di kelino [user #5] - pubblicato il 21 maggio 2014 ore 11:13
Ho sempre ascoltato i DOORS con chitarristico distacco. Un po’ perché, quando li ho scoperti, all’inizio della mia “carriera” con le sei corde, ero orientato verso altri lidi stilistici. Un po’ perché non ho mai apprezzato certe sonorità e percorsi armonici e melodici. Alla veneranda età di quasi quaranta anni, sono stato invitato da alcuni amici a sostituire il chitarrista in una tribute band dei DOORS: the Celebration of the Lizard. Prima solo per alcune date. Poi in pianta stabile. Devo ammettere che all’inizio l’idea non mi allettava molto, per i motivi che già ho descritto. Mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Quei suoni, quel modo di suonare, quelle atmosfere. Per me che sono abituato a fare la prima donna sui palchi in qualità di chitarrista Rock, suonare in quel modo che a primo acchito può sembrar quasi maldestro, era contro natura. Ammetto di aver sottovalutato la problematica del “suonare in stile”. Così è diventata una sfida. Dopo il primo concerto con il solito overdrive e la solita pentatonica, mi sono armato di cuffie e pazienza per studiare lo stile di Krieger. Prima difficoltà: suonare col plettro ciò che lui suona con le dita. Pare poco? Provate a suonare ESATTAMENTE come sul disco, people are strange o the end. Seconda difficoltà: le diteggiature e il linguaggio. Corde a vuoto ed “evasioni armoniche”. Avete presente il solo di when the music’s over? Terza difficoltà: il sound. Per me che non ho mai utilizzato un FUZZ è stata una impresa riuscire ad essere incisivo e pulito. A distanza di una ventina di esibizioni, posso finalmente dire di essere entrato nell’ottica DOORS. Senza non poche difficoltà. E adesso mi piacciono molto. O molto più di prima. Il solo fatto di aver scoperto un pezzo fighissimo come PEACE FROG….