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Quando la band è immatura

di Lorenzostrat87 [user #8417] - pubblicato il 18 marzo 2014 ore 10:17
Ciao accordiani, vi scrivo per raccontarvi quello che da qualche mese a questa parte sta succedendo con la mia band e, se volete, chiedere pareri nei commenti.
Vivo in Inghilterra da tre anni, e da due ho formato un gruppo di quattro elementi me compreso, con cui faccio roba originale, in un genere che trovo difficile da classificare, c'è chi direbbe indie ma è un termine che odio perché vuol dire tutto e niente.
Da qualche mese abbiamo trovato un ragazzo italiano traseritosi a Londra che si è offerto di produrci un album dopo averci sentiti suonare dal vivo.
Il ragazzo è inoltre studente della SAE di Londra, il che ci permette di usare gli studi della sua scuola gratis.
Abbiamo fatto due sessioni di preproduzione, dopo la quale il nostro produttore ha notato che alcuni tra i pezzi più recenti, quindi meno arrangiati, avevano bisogno di una linea di basso diversa, ma soprattutto che in generale c'era bisogno di scrivere delle parti di batteria poiché il nostro batterista non riesce a suonare una canzone allo stesso modo due volte di seguito, nonché a gestire le dinamiche, pur essendo molto tecnicamente dotato.
Quindi, si è messo a riscrivere lui le parti di batteria in midi per poi mandarle via dropbox al batterista e fargliele imparare.
Per quanto riguarda il basso, il nostro bassista non può permettersi di viaggiare tra la sua città e Londra con frequenza, e a un certo punto, nonostante gli stessi spiegando che in questi casi è normale che il produttore voglia supervisionare l'arrangiamento dei pezzi, mi ha perfino detto al telefono "io non c'ho bisogno che il produttore stia qui con me per scrivere le fottute parti di basso".
Ho riferito la cosa al produttore che ha detto: ok, allora io gliele mando e lui se le scrive da per sé.
Detto fatto, dopo due settimane dalla spedizione dei files, ieri ci siamo visti tutti e quattro per provare i pezzi sperando di poter cominciare a fare le sessioni definitive prima possibile.
Un disastro.
Il bassista ha scritto delle linee, e tanto tanto non solo hanno senso, ma riesce a suonarle con la giusta precisione, ma il batterista è ancora ondivago e oltretutto insiste a farsi le canne; risultato, i pezzi se li è ascoltati, ma indubbiamente a grandi linee e ancora non riesce a fare due take sovrapponibili dello stesso pezzo.
Figurazioni di cassa messe a caso, rullanti spostati a piacimento, piatti o charleston che cambiano non dico ad ogni battuta, ma ogni MEZZA battuta!
Inoltre tutti e due hanno cominciato a dire "io ho cambiato questo, io ho cambiato quello" e a dichiararsi insoddisfatti di parecchi punti del lavoro di scrittura che al nostro produttore è costato notti insonni.
Il mio cantante non è tecnico e tende a non ascoltarsi intorno, quindi ovviamente non notava assolutamente che qualcosa andava storto.
Inoltre è un senza personalità: mentre andavamo là aveva detto "se non hanno studiato i pezzi m'incazzo" ma invece di farlo non solo non ha mosso un pelo, ma ad ogni modifica fatta dai due rispondeva loro con "sì sì è vero, sì sì hai ragione", uno yes-man totale.
L'unica ragione per cui io non mi sono alterato è perché ci ho rinunciato a dare consigli da quando dissi la mia su una PR per cui suonammo e che ci disse una marea di stronzate: io sapevo che era in torto, ma gli altri tre mi davano del prevenuto...salvo poi accorgersi che lo era quando persone esterne (e non io che ho 15 anni di esperienza) glielo dissero successivamente.
Mi sono azzardato a dire al batterista la struttura di cassa e piatti di una delle canzoni e mi guardava strano, per poi suonare il pezzo con aria scocciata.
Dopo, io e il cantante siamo saliti in macchina e ne abbiamo parlato a tu per tu.
Ho espresso le mie preoccupazioni e frustrazioni, ho detto la mia sull'incostanza del batterista, e lui all'inizio ha cominciato a dire cose tipo: mettiti però nei suoi panni, ti farebbe piacere se il produttore ti dicesse come devi suonare un pezzo?
A me non dispiacerebbe affatto, è il lavoro del produttore, ma comunque proseguiamo.
Si è passati alla fase delle accuse immeritate: ossia, invece di accorgersi subito che questo atteggiamento immaturo verso la produzione è una delle ragioni principali per cui sono mesi che queste sessioni sono in sospeso, si è messo a dire che se non avessi prenotato le vacanze in Italia ad inizio aprile, avremmo potuto sfruttare più giorni per registrare e finire tutto...oh, ciccio, io ho anche una vita oltre a 'sta band!
Poi, dopo qualche estenuante minuto, lo yes-man è arrivato a dire che forse però ho ragione, che con loro due ci parlerà lui e mi ha chiesto se il produttore conosce turnisti.
Non avrei mai pensato di sentirglielo dire.
Insomma, se alla prossima sessione non vanno bene, potremmo dover cominciare a considerare l'uso di session-men.
Io sono un pessimo diplomatico, non so come affrontare la questione con il diretto interessato, so come affrontarla col produttore perché so che la pensa come me, ma inevitabilmente così facendo mi vado ad estraniare dalla band.
Senza contare che di sicuro lui non avrà le palle di parlare agli altri due della remota questione turnisti.
Questa atmosfera mi scoraggia, sono mesi e mesi che gironzoliamo intorno a quelle canzoni e mai nessuno ne è soddisfatto, col risultato che non arriviamo da nessuna parte.
Inevitabilmente mi sono dovuto cercare anche dei side-projects, cosa assolutamente normale se uno vuol essere un professionista e operare in tanti campi, ma ogni volta che li menziono sulla faccia del mio cantante si dipinge una malcelata smorfia di gelosia.
Se sua moglie lo sapesse, penso che sarebbe disgustata di averlo sposato.
Tutto questo mi fa venir voglia di lasciare la band, ma al contempo mi dispiace perdere le canzoni e perdere il produttore, con cui sono diventato amico e con il quale ho intenzione di fare anche altre collaborazioni.
Ho anche gli incubi la notte per questa cosa.
Che fare?
Siete mai stati in una situazione così? Ditemi la vostra nei commenti.
Grazie e ciao a tutti!
Lorxst

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Sentite che roba!!!
Dite ciao alla nuova arrivata!
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Non ho letto fino alla ...
di dale [user #2255]
commento del 18/03/2014 ore 10:38:14
Non ho letto fino alla fine, ma ti posso dire solo questo:
- " Se il progetto è serio e pensi che ne valga la pena, se hai fiducia in chi produce il disco, devi passare sopra ai personalismi e alla mancanza di professionalità.
Credo che l'unica cosa sia allontanare gli elementi negativi e andare avanti fino in fondo"

Questo se vuoi proseguire questa strada, se pensi che non sia quella giusta e la band viene prima di tutto e ti va bene come suonavate prima, licenzia il produttore.



PS averceli sti problemi....magari......
:-)))))


ciao


Rispondi
Mi spiace dirlo...
di adriphoenix [user #11414]
commento del 18/03/2014 ore 10:44:33
ma secondo me, sarebbe meglio dare un taglio. Anche a me successe una situazione simile, peggiorata dal fatto che i membri della band erano anche in qualche modo miei amici, anche se non di lunga data. In questi casi la cosa migliore è sedersi e parlarne assieme, mettere sul tavolo le cose che soggettivamente/oggettivamente vanno bene e quelle che vanno male, generano incomprensioni e sopratutto frustrazioni. Nella musica non c'è cosa peggiore che sentirsi castrati. Nel mio caso avevamo un bassista poco preparato, che per ragioni di lavoro stava via settimane e quando tornava dovevo ogni volta insegnargli le sue parti di basso, che nel frattempo scrivevo io assieme al cantantante/secondo chitarrista. Un bravo ragazzo, anche simpatico, ma non si andava avanti, cosi gli abbiamo parlato ed alla fine ha capito (lui) che era meglio togliersi per non zavorarre il nostro lavoro (stavano lavorando sul nostro primo CD). Nei mesi a seguire le cose però non sono migliorate, anzi, non c'era coesione, ognuno tirava dalla sua parte senza lavorare per il gruppo...li ho capito che non saremmo mai stati un gruppo unito e motivato. Per correttezza ho detto che avrei finito i lavori di registrazione e postproduzione e poi avrei chiuso la mia collaborazione. Mi è dispiaciuto molto, anche perchè molte canzoni le avevo scritte io e altre arrangiate, ma il prezzo da pagare era troppo alto. Ho serenamente mollato e mi sono dedicato ad altri progetti, con persone più sulla mia lunghezza d'onda, ora ne sono felice. A volte meglio tagliare rami secchi che non portano da nessuna parte e cogliere invece nuove opportunità. Come scrive Dale, se ritieni che il progetto sia valido, persevera, ma con altri compagni di banda, se invece il gioco non vale la candela, guarda altrove.
Buona fortuna!
Rispondi
il gruppo DEVE essere come ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 18/03/2014 ore 12:57:38
il gruppo DEVE essere come ......... UNA SOLA PERSONA - altrimenti ... non funzia ;)
Mi dispiace.

WiWa!
Rispondi
Re: il gruppo DEVE essere come ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 18/03/2014 ore 16:35:30
ecco perchè mi trovo bene a suonare da solo tutti gli strumenti :D ahahhah
Rispondi
Re: il gruppo DEVE essere come ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 19/03/2014 ore 12:14:15
KANE ;) LOL
ahhahahahahhah
Rispondi
Tutti devono guardare nella stessa ...
di diaul [user #33456]
commento del 18/03/2014 ore 13:46:3
Tutti devono guardare nella stessa direzione.......
Se con il produttore te la intendi, direi che ti sei già risposto.
Rispondi
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quoto
di Claudio80 [user #27043]
commento del 18/03/2014 ore 14:04:59
con quello che hanno scritto gli altri!! se ritieni che queste persone ti stiano facendo perdere tempo prezioso cerca altri componenti più seri e professionali...
Ho avuto miliardi di situazioni simili o come la tua...inutile dire che ho perso solo tempo ed energia.
Pensa prima di tutto a te!!!
Un saluto!!
Rispondi
Bella storiella. Magari il batterista ...
di kelino [user #5]
commento del 18/03/2014 ore 14:48:2
Bella storiella.
Magari il batterista deve farsi qualche canna in più...?
Ah ah ah.
Rispondi
Però...
di TV_Eye [user #8844]
commento del 18/03/2014 ore 16:18:53
...tu ti fidi ciecamente della figura di questo produttore o semplicemente sei ingolosito dalla possibilità di fare un album?
mi spiego meglio (o ci provo):

Se siete stati notati ad un live, probabilmente avrete suonato bene: il compito del produttore dovrebbe essere quello di riportare l'energia dell'esibizione su un supporto.
Stop.
Non proporre riarrangiamenti di proprio gusto o pensare alla possibilità di usare session men.
Perché facendo così ci si trova nel 99% dei casi ad avere poi un prodotto "professionale" ma che nessuno ha voglia di ascoltare: manca la botta, l'energia, quello che fa la differenza tra una band che "suona" ed una che SUONA!
Se il batterista cambia i pezzi di volta in volta ma non va fuori tempo pazienza.
Se i pezzi non "scorrono" bene chiudetevi in saletta e posticipate le sessions.
Da quello che dici i tuoi compagni non saranno delle cime ma sembra che abbiano entusiasmo: a meno che non si tratti di un progetto quasi-solista tuo questo elemento è molto importante per fare musica che comunichi qualcosa: piuttosto chiudi un occhio sulla professionalità.
Rispondi
Re: Però...
di Caste [user #31363]
commento del 18/03/2014 ore 20:28:53
Però è quello il lavoro del produttore, cioé quello di prendere un pezzo promettente ma grezzo e "selezionare" il meglio da questo, proponendo anche degli arrangiamenti diversi, per arrivare ad un prodotto finito e pronto per il mercato discografico. Se il batterista va a tempo, ma non riescie (o non vuole) suonare più di mezza battuta uguale all'altra può essere un problema (in certi generi più di altri). Io non so che genere suona Lorenzostrat87, ma se fosse pop e il batterista non suona mai una battuta uguale all'altra, il bassista suona una tonica diversa da quella della chitarra, pensi che quel brano possa avere un "futuro"? E' proprio lì che interviene la figura del produttore che deve confezionare il prodotto perché sia appetibile mantenendo la freschezza della composizione ed è anche quello che distingue un buon produttore da uno mediocre.
Se uno non vuole una figura che consiglia la band in questo senso, allora si rivolge solo ad un fonico che gli sistema i microfoni per registrare e ti si produce da solo.

Detto questo, se il gruppo non rema tutto nella stessa direzione e non "lavora" come se fosse una persona sola, non funziona ed è necessario, secondo me, sedersi e parlarne anche a costo di fare quello che rompe le scatole.

Ciao
Rispondi
Re: Però...
di Lorenzostrat87 [user #8417]
commento del 18/03/2014 ore 21:27:18
Allora, ripeto che il genere che suoniamo è rock, qualcuno lo definirebbe indie ma come ho scritto è una parola che è troppo vaga e che tecnicamente nemmeno definisce un genere, ma semmai un'etichetta.
Abbiamo una marea di influenze, tante e tali che non riusciamo a catalogarci sotto un genere univoco.
Comunque giovedì alla fine non ci rivediamo per provare come stabilito, e quasi quasi ne approfitto per darmi appuntamento col cantante e approfondire la questione a quattr'occhi.
Avrei voluto chiamarlo oggi al telefono, ma forse è meglio farle faccia a faccia queste cose.
Rispondi
Bah. Un conto è suonare ...
di Oliver [user #910]
commento del 18/03/2014 ore 17:03:5
Bah.
Un conto è suonare in cantina per divertimento, un altro fare sul serio.
E' solo una questione di scelta, e non lo prescrive il dottore :)
Se qualcuno non capisce che ci vuole serietà, impegno, convinzione e molta umiltà, significa che è meglio che si limiti alla cantina. Soprattutto, dovrebbe rendersi conto che non è giusto ostacolare chi invece si impegna per fare sul serio. Di solito succede quando ognuno suona (o canta) per sè, non per la band.
Rispondi
Re: Bah. Un conto è suonare ...
di Lorenzostrat87 [user #8417]
commento del 18/03/2014 ore 21:38:28
Esattamente.
Da parte del batteraio poi non vedo entusiasmo, sembra che non gli faccia piacere suonare con noi!
Non è sicuramente il suo genere, lui viene dal metal, dove puoi essere stratecnico e casinaro, quindi per questo si schifa al pensiero di dover semplificare i suoi ritmi.
Intanto ci sono stati sviluppi, il produttore mi ha mandato gli screenshot di una conversazione su whatsapp tra lui e il cantante, il quale diceva cose tipo "sì ma ha riscritto delle parti che potrebbero essere interessanti, ha suonato molto bene questa quella e quell'altra canzone (tra cui una che quel giorno NON abbiamo provato, ndr) solo su una ha bisogno di lavorare (l'unica che ha suonato bene, ndr)"
A momenti il produttore lo mandava a cagare, dice che se le cose vanno avanti così molla tutto.
Urge una soluzione, giovedì approfittiamo e io e il cantante ci mettiamo seduti a discuterne.
Vedo che nei commenti giunti finora l'opzione "tagliare i rami secchi" sembrerebbe la più quotata, e in effetti pensiamo alle conseguenze dell'avere ancora i due svogliati nella band: anche se registrassero come vuole il produttore, di sicuro non sarebbero soddisfatti del prodotto, mentre io continuerei a trovarmi in un ambiente in cui non mi sento a mio agio.
Certo essendo miei amici umanamente mi dispiace, ma temo che se non si adattano, o se ne vanno loro o me ne vado io.
Rispondi
Re: Bah. Un conto è suonare ...
di Oliver [user #910]
commento del 19/03/2014 ore 00:00:07
Purtroppo in questi casi l'amicizia è più un ostacolo che un aiuto.
Le cose sono già difficili quando tutti sono motivati, preparati e disponibili a fare la propria parte con il massimo impegno e la massima disponibilità. Figuriamoci se poi mancano anche queste premesse.
Forse un chiarimento (leggasi "separazione") prima che le cose degenerino può essere un bene anche per salvare un'amicizia.
Rispondi
Ma quindi chi è che ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 19/03/2014 ore 16:59:42
Ma quindi chi è che fa il vero songwriting? Testi e idee di base di chi sono?
Troppo spesso nelle band c'è una o due persone in gamba e altri che gravitano attorno al talento di queste persone. Quando invece il mix è giusto, tutto diventa naturale.
Se ora suoni con persone che non contribuiscono abbastanza, è meglio non perdere tempo e cercare professionisti più capaci. Meglio guardarsi indietro e dire "c'ho provato" che non trovarsi ad ammettere "quanto tempo ho buttato"
Rispondi
Freelance?
di Lorenzostrat87 [user #8417]
commento del 21/03/2014 ore 21:54:26
Il songwriting lo facciamo io e il cantante: lui scrive testi e butta giù delle lagne lente e lunghe che io ho poi il compito di sistemare musicalmente.
Comunque sto pensando che forse dovrei considerare la possibilità di sfanculare le band definitivamente e diventare un musicista freelance, senza formazione fissa ma che suona quando ce n'è opportunità, sia sul palco che in studio, accompagnando solisti o suonando in band più o meno estemporanee o che comunque non richiedono obbligo di frequenza.
E magari come artista e compositore produrre più roba da studio che non live.
Dei miei gruppi precedenti mi si è detto che suonavo con "un gruppo che non esiste" e lo stesso mi si dice di quello attuale: chissà com'è che vado sempre a impelagarmi con gruppi che non esistono...non è che il problema sono io e non loro?
Rispondi
Re: Freelance?
di alexus77 [user #3871]
commento del 22/03/2014 ore 01:22:49
Fare il freelance? Certo... anzi, fai entrambe le cose. L'esperienza a suonare con diverse persone e in molti progetti e' indispensabile, ma lo e' anche l'outlet creativo che ti offre una band. E comunque come in tutte le attivita', come immagino gia' saprai bene, il networking e' fondamentale. Io mi butterei a suonare con quanta piu' gente possibile, e daje e daje alla fine i musicisti giusti con cui mettere su un progetto originale li trovi. Sempre a mia insaputa :)
Rispondi
Trovare delle persone con cui ...
di Ale77 [user #25900]
commento del 20/03/2014 ore 15:41:22
Trovare delle persone con cui suonare in una band e' molto piu' difficile che trovare la donna giusta da sposare.
Rispondi
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