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The Day After
The Day After

di Mario Monteleone [user #10] - pubblicato il 28 febbraio 2014 ore 18:00
Di Paco De Lucia, Andrés Segovia ebbe a dire (più o meno): "Crede di essere un grande chitarrista solo perché fa velocemente le sue scale." Secondo me Paco De Lucia è stato un chitarrista immenso, non solo perché era veloce.
Di Paco De Lucia, Andrés Segovia ebbe a dire (più o meno): "Crede di essere un grande chitarrista solo perché fa velocemente le sue scale." Secondo me Paco De Lucia è stato un chitarrista immenso, non solo perché era veloce.
E di Paco De Lucia, io ricordo un filmato, un insieme di scene, di movimenti, di suoni e di emozioni. Era durante "Los Divinos", a Madrid, nel 1993. C’erano ancora le videocassette, e una mia zia aveva registrato l’intero evento. Io andavo avanti e indietro con il telecomando del videoregistratore per ascoltare e vedere la performance di Paco De Lucia. Una volta trovata, la guardai e riguardai decine di volte. E ricordo un punto in cui Paco De Lucia, suonando il suo inimitabile flamenco, disinteressandosi completamente di quello che facevano le sue mani, parlava con i cantanti che erano alla sua sinistra – e che si esibivano con tanto di nacchere e gorgheggi da flamenco – e allo stesso tempo, batteva il piede destro, portando il tempo.


Era immenso. Non grande. E Segovia sbagliava. Il vuoto lasciato dalla morte di Paco De Lucia è come quello di un enorme meteorite caduto sulla terra.
Tanty Graffy a Tutty.

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Quando ho ascoltato "entre de ...
di Jo Palco [user #179]
commento del 28/02/2014 ore 18:10:39
Quando ho ascoltato "entre de dos aguas" la prima volta, forse a 18 anni, mi si è aperto un mondo. Non conosco molto di Paco de Lucia ma quel poco ha fatto scuola in me.
Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 28/02/2014 ore 20:38:54
Ciao Jo, e ben ritrovato.

Ad ascoltarlo (senza guardare video e clip), "Entre Dos Aguas" sembra "facile".

Mica vero. :-)

Paco De Lucia, come tutti i grandi, rendeva semplici le cose più difficili. Un altro esempio è "Mediterranean Sundance".

Credo m mancherà molto il suo essere "gitano", cioè imprevedibile. Il suo essere dissociato.

Non ricordo nessun chitarrista come lui, neanche fra quelli che amo di più. Metheny è più "accademico", "intellettuale". Paco De Lucia suonava con il cuore.
Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di giancarlo50 utente non più registrato
commento del 28/02/2014 ore 22:33:33
Ma che paragoni fai...due mondi diversi imparagonabili. Sono solo paragonabili per il fatto che anche Metheny suona con il cuore..eccome!!
Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di Tubes [user #15838]
commento del 02/03/2014 ore 17:37:37
Ciao Mario,
perché definisci Metheny più accademico ? Conosco bene musicalmente Pat e penso che in realtà hanno entrambi un suono,secondo me, sporco ( tra una decina di virgolette,ovviamente ) , cioè a volte sento i tasti delle loro chitarre friggere e mi chiedo se non sia questo proprio una cifra del loro chitarrismo . Non so, però essendo cresciuto a pane e Are you going with me pensavo di Patrizio tutto tranne che l'essere intellettuale . Mi preme il tuo giudizio, ciao
Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 02/03/2014 ore 18:11:37
Ciao Tubes.

:-) Difficile rendere le sensazioni (ma premetto che Metheny è per me l'esempio più classico e affascinante di chitarrista completo). Provo a dire: credo dipenda dai diversi generi suonati. Al di là della modalità di espressione, Metheny è più "ragionato", meno etnico, più rappresentativo del genere (o dei generi) che interpreta. Più impositivo dal punto di vista della personalità, più studiato...

Spero di aver reso la sensazione. Cui aggiungo quella su Paco De Lucia, che era semplicemente... Flamenco (cioè etnico, passionale, "danzante"), storicamente più facilmente collocabile in un passato più remoto di quello di Metheny (la fusion è degli anni '80, il Flamenco un po' più anziano).

Direi lo stesso per il Gypsy: Django e i suoi figli hanno un passato più spesso, non necessariamente solo da un punto di vista musicale, ma anche come storia di un'etnia, di un modo di vivere. Se Metheny rappresenta una certa Amercia che cammina sulle spalle di giganti (Wes Montgomery, Charlie Christian, John Coltrane, per capirci), Django e Paco De Lucia hanno camminato sulle spalle della storia dei loro popoli, raccontandola. Sono cioè "etnici" nel senso più antropologico del termine, mentre Metheny è rappresentativo di una fetta dell'America contemporanea, non di tutta.

Paco De Lucia, idealmente, c'era già nella "Carmen" di Bizet. Metheny nasce come evoluzione del country-folk, ma poi prende tutta l'eredità dei Weather Report. Sono storie diverse, una con un percorso principalmente "intellettuale" e progressivo, l'altra con un percorso passionale che cerca di mantenere inalterata l'identità di un popolo.

Spero di non aver scritto troppe fesserie :-)

Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di Tubes [user #15838]
commento del 02/03/2014 ore 18:40:04
Bella digressione, Mario . Rendi bene le tue sensazioni, mi piace molto l'immagine di un Metheny abbarbicato ai suoi miti, con parecchi dei quali ha pure suonato con grande costrutto, e quella di Paco sporco della polvere dei carri zingari sulle carrarecce intorno a Siviglia . Passati diversi, un pentagramma, tante interpretazioni . Che altro dire ? Ciao e a presto

p.s. oggi mi sono interfacciato con altri Accordiani, tra diari e articoli . Penso che questa sia una comunità niente affatto statica, con parecchie persone con le quali vale la pena scambiare dei bit digitali e molto aperta alle novità quanto attenta alle testimonianze del passato . In una parola, sono contento di essere Accordiano . Ah, dimenticavo, non ho un profilo Facebook o un account Twitter, va bene lo stesso ?
Rispondi
Re: Quando ho ascoltato "entre de ...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 02/03/2014 ore 19:14:06
Ma questo è un bel posto. Il miglior "ideificio musicale telematico" (e non solo) del mondo.

Accordo è la pagina web che frequento ogni giorno dal 1999. Un posto irrinunciabile. Vedrai che lo diventerà anche per te.
Rispondi
l adagio di Aranjuez
di Actarus_the_Ufo [user #37848]
commento del 28/02/2014 ore 18:20:45
vai al link
Rispondi
Mi domando perché un grande ...
di bernablues [user #16917]
commento del 28/02/2014 ore 20:18:29
Mi domando perché un grande chitarrista come Segovia, abbia potuto definirlo solo uno che faceva le scale velocemente? ogni chitarrista ha una sua prerogativa, cominciamo col dire che anche l'accordatura standard, introdotta da Segovia in conservatorio, potrebbe essere messa in discussione da tutti quelli che usano accordature aperte a cominciare dai bluesman del delta....insomma la chitarra è uno strumento con tante di quelle "sfumature", e con tanti di quegli stili, da non poter essere stigmatizzata in un solo musicista, quindi sicuramente Segovia è stato un grande, ma allo stesso tempo lo è stato Paco De Lucia, così come lo sono tanti altri, per esempio Tommy Emmanuel, Andy Mc Kee, che hanno associato alla chitarra non solo il ruolo di strumento polifonico, ma anche quello di strumento ritmico alla stregua delle percussioni..... il bello della chitarra è proprio questo: la sua duttilità
Rispondi
Re: Mi domando perché un grande ...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 28/02/2014 ore 20:42:55
Segovia e Paco De Lucia erano come il diavolo e l'acqua santa. Segovia ha standardizzato la chiatarra classica, Paco De Lucia l'ha rivoluzionata.

È la collisione fra due universi diversi, belli entrambi, ma inconciliabili.

Ma Segovia aveva il difetto di non vedere il nuovo che gli si presentava sotto gli occhi. Il nuovo che oggi è ormai un classico, e che purtroppo abbiamo perso troppo presto. Sessantasei anni sono un'età per essere nonno, chitarrista, guru, e tante altre cose. Non per essere morto.
Rispondi
Mi dispiace ma non concordo ...
di giambu [user #4070]
commento del 28/02/2014 ore 20:43:13
Mi dispiace ma non concordo per niente.
Mettere Segovia vicino a Paco de Lucia, Tommy Emmanuel o Andy Mc Kee mi sembra, perlomeno, azzardato...
Per Segovia parla la sua storia e quello che è significato per la chitarra in un epoca in cui era considerata uno strumento minore. E con una diversa statura e spessore culturale di altri.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 28/02/2014 ore 21:01:28
Comprendo ciò che dici. E mi dichiaro colpevole dicendo che pur riconoscendo il suo Genio, trovo Segovia troppo asettico. Già Alirio Diaz mi prende di più. Però hai ragione, dal punto di vista soprattutto storiografico e culturale

Forse vedo in Paco De Lucia la libertà della ribellione agli schemi. E apprezzo la sua capacità di portare il Falmenco alla ribarta mondiale mentre quasi tutti volgevano gli occhi a Woodstock.

Ha avuto coraggio, il coraggio di proporre la sua cultura, in un momento non proprio favorevole; forse avrebbe potuto raccogliere anche di più.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di giambu [user #4070]
commento del 28/02/2014 ore 21:21:31
Ti ringrazio della tua risposta e vedo che con te possiamo capirci, anche senza essere necessariamente d'accordo.
Diversamente che con altri...vedi sotto.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di agirompin365 [user #17728]
commento del 28/02/2014 ore 22:50:24
Concoro con giambu: Segovia ha fatto un lavoro enorme per la chitarra, se non ci fosse stato lui, de Lucia, Emmanuel e tutti gli altri, forse, non sarebbero esistiti. Nessuno componeva per chitarra o la considerava al pari degli altri strumenti. Grazie a Segovia tutto è cambiato!

Mi ricordo che il mio maestro spesso mi raccontava che una sera, alla fine di un concerto di Paco de Lucia, nel tornare a casa, fermo al semaforo, nota che vicino si ferma la macchina del grande arista, lui tira giù il finestrino e chiede: "maestro, ma qual'è il suo segreto per suonare così veloce" lui gli risponde "bevo tanti caffè"
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di giambu [user #4070]
commento del 28/02/2014 ore 23:21:52
Per quanto me so non si trattava solo di caffè...e forse senza quei "caffè" sarebbe ancora tra noi.
Preciso che non ce l'ho con Paco e mi dispiace che non ci sia ma il suo suono era troppo sporco per i miei gusti.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di barandrea [user #33283]
commento del 01/03/2014 ore 15:05:4
Non mi pare un buon motivo per fare illazioni sulla morte di una persona. Ti manca il buon gusto di Segovia.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di giambu [user #4070]
commento del 01/03/2014 ore 15:49:05
Potevi evitare di commentare il mio gusto.
Io ho i miei giudizi e non disprezzo quelli altrui.


Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di barandrea [user #33283]
commento del 01/03/2014 ore 22:54:52
Personalmente adoro sia Segovia che De Lucia, non credo abbia nessun senso paragonarli, se poi si stavano antipatici a vicenda erano problemi loro ed è anche normale, capita. Fare illazioni personali sulle persone e sulle cause della loro morte è di cattvo gusto e anche cafone, poi pensala come vuoi, non potrebbe fregarmene di meno.
Rispondi
Re: Mi dispiace ma non concordo ...
di giambu [user #4070]
commento del 02/03/2014 ore 05:17:54
Non meriti alcun commento ulteriore...
Rispondi
A me stanno
di herrdoctor [user #18849]
commento del 28/02/2014 ore 20:59:54
sulle palle gli artisti vecchi che criticano i giovani.
Sarà sempre così e quindi non fanno testo.
Sarà che sono cresciuto mentre mio padre ascoltava "Concierto de Aranjuez" e per me Paco de Lucia ha rappresentato molto, così come Santana.
Della tecnica non me ne frega niente, io riesco a sentire il cuore dietro quella musica che mi ha emozionato.....e non smette.
Rispondi
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Anche le icone a volte ...
di dale [user #2255]
commento del 28/02/2014 ore 22:14:5
Anche le icone a volte sparano stronzate...
Rispondi
Grazie Mario...
di psykoguitar utente non più registrato
commento del 28/02/2014 ore 22:38:4
Per questo ricordo e per le considerazioni che condivido in pieno.
Non critico Segovia che resta un monumento, ma Paco suonava in un modo che te lo faceva sentire vicino, oltre la sua immensa tecnica.
Era un uomo vero, un artista vero, un vero musicista.
Cuore e talento.
Che tristezza, aveva 66 anni, poteva ancora dire molto musicalmente.

Ciao Paco, buon "volo", grazie per la musica che hai lasciato.

Psyk.
Rispondi
La cosa importante....
di nocommentnews [user #34810]
commento del 01/03/2014 ore 00:20:37
......e aver lasciato in ereditá tanta passione e tanto amore utilizzando un grande talento musicale per comunicarlo a tutti senza alcuna discriminazione e soprattutto senza porsi il problema di piacere a qualcuno. Se si pensasse a fare musica per comunicare se stessi e basta, sarebbe un mondo migliore.
Rispondi
anche i grandi artisti hanno ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 01/03/2014 ore 07:08:35
anche i grandi artisti hanno i loro gusti.. e possono permettersi di criticare altri grandi artisti .. qual'e' il problema?
Rispondi
Re: anche i grandi artisti hanno ...
di superloco [user #24204]
commento del 06/03/2014 ore 09:15:38
non so se la frase di Segovia sia vera ma per sentito dire i due personaggi andalusi entrambi avevano un notevole umorismo, si parla anche di battute sul madrileno Montoya
Grandi musicisti tutti quanti che mi limito ad ascoltare senza giudicare vista la mia bassa levatura artistica :-))
Rispondi
Re: anche i grandi artisti hanno ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 06/03/2014 ore 10:38:14
:-)
Rispondi
:-) ...
di giambu [user #4070]
commento del 01/03/2014 ore 07:25:34
:-)
Rispondi
Accordatura "NORMALE"
di Claes [user #29011]
commento del 01/03/2014 ore 10:03:21
È davvero stato Segovia a standardizzare per tutti? Suppongo che pure Paco era accordato standard. Paco aveva "feeling" da vendere - è difficile paragonarlo direttamente a Segovia che mi sembra da musica classica.
Rispondi
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