  Della Wurlitzer, fondata da Rudolph Wurlitzer, un tedesco emigrato negli USA all'età di 24 anni, a Cincinnati, in Ohio, come "The Rudolph Wurlitzer Company" nel 1856, ora dal 2006 di proprietà della Gibson ( ma tengo a rammentare che per la stessa costruì chitarre anche la nostrana Welson negli anni 60 ), ne ho già parlato nel mio articolo relativo al Jukebox, macchina amata da noi del periodo fine anni 60 perchè era l'attrezzatura con cui si ascoltavano i brani allora in vetta alle classifiche e si ballava inserendo lire 100 per tre brani, oppure lire 50 per un brano solo, specialmente sui lidi balneari durante le vacanze estive, oggi diventato "l'Oggetto Misterioso". Oltre al famoso modello 400 del 1938, a 12 dischi in lacca a 78 giri sovrapposti, cioè quello della seconda immagine d'apertura, il più consciuto e richiesto era ed è il glorioso modello 1015, con capacità di 50 dischi a 45 giri a doppia facciata, anno d'immissine sul mercato 1950, siamo coetani quindi, modello che una mia amica ha recentemente comperato per il suo negozio di abigliamento e che personalmente curo e rifornisco dei dischi 45 giri che le posso cedere, specialmente dischi di Tom Jones e del periodo inizi anni 70s, mi tengo però gli storici che reperisco sulle bancarelle dei mercatini, ma c'è anche un altro motivo per essere lì, preciso che non è lei ma non ve lo dico, anche se... Bando alle ciance ed eccovi l'evoluzione in Wurlitzer dal Piano Automatico "Tonophone" al JukeBox modello "P10", tassativamente in Black & White come si conviene riferendosi ad articoli di quei periodi, cioè ripettivamente anno 1896 e 1933, che oggi sono "oggetti da museo" molto validi e ricercati :  Ci tengo infine a precisare che il nostro primo piano elettrico usato ad inizio anni 80 nel gruppo di noi ferrovieri-musicisti del DLF ( dopo-lavoro ferroviario ) non fu il mio Fender Rhodes 88 Mark 1°, anno di costruzione 1966 ma comperato da me, usatissimo e con allora solo 85 martelleti funzionanti, nel 1984 ( che ancora posseggo e che ho restaurato, dorme da anni ma guai a chi me lo tocca ), bensì un Wurlitzer modello 200A a martelletti battenti su ance ( accordabili mediante apporto o sottrazione di comune stagno per saldature ), con captazione elettrostatica, cioè e variazione di capacità, in produzione fino al 1982. Ricordo inoltre e nuovamente che dal 2006 la Wurlitzer è diventata di proprietà della Gibson, altro colpaccio simile a quello Epiphone del 1957, ma la produzione di questo piano elettrico non è stata ripresa anche se è uno strumento molto ricercato tra i collezionisti ( ricordo anche che al nostro mancava la piastra sagomata in lamierino che si vede nell'immagine a destra, che costruimmo in lamierino d'alluminio, ricopiandola da un'altro 200A di proprietà di un conoscente armati di santa pazienza, ma aumentò di molto il segnale d'uscita prima molto debole, ma era la seconda armatura del condensatore composito ): Anche perchè contemporaneamente la Wurlitzer ha costruito organi elettrostatici ed elettronici, ad esempio il modello "Carousel Band", molto simpatico con la sua aria retrò da "Circo fine XIX° secolo", ed il modello 44 più tradizionale, ma anche elettronici tradizionali come il modello 805, infine organi liturgici a 4 tastiere più pedaliere, come quello che è al "Musikinstrumenten Museum di Berlino", veramente enorme e monumentale, cosa che scoprimmo solo in seguito e di cui non c'era all'epoca traccia sul mercato nostrano; eccoveli tutti in basso e di seguito, poi un video del piano 200A che è ancora un "Cult"
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