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Punte Tune-O-Matic: Scienza vs Leggenda

di aalle [user #40013] - pubblicato il 25 febbraio 2014 ore 00:19
Cari amici in musica, credo non ci sia bisogno di dire che una parte considerevole delle scelte che facciamo in termini di strumentazione, è da ricondursi più alle emozioni che alla necessità. Per esempio scagli il primo plettro… ehm … la prima pietra, chi non ha mai comprato uno strumento o un accessorio perché l’aveva un artista che ci piaceva!


Sono in procinto di cambiare il ponte Tune-O-Matic ― quello che troviamo su Les Paul, SG, 335 e altre chitarre ― sulla mia chitarra e ho una grande difficoltà a scegliere il materiale e quindi il modello. Ho letto una quantità di discussioni in merito ma molte di queste sono basate sulla propria opinione e quindi autoreferenziali. Mi piacerebbe affrontare il discorso in modo “scientifico” e quindi vorrei una mano da chi ha fatto valutazioni di questo tipo in modo libero da pregiudizi di ogni tipo. 
Quindi giusto per capirci: 

Non mi interessa assolutamente nulla di cosa montavano le Les Paul preistoriche.
Il fatto che lo usassero negli anni 50 non è un dato scientifico: è amore per le cose vecchie. Se avessi avuto questa passione, invece che il chitarrista avrei fatto l’archeologo e avrei spostato una donna con 50 anni più di me. Faccio il chitarrista non l’antiquario. Quando deciderò di comprare uno strumento vecchio e di pagarlo per questo 10 volte di più che nuovo, magari scriverò un altro articolo. A quel punto sarò pronto per comprare anche i jeans già consumati invece che nuovi. Per il momento quindi evitate per favore questa argomentazione, non sono pronto per comprenderla, anche se ovviamente non ho nulla in contrario verso chi fa vede le cose in un altro modo. Semplicemente degustibus …
Non voglio pormi il problema di cosa suonava il chitarrista dell’età della pietra. Il suono dei miti che sentiamo nei dischi, a volte veramente meraviglioso, è troppo trattato per comprendere come suona in origine il loro strumento. Ho lavorato molto in studio di registrazione come turnista e spesso dopo il passaggio del fonico e la masterizzazione fatico a riconoscere le mie chitarre!
Non mi interessa il discorso dal punto di vista del valore della chitarra, della rivendibilità e dell’estetica. Non modifico la chitarra per venderla e non la considero un investimento, voglio solo che suoni bene.

Non mi dite che le mie sono solo paranoie e che qualunque cosa metti fa lo stesso. È vero che le differenze possono essere piccole, ma ci sono. Magari saranno inutili per voi, ma non lo sono per me. Quindi abbiate pazienza con la mia fragilità, siate buoni con un povero chitarrista sensibile e permaloso.

Per favore, aiutatemi a vedere il problema SOLO dal punto di vista del SUONO!

Espongo le due teorie principali che ho trovato e le ragioni “scientifiche” che ho trovato addotte da altri o che posso addurre io:
Ponti in metallo duro e pesante come Acciaio o Ottone: Essendo il ponte duro e pesante, non è facile farlo vibrare. Ovviamente un oggetto pesante richiede più forza per essere mosso. La corda quindi trasmette meno vibrazioni al ponte che a sua volta ne trasmette meno al body. Il body non risuona molto e quindi la chitarra da spenta suona meno forte. Questo però non è necessariamente un male perché il pick-up della chitarra non registra le vibrazioni del body ma le vibrazioni magnetiche della corda sui poli del pick-up stesso. Secondo questa teoria quindi, la forza impressa alla corda dalla plettrata o dalle dita rimane tutta sulla corda stessa perché non si ‘sfoga’ sul corpo della chitarra, aumentando quindi la lunghezza della nota e il volume perché vibrando di più, trasmette più vibrazioni direttamente al pick-up. Ovviamente secondo questa prima ipotesi dovremmo poi concludere che i legni del body siano praticamente ininfluenti alla costruzione del timbro dello strumento elettrico.

Ponti in metallo morbido e leggero come Alluminio, leghe speciali, Zinco, Zama: Il ponte leggero ovviamente fa il contrario di quanto detto sopra. Viene messo molto di più in risonanza dalle corde e trasmette quindi molto più suono al body. In questo modo il volume della chitarra da spenta aumenta. Credo fino a questo punto siano più o meno tutti d’accordo. Il ragionamento si può proseguire in due modi ora:
1. Vibrando tutto il corpo, le vibrazioni della chitarra si ‘sfogano’ sul body e quindi il sustain diminuisce. Il suono quindi ha un attacco più forte e una durata minore.
2. Vibrando tutto il corpo, si crea una risonanza che amplifica le vibrazioni e le ritrasmette alle corde, aumentando gli armonici e il sustain.

Ovviamente queste 3 ipotesi (la prima sul ponte pesante e le due sul ponte leggero) non possono essere tutte vere. Qualcuno è in grado di risolvere l’arcano?

Non mi dite semplicemente: “io ho montato questo materiale e quindi la risposta è questa”. Scusate se mi permetto di dirlo, non vorrei distruggere l’autostima di nessuno, ma né le vostre orecchie, né d’altro canto le mie, sono un metodo scientifico. Lo so: è terribile! Ma è così! Quando l’ho scoperto ci sono rimasto malissimo! Dovevo dirlo anche a voi e sono contento di aver trovato il coraggio di farlo. Ora la nostra vita non sarà più la stessa ma, vedrete, se restiamo tutti uniti, insieme riusciremo a superarlo!

Qui su accordo ho apprezzato molto un articolo che qualche tempo fa proponeva una prova di un body con le camere tonali e senza, in cui c’era anche l’immagine delle frequenze captate e in cui era evidente la differenza di risposta tra i due. 

Qualcuno di voi ha mai avuto modo di fare prove di questo genere? 

C’è qualcuno che saprebbe spiegare la questione in modo tale da capire quale delle tre ipotesi esposte sopra (o magari altre che io non ho preso in considerazione) è veramente quella giusta?
Conscio della mia ignoranza e fiducioso che nella preparatissima platea di accordo ci siano persone che sapranno illuminarmi, auguro a tutti buona musica!

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Io ti posso portare la ...
di angeletto [user #21395]
commento del 25/02/2014 ore 08:03:38
Io ti posso portare la mia piccola personalissima esperienza. Soddisfatto per aver cambiato il ponte alla tele con un glendale a tre sellette in ottone (più per estetica che per altro poi mi sono ricreduto: suona meglio), dopo aver letto un articolo apparso pochi giorni fa qui su accordo ho pensato che un materiale migliore potesse influenzare positivamente anche il suono della Les Paul Traditional. Così ho sostituito ponte e stoptail con i pezzi venduti dalla Faber, proprio come suggerito dall'autore dell'articolo.
Anche stavolta il suono è migliorato, sustain aumentato e la chitarra è molto più risonante: ovvero a me piace molto. E quindi non è una risposta che deve avere una valenza scientifica.
Ora, detto questo, non ti aspetterai che mi metto a fare misure con oscilloscopi per "captare le frequenze" e vedere la differenza di risposta? Dai, niente pippe mentali: se ti piace va bene. ;)
Ciao
Angelo
Rispondi
Re: Io ti posso portare la ...
di aalle [user #40013]
commento del 25/02/2014 ore 08:58:1
Ecco! Esattamente tutto quello che chiedevo nelle premesse di non dire! :)
Grazie del tuo contributo comunque, tu sei per i ponti pesanti quindi, dato che la Faber li fa in acciaio.
Non chiedo a nessuno di fare prove con l'oscilloscopio, ci mancherebbe, se fosse facile le farei io stesso!
Mi fa piacere sapere che lo ritieni un miglioramento, sapresti dare una SPIEGAZIONE del perché migliorato?
Grazie ancora del tuo aiuto, battute a parte, te ne sono grato.
Rispondi
In tutta sincerità dubito che ...
di Farloppo [user #27319]
commento del 25/02/2014 ore 09:56:20
In tutta sincerità dubito che qualcuno ti possa aiutare... Il metodo scientifico poco si adatta al mondo della chitarra dove i musicisti sono impazienti e soggetivi nelle loro valutazioni.
Puoi sempre provare a fare tu l'esperimento (ne verrebbe fuori un articolo niente male): prendi 2 gruppi composti da 40 chitarre (anche economiche, magari in prestito) uguali per legni, pick-up, corde, metallo del ponte (sempre tune o matic) ecc... Quindi suoni su tutte lo stesso accordo nello stesso modo (a chitarra spluggata) registrando i vari parametri di spettro acustico, vibrazione del body eccetera. Infine guardi le differenze nei vari parametri tra i due gruppi di strumenti.
Non è proprio facile e veloce ma con un buon numero di strumenti tutti uguali sottomano dovresti evitare le fluttuazioni nei parametri dovute al fatto che le chitarre possono avere differenze tra loro anche a parità di modello...
Rispondi
Non voglio essere polemico, le ...
di Ivan56 [user #36558]
commento del 25/02/2014 ore 10:23:55
Non voglio essere polemico, le orecchie non sono un metodo scientifico ma alla fine
è con quelle che tu, io e tutti quanti ascoltiamo e giudichiamo.
Ciao :-)
Rispondi
Allora, ti premetto che io ...
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 25/02/2014 ore 10:34:15
Allora, ti premetto che io ho scritto due articoli che cercano di rispondere con delle mie considerazioni personali a ciò che chiedi, ma ti posso anche dire che quando ho affrontato questi discorsi con professori universitari che sono fisici della materia non siamo riusciti ad arrivare ad una trattazione scientifica della faccenda (nel mio piccolo io studio ingegneria elettronica quindi un po' di cosette le mastico pure io) per il semplice motivo che le chitarre sono fatte di legno e non esistono due tavole uguali, per cui le oscillazioni rispetto ad un equilibrio "statistico" sono abbastanza significative e non ultime diverse sono le mani che si approcciano ad una tastiera. Detto ciò io rilevo qualche errore di fondo nel tuo discorso, basandomi sul mio modo di ragionare: in primo luogo il suono che rilevi avere più o meno volume a chitarra scollegata da un ampli dipende dalle corde e non dal corpo, cdi per sè è muto; è vero inoltre che il ponte sottrae più o meno armoniche in relazione al materiale di cui è fatto e quindi alla sua massa e alla sua densità, ma l'elasticità è un altro parametro da non sottovalutare, anzi forse è anche più importante, ma tieni anche in considerazione il fatto che parte dell'energia sottratta alle corde in fase di vibrazione dal sistema ponte-corpo-manico viene poi restituito alle stesse in corrispondenza delle meccaniche. Come vedi il sistema è troppo complesso per riuscire a fornire una trattazione certa: ad esempio negli anni 70' la Gibson cercò di produrre una chitarra acustica al meglio delle conoscenze di un team di scienziati dell'epoca ed il risultato fu forse la peggiore acustica mai prodotta dalla gloriosa casa americana. Io dal canto mio ti posso dire che sostituendo il vecchio ponte in zamack con uno in acciaio con sellette in ottone e lo stoptail con uno in alluminio ho avuto un incremento netto (e leggendo il mio articolo dovresti riuscire a percepire che non sono un invasato autosuggestionato) di armoniche, un apertura del suono verso la gamma delle alte e un aumento di sustain, come confermato più su anche dall'amico angeletto...Una voce non è affidabile, ma due lo sono sicuramente di più e tra l'altro abbiamo operato sullo stesso modello. Non ti nascondo che ci sono almeno altri 3 accordiani che dopo il mio articolo stanno procendendo alla medesima operazione ed a quel punto il campione sarà un po' più affidabile in termini statistici, pur ricordando sempre che a causa della differenza dei legni, seppur della stessa specie, in realtà ogni chitarra risponderà in maniera diversa. Ed anche per le chitarre acustiche, dove il legno suona per davvero, ci sono margini per ricevere la stessa pasta sonora da due esemplari dello stesso modello, ma imbracciati in successione non si fa troppa fatica a percepirne le differenze. Per cui il mio consiglio è semplicemente ricercare, incrociare le esperienze altrui per elaborare una propria ipotesi e verificarla poi direttamente sul campo, mescolando nel caso anche elementi appartenenti a tesi diverse. Io così ho fatto ed ho ottenuto esattamente il risultato che volevo. Per me alla fine di tutta questa predica l'acciaio migliora il sustain perchè trattiene meno energia vibrazionale dalle corde e l'ottone delle sellette unitamente all'alluminio dello stoptail ne esalta la gamma acuta. Il sistema di ancoraggio al body è un altro aspetto da valutare, ma qui siamo nel campo delle sfumature per davvero ed infatti io credo che non esista nessuno sulla faccia della terra che possa riconoscere ad esempio una Strat con ponte a sei viti o a due pivot semplicemente ascoltandola, tanto per prendere un esempio più eclatante che non boccole+thumbweels nel Nashville e perni direttamente nel legno nel vecchio Abr-1. E sempre parlando di strat chiedi a chi monta blocchi in materiali diversi cosa arriva ad ottenere in termini di risposta in frequenza, dato sotto quel punto di vista di esperienze ne troci tantissime ed è un intervento molto meno invasivo che non la sostituzione dell'intero ponte nelle chitarre come le Les Paul.
Rispondi
Re: Allora, ti premetto che io ...
di TV_Eye [user #8844]
commento del 25/02/2014 ore 22:36:23
piccola aggiunta:
probabilmente i metalli duri sono tecnicamente i migliori, ma non dimentichiamo che 40/50 anni fa le machine utensili non erano al livello di quelle odierne, quindi si privilegiavano materiali più teneri e facili da lavorare, anche a discapito della resa sonora.
In un contesto di produzione industriale si ricerca il massimo risultato possibile con un investimento sopportabile.

Inoltre, negli anni '70 Ibanez produceva repliche Gibson i cui ponti erano spesso equipaggiati con sellette in nylon, suppongo per prevenire rotture delle corde...
bhe, suonano una schifezza!
(ne ho una a casa, se vuoi fare una prova!)
Rispondi
cosa suonava il chitarrista dell’età della pietra
di Claes [user #29011]
commento del 25/02/2014 ore 12:57:50
Wraparound! La prima LP, la Junior e le SG - io sono un fan! Ma sulla mia LP Standard ho montato una selletta Schaller. Era tanto per modificarla - il resto della ferramenta è anche stato cambiato. Lo scopo era di avere una chitarra dal sound ASSOLUTAMENTE diverso dal solito alla Jimmy Page. Come la vedete voi puristi? Cambiando ponte cambia anche il suono alla Page & Co.?
Rispondi
Grazie dei contributi
di aalle [user #40013]
commento del 25/02/2014 ore 13:02:44
Vi ringrazio dell'aiuto che state dando alla discussione. Interessante il fatto che nemmeno con professori di fisica si sia riusciti a trovare un punto di ragionamento universale!
Per Farloppo, mi sa che 40 chitarre uguali, anche in prestito, sia un po' fuori dalle mie possibilità...
Comunque le proverei accese, della risposta da spenta mi interessa meno. Essendo i pick-up magnetici, la resa acustica non è sempre un buon indicatore.
Credo sia vero che il concetto di migliore o peggiore stesso sia comunque difficile da stabilire. Per esempio un impianto hi-fi è certo più fedele ( lo dice la parola: high fidelity) di un ampli da chitarra. Eppure pochi chitarristi suonerebbero su quello, perché non tutte le frequenze che la chitarra produce sono belle.
Per Tyler, non ho capito il ragionamento sul volume e le corde: in una acustica la cassa e i legni aumentano il volume. Quindi anche in una elettrica spenta posso no farlo. Comunque interessante l'accoppiata ottone, acciaio e alluminio.
Anch'io ragionavo così: l'ottone ha una bella risposta timbrica, vedi gli strumenti a fiati spesso fatti di quel materiale e quindi rende il suono di partenza piacevole. L'acciaio non si mangia il sustain. Lo stop tail di alluminio trasmette solo armoniche (visto che la nota principale è più tra ponte e dita) al body che poi rientrano sulle corde.
Grazie comunque a tutti dei vostri commenti!
Rispondi
Re: Grazie dei contributi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 25/02/2014 ore 14:36:04
Intendo dire in breve che in una chitarra elettrica da spenta il suono che senti viene tutto e solo dalle corde, quindi se cambiando un elemento nella struttura della chitarra avverti un volume superiore è perchè le corde vibrano più forte o comunque vengono enfatizzate certe frequenze, mentre la vibrazione del corpo la avverti solo in manuera tattile, cioè toccandolo, ma all'orecchio in termini acustici non arriva niente che sia dovuto al movimento delle fibre del legno. Almeno questo è ciò che penso io ed in effetti se ragioniamo in termini di chitarre acustiche il suono proviene dall'aria contenuta nelle casse, che amplifica a sua volta il suono delle corde, le cui frequenze dipendono dai legni; se in teoria chiudessi la cassa e ottenessi vuoto al suo interno l'unico suono puro e crudo che udiresti sarebbe quello delle corde metalliche che vibrano. In una elettrica non c'è una cassa di risonanza acustica e la trasmissione delle vibrazioni delle corde al corpo avviene per mezzo di massi metalliche (i ponti) per questo dico che il suono acustico viene tutto e solo dalle corde ed al più un po' da ponte ed eventualmente stoptail.
Rispondi
Ciao aalle, guarda ti dirò ...
di KJ Midway [user #10754]
commento del 25/02/2014 ore 14:58:51
Ciao aalle,
guarda ti dirò magari delle ovvietà e sicuramente nelle tue premesse cose che non saresti interessato a sentire, però mi sento di dirtele.
A mio avviso scegliere un elemento della chitarra in base alle singole caratteristiche dello stesso attese o meno può risultare quanto mai sbagliato, nel senso che io vedo la chitarra un sistema di elementi che combinati danno un risultato, un sistema che però è imperfetto come imperfetta è la tecnologia che gli sta dietro (come ben dici i chitarristi non gradiscono impianti HiFi ad esempio).

Con questa premessa volevo solo dirti che il risultato atteso lo fa il sistema nella sua completezza e non in singoli elementi perfetti assemblati e per risultato atteso intendo quello che tu cerchi che non sarà quello che cerco io o qualcun'altro.

A differenza tua io la chitarra me la provo sempre spenta e per un bel pò, alla fine i pickup devono "solo" amplificare le caratteristiche dello strumento ed è la prima cosa che poi solitamente cambio.
Se mi trovassi in mano ad esempio un chambered che per questioni elettroniche (PU POT wiring) mi suona cupa non è che la prima cosa a cui penso sia un cambio ponte...

Ho detto sicuramente cose che già saprai immagino.

Ciao
Ale
Rispondi
***Essendo il ponte duro e ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/02/2014 ore 18:32:25
***Essendo il ponte duro e pesante, non è facile farlo vibrare. Ovviamente un oggetto pesante richiede più forza per essere mosso. La corda quindi trasmette meno vibrazioni al ponte che a sua volta ne trasmette meno al body. Il body non risuona molto e quindi la chitarra da spenta suona meno forte.***

Secondo me ogni volta che si cita questo meccanismo si commette un errore di concetto piuttosto importante, che porta a conclusioni solo apparentemente sensate, in realtà opposte alla realtà: quello che sentiamo a chitarra "spenta" NON E' la risonanza del body! E' il suono della corda.
Quando la corda è connessa ad un sistema più rigido e con maggiore massa, la sua energia viene dispersa in misura minore e di conseguenza produce un suono di volume maggiore, e con un decadimento più lungo.
Quando confronto le mie chitarre da spente, le LesPauls suonano SEMPRE molto più forte delle altre, con un sustain evidentemente più lungo e una percentuale di frequenze medio/basse sensibilmente maggiore. E il body, oltre a non risuonare (una tavola di quasi 5 cm non può, semplicemente), vibra molto meno di quello di una Strato, o una Tele, una SG, una LesPaul Junior o... una LesPaul con le camere tonali, tanto per fare un confronto il più diretto possibile.
Detto questo, penso che il materiale o la massa dell'hardware siano meno determinanti rispetto al modo in cui è montato sullo strumento: più l'assemblaggio è solido e stabile, meglio funziona. Ad esempio, restando in casa Gibson, tutti gli accorgimenti apportati dai produttori di accessori aftermarket, come i sistemi di bloccaggio dello stoptail o del Tune-o-Matic (vedi ad es. Faber: vai al link) contribuiscono a migliorare la risposta fisica dello strumento molto più che delle semplici sellette in ottone o simili.
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Re: ***Essendo il ponte duro e ...
di aalle [user #40013]
commento del 26/02/2014 ore 22:18:26
Grazie del tuo contributo,
quindi tu dici che il legno del body, per lo meno per i modelli LP, incide poco sulla sonorità.

Sono d'accordissimo che il sistema di bloccaggio incida parecchio!
Se ci sono giochi, il suono si spegne per forza!
Rispondi
Re: ***Essendo il ponte duro e ...
di Oliver [user #910]
commento del 27/02/2014 ore 00:44:54
Il legno influenza la sonorità, ma il suo influsso si percepisce quando le variazioni di massa sono sensibili: ad esempio confrontando una SG e una LesPaul, o una Stratocaster e una Lespaul.
Ancora di più andrebbe considerato il tipo di manico (sezione, essenza, metodo di costruzione) e il suo equilibrio con il body.
In ogni caso si tratta di un'influenza minore, se confrontata con quella dei pickups, delle corde e dell'hardware. Infatti quando suono la Hohner G3T, che oltre a essere senza paletta praticamente non ha quasi il body, non sento poi una differenza così abissale con le altre mie chitarre :)
Rispondi
Ogni tanto mi capita di ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 26/02/2014 ore 20:57:06
Ogni tanto mi capita di ripensare agli annunci di vendita in Italia. C'è un'espressione che ho sempre detestato, "astenersi perditempo"... astieniti tu dal vendere piuttosto, se il tuo tempo e' così prezioso.
Altra cosa che miamda in bestia: entrare in un negozio e sentirmi dire "ha bisogno?" Oppure "desidera?" Io non ho bisogno e non desidero nulla! Sei tu negoziante che hai bisogno di me è dei miei soldi se vuoi vendere e guadagnare.
E forse è per questo che trovo indisponenti le tue premesse e ti suggerirei più gentilezza. In fondo sei tu quello che cerca consiglio ;)
Comunque, finito il mio di preambolo, trovo che la leggerezza - quindi complessiva come delle parti - corrisponda ad un suono più bello per i miei gusti, pertanto ponti più leggeri hanno un suono migliore. Io ho rimpiazzato uno Schaller roller con un Tone Pros in alluminio e il risultato e' stato per me abissale. Prova tu e vedi. Personalmente ritengo la chitarra un sistema troppo imperfetto per fare valutazioni eccessivamente "scientificizzate", anche perché alla fine tutte le conclusioni sono destinate al vaglio soggettivo dell'utilizzatore. Sbagliare ed imparare e' poi anche più divertente... Costoso, ma divertente.
Rispondi
Re: Ogni tanto mi capita di ...
di aalle [user #40013]
commento del 26/02/2014 ore 22:28:38
alexus, apprezzo la tua schiettezza, e mi dispiace se ti ho 'indisposto' con le premesse.
Evidentemente non sono stato abbastanza bravo a trasmettere lo spirito ironico con cui le scrivevo.
In pratica era un modo per focalizzare la discussione cercando, evidentemente senza riuscirci, a farlo in modo allegro.

Mi trovi d'accordissimo sugli annunci che contengono 'astenersi perditempo', li trovo maleducati.

Grazie di aver anche detto quale sistema secondo te funziona meglio.
Tra l'altro mi trovi perfettamente d'accordo sul fatto che sarebbe divertente sperimentare ma per farlo, come scrivevi anche tu, bisogna avere tempo e denaro, due beni di cui preferisco fare un uso oculato perché di entrambi ne ho poco.

Permettimi, col sorriso e senza polemica, di dissentire invece sul ragionamento del negozio.
In qualsiasi transazione commerciale direi che i bisogni siano reciproci.
Il commesso ha bisogno del mio denaro, e io dei suoi prodotti, quindi è uno scambio che considero alla pari.
Non mi sento un benefattore se compro e non credo che debba sentirsi tale lui se vende.
Mi urtano quei negozianti che si atteggiano come se mi facessero un favore a vendermi qualcosa.
Quindi credo che a loro darebbe fastidio se io mi atteggiassi come se facessi loro un favore a comprare.

Ripeto che lo dico nel massimo rispetto della tua opinione ... semplicemente esprimo la mia.

Rispondi
Re: Ogni tanto mi capita di ...
di alexus77 [user #3871]
commento del 26/02/2014 ore 22:54:01
Avevo colto lo spirito, non ti preoccupare :) infatti ho reagito in modo pacato... devi vedermi quando scateno la mia genovesita'... manco Beppe Grillo ;)

Sul discorso - molto OT - cliente/negoziante, ho un punto di vista anglosassone: il venditore ha bisogno, in un regime di competizione il cliente ha opzioni, perché il prodotto, o un suo sostituto, e' sempre reperibile altrove. Quindi alla fine dei conti, non dico che il cliente gli faccia un favore, ma comunque il negoziante deve guadagnarsi il rispetto del cliente... come dicono i negozianti negli USA ai loro clienti "we appreciate your business", questo prima di tutto. Se anche in Italia si cambiasse mentalità, l'economia tirerebbe di più, ne sono sicuro.
;)
Rispondi
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