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Alunni e motivazione

di Jimmi [user #27100] - pubblicato il 04 maggio 2014 ore 10:06
Dopo molto tempo mi riaffaccio su queste pagine. Da due anni a questa parte ho cominciato a dare lezioni private a ragazzi che me ne hanno fatto richiesta e sono in contatto con alcuni insegnanti di una scuola privata che mi hanno fatto capire che ci sarebbe la possibilità di entrare come insegnante per la zona montana della mia provincia. Io sono entusiasta della cosa in se ma ho qualche perplessità a livello della efficacia della mia didattica. Con i ragazzi a cui do lezione non ci sono particolari problemi se non quello della "trasmissione" della passione e della dedizione che servono per progredire nello studio dello strumento. Ora .... io capisco che il tempo è quello che è; che gli esercizi sono noiosi e via dicendo, ma non mi puoi venire a chiedere di suonare "Rood mood" di Stevie Ray Vaughan se non conosci nemmeno i box delle pentatoniche. Ecco, il problema è proprio questo, come portarli ad un livello piu alto senza che si scoraggino ? Vedo che quando suono un lick, quando insegno un' accordo a loro gradito, lo sezionano prima con gli occhi e poi via, si esercitano a riprodurlo. Questo modo è comune a quasi tutti i chitarristi alle prime armi (anch' io ho imparato cosi) ma puo provocare svantaggi quali impostazioni faticose, dolori alle articolazioni dovute alla postura e penalizzazioni di velocità dovute sempre allo stesso motivo. La postura è certo una cosa personale, non sono rigido come un insegnante di consevatorio, l' elettrica è una cosa un po' diversa ma il punto è che se vai da un maestro (o presunto tale :-)  proprio per avere risultati con meno sforzo e questo ti dice che per arrivare ad eseguire un certo brano devi padroneggiare certe tecniche cosi poi farai moooolta meno fatica, perchè poi devi fare di testa tua ? Questo non lo capisco e vorrei chiedere consiglio a qualche accordiano piu esperto di me nell' insegnamento se esistono dei metodi, delle "carote" per cosi dire :-). ovviamente il tono è scherzoso, c' è chi studia piu e meno a seconda della disponibilita di tempo e di altri fattori, però diciamo che se non c' è regolarità nell' esercizio andare a lezione serve solo ad apprendere lezioni teoriche. A casa devi fare pratica, se no non vedi iprogressi e ti scoraggi, oltre a non dare soddisfazione a chi ti insegna. Un' altra cosa che vorrei chiedere è questa : Di solito faccio collegare le chitarre degli allievi (che parola soddisfacente :-)  al mio fender blues deluxe ed io suono con guitar rig sul pc con scheda audio e mixer, questo per fare sentire a proprio agio chi siede davanti a me e dargli il feeling e la risposta di tocco che un ampli a valvole puo dare. A volte però lo studio delle diteggiature, gli argomenti teorici musicali, la ricerca del suono, la ricerca del tocco ecc. ecc, si mescolano e si perde un sacco di tempo. In poche parole vorrei ottimizzare l' insegnamento, dal momento che si recepisce un compenso mi sembra una cosa onesta ma per fare questo non vedo altre soluzioni di diventare "severo". Hai studiato ? No ? Bene ! Al posto e un 4 sul registro :-) !! Vero è che se non c' è disciplina non c'è progresso ma non vorrei sembrare lo Chef Cracco della chitarra :-) ! Sono combattuto per questo motivo, l' età media degli allievi si aggira attorno ai 15 , 16 anni e a quell' età è molto difficile gestire il proprio studio. Sono ben accetti consigli da chiunque perchè credo che questo sia piu un problema di carattere umano che musicale. Un saluto a tutti !

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io faccio così
di Aquarius utente non più registrato
commento del 04/05/2014 ore 11:38:48
Argomento spinoso e di non facile soluzione considerando anche il fatto che ogni persona ha un carattere ed un approccio verso lo studio differente. Io mi comporto così: dopo aver affrontato esercizi o studi vari, cerco un brano, di gradimento dell’allievo, dove siano contenuti appunto le tecniche affrontate. Se non si è studiato in maniera adeguata i limiti balzano subito all’occhio e la persona si rende conto delle sue lacune. In alcuni casi sospendo le lezioni settimanali ed invito l’allievo ad incontrarci per una decina di minuti, massimo un quarto d’ora dove riprendiamo l’oggetto delle manchevolezze. Una sorta di ripasso che faccio senza compenso. Forse sarà antieconomico ma in questo modo cerco di instaurare un rapporto di fiducia e di far capire che oltre l’aspetto pecuniario è di estrema importanza la soddisfazione di entrambi.
Rispondi
Re: io faccio così
di Jimmi [user #27100]
commento del 04/05/2014 ore 13:23:54
Anch' io uso questo metodo ma non avevo pensato alla sospensione delle lezioni ed al "ripasso". Potrebbe essere una buona soluzione, ti ringrazio del consiglio. Un saluto !
Rispondi
Re: io faccio così
di Aquarius utente non più registrato
commento del 05/05/2014 ore 10:59:51
Figurati, grazie a te per aver postato un argomento interessante dove si possono attingere consigli dalle risposte. Ho pensato a questa soluzione rendendomi conto che proseguire le lezioni con delle lacune pregresse alla fine ci si impantana. In fondo è un po' come la matematica: se salti dei passaggi non puoi proseguire. Poi tieni conto che se questi ripassi diventano la regola.. beh è segno che non c'è volontà e comunque l'allievo in qualsiasi caso prima o poi molla. Riguardo al fatto della perdita di tempo che accennavi nel tuo post, io non mescolo mai la lezione con argomenti non attinenti o prove varie, se c'è tempo dopo la canonica ora di lezione, mi dilungo volentieri a chiacchierare sui vari aspetti chitarristici, magari qualche consiglio sull'acquisto di uno strumento ma anche cazzeggi vari. Ho anche la fortuna di avere una saletta piuttosto attrezzata e di tanto in tanto li coinvolgo per una bella suonata, un loop di batteria o se capita anche con amici. In questo modo oltre al divertimento stimoli non poco le motivazioni. Certo che tutto dipende da quanto tempo si ha a disposizione e dalla struttura, nel senso "logistico" del termine.
Buona giornata.
Rispondi
Re: io faccio così
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 21:16:18
Io a volte mi dilungo su alcune cose per far intuire ai ragazzi che ci sono un mare di cose interessanti da fare dopo ..... metto delle piccole parentesi per invogliare a studiare le basi in funzione di quello che dopo potrebbe venire, non so se mi sono spiegato bene. Spesso però a loro interessa parlare di piu di pick up, pedali, chitarre suoni ...... solite robe. Questo lo considero una perdita di tempo durante una lezione. Penso proprio di seguire il tuo consiglio e tenere alcune cose fuori.
Rispondi
Prima di tutto un saluto ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 04/05/2014 ore 13:10:00
Prima di tutto un saluto a te.
Guarda che la questione che poni è molto complessa e piena di interrogativi.Insomma è facile incartarcisi e,quando uno ha dei dubbi,immancabilmente finisce nel trasmetterli all'allievo che invece ha bisogno di un punto di riferimento forte sul quale affidarsi completamente.
Purtroppo lo studio della musica detta moderna si appoggia su delle basi empiriche e discutibili.
Su un trattato una volta lessi che la musica moderna non è altro che un ritorno alle origini,all'Africa,al ritmo e alla libertà.La musica classica ha un rigore e una struttura architettonica tale da poter sviluppare un programma rigido da seguire senza nessun ma.La tecnica moderna che cos'è alla fine?Lo hai detto anche tu.Devi sorvolare su molti aspetti dell'impostazione per esempio perché ognuno poi può personalizzare il proprio approccio seguendo il suo istinto.Io stesso faccio così.Io ho imparato da solo lavorando con i più vecchi,sbagliando,rialzandomi e andandomi a cercare il materiale dovunque.Rubando il mestiere come si faceva nelle botteghe nel Rinascimento.Oggi possiamo mettere a disposizione questo patrimonio acquisito in forma di lezione.Anche io lo faccio.
Bè per quanto mi riguarda posso dirti che ogni ragazzo ha una sua personalità.Ho avuto degli allievi che oggi suonano professionalmente....ma quelli li vedi pieni di curiosità,ti strappano sempre quei cinque minuti in più e ti tempestano di domande.Ecco,lì vale la pena sperderci del tempo.
Poi ci sono quelli che pensano di risolvere tutto in una settimana,quelli che vorrebbero ma gli manca la buona volontà....insomma devi valutare caso per caso personalizzando la lezione.
Io personalmente faccio così....Patti chiari.Per un po non c'è niente da fare,devono imparare a mettere le mani in maniera corretta.Scale,esercizi,accordi,ritmo.Dopo,se superano questa prova di costanza,e allora inizio ad assecondare le loro inclinazioni.Se gli piace il Blues iniziamo con quello.Se gli piace il Rock gli faccio ascoltare Hendrix,Beck,Page e così via dicendo.A volte,durante il tragitto,scoprono altro e il viaggio può prendere strade più interessanti.Una altra cosa è il dialogo.Io gli parlo continuamente facendogli capire il perché di quello che fanno...sempre.E' importante sapere che quel freddo esercizio gli potrà essere utile nella musica reale.
Va be già sono stato troppo prolisso.Spero che in queste righe puoi aver trovato qualche spunto utile.
Farai sicuramente benissimo.In bocca al lupo.
Un abbraccio.
Rispondi
Re: Prima di tutto un saluto ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 04/05/2014 ore 13:30:
Ciao Davide ! Come stai ? Mi fa piacere sentirti. Come metodologia sono vicino a quello che tu dici ma con alcuni ragazzi che hanno passione e che tuttavia vedo vanno a rilento mi metto in dubbio anch' io. Piu che altro io ho un carattere bonario e forse troppo accomodante e faccio fatica a mettermi nei panni del professore. Sono freak per davvero :-)) ! Però capisco che anche se è un ruolo che non mi piace a volte quando si ha la responsabilita di insegnare qualcosa a qualcuno che per giunta è molto giovane bisogna un po' spronarli. Volevo sentire quello che avevate da dire a riguardo e ho raccolto i vostri consigli. Ti ringrazio e a risentirci !
Rispondi
Re: Prima di tutto un saluto ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 04/05/2014 ore 23:22:09
A presto carissimo.
Rispondi
Una possibile metodologia extra
di Claes [user #29011]
commento del 04/05/2014 ore 15:36:11
Mia madre era insegnante di chitarra classica al conservatorio (Zurigo) e aveva un trucchetto: fare arrangiamenti per chitarre classiche di pezzi assolutamente Pop, update e in classifica. Una versione di "All That She Wants" (Ace Of Base) è stata pure incisa. La logica sua era:

Arrangiare per 2-3 chitarre. Una che suona melodia / assolo, una per accordi, una in mezzo - note basse e da violoncello. Questa roba suppone che gli allievi sappiano leggere spartiti. Che fosse possibile una cosa del genere nel tuo caso? Da parte mia vedrei un rhythm box in aggiunta per centrare ritmi - basilare.
Rispondi
Re: Una possibile metodologia extra
di Jimmi [user #27100]
commento del 04/05/2014 ore 22:36:14
Secondo me questo è un ottimo metodo ma si addice di piu ad un alunno di chitarra classica che a uno di chitarra elettrica. Pensa al fatto che suonare una parte di basso / tenore (violoncello), con la chitarra elettrica equivale a leggere una tablatura (do per scontato che il 90% dei miei allievi non viene dal mondo accademico) funzionale alla musica che si sta suonando,quindi una visione del brano piu allargata. Penso che chi ascolta musica di un certo tipo non abbia proprio questo approccio. Anche nella musica moderna le parti si dividono per registri ma è un concetto piu vicino alla musica classica che a quella elettrica. Di solito si comincia a ragionare sui concetti di basso - batteria - chitarra - piano ..... robe cosi. L' approccio che tu proponi mi sembra piu raffinato e complesso, almeno per la concezione di musica che la maggior parte degli ascoltatori medi hanno. Non mi sentirei di affrontare un approccio di questo tipo prima di avere spiegato dettagliatamente le funzioni e le tecniche del proprio strumento all' interno di un ensemble. Grazie comunque del tuo punto di vista. Un saluto !
Rispondi
Non so che dirti...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 04/05/2014 ore 22:55:14
....ma mi fa piacere rileggerti. Ciao.
Rispondi
Re: Non so che dirti...
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 09:03:22
Ciao Gibson ! Anche per me è un piacere risentirti. Un saluto e a presto !
Rispondi
Mi unisco a Claes. Per ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 05/05/2014 ore 05:45:0
Mi unisco a Claes. Per me dovresti provare a proporre arrangiamenti semplificati di canzoni pop, a piu' parti. Imparare a leggere lo spartito e' essenziale per ogni musicista, senz'altro per un chitarrista moderno.
La regola di base che vale per tutti per me e' uno non fa bene cio' che gli piace, ma che ad uno piace cio' che riesce a fare bene. Quindi dagli cose semplici da fare, che rinforzino la loro self-confidence, che li facciano sentire bravi. E poi piccoli passi alla volta, viene il giorno in cui partono e ti sorprendono. E li saprai che hai fatto bene il tuo lavoro.
Rispondi
Re: Mi unisco a Claes. Per ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 09:00:20
Questo è un ottimo consiglio lo terrò in considerazione. Per quanto riguarda le armonizzazioni io aspetterei di aver compreso alcuni concetti piu basilari. Inoltre mi sembra che l' aspetto teorico sia quello un po piu noiosetto e preferirei mescolarlo al suonare perchè lo digeriscano meglio. Grazie del consiglio. Un saluto !
Rispondi
Ciao jimmi mi fa piacere ...
di dale [user #2255]
commento del 05/05/2014 ore 08:56:48
Ciao jimmi mi fa piacere rileggerti; io ho avuto solo un'esperienza "ufficiale" come "insegnante" ed è andata a finire male dopo qualche mese (ventenne che partiva da zero assoluto).
Mi è dispiaciuto e devo dire che facendomi un esame di coscienza posso dire che forse non sono riuscito a trasmettergli motivazione e passione; d'altro canto devo dire che lui non era molto motivato di base e forse era solo una moda, quella di comprarsi una chitarra e suonare subito.
Ho preso però un altro ragazzo di 30 e rotti anni e in circa un anno e mezzo abbiamo fatto progressi notevolissimi, quindi....
Comunque secondo me alla base del fallimento dell'esperienza c'era completa incomunicabilità fra noi; cioè io non sapevo minimamente quali fossero i suoi gusti ed aspettative dalla chitarra, ho cercato di fare del mio meglio ma non è servito.
La guardo adesso però dalla parte di quando io andavo a lezione, a 18 anni, quando mi caricavo la chitarra sulla vespa e facevo 20 km in salita pur di raggiungere l'agognata casa del maestro.
Lui era davvero un grande, mi ha dato un sacco di cose da ascoltare e mi ha aperto la mente, ma IO ero completamente ben disposto nei suoi confronti, lo stimavo ed ammiravo, ed ero pronto a replicare tutto quello che lui mi chiedeva; quindi di base deve essere anche l'allievo "affamato" di imparare, poi tutti abbiamo cercato di fare cose al di fuori delle nostre possibilità sia chiaro.

Quindi, quello che mi sento di dirti è: imponiti con carisma, simpatia ed autorevolezza, facile a dirsi........




saluti



daLe
Rispondi
Re: Ciao jimmi mi fa piacere ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 09:13:3
Ciao Dale ! Si ! penso che quello che dici sia vero, ossia che ci vuole buona volontà da tutte e due le parti e se dall' altra parte non la incontri puoi sbatterti finchè vuoi ma non caverai un ragno da un buco. D' altro canto ci sono allievi che hanno passione e che tuttavia incontrano difficoltà ad accettare che per progredire ci vuole metodo e costanza e volevo sentirvi per raccogliere qualche suggerimento utile. Grazie del commento, mi ha fatto piacere risentirti. A presto !
Rispondi
ciao Jimmi... non saprei che ...
di superloco [user #24204]
commento del 05/05/2014 ore 09:24:48
ciao Jimmi...
non saprei che dire.. io sono un autodidatta in toto quindi non so proprio
ma mi ha fatto piacere leggerti dopo tanto tempo
Rispondi
Re: ciao Jimmi... non saprei che ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 09:46:01
Ciao Super ! Anche io sono un' autodidatta e per questo chiedevo lumi al leviatano :-)). Mi ha fatto piacere risentirti. A presto !
Rispondi
Re: ciao Jimmi... non saprei che ...
di superloco [user #24204]
commento del 05/05/2014 ore 10:53:25
con piacere
Rispondi
Caro Jimmi posso essere sincero ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 05/05/2014 ore 20:06:41
Caro Jimmi posso essere sincero con te ?!

Se vedi che uno dopo due tre MESI (circa 12-16 lezioni) non ha imparato niente di niente e vedi soprattutto che PERSISTE negli errori di impostazione e tecnica e proprio NON fà NIENTE a casa - fagli un favore, digli di pensare se gli INTERESSA VERAMENTE suonare ;) e metti i "patti CHIARI" fin dalla prima lezione.

Io faccio così. Certamente .... alcuni allievi li ho 'persi'. Al 3zo mese gli ho detto:
- Allora studi o cosa ?! -

e LORO hanno preferito 'mollare'

Altri invece oggi SUOANANO come si deve e altri ancora si impegnano comunque di più di "prima del discorsetto"... insomma il 'risvolto'è SEMPRE POSITIVO !!

WiWA!
Rispondi
Re: Caro Jimmi posso essere sincero ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 05/05/2014 ore 21:07:36
Ciao Kata ! Aspettavo il tuo intervento :-). Si ! Direi che il tuo discorso centra in pieno il problema. A casa faccio proprio come dici tu. Non vorrei che una scuola considerasse questo approccio svantaggioso in termini economici . In ogni caso penso sia meglio essere sinceri e perdere qualche allievo piuttosto che pertare avanti delle cose senza nessun senso. Grazie del commento. A presto !
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