alle band di liscio... Penso che il target, i locali e le occasioni di esibizioni siano proprio diversi...
Rispondi
Re: "pubblico che è figlio della ...
di Guycho [user #2802]
commento del 03/09/2014 ore 21:18:03
Il target delle tribute band, sostanzialmente il pubblico "rock", è ridotto rispetto ai fruitori di musica pop (intesa come popolare tutta, dal cantautore al X-Factor fino alla dance al liscio).
Ecco perchè il giro delle attività musicali rock, jazz, blues è scarso.

Se suoni in piazza Renato Zero, fai il pieno. Se suoni blues, ti trovi davanti solo gli amici. Non è una questione di qualità, ma di rendersi conto che in Italia il blues è di nicchia, mentre in USA lo ascoltano praticamente tutti.

Addirittura conosco molte persone di età avanzata, che da giovani (anni 70) ascoltavano Led Zeppelin, Genesis, Deep Purple, Queen etc. Ora che quella musica è passata di moda, ascoltano Tiziano Ferro e Mika. Questo mi ha fatto capire molte cose.
Rispondi
Credo che tutti i commenti ...
di OneForTheRoad [user #21582]
commento del 27/08/2014 ore 11:37:34
Credo che tutti i commenti sopra di me abbiano toccato argomenti molto interessanti e degni di una discussione separata per ogni "sottoargomento"..
Io dal canto mio concordo sia con NorwegianWood che con chi ha scritto che bisogna avere qualcosa da dire prima di pretendere un pubblico o di essere pagati per averlo..

Io non sono un bravo strumentista, e per scelta personale ho sempre portato avanti un progetto di brani originali, circondandomi di bravi strumentisti che potessero aiutarmi ad esprimerli. Dopodichè anche noi ci troviamo a dover "farcire" la scaletta con un bel po' di cover (per quanto, di fronte al pubblico, potremmo farle passare per pezzi nostri e nessuno se ne accorgerebbe perchè sono tutti brani semisconosciuti e "per addetti ai lavori"). I motivi?

Se lavori 8 ore al giorno e fai musica nel weekend non hai né il tempo, né (soprattutto) le energie mentali che ti permettano di scrivere brani belli, ben arrangiati e "densi" di significato ogni mese.
Eppure non puoi fare un live da 32 minuti netti perchè hai pochi pezzi originali. Quindi ci si "limita" a scrivere un pezzo ogni morte di papa, solo quando quello che stiamo scrivendo ci soddisfa davvero, e crediamo che valga la pena di essere scritto.

Quindi per scelta evitiamo di mettere su "un blues a caso", un boogie ruffiano, o un bel pezzone classic rock che potrebbe essere confuso ad occhi chiusi con uno degli AC/DC. Per quale motivo dovremmo farlo? solo per ingrossare la scaletta e poter dire che sono tutti pezzi nostri? E magari il pubblico sarebbe anche contento.. (quante volte ci siamo sentiti dire "che figo quel vostro pezzo! sembra quasi un brano degli xyz!!!") - ma che senso avrebbe?

Eppure è così, il "grande pubblico" non vuole ascoltare (come è già stato detto sopra da qualcuno), con tutta la fatica che porta con sé l'atto dell'ascolto. Il "grande pubblico" vuole le sonorità a cui è stato abituato da radio italia, o da virgin radio, da RTL o da qualunque altro colosso radiofonico e/o produzione televisiva. E si badi bene: non importa che siano brani "inediti" o "cover" (anche laura pausini canta brani "suoi" o comunque scritti per lei). Quello che interessa è che suonino "COME" quello a cui sono abituati.

Ad esempio, il mio batterista suona in un gruppo che sta facendo un discreto "successo" nella nostra zona (sono anche stati in prima serata sulla tivvù nazionale), e fanno successo proponendo brani "inediti".
Inediti sì, ma sono anche "originali". No. Sono una furbissima scopiazzatura ed incrocio tra cesare cremonini, le vibrazioni ed la "nuova" tendenza Indie-disco...

Certo, loro si sono sbattuti un sacco con promozione e tutto, ma se non facessero comunque musica "già stabilita", in tivvù non ci sarebbero mai arrivati.

Ecco il succo del discorso. Non è tanto una questione di "brani propri contro cover", quanto di "musica diversa contro musica standard".

E poi si potrebbero dire un sacco di altre cose, ma credo che non ci starebbero in un commento..
Rispondi
Re: Credo che tutti i commenti ...
di OneForTheRoad [user #21582]
commento del 27/08/2014 ore 11:55:36
Ah, per quanto riguarda il "piccolo pubblico", invece....

Non è vero che chi fa inediti o comunque musica "diversa" non riesce a suonare in giro.
Di sicuro non suona nei concerti preserata delle discoteche, non suona nelle pizzerie e nelle paninoteche, non suona nelle grandi birrerie "per famiglie".

Ma chi ha detto che sono quelli i posti in cui la buona musica deve entrare???

Noi abbiamo poco pubblicov di affezionati, e un piccolo giro di locali e feste estive in cui suoniamo regolarmente. Certo, dopo un po' ci si rompe i coglioni a suonare davanti alla stessa gente e negli stessi posti, e per questo ogni tanto cerchiamo di cambiare, e quando ci sbattiamo un po' riusciamo anche bene. Quando invece non abbiamo voglia di sbatterci suoniamo nel solito posto. Ed evidentemente ci sta bene così.

Ma mai e poi mai, e ripeto MAI, suoneremmo davanti alla gente che mangia. Perchè la nostra musica non c'entra nulla con certi posti e sarebbe idiota pretendere di portarcela. Anche se ci pagassero profumatam....... No... wait.... ok.. forse se ci pagassero profumatamente.. quel "mai" diventerebbe "ogni tanto" :):):)
Rispondi
Nel mio piccolo, credo che ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 27/08/2014 ore 12:51:38
Nel mio piccolo, credo che gli ingredienti per migliorare la situazione siano pochi.
Ci vorrebbe umiltà e uno spiccato senso di autocritica: da parte sia di chi fa musica propria, sia di chi fa cover.
Si è parlato di chi fa musica propria in maniera orrenda o poco professionale..e chi fa cover in maniera orrenda o non professionale? Ovverosia la maggior parte dei tributi e cover band della mia zona?

Sapete quante volte mi è capitato di suonare 30 minuti e aprire al tributo di turno, che col nome si è guadagato il posto da headliner e la data (mentre noi non avremmo mai suonato lì da soli o come gruppo principale), per poi piallarli completamente in virtù della qualità e dell'energia del nostro show?

Lo si fa per divertirsi, e va bene. Lo si fa per l'amicizia e la birra in compagnia, va bene. Comunque facendo cover si ha sempre una marcia nell'ottenere le date nei locali a prescindere dalla concorrenza delle band che propongono inediti e dalla qualità della cover band in questione.

Probabilmente se facessi cover dei miei inediti suonerei in più locali.

Quello che servirebbe è una mentalità "all'inglese": bandire le tribute da una percentuale rilevante di locali. Non solo dal localino di turno, birreria semisconosciuta perennemente con la SIAE fuori dalla porta e il fallimento dietro l'angolo, parlo di locali di un determinato livello, quelli dove la band che fa musica originale non suonerebbe MAI. Punto. Possibilità, Sì, di proporre qualche cover, ma alternata necessariamente a pezzi inediti.

Ovviamente questa cosa da sola non basta: servirebbe sì qualche locale che faccia da "talent scout", che permetta di suonare solo ai gruppi emergenti più tosti e fighi della zona: un locale cioè che faccia della SELEZIONE SERIA, dove la gente che conta (quella che va ai concerti per la musica, e non per le amicizie con tizio o caio, magari poi dandosi il cambio a vicenda sotto il palco, o l'affezione al locale di turno) possa andare e sentire una proposta musicale variegata e di un certo livello.

Selezione che va fatta in base alla qualità musicale della proposta, non in virtù delle persone cui hai stretto la mano; e ci siamo capiti: tutte le persone uscite dalla scuola dell'obbligo sanno che l'Italia è un paese fondato sulle relazioni interpersonali, e questo vale anche nella musica.
Rispondi
Un grande problema che affligge ...
di Plettratore_Mannaro [user #16218]
commento del 27/08/2014 ore 14:21:27
Un grande problema che affligge chi fa, o vorrebbe fare, musica originale è che spesso si crede che "avere un pubblico" sia un diritto è non un dovere e che è colpa del sistema cattivo se questo pubblico non c'è.
Spesso non è così, ed io credo che gran parte della colpa della presunta decadenza della scena musicale inedita degli ultimi anni, che è tutta da dimostrare secondo me, sia dovuta alla scarsità di proposte musicali di qualità in primis, e come qualità in generale si intende la capacità di riuscire a coinvolgere il pubblico, triste ma vero si tratta di questo in fondo, e se abbiamo permesso a musica di cattiva qualità di farla da padrone è anche e soprattutto colpa "nostra", di noi presunti dotti musicali.
Poi credo che si stia sbagliando anche la chiave di lettura di tutta la faccenda:
le cose cambiano, una volta si faceva promozione nei live, la gente si divertiva nei live, oggi internet la fa da padrone, la gente va su youtube se vuole sentire una canzone o vedere un concerto, prima non poteva.
Infatti le produzioni indipendenti sono decuplicate, c'è molta più musica originale in giro rispetto a 15 anni fa, ma si fanno meno live di musica inedita perchè il live nel pub oggi è più un momento per rilassarsi dal dopo lavoro che un momento per fruire di musica.
La funzione stessa dei locali sta cambiando, dato che non hanno più i margini di guadagno di una volta e non possono permettersi il lusso di una band di musica inedita che porta magari zero persone e fa anche schifo, mettendo in cattiva luce il locale.
Per le feste di paese et similia vale il medesimo discorso.

C'è un'altra sorpresa: il mondo non si adatterà alla vostra musica, siete voi che vi dovete adattare al mondo, a meno che non siate abbastanza capaci da far accadere il contrario.
Rispondi
Re: Un grande problema che affligge ...
di Farloppo [user #27319]
commento del 27/08/2014 ore 14:53:33
Mah.... Quindi pubblico=qualità?
Rispondi
Re: Un grande problema che affligge ...
di Plettratore_Mannaro [user #16218]
commento del 27/08/2014 ore 17:42:10
In riferimento alla musica popolare la qualità di solito è rappresentata da quanto il pubblico è coinvolto, non alla bellezza degli arrangiamenti o del sound, che sono soggettivi, ma a dati oggettivi di vendita e diffusione del prodotto musicale.
La musica in generale è veicolo di emozioni, se le veicola bene , se raggiunge l'obiettivo è comunque buona musica, ma qui sto parlando del mondo pratico e reale.
Chiaro è che non contano solamente i numeri, ma io volevo far riflettere sul fatto che evidentemente se la musica popolare che oggi abbiamo nel nostro paese è considerata di bassa qualità dai "musicisti" e "musicanti" forse è anche un pò colpa di quest'ultimi che non sono riusciti ad imporre la loro "musica di qualità", penso all'eterna diatriba rock\neo-melodico\amici di maria de filippi ad esempio.
Il mio è un discorso a livello macroscopico, è palese che la nozione di qualità propria di un musicista non è la stessa di quella di un fruitore, ma spesso un'altro errore è proprio qui: arroccarsi in discorsi intellettualoidi su purezza/qualità del prodotto/ecc tralasciando un'analisi critica di come e da chi andrà fruito il nostro prodotto.
Io ascolto musica inedita (rock/pop/metal) tutti i giorni, almeno mezz'ora al giorno soprattutto di band della mia zona, e chi come me fa la stessa cosa saprà certamente che un buon 80% di questo materiale è difficilmente vendibile al pubblico perchè troppo di nicchia, o troppo banale o suonato troppo male, com'è giusto che sia statisticamente.
Non ci vedo nulla di strano o di cui meravigliarsi, il problema sollevato è che le cover band rubano spazio alle band talentuose... però sta anche alle band di talento farsi valere, ed infatti loro vanno avanti per la loro strada, come sempre.
Magari sono cambiate le metodologie, magari c'è più concorrenza, magari il mercato cambia, ma a giudicare dalla marea di ottima musica che io personalmente sento in giro direi che non stiamo messi tanto male, anche in Italia.
E' chiaro che senza cover bands si suonerebbe di più, ma purtroppo ci sono e nessuno le toglierà da li per un bel pezzo.
E se la musica inedita non è più vissuta con la stessa enfasi di prima dal pubblico, ecco che fare musica originale diventa sempre meno gratificante, così si finisce per ripiegare sulle più gratificanti cover bands, alimentando un circolo vizioso.
Rispondi
Volete essere professionisti?
di CCDK49 [user #41591]
commento del 27/08/2014 ore 14:45:46
Insomma, guadagnarvi la pagnotta? In questo caso contano gli introiti e il GAS non sarà un problema. Si può dare un tocco personale extra a una qualsiasi cover. È un lavoro come un'altro. Se la band di turno non funziona se ne trova un'altra.

Fare musica propria partendo da zero è difficile! Anzi, quasi impossibile - bisogna avere musica che si rivolge a un certo pubblico. E poi dare un sound innovativo nel genere di scelta e non "copiare" roba conosciuta. Ma eccovi una storia interessante da parte mia riguardo a una band danese: era arrivata alle edizioni EWH Publishing una nuova e ultra-giovine telefonista, Ha detto "sono fan della band Mabel e vi sono decine di fans (tutte ragazze) che assiedono la loro sala prova". OK! Contratto immediato SOLO per questa ragione. Poi convincere una casa discografica darci dentro dato che la EWH ci credeva. Era più Pop che Rock. È andata più che bene. L'ottimale è l'aver un manager che ci crede e mantenendo contatti con tutti.
Rispondi
Non sono d'accordo:
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 27/08/2014 ore 14:52:14
se uno suona per divertimento a mio parere è giusto che faccia la musica che più gli piace, a me per esempio piace fare cover, spesso abbiamo avuto repertori di cover non proprio "tradizionali" e riarrangiato i pezzi a nostro gusto ma erano cover di pezzi comunque conosciuti anche se magari non si sentivano proposte da altre band in giro....che male c'è? quando la musica è suonata bene fa bene....secondo il tuo discorso chi non ha capacità compositive cosa dovrebbe fare? non dovrebbe aspirare a suonare dal vivo?

Perdonami ma chi sei tu per dire se un progetto è ruffiano oppure no? io mi sono divertito sempre dal vivo perchè ho sempre cercato di suonare con persone con le quali ci fosse feeling in sala prove e sul palco e per me questo bastava, poco importava se suonavamo brani di Elisa o dei King Crimson, la cosa importante era che funzionavano, che trasmettevano qualcosa a chi ci ascoltava e che ci divertivamo a suonare e a stare insieme.

A maggior ragione il il discorso vale per chi suona di professione anche se per ragioni diverse: chi suona per lavoro e vive con la musica è purtroppo obbligato a proporre quello che i locali e la gente chiede perchè magari ha moglie e figli da mantenere e bollette da pagare.

Per favore leviamoci di dosso questo presuntuoso senso di disprezzo verso chi fa cover come se chi propone musica originale dovesse godere di maggior rispetto o considerazione, te lo dico in modo amichevole e con il sorriso sulle labbra ma ti assicuro che se avessi mandato a ME le tue riflessioni (non richieste) ti saresti preso i tuoi "vaffa" ed in maniera anche parecchio pesante.....ma non lo hai fatto (:-DDD)

I problemi a chi vuol proporre musica originale non li crea certo chi fa cover o tribute, il problema è la spazzatura che circola per radio o per televisione, un mercato che impone musica discutibile ma ben confezionata, personaggi usa e getta o fenomeni da baraccone ben pubblicizzati dove l'investimento in marketing e promozione è di gran lunga più impegnativo ed oneroso dello sforzo artistico.... chi fa cover non è una causa ma è una conseguenza di questo mercato e meno male che non ci sono in giro band tribute di Lady Gaga, Justin Bieber e Miley Cyrus!!!
Rispondi
Re: Non sono d'accordo:
di CCDK49 [user #41591]
commento del 27/08/2014 ore 16:49:55
>il discorso vale per chi suona di professione< e questo era l'intento dell'intervento.

Una situazione da musicista: Milano primi '70, in studio per la Ariston. Si suonava basi di pezzi giusto composti; non vi era la pallidissima idea com'era la melodia per il canto. Tutto questo era per... vedere chi la potesse cantare al meglio tra gli artisti in scuderia, o cestinarli. Per uno come me era mantenersi in vita. Ho accumulato rabbia e partito coi Re Mida - una band troppo folle per aver alcuna speranza di farcela.
Rispondi
Re: Non sono d'accordo:
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 27/08/2014 ore 17:17:46
Forse, però era riferito ad una band sicuramente amatoriale altrimenti non avrebbero scritto: "PROGETTO PER SUONARE FUORI E NON MORIRE IN SALA PROVE" nel loro annuncio.

Al di là di questo non mi piace che chi fa cover, amatore o professionista, sia perennemente considerato la rovina per chi fa musica propria, giudicato come progetto ruffiano, bla, bla, bla...

Se chiunque mi avesse scritto: "Bravi, assecondate quest'andazzo. Scrivere musica vostra no, eh? fate musica vostra" come minimo gli avrei chiesto chi c...o è lui per dirmi cosa devo e cosa non devo fare e poi lo avrei seppellito di male parole.....oltre a COSA dici è importante anche COME lo dici.

Alla fine è la gente che decide l'andazzo: vuoi fare musica tua? padronissimo di farlo ma non incolpare gli altri se non ti vuol far suonare nessuno perchè probabilmente la tua musica non piace....dalle mie parti se vai in un locale dove la musica dal vivo è importante se porti una demo dove dimostri che fai buona musica e la suoni bene stai sicuro che suoni.
Rispondi
Re: Non sono d'accordo:
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 28/08/2014 ore 18:26:26
==dalle mie parti se vai in un locale dove la musica dal vivo è importante se porti una demo dove dimostri che fai buona musica e la suoni bene stai sicuro che suoni.==

beh, sono contento che dalle tue parti la situazione non sia così tragica.

Su tutto il resto ho risposto nel post sotto.
Sicuramente più esplicativo di quanto abbia fatto finora.
Capirai il mio punto di vista.
E che in realtà non guardo con disprezzo chi fa cover. Anzi.
Guardo con disprezzo un certo tipo di atteggiamento.
Quello che traspare proprio dalla frase "PROGETTO PER SUONARE FUORI E NON MORIRE IN SALA PROVE".
Buona serata!
Rispondi
Re: Non sono d'accordo:
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 28/08/2014 ore 22:39:2
Probabilmente è tutto quello che rimane per poter suonare in giro....più che disprezzare c'è da dispiacersi.
Buona serata anche a te, ciao.
Rispondi
credo che il tuo sfogo ...
di luis68 [user #35769]
commento del 27/08/2014 ore 15:00:35
credo che il tuo sfogo sia comprensibile ma non lo condivido appieno,nel senso che non si puo' attaccare qualcuno perche' decide di fare cover,in fin dei conti perche' forzarsi se non si ha nulla da dire di proprio,a questo punto la differenza la fa' la qualita' delle riproposizioni e la scelta del repertorio che magari dovrebbe evitare i soliti brani sentiti e risentiti,ad esempio nella mia ciatta' ci sono 20 gruppi che ripropongono praticamente gli stessi brani copiandosi a vicenda,stai tranquillo che chi ha qualcosa da dire lo fara' comunque e ad ogni costo
Rispondi
Sono stradaccordo al 1.000%0
di distorto [user #28299]
commento del 28/08/2014 ore 02:11:06
Sei un grande!!!! Non sono il solo a pensarla così!!!!!!!!! Vogliamo parlare del fenomeno da circo delle tribute band? 10,100,1000,10000 tribute band dei Pink Floyd, eccheccazzo ormai il 99% fanno questo. E cazzo suonate, non siete pappagalli!!!!!!!!!!!!!!!!!11
Rispondi
Ciao a tutti, intanto ...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 28/08/2014 ore 18:22:54
Ciao a tutti,
intanto mi scuso della non tempestività della mia risposta.
Ho appena traslocato, non ho ancora internet...ma quando posso
e non posso farne a meno corro a scroccare un po' di connessione da mio cognato.
Grazie a tutti per essere intervenuti.
Molti mi hanno dato degli ottimi spunti.
Ad esempio: oldboy, plettratoremannaro, OneForTheRoad
Ci tengo a precisare un po' di cose.

A me piace suonare cover. Da matti. Infatti con la formazione in cui suono l'ho metaforicamente fatto fino a ieri. E lo faremo ancora.
Facciamo cover e non "tributi".
Nel senso che ci piace mettere un "vestito nuovo" ai brani che abbiamo scelto di eseguire e non ci siamo mai limitati ad eseguirli come sono sul disco (sia perché amiamo farlo, sia perché facciamo di necessità virtù...visto che molti brani che eseguiamo hanno spesso più di una chitarra, o hanno l'hammond, i synth...)
Se c'è il disco...
e mi ricollego a quanto detto da yasodanadana. ;-)

Lo abbiamo sempre fatto, ma devo ammettere con una certa difficoltà.
Sapete che facce fanno i gestori quando alla loro domanda "che musica fate?" rispondo "riarrangiamo
brani di Soft Machine, King Crimson, Kevin Ayers..".
Ecco, immaginatevela.
Se facessimo cover (o ancora meglio, un tributo!) di Vasco (ripeto, con tutto il rispetto per Vasco!) suoneremmo certamente di più.
Ma non è certo questo il punto.
Non ci interessa.
Adoriamo suonare i brani che troviamo interessanti. Che sia solamente in sala prove o davanti 10 amici nel solito localaccio. Non cambia niente per noi.
Anzi. Adoriamo stare in sala prove a stravolgere i brani...a sperimentare arrangiamenti.
Facciamo quello che facciamo perché ci piace...perché per noi
la Musica (con la M maiuscola, è una cosa sacra) è molto di più
che intascarsi 50 euro.

Per questo mi vengono i brividi a leggere un annuncio come quello che ho riportato.
Ma questi qui per cosa suonano? cos'è per loro la Musica?
Forse soddisfare il proprio ego, fare l'occhiolino alla bella figliola
seduta al primo tavolo e mettersi in tasca 50 euro quando va bene.
No, per me la Musica è un'altra cosa.
Sorvoliamo sul fatto che fare le ragnatele in sala prove sembra da coglioni.
Quando per me è la cosa più bella del mondo.

Morale:
Non fatemi fare la parte di chi si mette sul piedistallo e guarda dall'alto verso il basso chi fa
cover. Siete totalmente fuori strada!
Non è quello che fai. Ma come lo fai.
Io ci metto una immenso amore nel fare cover.
Come sono certo lo fanno molti di voi.

E con questo rispondo a: gibsonmaniac, luis68.

La morale 2: so con cognizione di causa cosa vuol dire assecondare una tendenza.
Quando dico che fra i "responsabili" "mi ci metto in mezzo pure io" è verità.

Nel 2008 ho suonato tantissimo in giro con una Blues band elettrica.
Nel 2009 è iniziata la "moda" del set acustico.
Cosa abbiamo fatto noi? ci siamo piegati a questa moda.
Con delle conseguenze che spiegherò qualche riga più sotto.
Chi suona Blues sa benissimo come sia totalmente diverso il Blues elettrico
da quello acustico come approccio tecnico.
Parlo per me. Ero un totale sprovveduto sul Blues acustico.
E purtroppo lo era altrettanto anche l'altro chitarrista.
Un tizio che suona Satriani alla grande, per dire.
Fatto sta che se con la band elettrica proponevamo un buono
se non addirittura ottimo show...con il trio acustico facevamo, a mio avviso, davvero
pena.
Per fare bene un genere ci vuole studio...ore di sala prove...dita doloranti.
Dopo qualche mese ho detto agli altri due che non avevo intenzione di continuare.
Volevo suonare le cose che mi erano più congeniali nel modo in cui mi è congeniale. Non certo le cose in cui non davo il meglio di me, per usare un eufemismo.
Per non parlare che lo trovavo irrispettoso nei confronti della splendida Musica
che profanavamo.
Dovevamo fermarci. Studiare come diavolo si suona il Blues acustico. E ripartire.
Cosa che non abbiamo più fatto perché la cantante si diede al jazz.
Ma questa è un'altra storia.

Morale fra le righe: uno dovrebbe avere l'umiltà di capire quali sono
i propri limiti. Studiare e spaccarsi il c**o per raggiungerli e poi superarli.
Parentesi.
Io l'ho fatto e continuo a farlo.
Quindi, se non conoscete la mia storia e non conoscete come affronto tutti i giorni la sacra Musica, gentilmente evitate di attribuirmi atteggiamenti da snob che non mi appartengono. Grazie. ;-)
Chiusa parentesi.

Ultimo capitolo.
Sono d'accordo con tutti voi quando dite che c'è ignoranza in Italia.
Però perché sostengo che la colpa è nostra?
Semplice. Perché una persona non saprà mai se possa piacergli (o non piacergli) qualcos'altro se non lo ascolta.

Accade anche per quello che passa in radio.
C'è stata la moda del nu-metal, quella del pop-punk (avril & co.)...per arrivare ad esempio alla più recente dub-step (skrillex).
Qualcuno ha "deciso" che un certo tipo di musica (e di personaggio) poteva diventare la prossima "moda del momento".
Iniziano i passaggi (radio, tv...)
Se c'è una certa risposta allora diventa una nuova tendenza. Grande o marginale che sia.
Se va ancora meglio diventa una moda planetaria.
Qualcuno propone una cosa. Qualcun altro la ascolta. Alcuni di questi "qualcun altro" forse la gradiranno.
La cultura (o l'ignoranza) non dipende solo dal singolo individuo.
Perché spesso comunque le cose con cui viene in contatto sono state "filtrate".
Se chi propone porta avanti sempre la solita zuppa...chi mangia saprà mai che
ci sono altre pietanze che potrebbero essere di suo gradimento (o fargli proprio schifo) ?

Pensate a quando ascoltate per la prima volta un disco di un artista che non avete mai ascoltato.
Come fate a dire a priori che non vi piacerà?

Morale: in Italia c'è ignoranza sì.
Ma dovuta al fatto che si da per assodato cosa piace e cosa non piace alla gente, quando non è così.
Le persone non sanno cosa gli piace o cosa non gli piace.
Sanno cosa gli piace e cosa non gli piace solo di quello con cui vengono in contatto.

E in Italia (case discografiche, radio, fino ai gestori dei locali che vogliono solo tribute di Ligabue)
tutti SANNO cosa piace alla gente. Ammazza che PRESUNZIONE.
Questo atteggiamento in Inghilterra non c'è.
E infatti in Inghilterra spesso diventano fenomeni pop su larga scala musicisti realmente interessanti e con qualcosa da dire. Anche lontani anni luce dalla moda del momento.

Ma se non cambiamo mentalità noi (ovvero chi produce effettivamente Musica) che siamo il primo ingranaggio del meccanismo...come possiamo pensare che il meccanismo cambi?
Già, sporcarsi le mani come ha detto qualcuno.
Stare "dentro" per cambiare le cose.
Appunto.
Con "...non voglio imparare a nuotare, nella merda" intendevo esattamente questo.
Ma qualcuno non l'ha capito, nonostante fosse chiaro.
Rispondi
Re: Ciao a tutti, intanto ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 28/08/2014 ore 23:09:04
Ciao....ti ringrazio innanzitutto per non avere interpretato il senso del mio commento per quello che non era e cioè voglia di far polemica...lo apprezzo molto.
Detto questo il senso del mio commento era che non trovo assolutamente corretto scrivere ad una band quello che hai scritto e nei modi in cui l'hai scritto.

Pur con tutta la tua buonafede il tuo pensiero, che non condivido assolutamente, traspare in quello che dici:
"Ma questi qui per cosa suonano? cos'è per loro la Musica?" .....a mio parere questo è un pensiero estremamente snob che fa a pugni con quello scrivi dopo: tu non sai chi è questa gente, perchè suona quello che suona, se lo fa perchè si divertono o perchè ci fanno i soldi o tutte e due le cose ed al di là di tutto tu non ti puoi permettere di scrivere loro quello che hai scritto e come l'hai scritto, hai il diritto di pensare che ti fan cagare, questo nessuno lo nega ma non ti puoi permettere di scrivere loro ed esprimerti nei termini in cui ti sei espresso......questo atteggiamento è la testimonianza di un punto di vista di una persona che pensa che quello che piace a lui è la musica con la "M" maiuscola come dici tu e tutto il resto e m.....a.
Qual è la musica con la M? tanto per fare un esempio io adoro i Pink Floyd da sempre ma Another brick in the wall mi fa cagare (solo a parte)...che vuol dire?

Io in passato mi sono divertito a suonare Elisa, Giorgia, Buongusto, Carosone e tanti altri che sono lontani anni luce da quello che ascolto e suono abitualmente ma non per questo mi sono mai sentito "ruffiano" od una prostituta: mi sono solo divertito, ho fatto divertire, ho anche portato a casa qualche soldo ma soprattutto non mi sono mai vergognato di niente.
Tu puoi anche pensarla diversamente ma non hai il minimo diritto di giudicare e di esprimerti nei modi in cui lo hai fatto con quei ragazzi.

Spero davvero di essermi spiegato, ciao.
Rispondi
Re: Ciao a tutti, intanto ...
di sdl [user #5004]
commento del 29/08/2014 ore 00:33:16
Mah...suonare bene (e dico bene) Vasco non e' facile. E se si vuole fare un tributo che gira, le cose non si possono fare in modo approssimativo (altrimenti il discorso si sposta da "cover vs inediti" a "professionali vs sprovveduti"). Cio' detto...credo che chi fa successo nel mondo della musica, siano i king crimson, i nirvana o lady Gaga, al 90% se lo e' meritato (altrimenti...avremmo tutti scritto un pezzo come Albachiara). Fare pezzi propri e' bello, e' un buon esercizio, ma arriva un eta' in cui con un po di ragion di causa ci si rende conto di non avere (ne' aver mai avuto) qualcosa di "vero" da dire con i propri pezzi (che per me significa raggiungere il pubblico con un apprezzabile consenso e non certo rimanere chiusi in torri eburnee autoreferenzianti): solo uno su 10.000 scrive Albachiara o 21 century schizoid man (e li metto sullo stesso livello, perche' se pur con un linguaggio molto diverso, sono due pezzi che hanno saputo coinvolgere al massimo ciascuno il proprio pubblico). Il che non significa affatto "non saper suonare" (anzi, per la mia esperienza mediamente comunicano di più certi musicisti che fanno 3 accordi che non tanti altri, fra cui mi metto anch'io, che hanno passato una vita ad infilare scale). Quando ci si accorge di questo fatto (che e' vero per il 99,9% dei gruppi che fanno inediti) cosa resta? Bisogna appendere la chitarra al chiodo? O continuare a insistere su progetti di inediti che diventano puri esercizi di stile, per dimostrare un'intransigenza intellettuale? Progetti che peraltro sono destinati ad annoiare inesorabilmente il pubblico (salvo i 10 invasati che seguono a priori tutto cio che appartiene ad un certo genere)...Io ricordo la scena prog/metal del veronese di 15/20 anni fa: era abbastanza nutrita e contava (curiosamente) parecchi gruppi , che facevano musica inedita, tecnicamente molto preparati (fra cui annovero anche quello in cui suonavo io). Ma già all'epoca (ed eravamo bene o male tutti abbastanza giovani e coetanei) era assolutamente evidente che un gruppo solo si stava già distinguendo. Non era solo questione di tecnica o bravura, loro erano "veri", avevano qualcosa dire o da "aggiungere" ad un genere (sto parlando, per la cronaca, degli Arthemis dell'ottimo Martongelli, che si vede spesso su accordo nelle pubblicità della Randall). Risultato? Loro hanno fatto il successo che potevano fare in Italia e limitatamente al genere. Gli altri giustamente no! E va bene cosi: chi ha avuto presa sul pubblico (evsto parlando di un genere di nicchia) e' andato avanti e ha trovato i suoi spazi, gli altri hanno continuato a suonare, magari anche in progetti seri di cover o tributi...voglio dire: a 20 anni e' anche giusto mettersi alla prova, vedere se riesce a tirare fuori qualcosa che vale la pena di far ascoltare (cosa rara), ma quando la maturità ci (dovrebbe) portare a vedere le cose in modo un po più oggettivo, allora le cover possono andare più che bene (specie se l'obiettivo e' il puro divertimento o anche uno scopo economico). Nulla vieta poi di chiudersi in sala prove e arrovellarsi su brani inediti, solo che pretendere di coinvolgere un pubblico (o un locale pagante) in questo "gioco intellettuale" per me e' un po pretenzioso.
Rispondi
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paradossalmente ma non troppo l'unico ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 28/08/2014 ore 18:34:42
paradossalmente ma non troppo l'unico ambiente rimasto dove la musica nuova viene accettata senza problemi e' la discoteca ...
Rispondi
Re: paradossalmente ma non troppo l'unico ...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 28/08/2014 ore 18:46:
è dannatamente vero.
Rispondi
Assolutamente d'accordo ...
di poseidon [user #30697]
commento del 28/08/2014 ore 19:59:47
Assolutamente d'accordo
Rispondi
I miei due cents... ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 29/08/2014 ore 08:36:22
I miei due cents...

Fare cover e' indispensabile, insegna a suonare con altri, insegna come si fa a stare sul palco, sviluppa la musicalita', aiuta ad imparare come ascoltare tutte le parti, aggiustare la propria, riarrangiare canzoni ed inserirsi in un contesto musicale, ascoltando con attenzione quello che gli altri suonano e reagendo di conseguenza.

Ergo, ben vengano le cover band, tutte, indipendentemente. Il problema italiano per me e' dovuto alla combinazione di scarsita' di locali dove puoi suonare, un'eccessiva inclinazione a cercare l'evento (stile maxi palco, maxi evento) piuttosto che non produrre molte piu' occasioni piccole in spazi ridotti, con palchi striminziti, e poca preparazione da parte di troppe band.

E' un circolo vizioso, meno suoni, meno migliori, piu' scende la qualita', meno attenzione c'e' dal potenziale pubblico e dai gestori, meno interesse c'e' verso lo sviluppo di un prodotto che non tira... quando invece si dovrebbero incoraggiare e sostenere tutte le iniziative musicali.

La musica per tutti tranne che per il musicista (anche quello passivo che si limita all'ascolto) e' in fondo solo ed esclusivamente puro intrattenimento. Quindi, per me la critica era un po' immotivata e superflua. L'unico commento che gli avrei fatto era "ma questo genere, tira?", e se tira e ha pubblico, allora bene. Se c'e' una bella scaletta, pensata con attenzione al pubblico, e non con la mentalita' stile "la suono perche' e' bella da suonare e basta", allora bene.

A mia insaputa ;)
Rispondi
NON SONO PER NIENTE D'ACCORDO
di chiatarrox [user #36263]
commento del 02/09/2014 ore 11:39:35
Io credo che la musica sia innanzitutto un passatempo, di conseguenza ognuno sarà ben libero di fare quello che vuole nel proprio tempo libero senza render conto a te, tanto più che non danneggia nessuno come tu invece vuoi far credere.
Senza contare che fare cover é fondamentale per imparare a suonare bene, oltre ad essere divertente. Se poi uno vuole fermarsi alle cover, saranno fatti suoi?
Il problema di fare pezzi inediti é fondamentalmente uno: per fare pezzi tuoi da portare in giro e che funzionino, che vengano apprezzati dal pubblico e che riescano anche un domani a darti da magiare devi essere dannatamente bravo (e aggiungo io averne macinate di cover).
Se non sei ad un altro livello, e siamo sinceri, praticamente nessuno su accordo tra i millemila iscritti lo é, siamo per lo più chitarristi della domenica, il tuo pezzo inedito, che serve più che altro a guardare gli altri con alterigia anche se non sai suonare correttamente un pezzo degli ACDC dalla A alla Z, non é che non te lo fanno suonare perché i pub sono pieni di cover band ma semplicemente perché fa schifo.
Ergo é molto più gradevole da ascoltare in un pub una band che fa cover piuttosto che dei presuntuosi che fanno pezzi loro inascoltabili senza rendersi neanche conto della pena che fanno (e quanti ce n'é in giro, probabilmente ce n'é più di quanti propongano cover band)...
Detto questo io credo che ognuno é libero di fare quello che vuole: se vuole suonare cover che suoni cover, se vuole scrivere pezzi suoi orribili o validi che siano lo faccia pure, ma non credo che qualcuno debba essere biasimato per questo.
Tanto alla fine puoi dare la colpa a chi vuoi, ma la verità é che se scrivi pezzi tuoi veramente belli e validi e se sei bravo, la gente ti ascolterà, ti farai conoscere e suonerai nei pub e chissà, un domani inciderai un disco e diventerai uno che della propria musica ci campa. Se i pezzi che scrivi non se li fila nessuno e non riesci a portarli nei pub vuol dire solo una cosa...ed é inutile che te la prendi con gli altri...
Rispondi
La gente preferisce i DJ ai musicisti
di carlo7string [user #22807]
commento del 02/09/2014 ore 15:07:23
purtroppo il cambiamento è dettato dalla domanda, un locale con un buon dj porta gnocca e la gnocca porta gente e la gente porta soldi. In più il dj essendo solo ha un cachè minimo rispetto a un gruppo. Io preferisco in assoluto una serata live di un gruppo inedito, ma purtroppo non sono tutti come me al giorno d'oggi. Tra qualche anno le tribute moriranno perchè i classici stanno passando di moda e i nuovi 20enni conosceranno acdc, led zeppelin, queen etc.. solo di nome.
Forse dovremo fare 2 cose, mollare le cover e dedicarci a inventare nuova musica che si adatti ai nostri gusti ma ovviamente anche a quelli del pubblico e chiedere meno soldi alle serate sin quando non si ha un seguito.
PS ho suonato musica mia poi tribute band e ora cover band ma vorrei smettere :)
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 15/01/2023 ore 21:33:48
Un po' come scrivere a Riccardo Muti...ah vergognati,smetti di dirigere opere di 300 anni fa e fai qualcosa di tuo.....un ottimo spunto di riflessione........mah....
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