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Musicisti contro il divieto di usare le chitarre nelle carceri britanniche
Musicisti contro il divieto di usare le chitarre nelle carceri britanniche

di LaPudva [user #33493] - pubblicato il 08 maggio 2014 ore 07:00
In questi ultimi giorni fa discutere e riflettere molto la lettera aperta scritta da alcuni musicisti britannici e indirizzata al proprio ministro della giustizia, Chris Grayling, in seguito al divieto di utilizzare chitarre con corde d'acciaio nelle prigioni del Regno Unito.
In questi ultimi giorni fa discutere e riflettere molto la lettera aperta scritta da alcuni musicisti britannici e indirizzata al proprio ministro della giustizia, Chris Grayling, in seguito al divieto di utilizzare chitarre con corde d’acciaio nelle prigioni del Regno Unito.

Con una Prison Service Instruction [direttiva a tempo determinato sul servizio carcerario, N.d.T] dello scorso anno, infatti, sono state attuate delle restrizioni sugli incentivi e i privilegi per i carcerati, che prevedono che soltanto le chitarre con corde di nylon possano essere utilizzate da coloro i quali ne abbiano guadagnato il diritto, mentre quelle con corde di metallo sono state messe al bando. Il decreto ha suscitato la reazione di svariati artisti tra cui David Gilmour (Pink Floyd), Ed O’ Brien (Radiohead) e Johnny Marr (The Smiths), i quali hanno fatto un appello rivolto direttamente al ministro della giustizia e pubblicato in forma di lettera aperta su The Guardian il 28 aprile scorso. Con esso, nella sostanza, i musicisti non soltanto auspicano la revoca del divieto, il quale a loro avviso lede l’importante ruolo della musica nel processo riabilitativo, ma chiedono anche al ministro una riflessione sul numero crescente dei suicidi nelle carceri britanniche. Tra i firmatari anche Billy Bragg, cantautore e attivista che nel 2007 ideò Jail Guitar Doors, iniziativa indipendente mirata proprio a fornire strumenti musicali ai detenuti al fine di usare la musica per favorirne la riabilitazione.


La questione è emersa di recente soltanto perché un blog sui diritti umanitari ha segnalato il problema e la polemica che ne è seguita, alimentata anche da svariate associazioni umanitarie, si è diffusa a macchia d’olio. L'instruction di cui sopra, tra le altre cose, proibisce anche che i detenuti ricevano libri dall’esterno, misura che ha suscitato scalpore e orrore nel mondo della cultura e che ha portato scrittori e intellettuali britannici come Susan Hill, Philip Pillman, Mark Haddon e Ian McEwen ad attivarsi con una petizione online che ha costretto il ministro Grayling, conservatore e tradizionalista, a giustificarsi pubblicamente.

Kevin Brennan, laburista che ha sollevato la questione in Parlamento, riflette: «Quando alcuni detenuti mi hanno scritto dicendomi che avevano impiegato i propri risparmi per comprarsi delle chitarre che ora vengono bandite, ho pensato che il governo avrebbe avuto qualche seria motivazione per attuare questo cambiamento. Il ministro della carceri ha ammesso che imparare a suonare la chitarra influisce positivamente sulla riabilitazione, quindi il suo voler minare la riabilitazione con questa linea arbitraria sulle corde di chitarra è sconcertante».

La questione, naturalmente, è di ordine etico prima ancora che intellettuale, ma porta a galla anche l’importantissimo ruolo educativo, oltre che ricreativo, della musica.

La questione al momento rimane aperta ma, nella speranza di favorire una riflessione e un dibattito, pubblichiamo qui di seguito la lettera pubblicata sul Guardian, contenente le riflessioni dei dodici musicisti firmatari.

Come musicisti, ci preoccupa sentire che venga vietato l’uso di chitarre con corde di metallo nelle prigioni. Crediamo che la musica abbia un importante ruolo da svolgere nel coinvolgimento dei detenuti nel processo di riabilitazione. Tuttavia, questa capacità verrà seriamente minata se i carcerati non avranno la possibilità di esercitarsi in sessioni di gruppo.

Poiché la maggior parte delle chitarre possedute o usate dai detenuti nelle nostre prigioni sono chitarre acustiche con corde di metallo, il decreto farà sì che tali strumenti vengano tenuti sotto chiave sino a quando non ci sarà una sessione sorvegliata, se la prigione in questione prevede l’insegnamento musicale.

La clausola che prevede che soltanto le chitarre con corde di nylon possano essere usate non allevierà la situazione. Ci sono svariate ragioni pratiche per cui le corde di nylon non sono idonee per una chitarra acustica predisposta per corde di metallo, non ultimi i diversi metodi coi quali le corde di nylon e di metallo sono fissate allo strumento.

Comprendiamo che ci debbano essere protocolli di sicurezza quando le chitarre a corde di metallo vengono usate nelle prigioni, ma, fino all’emanazione di questo decreto, l’accesso era a discrezione del personale.

C’è stata una crescita preoccupante del numero delle morti autoinflitte a partire da quando questo decreto è stato introdotto. Dall’ottobre del 2013, quando soltanto un decesso è stato riportato, ci sono state cinquanta morti autoinflitte, più del doppio della cifra relativa allo stesso periodo dell’anno scorso.

Vorremmo sapere se i recenti cambiamenti riguardanti il trattamento dei detenuti – che includono restrizioni sui libri e sulle chitarre con corde di metallo – potrebbero essere alla radice di questo considerevole aumento dei decessi.

Esortiamo il ministro della giustizia, Chris Grayling, a investigare urgentemente sulle cause dell’incremento delle morti autoinflitte in prigione a partire dall’introduzione della recente Prison Service Instruction e a spiegare perché le chitarre con corde di metallo siano state selezionate per l’esclusione.

Billy Bragg, Jail Guitar Doors, Johnny Marr, Speech Debelle, Dave Gilmour, Richard Hawley, Scroobius Pip, Guy Garvey, Ed O'Brien, Philip Selway, Seasick Steve, The Farm, Sam Duckworth

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Cosa ci aspettiamo dai conservatori?? ...
di dale [user #2255]
commento del 08/05/2014 ore 07:57:33
Cosa ci aspettiamo dai conservatori??
Loro vogliono solo l'annullamento psico-fisico dei detenuti, questo è un esempio lampante, (ma ce ne sono decine) che vi consiglio di leggere:
vai al link

C'è chiaramente una questione di sicurezza, che però a mio parere riguarda anche le corde in nylon, sufficienti per aggredire ed uccidere una persona, però quella dei libri, per come l'ho intesa, è davvero una misura non solo inutile e crudele, ma anche stupida, ottusa e completamente controproducente.
Chiaro che la chitarra, a prescindere dal tipo di corde usate, deve essere suonata in spazi appositi, sotto sorveglianza, ma ovviamente istituire spazi e tempi dedicati alla musica costa e quindi............
Vabbè si potrebbe dire tanto del mondo dei detenuti, della politica e quant'altro; io dico solo che, in base alle mie esperienze ho realizzato che:
- Quasi solo gli strati sociali più bassi e poveri sono in carcere e non vengono riabilitati, anzi, sono vittime di abusi di ogni tipo, che fanno di loro persone di gran lunga peggiori di come erano prima di entrare in galera.
- Se io fossi in carcere e mi togliessero la possibilità di leggere o suonare, valuterei seriamente la possibilità del suicidio, che un metodo si trova sempre.



Ciao a tutti, suonate e leggete!!!
:-(
Rispondi
Re: Cosa ci aspettiamo dai conservatori?? ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:40:58
Caro Dale, grazie per il bel commento.
E' con sommo dispiacere che devo dire di essere d'accordo su questa triste osservazione.
Sotto, in risposta a Helloween, ho spiegato la meglio la situazione. Tutto considerato, mi pare non ci siano dubbi sul fatto che queste misure vogliano essere un'ulteriore punizione ma, soprattutto, vanno a ledere dei diritti che i detenuti hanno e che devono poter esercitare. Per prima cosa dovremmo ricordare, infatti, che ANCHE i detenuti ne hanno e sono, ovviamente, commisurati alla loro situazione.
Purtroppo le tue osservazioni finali sono vere e fanno venire i brividi. Insomma, concordo su tutta la linea.
Rispondi
assurdo...
di sibor [user #11654]
commento del 08/05/2014 ore 08:53:36
Tanto se vogliono farsi del male lo possono fare anche con quelle in nylon che sono altrettanto robuste... E'assurdo...
Rispondi
Re: assurdo...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:26:0
Assolutamente d'accordo. Questo effettivamente sa proprio di dispetto, per rendere inutilizzabili anche le poche chitarre in dotazione.
Rispondi
WHAT THE FLYING GODDAM FUCK???
di Claes [user #29011]
commento del 08/05/2014 ore 12:30:29
Scusatemi per urlare tramite un impianto di al minimo 10.000 W. Chissà se ne valga la pena (!)... Ma:

Reazioni estere possono aiutare - per esempio dall'Italia. Una specie di campagna reclutando musicisti a unirsi, pensate, tramite Accordo e il suo numero di Accordiani è possibile pure reclutare superstars Made in Italy. Io mi unisco a priori indipendemente da com'è la situazione in Italia (suppongo che NON vi sia una legge del genere). A me è capitato un episodio da rokkettaro DOC nel 1975:

Si stava jammando nel Suono Recording Studio - Venezia terraferma, ai Tre Garofoli sulla via per Mogliano e vicinissimo a dove Guido Toffoletti ha poi avuto un incidente stradale :( Dunque:

C'era una schiera di musicisti tra cui il "danesino". Polizia in borghese circonda lo studio, trovano 2-3 grammi di "merda", siamo una decina... arrestati e sbattuti in cella. Ho confessato alla polizia di essere io il colpevole. Ero a tempo perso interprete per il consolato danese a Venezia (nessuno parlava l'italiano) e, avendo aiutato danesi incarcerati a destreggiarsi, sapevo che avrei avuto un foglio di via scagionando il resto della ghenga. La cella per arrestati sembrava da film ambientato nel Medio Evo, pane e acqua, ma solo per una notte! Spero che non avete avuto problemi di questo genere... Hon ho avuto la possibilità per un "test chitarra". Fossi stato mandato in carcere avrei di certo voluto un chitarra + ampli!!!

Rispondi
Re: WHAT THE FLYING GODDAM FUCK???
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:22:31
Questa sì che è una vicenda avventurosa! Ahah! Gran bel gesto, Claes!

Comunque è una bellissima iniziativa, quella che lanci. A prescindere dalla fattibilità, non credo che nel Regno Unito terrebbero in grande considerazione un evento del genere, purtroppo, ma sicuramente una cosa del genere, come pure l'adesione in massa a eventuali petizioni male non farebbe, perché lo farebbe diventare un caso a livello internazionale!
Rispondi
non ne comprendo il motivo
di mke52 [user #17126]
commento del 08/05/2014 ore 12:34:07
Effettivamente si potrebbe pensare a motivi di sicurezza ma un'aggressione può avvenire anche con una corda di nylon...
mah
Rispondi
Re: non ne comprendo il motivo
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:14:50
ESATTAMENTE! E pure spaccando una chitarra addosso a qualcuno e utilizzandone i pezzi.
E' un provvedimento un po' dubbio, diciamo così...
Rispondi
Io credo in realta'......
di Chiodo utente non più registrato
commento del 08/05/2014 ore 12:50:31
.....che il problema tragga origine dal fatto che le corde metalliche potrebbero essere usate come armi improprie per far male ad altrui e anche a se stessi!!
E poi chi lo sa'....magari col Mi basso potresti segarci anche le sbarre..alla lunga !!!
Ciao Fe' ! :)
Rispondi
Re: Io credo in realta'......
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:13:58
Ciao Chiodo!
Ma sai, anche con le corde di nylon puoi fare del male (di certo ci puoi strozzare una persona e impiccare te stesso, volendo...). Ad ogni modo, come dicevo qui sotto, secondo me il tutto ha a che fare col concepimento del carcere come luogo esclusivamente punitivo anziché punitivo+riabilitativo. Però vedremo come andrà a finire...
Un bacione :D
Rispondi
Re: Io credo in realta'......
di Chiodo utente non più registrato
commento del 10/05/2014 ore 09:33:40
Tu dici che si puo' con quelle di nylon??Boh....dopo faccio una prova!:)
Certo che se il motivo e' puramente "Castigatorio",se non lo han fatto con le corde di metallo ,troveranno di sicuro il modo per farlo con quelle di nylon...ci puoi giurare!!(speriamo di no)
Rispondi
Re: Io credo in realta'......
di LaPudva [user #33493]
commento del 10/05/2014 ore 10:21:50
Be' tu prendine tre o più e mettile insieme... Una persona ce la strozzi

"dopo faccio una prova!:)" ---> e nel weekend si registrarono svariate decine di casi di morti per soffocamento da corde di chitarra!
Rispondi
Con una corda di nylon
di herrdoctor [user #18849]
commento del 08/05/2014 ore 19:58:0
una persona è difficile che l'ammazzi... con le mani la rompi.

Col Mi ..SI!
Quindi in un carcere è meglio evitare.
Non se sa mai....
Rispondi
Re: Con una corda di nylon
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:10:09
Mmmmah, con una forse no, ma con tre ce la strozzi, vai!
Rispondi
Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di helloween [user #27122]
commento del 09/05/2014 ore 08:10:24
Giusto! Intanto consideriamo che sono in carcere per un motivo. Le corde sono pericolose pure per i suicidi! Per quanto riguarda l'avere materiale proveniente dall'esterno: nelle carceri ci sono le biblioteche, basta fare richiesta ed arriva un libro. nella copertina dei libri possono essere agevolmente nascoste lime e quant'altro ed essendo appunto un libro non passerebbero la prova al metal detector, chi farebbe una prova del genere ad un libro? Giusto che usino quello che mette a disposizione la galera, non sono in villeggiatura!
Rispondi
Re: Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:05:39
Ciao Helloweeen!
Credo che il tuo post tiri fuori il succo del discorso attorno al quale gira l'intera faccenda, ovvero il modo in cui viene concepito il carcere. E' un luogo di punizione o è un luogo di punizione E di riabilitazione? Se lo si concepisce come un luogo la cui funzione è prevalentemente punitiva (come mi pare lo intenda il ministro della giustizia), allora ha un senso la privazione. Se, invece, lo si concepisce come un luogo in cui oltre a scontare una pena si deve riabilitare in qualche modo l'individuo, allora devono essere tenute in maggior considerazione le modalità con cui questo può avvenire. Va da sé che, a seconda dei reati commessi, non tutti i detenuti possono aver accesso a determinati benefici (come ad esempio l'attività musicale), ma se è un privilegio acquisito con la buona condotta, ad esempio, diventa un diritto esercitarla.
Detto ciò, anche le corde di nylon possono essere usate per cagionare danno ad altre persone e, soprattutto, il provvedimento rende inutilizzabili anche le poche chitarre attualmente in dotazione presso le carceri.

Per quanto riguarda i libri, invece, non funziona così, nonostante dal di fuori si pensi che sia molto semplice. Prima di tutto nel Regno Unito le carceri che dispongono di una biblioteca sono soltanto il 42% del numero complessivo (nelle prigioni in cui non c'è la biblioteca, quindi, riceverli dal'esterno diventa davvero cruciale). In secondo luogo, quelle esistenti hanno una dotazione di, in media, meno di un libro a carcerato. Come se non bastasse, vista la carenza di guardie penitenziarie, anche in presenza di biblioteche, in molte carceri non c'è personale per l'accompagnamento del detenuto in biblioteca (cosa prevista per la lettura di libri non privati, appunto). Il ministro della giustizia ha detto: "Vogliamo incentivare i condannati a comportarsi meglio e rendere i libri un privilegio è uno di questi incentivi" ma in effetti pare più un accanimento, perché scannerizzare dei libri richiederebbe uno sforzo davvero ridotto. Oltre tutto ci sarebbero mille vie d'uscita al problema, come far entrare, in seguito ai dovuti controlli, dei libri random donati alle carceri e via dicendo.

Insomma, la questione etica mi pare più pesante di quella "pratica" in senso stretto, in entrambi i casi.
Rispondi
Re: Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di helloween [user #27122]
commento del 09/05/2014 ore 10:34:00
La questione etica è PIU' importante di quella pratica. Parliamo di persone e non di oggetti! Bisogna fare una dovuta distinzione e cioè il tipo di carcerato. Senza sfociare nelle torture, com abitare 8 in una cella per due ed avere i servizi sanitari in comune sempre nella stessa cella (immagina la sicurezza sanitaria), però io distinguo il reato e l'età. Se parliamo di rapine, furti di giovani, allora si parla di riabilitazione sociale; se parliamo di adulti immersi nelle criminalità organizzate od in odore di esse o che hanno perpetrato crimini efferati o estorsioni, etc... etc... è chiaro che non si può parlare di riabilitazione. In loro il delinquere è incatramato, anzi per giustizia sociale nei confronti di chi il male l'ha ricevuto devono essere puniti. Mizzica un Totò Riina altro che libri, un Giovanni Brusca altro che chitarra! Chi chiede il pizzo altro che ora di aria libera! Il mio modo di vedere i criminali forse è distorto dal contesto palermitano in cui vivo, ma ti posso assicurare (e ne conosco) che molti sono irrecuperabili! Parlando fra di noi, "fannu schifu"!!! Quindi prima di dire giusto o sbagliato il privare un detenuto di qualcosa, prestiamo attenzione alla sua storia passata ed al motivo per il quale è finito in carcere!
Rispondi
Re: Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 10:55:11
Certamente, infatti, come ho detto sopra, ogni cosa è commisurata all'entità del reato, mentre queste privazioni toccano tutti i carcerati, a prescindere. Credo sia anche per questo che sono intervenuti gli artisti e gli intellettuali di cui sopra: anche i carcerati hanno dei diritti ed è giusto che vengano rispettati e che ne possano beneficiare, se spettano loro e/o se se li sono guadagnati.

Attenzione, qui non parliamo di attività riconosciute a TUTTI i carcerati indistintamente, ma di misure restrittive che toccano TUTTI i carcerati indistintamente, anche quelli che potrebbero usufruire di tali attività. Alcune carceri, insomma, hanno delle chitarre a corde di metallo per attività musicali destinate a certi detenuti che ne hanno pieno diritto e la restrizioni le rende inutilizzabili (così quei carcerati non le potranno usare, proprio come coloro i quali NON ne hanno diritto). Insomma, un'ingiustizia.
Rispondi
Re: Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di helloween [user #27122]
commento del 09/05/2014 ore 11:23:04
Aspetta Fede. Noi non sappiamo (almeno io) come si strutturano le galere in Inghilterra. Niente di strano che loro non mettono nella stessa cella un rapinatore ventenne con un boss mafioso. Non mi stupirei se stessimo parlando di una limitazione per un determinato tipo di carcerato. Non sono informato in merito! Tu sai per certo che è per tutti e che in UK non ci siano diversi istituti per certi tipi di reati?
Rispondi
Re: Giusto! Intanto consideriamo che sono ...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 11:38:33
Il divieto è per tutte le chitarre (con corde di metallo) di tutte le case di detenzione... Per questo c'è stata la movimentazione di cui sopra. :(
Rispondi
Uno strano caso...
di Claes [user #29011]
commento del 09/05/2014 ore 13:01:43
...è quello riportato dalla TV ieri e stamattina. Berlusconi... Dicono in Danimarca che sia strano che non l'abbiano sbattuto in galera. Peccato. Avrebbe avuto il tempo di imparare a suonare la chitarra...
Rispondi
Re: Uno strano caso...
di LaPudva [user #33493]
commento del 09/05/2014 ore 13:19:10
... E scommetto che qualcuno si sarebbe battuto per far avere delle mute di corde di metallo (senza chitarra) ai suoi compagni di cella!
Ahah, naturalmente sherzo. Ma a proposito delle carceri italiane, mi farebbe piacere scoprire come è regolamentata la fruizione degli strumenti musicali qui da noi, cosa che non sono mai riuscita a capire fino in fondo.
Rispondi
Re: Uno strano caso...
di Ivan56 [user #36558]
commento del 09/05/2014 ore 13:49:07
"... E scommetto che qualcuno si sarebbe battuto per far avere delle mute di corde di metallo (senza chitarra) ai suoi compagni di cella!" ;-))))))))))))))))
Ciao
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