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pensiero

di giorgio montanari [user #6752] - pubblicato il 12 luglio 2005 ore 15:31
"L'arte resta arte fin tanto che é percepita come tale."Confesso: la frase é, nell'impianto, di Lévi-Strauss, ma lui parla di mito e non di arte.

"L'arte resta arte fin tanto che é percepita come tale."

Confesso: la frase é, nell'impianto, di Lévi-Strauss, ma lui parla di mito e non di arte.


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Lévi-Strauss
di bullfrog [user #3731]
commento del 12/07/2005 ore 15:5
ma chi quello dei jeans ?Ma l'arte, a differenza dei miti, puo' essere creazione puramente individuale? ... o necessita di "contaminazioni"? .... non so che cavolo ho detto ma mi pare di averlo detto bene.... :-)Ciao !!!
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arte
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 12/07/2005 ore 16:0
No, é un ultra-novantenne, grande antropologo francese.Per me, anche i miti sono creazioni individuali e come la musica hanno basi sociali e, forse, strutture profonde immutabili. Le contaminazioni ci sono sempre. Non si scappa dal contesto e dalle influenze a cui sei sottoposto.Il fatto é che molta arte contemporanea non é né trattata né percepita come arte. Se un tizio qualunque trova un Raffaello in una cantina lo vede subito (anche per abitudine ad un certo tipo di arte, é ovvio), mentre un Burri lo caccia via senza pensarci. Ti ricordi di quel tale che tirò giù dall'albero a Milano quel manichino di bimbo impiccato ed ebbe guai con la legge perché aveva fatto scempio di un'opera d'arte, ché quello era l'idea dell' "artista" che lo aveva appeso al ramo?
Rispondi
Re:arte
di bullfrog [user #3731]
commento del 13/07/2005 ore 09:2
non sapevo la storia del tale di milano, ma questo mi fa pensare che ogni "artista" possa definire una sua creazione "arte" molto arbitrariamente... anche perche' forse non ci sono canoni oggettivi che stabiliscono quando una cosa e' arte o solo, in questo caso, una cosa macabra. Alla fine e' la societa' che stabilisce tutto? Non e' come quando proviamo ad esempio un Fuzz e stabiliamo che quello che secondo noi suona meglio e' spesso "quello con un nome"? Come fare a fuggire da tutto questo? ;-)Ciao grande !!
Rispondi
Re:arte
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 13/07/2005 ore 10:2
Temo non si sfugga, ahimé. Anche i gusti raffinati, i gusti elitari e un po' snob non sfuggono a questo problema: esiste un consenso che legittima il gusto ed esiste un contesto che lo forma e lo determina. Britney ha un consenso largo ma di gente socialmente mal considerata, per via anche di un comportamento manifesto che mostra poca personalità nei gusti e fiducia cieca nel mercato. Chi ascola, invece, i Gentle Giant ha un comportamento che la società definisce più positivamente e viene legittimato da un gruppo specifico. Insomma, tra l'originaloide e il raffinato passa poca differenza: solo la reazione che suscita in società e la ricerca (più o meno volontaria) di questa reazione.Per gli strumenti musicali: il gusto per il suono viene stabilito in termini sociali e non assoluti. Così un pedalino fatto male e che nessuno vuole perché non rispetta i canoni del momento assurge a simbolo vivente della perfetta distorsione quando l'artista tal-dei-tali, per varie ragioni (gusto personale - determinato dal suo specifico contesto e dal suo bagaglio di esperienze -, endorsement, ecc...), lo utilizza in un disco.Come comportarsi? La morte degli assoluti non ha cambiato il modo di funzionare delle cose, ma solo la sua percezione e, di riflesso, il modo in cui ci rapportiamo ad esso e lo creiamo. Cerchiamo, dunque, di agire seguendo il gusto, non più assoluto, ne siamo consapevoli, che però eleggiamo a primo gusto. Non possiamo certo farci travolgere dall'immondizia: se il nostro pensiero é debole quello dell'industria non lo é di certo. Continuiamo a fare arte, a cercare il bel suono al di là del nome (in modo, forse, un po' snob, ma efficace), continuiamo a vivere la musica come musica e non come carta da parati o modo di fare soldi. Continuiamo, così, a vedere nell'arte troppo cerebrale e poco estetica la morte dell'arte perché essa é solo filosofia visuale, un bel concetto (non troppo originale, spesso) in brutte forme. E l'arte é fatta di forme. L'arte é fatta di bellezza: l'arte non può che essere bella, anche quando rappresenta il brutto. Attacchiamoci così al carro che é stato arbitrariamente eletto ad arbitro dell'eleganza, dal quale provengono note e armonie che noi giudichiamo belle, che la società ha etichettato come musica colta o raffinata. Manteniamo, però, un piede nella nostra individualità e riconosciamo che, a volte, il business musicale produce belle cose, che, a volte, la reginetta pop del momento ha fatto un bel pezzo, e così via. Non bisogna avere paura delle proprie opinioni, anche se non c'é più un autorità eterna che ci dice che queste sono le idee giuste. L'unico arbitro, oggi, é l'individuo. L'individuo che nasce in società e vive in società. Citando ancora Lévi-Strauss, l'uomo non si aliena da se stesso e perde la sua condizione di umanità, ma l'alienazione, il compromesso e il dialogo con la società sono necessari per la vita in società, se no siamo dei pazzi o, al peggio, degli originalodi. Anche se, a volte, bisogna lottare con la società per farle accettare le idee in cui crediamo (che, in un modo o nell'altro, vengono proprio dalla società stessa: perché l'individuo é prodotto e membro della società e perché é la società che dà all'individuo gli strumenti per "parlare" e per essere qualcuno).Scusa la sbrodolata. Ciao!
Rispondi
Re:arte
di platoblues [user #3866]
commento del 13/07/2005 ore 18:0
...l'artista di cui parlate è, se non erro, Maurizio Cattelan (lo stesso della statua di cera raffigurante il papa colpito da un meteorite) ;-) Per quanto riguarda la caduta degli assoluti, c'è sempre la trappola di trasformare in assoluto l'arbitrio stesso dell'individuo, per la solita storia che se è tutto soggettivo, almeno questo non sarà soggettivo, ossia 'che tutto è soggettivo'. Se fosse soggettivo anche il fatto che 'tutto è soggettivo', allora potrebbe anche darsi che possa essere l'opposto, ossia, non che tutto è oggettivo (contrario) ma che 'qualcosa puo non essere soggettivo' (opposto per contraddittorietà) ;-DRicordo ancora le scornate con Yaso! :-)...scusate la sbrodolata con triplo avvitamento e caduta sui denti! ;)))CiauzzzPlato
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hai ragione
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 13/07/2005 ore 18:0
Logicamente non si può dire "tutto é relativo", ma si può dire "penso/credo che tutto sia relativo". Visto che il pensiero o la credenza soggettive sono il fondamento del pensiero, si può benissimo elidere la prima parte. C'é qualcosa che non torna... Ne sono consapevole, ma cosa?Comunque, il problema é che abbiamo un linguaggio e un pensiero che si basa su assoluti, ma ci scontriamo con una realtà che, stranamente, percepiamo come relativa. Oggi.Ciao
Rispondi
Re:hai ragione
di platoblues [user #3866]
commento del 13/07/2005 ore 18:2
....è quel TUTTO che ci frega: non lasciando fuori di se che il nulla (o meglio: non lasciando nulla fuori di se) è già esso un assoluto! ;-) Così a volte anche il relativista più convisto si frega da solo appena utilizza quella parolina magica: TUTTO è relativo! :-DCiao mitici! Plato
Rispondi
Re:hai ragione
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 13/07/2005 ore 19:3
Ogni soggetto ha un punto di vista particolare, ma ogni soggetto (con metodo e teoria adatta) può superare la sua parzialità (già contaminata dall'altro, s'intende) e riconoscere e tenere conto delle altrui specificità (aggiungo che si possono riconoscere leggi generali dove, apparentemente, regna l'idiosincrasia o dove riconosciamo regole di grammatica superficiale). Può anche fare meta-discorsi sulla parzialità delle cose senza essere parziale (o essendolo in grado minore). Così il dire che tutto é relativo si colloca al di sopra delle proposizioni particolari. E' certamente una proposizione particolare e soggettiva, ma tiene conto di tutte le altre soggettività arrivando così a quello che generalmente chiamiamo oggettività. Possiamo anche prenderla per una proposizione che descrive il sistema o le regole cardine del sistema e che non é soggetta alle sue leggi.Comunque, insisto: il pensiero debole é meglio lasciarlo stare... Le menate buonistico-relativiste si possono anche lasciare dove sono perché rischiano di creare una realtà che invece vorrebbero descrivere, per poi farsi fregare da piccoli dittatori intellettuali (marketing). Conviene così una sana posizione stabile, intelligente, conscia dei propri limiti, non troppo invadente, ma anche non troppo insicura da farsi fregare.Ciao! Aspettiamo i samples (io rimando i miei a future permute e acquisti post-estivi - dindini permettendo - per lo meno per delle casse che reggano la botta dei pedali: il Kay sta vacillando ;))
Rispondi
Re:hai ragione
di platoblues [user #3866]
commento del 13/07/2005 ore 22:2
...ottimo punto di vista. Domani ho le prove col gruppo, poi in questi giorni inizio a registrare i samples clean, poi crunch e lead. Spero di non metterci troppo e non far pastrocchi! :-)CiàPlato
Rispondi
Re:hai ragione
di bullfrog [user #3731]
commento del 14/07/2005 ore 08:5
Ragazzi con questi ultimi post mi avete steso :-) leggerli alle 8 di mattina con 3/4 di neuroni ancora addormentati e' una cosa devastante... dopo pranzo provo a rileggerli :-)ciao grandi!!
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