Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Corde per acustica: sensazioni.

di aleck [user #22654] - pubblicato il 31 maggio 2014 ore 17:04
Ho notato ultimamente che molti Accordiani, come me d'altronde, sono ammorbati dalla necessità di scegliere le giuste corde per la propria chitarra acustica, quelle più adatte alle proprie esigenze. Io ho deciso di tagliare la testa al toro e di provare in prima persona alcuni set di corde diversi per materiali, tensione, tipologia e marchio. Fino ad ora ho provato in maniera molto approfondita le D'Addario EXP16 e mi accingo a fare altrettanto con le Martin M-140 Bronze 80/20.

Contestualmente, man mano che provo i diversi set farò delle registrazioni del comportamento dello strumento rispetto a diversi stili. Ripeterò la registrazione appena prima di sostituire le corde, operazione che spero di fare tra 6 mesi, in modo da testare la durevolezza delle corde e la rapidità con cui si ossidano, cosa molto importante per me. Quando avrò provato un numero significativo (almeno 4-5) di set diversi produrrò un video comparativo.

Intanto mi lascio andare a qualche considerazione riguardo le corde provate fino ad ora.


D'Addario EXP16 Coated Phosphor Bronze, Light, 12-53: le corde che la mia chitarra montava di serie. Sotto le mani risultano leggermente dure ma non serve che un po' di esercizio per abituarsi. La pressione sonora prodotta è significativa, il suono risulta sempre ben definito, con un attacco deciso e un sustain sufficiente. Il suono è ben bilanciato, gli alti sono decisi e le medio-basse sono definite e molto presenti. Sullo strumming non brillano per due motivi: le medio-basse un po' prepotenti e il suono non eccessivamente ricco di armoniche e risonanze. Sul flat picking risultano decisamente adeguate donando un sound pieno e un bilanciamento ottimale, stesso discorso è valido per il finger picking, davvero piacevole con queste corde che donano allo strumento un suono molto "pianistico". Il fatto che ogni nota suoni decisa, piena, mai sferragliante, forte e con un attacco deciso rende queste corde particolarmente adatte al fingerstyle. Le corde si ossidano molto lentamente, a 4 mesi erano come nuove (o quasi) a 6 assolutamente suonabili e prive di quella fastidiosa patina che invece è comparsa oltre l'8° mese (ma non ci si può lamentare, le corde non sono fatte per esser suonate più di 3-4 mesi!).

Secondo il mio parere si tratta di ottime corde, decisamente valide e versatili anche se non particolarmente "facili" da suonare. 

PRO: suono piano-like, volume elevato, definizione;
CONTRO: prezzo elevato (min. 12 euro), durezza.



Martin M-140 Bronze 80/20: le corde preferite di mio padre. Le ho montate da poco (la chitarra non si è ancora assestata bene) ma già alcune differenze paiono evidenti. Sotto le mani la sensazione è decisamente più confortevole le corde sono morbide e facili da suonare. Il suono è decisamente squillante e sferragliante, ricco di armoniche e risonanze e decisamente V shaped, con le medio-basse delicate e "metalliche" e le alte squillanti. Il volume non è particolarmente elevato. Sullo strumming sono eccezionali e offrono un suono particolarmente ricco e malleabile che ben si presta anche al flatpicking (ma bisogna battere con decisione sulle basse). Il fingerpicking è piacevole soprattutto sul blues. Per quanto riguarda il fingerstyle non mi hanno impressionato: il suono non lo paragonerei ad un pianoforte quanto a, chessò, un clavicembalo! Le ho appena montate sulla mia chitarra ma le ho già utilizzate su una Epiphone EJ-200 per cui posso immaginare che daranno soddisfazione per massimo 4-5 mesi, dopo di chè il suono sarà ormai impoverito delle sue armoniche e le corde saranno sgradevoli al tatto a causa dell'ossidazione.

Secondo il mio parere corde dall'ottimo rapporto Q/P, molto piacevoli e facili da suonare e particolarmente indicare per lo strumming.

PRO: medio-basse delicate e suono ricco, prezzo (3-7 euro);
CONTRO: niente suono piano-like, si ossidano abbastanza rapidamente.

Spero di esser utile a qualcuno :)

Le prossime corde oggetto di prova saranno le Martin M-540 Phosphor Bronze. 

Dello stesso autore
Red light syndrome
​Come suonano più di centoventi anni di storia?
La nuova permanente del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma
Due strumenti storici e un saluto
Saluti e chitarre
Congegni sonori
Vintage dei poveri o blues machine?
Una tracolla per l'estate
Loggati per commentare

grazie!
di ligo [user #13149]
commento del 01/06/2014 ore 09:26:5
in anticipo per questo lavoro "sporco" io ormai mi son assestato su ernie ball eartwhood ligt(sono un povero plettratore e distruttore di note...)e le uniche corde che mi avevano fatto dire yes in passato erano le john pearse(ma duravano poco per me....)quindi attendo con ansia le tue impressioni per magari fare un paragone con le mie esperienze.
Rispondi
Re: grazie!
di aleck [user #22654]
commento del 01/06/2014 ore 10:56:49
Il confronto tra le diverse esperienze di ognuno sarà indispensabile! ;)
Rispondi
Grazie !!
di prada [user #19807]
commento del 01/06/2014 ore 11:51:37
Forse mi è scappato, ma ci puoi dire su quali chitarre hai effettuato le prove?
Ti ringrazio per l'incombenza che ti sei assunto e per condividerla con noi.
Rispondi
Re: Grazie !!
di aleck [user #22654]
commento del 02/06/2014 ore 20:29:21
Il metro di paragone è una dreadnought stile hummingbird della Harley Benton e, in maniera secondaria, una Epiphone EJ-200 made in korea di fine anni '80 inizi '90 :)
Rispondi
In realtà le Martin Bronze ...
di Capra_Poliuretanica utente non più registrato
commento del 01/06/2014 ore 22:23:46
In realtà le Martin Bronze a me eran parse un po' più durotte rispetto alle Phosphor Bronze.
Sempre di casa Martin, però.
Per ora monto per esperimento le Elixir, anche se ormai sono a fine vita.
Si è spellato il sol,ed anche il re ed il la cominciano a cedere.
Credo che ripeterò l'esperimento, anche se quando le ho cambiate i bassi mi erano subito sembrati troppo ovattati, non da corda nuova.
Un po' come i bassi delle Martin (si, mi piacciono!) dopo una settimana.
C'è da dire che però quel suono da una settimana lo mantengono per mesi.
Le D'addario presentano anche loro questa caratteristica?
Rispondi
Loggati per commentare

Re: In realtà le Martin Bronze ...
di aleck [user #22654]
commento del 02/06/2014 ore 20:31:44
devo darti ragione riguardo le Martin. Dopo diverse ore di suonate devo dire che la "morbidezza" nelle prime posizioni non corrisponde poi a una morbidezza generale: i bending son stressanti e le posizioni estreme della mano sinistra son davvero dure da tenere!
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964