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La paletta Stratocaster è una truffa!
La paletta Stratocaster è una truffa!

di Pietro Paolo Falco [user #17844] - pubblicato il 19 agosto 2014 ore 18:58
La paletta della Stratocaster, quella originale disegnata da Leo e tornata simile dopo la parentesi CBS, ha un che di magico, equilibri perfetti tra curve e punte, parti piene e vuote. Sembra semplice, banale, ma anche una trovata di design inimitabile. A me, e sono sicuro non solo a me, la visione di quella paletta perfetta emoziona sempre.
Ma se vi dicessi che invece è una mera trovata di praticità industriale con zero valore artistico?
 
Non ci avevo mai fatto caso e forse sono tra i pochi allocchi a non averlo notato subito, ma sono bastati due minuti in photoshop per farmi crollare un mito. Provate a dare un'occhiata a quest'immagine. Prendete due palette Stratocaster, ruotatele e noterete che combaciano pressoché in maniera perfetta.
 
 
Sembra quasi di guardare un'opera di MC Escher, ma qui non si tratta di disegni artistici, bensì di mera praticità costruttiva: riuscire a produrre più pezzi possibili con il minor materiale è fondamentale per ottimizzare una produzione di massa, e la paletta Stratocaster, compresa di manico, sembra perfetta a questo scopo, con niente di più né di meno dell'essenziale alla costruzione, un freddo mattone da incastrare con mille altri.
 
 
Con la Telecaster non si riesce ad avere uno schema così pulito, neanche la vecchia paletta Bigsby a cui la Stratocaster tanto si avvicina sembra avere una linea così factory-friendly, e molte palette moderne non sono accostabili allo stesso modo se non facendo manovre più complicate di rotazione e inversione speculare, a volte troppo astruse per poter essere considerate come il frutto di una progettazione preventiva.
In fin dei conti, non mi risulta neanche che i manici delle Stratocaster vengano prodotti in questo modo barbaro e qualunque video diffuso da Fender mostra la poetica mano dell'artigiano che plasma un pezzo alla volta con un mare di scarti che (vai a capire i chitarristi) noi vediamo quasi sempre come garanzia di qualità e cura verso il singolo esemplare. Ma... se fosse un piccolo sporco segreto di Leo? :p

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Direi (spero) di no, anche ...
di Cordarotta [user #21082]
commento del 19/08/2014 ore 20:50:30
Direi (spero) di no, anche perché non mi risulta che all'epoca esistessero macchine a controllo numerico o con taglio laser, inoltre i manici sono un pezzo unico, dubito che partissero da grandi fogli formati da più pezzi di acero, incollati dai quali ottenere il maggior numero di pezzi. Le probabilità di produrre indesiderati manici con incollature evidenti, avrebbe vanificato il tentativo di ottimizzazione. Inoltre sarebbe stato più efficace un taglio dritto che parte dalla zona del marchietto e finisce alla punta, con una semplice smussatura, senza la parte rotonda.
In conclusione: é sicuramente una paletta essenziale nel concetto, ma ricercata nell'estetica. Un felice esempio di design industriale, praticità ed appeal. A mme me piace!
Rispondi
Premetto che per molti anni ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 19/08/2014 ore 21:21:24
Premetto che per molti anni ho considerato la paletta tradizionale della Strato come un nuovo disegno, sono nato nel '62 e quando ho cominciato a suonare le Strato che si vedevano in giro erano le palettone, le prime CBS.
Fatta questa premessa, che a dir la verità non c'entra una cippa con il tuo diario, (:-DDD) sono d'accordo con Cordarotta: non credo che a metà anni '50 fosse così semplice realizzare dei tagli su masselli da quasi 4cm di spessore in un modo tanto complesso come quello necessario in questo caso per avere il minimo scarto possibile, penso anche che all'epoca venisse data scarsa importanza allo spreco di legno.
Credo che il tuo mito rimanga così intatto. Comunque è divertente la casualità di certe cose.
Rispondi
lavorando in produzione
di vicky utente non più registrato
commento del 19/08/2014 ore 21:39:02
posso dire che trucchi del genere se ne inventano a bizzeffe.
Se la paletta era tipo Gibson, fatta a parte poi incollata al manico avrei dato ragione a Rozzoaristocratico.
Essendo però manico e paletta un pezzo unico mi viene da dare più ragione a Cordarotta.
Però in un certo senso anche Rozzoaristocratico ha ragione: mi vien da pensare che la forma è stata data così (oltre che per bellezza estetica) non per risparmiare sul materiale ma per facilitare lo stoccaggio dei manici finiti, un po' come nella foto sopra. E in produzione uno dei problemi è lo spazio occupato dai semilavorati, soprattutto di questo tipo dove non è che puoi sbatterli tutti in un cassone ma devi stoccarli e maneggiarli con un certo riguardo.
Certo che quando vedo certe soluzioni adottate più di 50 anni fa, in un epoca dove i calcoli li facevano col regolo, mi viene semplicemente da togliermi il cappello. E c'è solo da imparare.
Rispondi
Su youtube c'è un video, ...
di gab62 [user #20791]
commento del 20/08/2014 ore 00:34:16
Su youtube c'è un video, girato nello stabilimento di Corona. Si vede bene che i manici vengono fresati da macchine a controllo numerico. Una tavoletta rettangolare viene inserita nella macchina e ne esce un manico perfetto.
Rispondi
Re: Su youtube c'è un video, ...
di vicky utente non più registrato
commento del 20/08/2014 ore 00:58:49
se il video è recente sicuramente sono a controllo numerico.
Se è degli anni '60/'70 e anche '80 è dura che lo siano.
Ai tempi le macchine lavoravano un po' sul principio del pantografo, c'era il pezzo campione e veniva copiato e replicato.
Rispondi
Re: Su youtube c'è un video, ...
di gab62 [user #20791]
commento del 20/08/2014 ore 09:14:20
Nel video si vedono macchine a controllo numerico. Credo sia abbastanza recente.
Rispondi
Il disegno della paletta della ...
di Foglio [user #19480]
commento del 20/08/2014 ore 07:16:48
Il disegno della paletta della Strato deriva dalla paletta della Bigsby che negli anni quaranta fu progettata in un unico esemplare e mai commercializzata:

vai al link
Rispondi
paletta
di toderoa [user #28997]
commento del 20/08/2014 ore 07:49:21
CAro Amico
nel tuo articolo mi ha colpito particolarmente un paio di frasi "due minuti in photoshop per farmi crollare un mito" e "un freddo mattone da incastrare con mille altri".
A me non fa questo effetto, ma secondo me esalta ancor di piu' "ce ne fosse bisogno" il mito e la genialita di Leo Fender, colui che ha disegnato due chitarre tele e Strato ce hanno e fanno la storia.
Ciao
Rispondi
Re: paletta
di invioinvio [user #30752]
commento del 20/08/2014 ore 14:31:26
Avrei scritto le tue stesse cose. ...questo è un punto esclamativo alla genialità di leo!
Rispondi
A me fa piuttosto venire ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 20/08/2014 ore 07:59:29
A me fa piuttosto venire in mente l'headstock di un violoncello visto di profilo... comunque se anche fosse non mi stupirei, in fondo e' risaputo che Leo Fender stava cercando di fare un prodotto industriale economicamente vantaggioso. Ma da quello che so di liuteria, in genere un manico viene ricavato da un blocco rettangolare, e la complessita' del taglio per questo mosaico ad incastro mi sembra compromettere il processo in un modo che annullerebbe molto probabilmente ogni risparmio sul legname... che, a guardare quali parti si incastrano e in che modo, direi non esiste neppure.
Rispondi
Secondo me
di strimp [user #13472]
commento del 20/08/2014 ore 12:47:20
fu una scelta mistica suggerita dal simbolo del Tao ;).
E infatti ora sento il bisogno di avere un'altra stratocaster per ricostituire l'ordine cosmico dello Yin e Yang......
Rispondi
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a me invece interessa un ...
di Sykk [user #21196]
commento del 20/08/2014 ore 12:48:29
a me invece interessa un altro aspetto:
forse questa simmetria circolare viene colta dal nostro cervello anche se non ce ne rendiamo conto, e magari proprio per questo la forma della paletta della strato ci risulta così piacevole!
Rispondi
Non per diventare esoterico..
di Jenry [user #24917]
commento del 20/08/2014 ore 14:50:1
ma da buon architetto penso che la percezione di bellezza da parte della mente umana sia correlata all'idea di simmetria, omogeneità ed i altre parole regole e proporzioni.
Quel che diceva Rozzoaristocratico: "Non ci avevo mai fatto caso", è un modo come un altro per indicare una forma che ci sembra così naturale da non aver bisogno di altre spiegazioni per il nostro cervello. Andando oltre (ohh scusate se mi dilungo in discorsi pallosi ma sta discussione mi ha proprio preso dentro), forme naturali nella loro composizione seguono la sequenza di Fibonacci (una progressione matematica secondo cui il numero successivo è la somma dei due precedenti), per citarne alcune la conchiglia dei paguri o la disposizone dei semi nei girasoli o in altri fiori, oppure le ali delle libellule o la forma delle galassie. Molti edifici inoltre ci sembrano proporzionati poichè seguono le regole della sezione aurea ( approssimabile con la sequenza di fibonacci), vedi le piramidi o il partenone o le opere di Le Corbusier. La natura e l'uomo utilizzano tali forme per diverse ragioni ma una tra le principali riguarda anche il processo di frattalizzazione (ossia il ripetere la stessa forma in dimensioni diverse per poter utilizzare maggiore spazio possibile senza che esse si sovrappongano.
Tutta sta menata per dire che, un buon design deve possedere delle qualità fondamentali (tra cui anche l'economicità di produzione) e molto spesso queste vanno di pari passo con l'eccellenza della progettazione. Forse Leo fender ha inventato inconsciamente la forma della sua splendida paletta, o forse, anche senza il controllo numerico l'utilizzo di una buona sega a nastro gli consentiva di ottenere un sacco di manici accostandone il disegno, e tagliandoli dalla stessa tavola di acero. Sta di fatto che ogni volta che ammiro la mia strato mi chiedo come faccia ad essere cosi bella.
Rispondi
Re: Non per diventare esoterico..
di MM [user #34535]
commento del 25/08/2014 ore 19:09:50
Quoto totalmente.
Rispondi
La paletta "maggiorata"
di CCDK49 [user #41591]
commento del 20/08/2014 ore 13:27:58
Inventata ma poi abbandonata - quale sarebbe la logica di questo?
Rispondi
Re: La paletta "maggiorata"
di yasodanandana [user #699]
commento del 21/08/2014 ore 07:30:02
forse per offrire al pubblico della novita'..
Rispondi
semplicemente..
di yasodanandana [user #699]
commento del 21/08/2014 ore 07:29:09
"praticità industriale" non vuol dire "zero valore artistico" ... anzi, a mio parere, il valore artistico aumenta ..
Rispondi
è ovvio
di keydro [user #12646]
commento del 22/08/2014 ore 15:28:
a mio avviso è ovvio che le esigenze costruttive abbiano condizionato la forma della paletta Fender, che per motivi storici e artistici resta comunque un'icona, bella e indimenticabile.
non c'è nulla di male ad essere pragmatici.
Rispondi
ma non è una truffa... ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 24/08/2014 ore 20:48:18
ma non è una truffa... è una intelligentissima strategia! :D
Rispondi
Per noi che incominciammo a fine anni 60....
di FBASS [user #22255]
commento del 24/08/2014 ore 22:50:11
Anche se poi si vedevano nelle vetrine prevalentemente le "Palettone" di Fender-CBS, era il simbolo della chitarra Fender e del basso Fender per eccellenza, tanto è vero che quando il chitarrista del nostro gruppo di allora si presentò con una Telecaster, la reazione di tutti fu alla vista della striminzita paletta tele, "Sembra il piede di un bambino colpito da poliomelite"; io comperai subito per reazione un basso Mustang che era dotato anch'esso di palettona, ma tali erano le mie possibilità finanziarie di allora, Ciccio il Nostalgico.
Rispondi
È un meraviglioso risultato di ...
di lorenzo0572 [user #31637]
commento del 07/09/2014 ore 12:41:40
È un meraviglioso risultato di quell'arte chiamata industrial design. Tutte le fender sono pensate per la produzione: manico avvitato, pickup attaccati al battipenna e manici con paletta dritta per poter essere ricavati da un unico pezzo di legno.
Rispondi
di hp9800 [user #26658]
commento del 07/03/2022 ore 04:12:06
Ti conviene buttarti sulle palette CBS anni 70-80, enormi. Lo scarto di lavorazione tra i manici è sicuramente maggiore. E forse la percepiresti meno truffa. In quel periodo paradossalmente si cercava la maggior industrializzazione del prodotto, meno la "qualità".
Pensa se Leo l'avesse fatta pure riportata, scarf neck, o se avesse fatto un manico laminato stile Ibanez, con settordici sezioni: c'è chi dice per farli più fini e robusti, altri malignamente della serie non si butta via niente ed escono pure più "resistenti".
Per dire che sta simmetria geometrica non la vedo necessariamente una "truffa"... Che probabilmente non è da ricercare in una sorta di apparente "ottimizzazione" nel taglio dei manici e anche se fosse, per me rimane esteticamente appagante, e anzi un motivo in più per elogiare la genialità di Fender. In pace.
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