di FBASS [user #22255] - pubblicato il 20 febbraio 2014 ore 19:27
Quando si ha fisso in testa da sempre un "Sogno nel Cassetto", cioè l'ammiraglia delle Arch-Top Gibson Super 400 CES dal costo irragiungibile per le tasche di un modesto impiegato o pensionato statale, specialmente quelle al TOP prodotte nel 1958 con i P 90, ma anche l'immediato ripiego, la pur ambita Gibson L 5, non è certo uno strumento che ci si possa permettere senza intaccare il proprio conto in banca, quindi in ultima analisi ci si è rivolti all'alternativa che è stata da sempre il "Sol Levante". Con l'età e con la situazione economica che si sta vivendo in questo periodo, colpa un po' di tutti anche nostra che abbiamo vissuto un periodo al di sopra delle nostre stesse possibilità economiche reali, purtroppo i primi tagli che per forza di cose abbiamo dovuto attuare sono stati quelli alle "Spese Voluttuarie" e noi chitarrodipendenti cronici, da sempre affetti dal virus inguaribile definito GAS, ci siamo rivolti a strumenti alternativi di cui nemmeno pensavamo l'acquisto in tempi migliori, scoprendo però di quanto ci eravamo invece sbagliati. Tornando a fine anni 60s in cui si suonava e un po' si guadagnava tanto da poterci permettere qualche spesa in più ricadente nel concetto di lusso di allora, già comperare strumenti germanici era un passo avanti rispetto alle nostre chitarre italiche degli inizi, caso personale Meazzi - Hofner - Framus, cioè Hollywood Meazzi Franco Cerri, Hofner Lap Steel mod.111 e Framus 5/150 :
Poi, anche perchè non c'erano altre alternative, visto che le Ibanez del periodo "Cloni" si sono viste a fine decennio anni 70s, la corsa fu all'usato di marca, Fender e Gibson ma con prezzi ancora onesti e decenti dato che non c'era ancora il molto deleterio fenomeno del "Vintage", da sempre una deprecabile speculazione e basta su strumenti a volte da appendere solo al chiodo, senza parlare del triste ed ancora più squallido fenomeno del "Relic". Una chitarra o un basso usati di marca erano strumenti da vendere ad un costo onestamente al di sotto del nuovo e molti ne sono passati anche tra le mie mani, magari ancora utilizzabili quasi al pieno, non c'era anche la brutta abitudine di relicarli apposta ma erano solo vissuti realmente. Poi in tempi recenti si sono viste marche prestigiose passate alle concorrenti di una volta, la prima però fu la Epiphone nel 1957, causa scelte manageriali sbagliate e l'acquisto voluto dal grande presidente della Gibson Ted McCarty; significativo il fatto che una tra queste fu la Gretsch che aveva prodotto ad inizio degli anni 50s l'altra chitarra dei sogni di molti chitarristi, me compreso, la G6120 G Brand, di cui si parlò molto nel 1950 a causa di una vertenza legale con la Fender per il nome dato alla prima chitarra di Leo, acquistata proprio da Fender ed oggi con produzione in Cina e zone limitrofe ma sempre con gli occhi a mandorla. Anche le due Fender un po' dimenticate oggi però sono state riabilitate
Cercavo una versione Electromatic della stessa G6120, anche se con pickup tipo Filtertron e non Dynasonic, quando mi sono imbattuto in questo modello di cui avevo sentito parlare all'epoca dei Beatles ma che non avevo mai preso in considerazione, invece dopo averla comperata a prezzo stracciato come ex-demo.
Ma adesso è la chitarra che uso di più, almeno a casa, insieme alle due economiche che hanno sopperito alla mancanza di L 5 e SG Standard, la prima non a portata del mio portafoglio e la seconda data in permuta, era del 1973 ed aveva il Bigsby marcato Gibson anche perchè legata ad una mia fissazione "scaramantica", che sono la Ibanez AF 85 VLS e la Epiphone SG 400, mentre la Gretsch è la Electromatic G5220 Junior Jet II, eccole in coppia con la stessa :